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Johnny Bench

Johnny Lee Bench

Nickname :"Hands"

Nato: 7 Dicembre 1947 a Oklahoma City - OK
Debutto: 28 Agosto 1967
Batte: destro / Tira: destro

Johnny Lee Bench nasce il 7 dicembre 1947 a Oklahoma City. Giocò a baseball e a basket diplomandosi con il massimo dei voti presso la Binger High School a Binger, Oklahoma. Nativo Americano della tribù dei Choctaw per 1/8 di discendenza. Il padre gli disse che il percorso più veloce per diventare un major leaguer era giocare da catcher. A Bench fu insegnato di tirare, dalla posizione di catcher, ad una distanza di 254 piedi (due volte la distanza fra casabase e la seconda base). Con il suo rapido movimento, dalla posizione accucciata, e la perfezione dei tiri è stato d'esempio per tutti i catcher. Bench fu scelto per 36esimo nel secondo turno del draft amatoriale del 1965 dai Cincinnati Reds, e giocò nelle minor league con i Buffalo Bisons nel 1966 e 1967 prima di essere chiamato dai Reds nel mese di agosto del 1967. Battè solo .163, ma impressionò con la sua difesa e il forte braccio di tiro, tra questi anche l'Hall of Famer Ted Williams che gli autografò una palla da baseball e predisse che il giovane ricevitore sarebbe diventato "di sicuro un Hall of Famer!" La predizione di Williams alla fine diventò realtà con l'elezione di Johnny Bench nella Hall of Fame nel 1989. Durante una partita dello spring training del 1968, Bench stava ricevendo il veterano pitcher destro Jim Maloney che una volta era stato un lanciatore di palla veloce, ma gli infortuni avevano ridotto drasticamente la velocità della sua fastball. Maloney cercò più volte di ingannare il suo giovane catcher lanciandogli la palla veloce al posto della breaking ball che Bench chiedeva. Bench esasperato senza mezzi termini disse a Maloney, "La tua palla veloce non è esplosiva". Maloney gli rispose con un epiteto. Per dimostrare a Maloney che la sua palla veloce non era più efficace, Bench gli chiese una veloce, e dopo che Maloney rilasciò la palla, fece cadere guantone e comodamente catturò a mani nude la sua fastball. Bench era il catcher dei Reds il 30 aprile del 1969, quando Maloney lanciò una no hit contro gli Houston Astros. Bench vinse il National League Rookie of the Year Award nel 1968, battendo .275 con 15 fuoricampo e 82 RBI, diventando il primo catcher a vincere il premio. Vinse anche il NL Gold Glove Award dei ricevitori nel 1968, ed era la prima volta che il premio veniva vinto da un rookie. I suoi 102 assist nel 1968 stabilirono la prima volta in 23 anni che un catcher effettuava più di 100 assist in una stagione. Nelle statistiche finali della stagione 1970, Bench divenne il più giovane (22 anni) a vincere il National League Most Valuable Player Award, battendo .293, leader della NL con 45 fuoricampo e il record della franchigia con 148 RBI, aiutando i Reds a vincere la National League West Division. I Reds spazzarono i Pittsburgh Pirates nelle National League Championship Series, ma persero con i Baltimore Orioles nelle World Series. Bench ebbe un altro anno veramente forte nel 1972, ancora una volta vinse il Most Valuable Player Award e fu leader della NL nei fuoricampo (40) e RBI (125), per contribuire a spingere i Reds ad un altro titolo della NL West Division, e alla vittoria in cinque game contro i Pittsburgh Pirates nelle National League Championship Series del 1972. Uno dei suoi più drammatici fuoricampo è stato probabilmente quello colpito nel nono inning, da leadoff, in campo opposto nel partita finale delle National League Championship Series del '72. Il fuoricampo solitario pareggiò la partita, 3-3, e i Reds vinsero più tardi nell'inning su un lancio pazzo, 4-3. Venne salutato dopo la partita come "uno dei grandi clutch home run di tutti i tempi". Ciò nonostante, i Reds persero nelle World Series con la fortissima squadra degli Oakland Athletics in sette partite. Nell'inverno del 1972, gli fu rimosso un tumore benigno dal polmone. Nonostante l'intervento Bench rimase produttivo, però non colpì mai nuovamente 40 home run in una stagione. Nel 1973, Bench realizzò 25 fuoricampo e 104 RBI, ma aiutò i Reds a recuperare un deficit di 10 partite e 1/2 nel mese di luglio sui Los Angeles Dodgers e vincere il più alto numero di partite (99) nella League, rivendicando un'altra National League West Division. Nelle National League Championship Series del '73, i Reds si scontrarono con i New York Mets che avevano vinto solo 82 partite nella regular season, ma vantavano tre dei migliori lanciatori partenti della NL: il futuro Hall of Famer Tom Seaver, Jerry Koosman e Jon Matlack. Il trio incatenò il forte attacco dei Reds aiutando i Mets ad arrivare alle World Series. Nel 1974, Bench fu leader della League con 129 RBI e segnò 108 punti, diventando il quarto ricevitore nella storia della Major League con più di 100 punti e RBI nella stessa stagione. I Reds vinsero il secondo maggior numero di partite nelle major (98), ma persero la West Division con i Los Angeles Dodgers. Nel 1975, i Reds finalmente sfondarono nella post season. Bench contribuì con 28 fuoricampo e 110 RBI. I Reds spazzarono i Pirates in tre partite per vincere le National League Championship Series e sconfiggere i Boston Red Sox in una memorabile World Series in sette partite. Bench ebbe uno dei suoi peggiori anni nel 1976, colpendo solo 16 fuoricampo e 74 RBI. Tuttavia, recuperò nelle National League Championship Series battendo con una media di .385 contro i Philadelphia Phillies. Le World Series del 1976 furono un testa a testa con i New York Yankees e il loro catcher, Thurman Munson. Bench all'altezza della situazione, colpì .533 con due fuoricampo mentre la media di Munson fu di .529. Bench trascinò i Reds alla vittoria delle World Series e venne insignito del Most Valuable Player per la sua performance. Alla conferenza stampa dopo la vittoria, al manager dei Reds Sparky Anderson fu chiesto da un giornalista di confrontare Munson con il suo catcher Johnny Bench. Anderson rispose: "Non voglio mettere in imbarazzo qualsiasi altro catcher paragonandolo a Johnny Bench". Questa serie fu toccata da molte polemiche dopo la risposta di Sparky Anderson, perchè anche Duke Snider, ex Dodgers, entrò nel merito dicendo che Bench sarebbe stato solamente "abbastanza buono" a far da secondo a Roy Campanella. Riprese a battere 31 fuoricampo e 109 RBI nel 1977, ma i Reds avrebbero raggiunto solo ancora una volta la post season durante la carriera di Bench, quando nel 1979 i Reds furono spazzati in tre partite dai Pirates nelle National League Championship Series. Per le ultime tre stagioni della sua carriera, Bench ricevette solo 13 partite e giocò per lo più in prima base o in terza base. I Cincinnati Reds proclamarono il 17 settembre 1983 il "Johnny Bench Night" al Riverfront Stadium. Durante la partita colpì il suo 389° e ultimo home run. Si ritirò al termine della stagione e questo è il suo blasonato palmares:

• 14 volte All-Star

• 389 HR (Il suo record di 327 HR da catcher fu superato poi da Carlton Fisk)

• Leader della Lega nelle basi totali con 315 nel 1974. Fu l'unica volta che un catcher si classificava al primo posto della League in questa categoria.

• Leader della Lega in HR per due volte con 45 nel 1970 e con 40 1972 .

• 10 Gold Glove Award (1968, 1969, 1970, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975, 1976, 1977)

• MVP della NL nel 1970 e 1972.

• Leader in RBI della NL per tre volte: 1970 (148), 1972 (125) e 1974 (129).

• 100 e più colti rubando, ogni anno, nelle sue prime 13 stagioni

• 2048 valide in carriera per una media battuta di .267

• 1376 RBI

• Percentuale difesa in carriera di .991

• Bench ha vinto anche premi come il Lou Gehrig Memorial Award (1975), il Babe Ruth Award (1976), e l'Hutch Award (1981).

Bench rese popolare il guantone da ricevitore a cerniera, introdotto da Randy Hundley dei Chicago Cubs. Iniziò ad usare questo guanto, dopo un infortunio al pollice della mano di tiro nel 1966. Il guanto permetteva a Bench di tenere il braccio di tiro in tutta sicurezza di lato quando riceveva il lancio. Per la fine del decennio, il guantone a cerniera divenne l'attrezzatura standard dei ricevitori. Bench aveva mani enormi (una famosa fotografia lo ritrae con sette palle da baseball che tiene nella mano destra), e aveva anche la tendenza a bloccare i lanci che rimbalzavano per terra con la mano al posto del modo più comune e fondamentalmente corretto: inginocchiandosi e bloccando la palla con la pettorina per tenere la palla davanti. Bench venne eletto nella Hall of Fame nel 1989, insieme a Carl Yastrzemski. nel suo primo anno di eleggibilità, ricevendo il 96% dei voti, la terza percentuale più alta in quel momento. Nel 1986, Bench era stato inserito nella Cincinnati Reds Hall of Fame e la sua casacca # 5 fu ritirata dalla squadra. Attualmente fa parte del Consiglio di Amministrazione per la Cincinnati Reds Hall of Fame. Nel 1999, Bench fu classificato al 16° posto nella lista di The Sporting News dei 100 più grandi giocatori di baseball ed era il catcher di più alto rango. Bench è stato anche eletto nel Major League Baseball All-Century Team come il top dei ricevitori. Nell'ambito del Golden Anniversary della Rawlings Gold Glove Award è stato selezionato per l'All-Time Rawlings Gold Glove Team. A partire dalla stagione 2000 di baseball del college, il miglior ricevitore collegiale riceve annualmente il Johnny Bench Award. Famosi vincitori sono stati Buster Posey della Florida State University, Kelly Shoppach della Baylor University, Ryan Garko della Stanford University, e Kurt Suzuki di Cal State Fullerton. Nel 2008, Bench scrisse il libro Catch Every Ball: How to Handle Life's Pitches con Paul Daugherty, pubblicato da Orange Frazer Press. Nel 1979 fu pubblicata la sua autobiografia Catch You Later scritta assieme a William Brashler. Bench lavorò anche come broadcaster commentando le partite in televisione e alla radio, ed è un grande appassionato di golf dove ha giocato in diversi tornei Champions Tour. Nel 2004, Bench subì un intervento chirurgico di sostituzione dell'anca. Gli anni da ricevitore avevano messo sotto stress la sua articolazione dell'anca, diventando fortemente artritici e il dolore era diventato insopportabile. Il 17 settembre 2011, i Cincinnati Reds eressero una statua di Bench nell'ingresso della Reds Hall of Fame al Great American Ball Park. L'appariscente statua in bronzo creata da Tom Tsuchiya, mostra Bench nell'atto di tirare per eliminare un corridore. Durante l'inaugurazione della sua statua Bench disse che questo era "il suo più grande momento".

Il giovane Johnny Bench, a destra, con la divisa dei Buffalo Bisons nel 1966

La protesta dei Reds sulla decisione presa dagli arbitri nel secondo inning della gara del 28 maggio 1969 perchè il fuoricampo di Johnny Bench (# 5), a destra, che si allontana disgustato, è stato giudicato un doppio. La decisione rimase nonostante le prove che la palla aveva colpito la parte superiore della fascia gialla

In questa foto, dove manca l'esterno sinistro Alex Johnson, c'è il lineup titolare dei Reds utilizzato quasi sempre nella stagione 1969. Da sinistra a destra, Tommy Helms (2B), Johnny Bench (C), Lee May (1B), Tony Perez (3B), Pete Rose (RF), Bobby Tolan (CF) e Darrel Chaney (SS). Tolan disse che i migliori battitori della squadra chiamavano il lineup "Nasty Six and the Two Judy's". I Nasty battevano nell'ordine da 1 a 6 (ognuno di loro aveva battuto almeno 15 fuoricampo e almeno 80 RBI), e i Judy (da Punch and Judy) erano Helms e Chaney, che erano single hitter. Questa squadra dei Reds fu la prima conosciuta come la "Big Red Machine", dal nomignolo affibbiato loro dal giornalista sportivo di Los Angeles Bob Hunter nel 1969

La famosa foto di Johnny Bench che tiene sette palle da baseball nella mano destra nel maggio del 1971

Bob Watson degli Houston Astros (# 27) è intrappolato tra il ricevitore dei Reds Johnny Bench (# 5) e il terza base Pete Rose (# 14) nella partita del 1 luglio del 1975

Johnny Bench batte il fuoricampo da due punti nel quarto inning di Gara 3 delle World Series del 1975 contro il pitcher Rick Wise dei Boston Red Sox. Il catcher è Carlton Fisk e l'arbitro è Larry Bernett

Johnny Bench (# 5) abbraccia il rilievo Will McEnaney mentre Pete Rose (# 14) accorre a festeggiare dopo l'ultimo out in Gara 7 delle World Series del 1975

Johnny Bench, a destra, versa lo champagne sulla testa del manager dei Reds Sparky Anderson dopo la vittoria del titolo della National League Western Division nel 1976

Johnny Bench, lava il presidente dei Cincinnati Reds Dick Wagner con una sputacchiera piena di champagne nella clubhouse il 29/9/79, per festeggiare la vittoria della National League West division. A destra, il broadcaster Joe Nuxhall, anche lui bagnato, continua imperterrito a intervistare Wagner

Johnny Bench, al centro senza cap, riceve un saluto regale dai suoi compagni di squadra dopo aver battuto il 358° home run della sua carriera sabato 9/5/81 al Riverfront Stadium

Il prima base Johnny Bench prende una rimbalzante alla sua destra, nell'ottavo inning della partita del 10 maggio 1981 contro gli Astros, per poi girarla in seconda ed eliminare il corridore forzato

Johnny Bench, a destra, è affiancato da altri tre ex membri (da sinistra, Pete Rose, Tony Perez e Joe Morgan) della "Big Red Machine" di Cincinnati durante le cerimonie per il suo ritiro nel pre partita a Philadelphia il 18 luglio 1983. Più tardi, Bench colpirà un homer nel settimo inning portando i Reds a vincere sui Phillies, 5-2

Johnny Bench dà il cinque a Paul Householder dopo aver battuto il suo fuoricampo da due punti nel terzo inning della partita del 17 settembre 1983 contro gli Astros

Il manager dei Detroit Tigers Sparky Anderson, a sinistra, parla con l'ex ricevitore dei Cincinnati Reds Johnny Bench e il coach Alex Grammas al Cincinnati Riverfront Stadium prima della partita di giovedi 9/5/85

Johnny Bench alza la targa con la sua casacca # 5 durante la cerimonia del ritiro del suo numero da parte dei Reds avvenuto il 1 settembre 1996. Al suo fianco, a destra, il figlio Bobby Binger e, a sinistra, Marge Schott, CEO dei Reds

Da sinistra: Davey Concepcion, Johnny Bench, Tony Perez, Joe Morgan, George Foster e Ken Griffey Jr. in rappresentanza di suo padre Griffey Sr. durante la serata di gala della Cincinnati Reds Hall of Fame del 20 settembre 2004

I Reds Hall of Famers: Johnny Bench (a sinistra), Joe Morgan, Tony Perez, George Foster, Ken Griffey, Sr., Dave Concepcion, Jack Billingham, Clay Carroll, Mario Soto, Wayne Granger, Jim Maloney, Leo Cardenas, Tommy Helms, Jim O'Toole e Sparky Anderson durante la serata di gala della Cincinnati Reds Hall of Fame del 20 settembre 2004

L'Hall of Famer Johnny Bench appoggia le mani sulla placca che riproduce le sue mani e gli spikes esposta con altri cimeli alla Reds Hall of Fame and Museum del Riverfront Stadium in occasione della mostra a lui dedicata il 26 marzo 2011

Johnny Bench con una replica della sua statua durante la cerimonia del 17 Settembre 2011 che aveva preceduto la partita con i Milwaukee Brewers. Prima della cerimonia sul campo, era stata scoperta la statua posta all'esterno della Reds Hall of Fame and Museum al Great American Ball Park

La statua di Johnny Bench all'esterno della Reds Hall of Fame and Museum al Great American Ball Park

La targa di Johnny Bench nella Hall of Fame a Cooperstown

 

Joe DiMaggio

Joseph Paul DiMaggio Jr.

Nickname : "Joltin' Joe" o "Yankee Clipper"

Nato: 25 Novembre 1914 a Martinez – California
Morto: 8 Marzo del 1999 a Hollywood – Florida
Debutto: 1936 / Posizione: OF
Batte: destro / Tira. Destro

Joe DiMaggio, la cui carriera con l’uniforme dell’esterno centro degli Yankees è stato un simbolo nella cultura americana, è morto l’8 marzo del 1999, all’età di 84 anni, a Hollywood – Florida. La morte di uno dei giocatori più leggendari del baseball è avvenuta un mese prima che egli potesse effettuare il lancio della prima palla per gli Yankees nell’Opening Day. Gran parte dei suoi ultimi giorni gli ha dovuti passare con un respiratore a causa di un tumore, diagnosticato nel 1998, che per ben due volte rischiò di ucciderlo prima dell’intervento che ebbe luogo in ottobre. La sua morte è stata ricordata con cerimonie, servizi e spot in tutto il paese ed è stata soprattutto celebrata dagli Yankees che si trovavano a Tampa per le partite dello spring training. Fuori dello stadio, vicino alla sua piastra della Hall of Fame, i fans dello Yankees Clipper hanno portato fiori e altri ricordi. La sua carriera ha avuto momenti incredibili : 56 partite consecutive con almeno una valida nel 1941. Ha giocato in 10 World Series e 11 All Stars e ha terminato con una media battuta vita di .325, 2214 Bv, 1537 RBI, 1390 punti, 361 HR e appena 369 strikeouts. Di Maggio, figlio di un pescatore, era nato nel 1914 a Martinez in California e subito dopo la famiglia si trasferì a North Beach vicino a S. Francisco. Anche i suoi due fratelli, Dom e Vince, diventarono famosi giocatori di baseball. Negli anni trenta e all'età di 17 anni, giocava meravigliosamente per i San Francisco Seals e fu messo sotto contratto dai New York Yankees che gli assegnarono il n. 5. Con il suo arrivo gli Yankees costruirono una delle più forti linee di giocatori di tutti i tempi assieme a Ruth (3) e a Gehrig (4). Cominciò a giocare con la casacca degli Yankees nel 1939 e vinse l’AL per il numero di battute valide, ripetendosi nel 1940. Le sue 56 partite consecutive con almeno una valida furono ottenute nel 1941 con una media battuta di .408 e 15 HR. Si sposò con Dorothy Arnold nel 1939 ed ebbe un figlio, Joe Jr., nel 1941. Si separò nel 1944. Lasciò il baseball nel 1942 per partecipare alla 2a guerra mondiale e solo nel 1946 ritornò a giocare. Decise di chiudere la sua carriera nel 1951 a causa dei molti problemi fisici che non gli permettevano di tenere i suoi standard e rinunciò allo stipendio miliardario di 100000 $. Eletto nella Hall of Fame nel 1955 con 223 voti su 251. Nel 1954 sposò l’attrice Marilyn Monroe ma il matrimonio durò appena nove mesi. Non si sposò mai più e dopo la morte della Monroe nel 1962, si racconta che ogni settimana per 20anni abbia portato delle rose sulla sua tomba. Nel 1969 in occasione della Celebrazione del Centenario del Baseball fu nominato il più grande giocatore vivente.

Lo sapevate….. Nel 1933, otto anni prima del record delle 56 partite consecutive con almeno una valida, giocando per i S. Francisco Seals nella Pacific Coast League, battè valido in 61 partite consecutive.

 

Don Drysdale

Donald Scott Drysdale

Nato: 23 Luglio 1936 a Van Nuys, California
Morto: 3 Luglio 1993 a Montreal
Debutto: 1956 / Posizione: Pitcher
Batte: destro / Tira: destro

Don Drysdale e Sandy Koufax formarono una delle coppie di pitcher più riuscite del baseball. Insieme, vinsero quattro pennant della NL. L'intimidazione era la chiave del gioco di Drysdale tanto da realizzare un record carriera della NL con 154 battitori colpiti. Il suo arsenale di lanci includeva il “ brushback” (tipico lancio molto vicino al battitore per tenerlo lontano dal piatto) e una fastball laterale.
Alcuni dei record di Drysdale includono:
- 25 vittorie nella stagione 1962 e Cy Young Award.
- 58.2 inning senza conceder punti agli avversari nel 1968. Il record fu poi superato da Orel Hershiser.
- 6 shutout consecutive.
- Detiene il record come pitcher, assieme a Don Newcombe, per aver battuto 7 HR.
- Nel 1965, era l'unico dei Dodgers con media battuta .300.
- Leader della NL negli strikeouts per 3 volte.
- Un Era vita di 2,95. In 8 delle sue 14 stagioni nelle Majors ha ottenuto un Era sotto i 3.00.

Drysdale ha fatto il suo debutto nel 1956 quando i Dodgers erano ancora a Brooklyn. Nel 1958, la squadra si trasferì in California. Quando andò in pensione nel 1969, Drysdale era l'unico pitcher rimasto della rotazione dei Dodgers di Brooklyn. Giocò per 14 anni per un solo manager : Walter Alston. Drysdale ha lanciato in 5 World Series (1956, 1959, 1963, 1965, 1966). In 7 partite, con un totale di 39,2 innings, ha ottenuto 3 vinte -3 perse, 36 strikeouts e un Era di 2,95. Dopo il ritiro fece l'annunciatore per parecchie squadre compresi i Dodgers e gli Angels. È stato eletto nella Hall of Fame nel 1984.

 

Rollie Fingers

Roland Glen Fingers

Nato: 25 Agosto del 1946 a Steubenville - Ohio
Debutto: 1968 / Posizione: Pitcher
Batte: destro / Tira: destro

Rollie Finger, che nei suoi primi anni di carriera a Oakland gravitava fra il bullpen e la rotazione dei partenti, decise egli stesso di diventare un rilievo. La mossa risultò molto saggia. Finger viene ricordato sia per i suoi “mustache” a manubrio come per il suo slider devastante. Ha vinto 341 salvezze in carriera ed è stato il leader della Lega per tre volte. Giocò nelle Majors per 17 anni ottenendo un record di 20 e più salvezze/anno in 10 stagioni. In due stagioni, 1977 e 1978, superò le 30 salvezze e fu leader della Lega con 35 e 37 (il suo massimo in carriera). Durante i suoi primi anni a Oakland, ha giocato 35 partite da partente, completandone però solo 4. Ha vinto 17 o più salvezze per stagione negli anni dal 1971 al 1976, ma doveva dividere le salvezze con il suo compagno di squadra Darold Knowles. Nel 1976 il proprietario degli Oakland, Charlie Finley, cercò di vendere Finger e l’esterno Joe Rudi ai Boston Red Sox per 1 milione $ ciascuno. L'affare fu vietato dal commissioner e Finger firmò nel 1977 con San Diego come free agent. Dopo due stagioni con 30 e più salvezze, cominciò ad avere alcuni problemi al braccio. Nel 1980 fu ceduto ai St. Louis in un trasferimento che coinvolgeva 11 giocatori. Cinque giorni più tardi, fu trasferito ai Brewers in uno scambio con 7 giocatori. Una delle sue stagioni migliori fu il 1981 mentre stava lanciando per i Brewers. Finì la stagione con 6 vinte e 3 perse e 28 salvezze (leader dell’AL). Lanciò 78 innings in 47 partite ottenendo un'Era di 1,04. Questi risultati gli fecero guadagnare sia l’MVP che il Cy Young dell’AL. Finger giocò per le seguenti squadre: Oakland (1968-1976), San Diego (1977-1980) e Milwaukee (1981-1982, 1984-1985). Nella stagione 1983 rimase fermo per problemi al braccio. Ha fatto la sua apparizione in 16 partite, delle 3 World Series disputate, con 2 vinte e 2 perse e 6 salvezze in 33,1 innings lanciati. Ha realizzato un'Era di 1,35 nelle World Series. Rollie Finger fu eletto nella Hall of Fame nel 1992.

 

Jimmie Foxx

James Emory Foxx

Nickname : "The Beast Double-X", " Jimmie" o "Jimmy"

Nato: 22 Ottobre 1907 a Sudlersville, Maryland
Morto: 21 Luglio 1967 a Miami, Florida
Debutto: 1925 / Posizione: 1B
Batte: destro / Tira: destro

Jimmie Foxx era giustamente soprannominato “The Beast” per il suo il fisico possente. Dal 1932 al 1940 è stato sicuramente uno dei più grandi giocatori dell’AL. Per la sua potenza vinse per tre volte l’MVP (1932, 1933 e 1938), fu secondo nel 1939, e fu eletto nella top ten dei migliori giocatori nel 1934 e nel 1940. Partecipò all’All Stars ogni anno dal 1933 al 1941, vinse la Triplice Corona nel 1933, leader della Media Battuta nel 1938 e per 4 volte si aggiudicò il titolo per il maggior numero di HR dell’AL. Nel 1932 realizzò 58 HR (Babe Ruth ne aveva battuti 41). Colpì 30 e più HR in 12 stagioni consecutive e fu il secondo giocatore nella storia del baseball a raggiungere il tetto dei 500 HR. Foxx debutta con i Philadelphia Athletics nel 1925 all'età di 17 anni. Foxx fu scoperto dall’ Hall of Famer Frank "Home Run" Baker che lo portò a Filadelfia. Già dal 1928, si stava trasformando in una pedina importante dell'attacco, battendo .328 con 13 HR e 79 RBI. Foxx, nel 1929, a 21 anni appena, esplose sulla scena con 33 HR e 118 RBI. Ha segnato 100 e più punti ogni stagione fino al 1942. Nelle World Series del 1930 battè un HR contro Burleigh Grimes dei Cardinals nella parte alta del nono inning consentendo agli As di portarsi sul 2 a 0. Gli Athletics si aggiudicarono anche gara tre per 7 a 1. In tre World Series, Foxx ottenne una media battuta di .344. Nel 1935 gli As', con dei problemi finanziari, dissero a Foxx che avrebbero dovuto tagliarli una parte dello stipendio. Egli non acconsentì e fu ceduto ai Red Sox nel mese di settembre, assieme a Johnny Marcum, in cambio di Gordon Rhodes e George Savino e 150.000 $. Il 20 agosto del 1945 Foxx, passato ai Phillis, lanciò contro i Reds per 6,2 innings ottenendo la vittoria per 4 a 2. Nel 1945, quando si ritirò, aveva realizzato 534 HR, secondo solo a Babe Ruth. In seguito lavorò come annunciatore e come manager nelle Minor League. Per i suoi meriti fu eletto nella Hall of Fame nel 1951 con il 79,2% dei votanti. Nel 1958 dovette affrontare la sfida più dura della sua vita non avendo più alcun lavoro e in grosse difficoltà economiche tanto che non riusciva a pagarsi neppure l' affitto. Quando la notizia si diffuse gli furono offerti lavori in tutto il paese. Foxx morì il 21 luglio del1967. Jimmie Foxx è menzionato nel poema "Line-Up for Yesterday" di Ogden Nash:

Line-Up for Yesterday

X is the first

of two x's in Foxx

Who was right behind Ruth

with his powerful soxx.

Ogden Nash, Sport magazine (January 1949)

 

Lou Gehrig
Henry Louis Gehrig

Nickname : "The Iron Horse"

Nato: 19 Giugno 1903 a New York, N.Y.
Morto: 2 Giugno 1941 a Riverdale, N.Y.
Debutto: 1923 / Pos: 1B
Batte: sinistro / Tira: sinistro

Lou Gehrig era “Iron Man”, molto prima che Ripken Jr. arrivase sulle scene delle Majors. Le sue abilità in prima base ed al piatto sono leggendarie e fu un giocatore chiave dei NewYork Yankees, in particolar modo nel 1927 e nel 1936 con due stagioni che lo elessero tra i più grandi della storia del baseball. Gehrig era nativo di NewYork e la sua carriera iniziò nella Columbia University. Nella sua stagione universitaria, colpì 7 HR con una media battuta di .444. Da lanciatore conseguì un record di 17 strikeouts in una partita. Dopo aver firmato per i New York Yankees, Gehrig giocò due stagioni con Hartford nella Easter League. L’esordio nella Major League lo fece al compimento dei vent’anni. Gehrig battè la sua prima valida il 31 maggio 1925 quando sostituì il prima base Wally Pipp che era fuori per un'emicrania. Per le 2130 partite successive, Gehrig rimase sempre nel lineup degli Yankees. Finì la sua stagione da rookie con una media di .295, 20 HR e 68 RBI in 126 partite. Gehrig, nel 1927, fu spostato come cleanup nell’ordine di battuta, soprannominato "Murderer's Row" (la linea omicida), che includeva Babe Ruth, Tony Lazzeri e Bob Meusel. In questa stagione. Lou battè .373 con 47 HR e 175 RBI guadagnandosi l’MVP. Ottenne 447 basi totali – secondo solo a Babe Ruth che nel 1921 ne collezzionò 457. Nella sua carriera , Gehrig ha avuto cinque stagioni in cui ha ottenuto più di 400 basi totali. Quando giocava con Babe, Gehrig appariva come un grande giocatore ma mai leggendario. Aveva la reputazione di uno che lavorava duro ed era un esempio per i giovani fans. Ruth restava sempre il più grande. Come braccio destro di Babe, Gehrig ha lasciato il suo segno conquistando il record dell’AL di 184 RBI in una stagione, 23 grandi slams, 4 HR in una partita di 9 innings e battendo due cicli (un singolo, un doppio, un triplo e un HR nella stessa partita). Per ciascuna delle 13 stagioni successive ha ottenuto almeno 100 RBI e 100 punti. Le storia racconta che Ruth e Gehrig erano originariamente buoni amici. I rapporti si deteriorarono quando Ruth offese Gehrig formulando un'osservazione pesante su sua madre. Così, mentre il loro rapporto fuori del campo era forzato, i due continuarono ad essere produttivi sul campo. Gehrig e Ruth colpirono assieme degli HR nella stessa partita 72 volte e 19 nello stesso inning. Gehrig e Ruth sono gli unici giocatori ad aver battuto più di 400 HR nella carriera ed aver rubato casa base più di 10 volte. Ruth rubò 10 volte casa base e Gehrig, invece, ne rubò 15. I due ottennero questo record il più delle volte durante una doppia rubata. Nell’aprile del 1931 accadde un famoso episodio. Con Lyn Lary sulla base, Lou Gehrig batte un HR sul campo di Washington. La palla, tuttavia, rimbalza e ritorna in campo e Lary vede l’esterno degli Washington prenderla. Lary pensando che l'esterno abbia effettuato il terzo out, dopo aver toccato la terza, esce e entra nel dugout. Gehrig gira le basi, ma è chiamato out quando attraversa la terza e "passa" Lary. A Gehrig fu accreditato un triplo anziché un HR. Alla fine della stagione Ruth e Gehrig vinsero il titolo degli HR con 46 fuoricampo a testa. Durante la stagione 1931, Ruth e Gehrig ottennero assieme 92 HR e 347 RBI il record di sempre per una coppia di giocatori della stessa squadra. Gli Yankees, con questo duo, ottennero una media di sette e più punti per partita. Uno dei momenti più alti della carriera di Gehrig è accaduto durante le World Series del 1932 contro Cicago. Queste Series rimasero celebri anche per il famoso e controverso gesto con cui Babe Ruth indicò con il dito il punto in cui avrebbe battuto l’HR. In queste World Series Gehrig battè .529 con 3 HR e 8 RBI. Lou, nella stagione 1932, fu il primo giocatore dell’AL a colpire 4 HR nella stessa partita: l'abilità ebbe il sopravvento sull’atletismo Nel 1933 disputò la sua 1308 partita consecutiva superando il record di Everett Scott. Il record di Gehrig ebbe un sussulto il 26 luglio. Gehrig fu espulso nella seconda partita di un doppio incontro. Se fosse stato espulso nella prima partita il suo record sarebbe stato infranto. In giugno, Gehrig ed il manager Joe McCarty furono espulsi in una partita. McCarthy fu sospeso per tre partite ma a Gehrig fu permesso di continuare a giocare. Anche in aprile il record fu sul punto di svanire. Gehrig fu colpito da un lancio di Earl Whitehill e perse i sensi ma rifiutò di farsi ricoverare e continuò a giocare. Nel 1934 conquistò la tripla Corona dell’AL con 49 HR, 165 RBI e una media di .363. Gehrig fu messo strikeout soltanto 31 volte nella stagione e tuttavia perse l’MVP dell’AL che fu vinto invece da Mickey Cochrane che aveva battuto .320 con 2 HR e 76 RBI. Il 13 luglio del 1934 fu trasportato fuori del campo a causa di una fortissima lombaggine. Il record sembrò interrompersi nel 1935. L’8 giugno Gehrig si scontra con Carl Reynolds sulla prima base e deve lasciare il gioco con le lesioni al braccio e alla spalla. Fortunatamente il record potè continuare perchè la partita successiva fu rinviata per pioggia e così ci fù un giorno per recuperare. Il 15 Maggio Gehrig rubò casa base per la 15a volta, l'ultima della sua carriera. Il 5 agosto esce nel quarto inning dopo un attacco di lombaggine. Nel 1935 Gehrig fu leader dell’AL nei punti, nelle basi su ball e nella media degli arrivi in base. Totalizzò soltanto 119 punti. Durante la sua carriera ottenne una media di 153 RBI all'anno. Gehrig si rifece nel 1936, colpendo 49 HR, segnando 152 punti e battendo .354 e conquistando l’MVP dell’AL. Gli Yankees vinsero le World Series. Nel 1937 Gehrig ridefinì il contratto con il Yankees portandolo a 38.000 $ con un'indennità di 750 $. Nella stagione trascina alla vittoria le All Star dell’AL che si impongono sulla NL per 8-3. Gehrig colpì un HR, un doppio e segnò 4 punti. Nel 1938 la carriera di Gehrig si stava avviando verso la fine. Battè .295 con 29 HR e 114 RBI. La definitiva conclusione della carriera iniziò già allo spring training del 1939, quando la malattia si stava oramai manifestando. Giocò solo otto partite della stagione regolare e decise che non poteva più continuare così per “il bene della squadra”. Il 2 Maggio del 1939 fermò il suo record a 2130 partite consecutive. Solamente il 21 giugno del 1939 i fans degli Yankees scoprirono il problema che affliggeva Gehrig. Il 4 luglio del 1939, in uno dei momenti più memorabili della storia del baseball, Gehrig 36enne, davanti a 61808 spettatori allo Yankee Stadium, pronunciò il suo famoso discorso d’addio dicendo "mi considero l'uomo più fortunato sulla faccia della terra". Quel giorno gli Yankees ritirarono la casacca no. 4 (era la prima volta che un numero veniva ritirato). Il 7 dicembre del 1939, con una votazione speciale, fu ammesso nella Hall of fame. Gehrig si spense il 2 giugno del 1941, all’età di 37 anni, per sclerosi laterale amiotrofica. Questa malattia successivamente prese il nome di Lou Gehrig. Gehrig ottenne una media vita di .340 con 493 HR e 1.990 RBI. La sua morte sopraggiunse 16 anni dal giorno in cui fece la sua apparizione nel lineup degli Yankees. Il 19 aprile del 1949 i New York Yankees resero onore a Lou Gehrig scoprendo, all’esterno centro, un monumento di granito a Babe Ruth e le piastre di Lou Gehrig e Miller Huggins. La leggenda del record di Gehrig sopravvisse fino al 6 settembre del 1995, quando Carl Ripken Jr., dei Baltimora Orioles, lo superò con 2131 parite consecutive. Gli Orioles sconfissero gli Angels per 4 a 2 e Ripken battè un HR nel quarto inning. In un'intervista Ripken descrisse le sue sensazioni dopo il record dicendo che "disonorerei entrambi se dico che il record è stato solo uno scopo e non il semplice risultato del mio desiderio di giocare ogni giorno che era pure quello di Lou Gehrig" e "il mio desiderio è che venga superato e qualcuno un giorno batterà il mio record". Sachio Kinugasa, giocatore giapponese, ha giocato 2215 partite consecutive in 17 anni di carriera. La ricerca continua a combattere la malattia di Lou Gehrig, che purtroppo continua a mietere vittime. Anche l’Hall of Fame “Catfish" Hunter fu colpito dalla malattia. Nel 1999 la casacca che Gehrig indossava per il discorso d'addio fu venduta per 451541 $ . Nel 1991 una sua casacca del 1938 fu venduta per 220000 $ e un autografo è stato battuto per 47500 $. Lou Gehrig è menzionato nel poema "Line-Up for Yesterday" di Ogden Nash:

Line-Up for Yesterday

G is for Gehrig,

The Pride of the Stadium;

His record pure gold,

His courage, pure radium.

Ogden Nash, Sport magazine (January 1949)

Premere sulla foto per ascoltare la voce di Lou Gehrig nel suo discorso d'addio

 

Catfish Hunter

James "Jim" Augustus Hunter

Nato: 8 Aprile 1946 a Hertford, North Carolina
Morto: 30 Agosto 1999 a Hertford, North Carolina
Debutto: 1965 / Posizione: Pitcher
Batte: destro / Tira: destro

Jim "Catfish" Hunter morì il 30 agosto del 1999 per il morbo di Gehrig. In carriera vinse 224 partite grazie soprattutto alla sua “fastball sneaky” ed al suo straordinario controllo, meritando l'accesso alla Hall of Fame. Hunter vinse 20 o più partite in cinque stagioni e fu leader, per due volte, nelle partite vinte dell’AL. La prima vittoria dell’AL, Hunter la ottenne il 27 luglio del 1965, nel ballpark di Fenway, contro i Boston Red Sox. Il 5 maggio del 1968, Hunter lanciò un perfect game contro i Twins - il primo perfect game dell’AL in 46 anni (l’ultimo era stato nel 1922). Nel 1973 accadde un evento nella carriera di Hunter che avrebbe avuto un grandissimo effetto su tutto il baseball professionistico. Catfish firmò un aumento del contratto, di 100000 $ annui, con il proprietario Charlie Finley degli Oakland e metà di quell'importo doveva essere pagato direttamente per un vitalizio. Durante la stagione del 1974, emerse che Finley non era riuscito ad effettuare il pagamento. Secondo i rapporti, Hunter rifiutò di discutere la situazione fino al termine delle World Series con Los Angeles. Finley provò con ogni mezzo di saldare parzialmente quanto stipulato. Non appena gli As’ vinsero le World Series, l'Associazione dei Giocatori sostenne che Finley aveva rotto il contratto. Con la sentenza dell'arbitro Peter Seitz, Catfish vinse e divenne free agents. Gli altri proprietari restarono schoccati della decisione del giocatore ma non persero tempo a offrirgli dei contratti faraonici. Nel 1974 vinse il Cy Young e Pitcher dell’Anno (prestigioso riconoscimento dei giornalisti sportivi). Hunter firmò con gli Yankees per 3 milioni $ e nel 1975 vinse 23 partite. Iniziò 39 partite e ne completò 30. Lanciò per gli Yankees fino al 1979 malgrado fosse affetto da diabete. Concluse la sua carriera all'età di 33 anni, vincendo cinque anelli delle World Series. Fu otto volte All Stars dell’AL. È stato eletto nella Hall of Fame nel 1987 con il 76,27% dei voti. Il soprannome "Catfich" gli fu accreditato da Finley. Hunter era chiamato dai suoi amici Jimmy ma Finley desiderava qualcosa di più colorito per questo astro emergente. Gli chiese qual’era il suo hobby e quando Hunter rispose “pesco principalmente catfisch", Finley lo soprannominò Catfisch.

 

Joe Jackson

Joseph Jefferson Jackson

Nickname : "Shoeless Joe"

Nato: 16 Luglio 1889 a Pickens County, South Carolina
Morto: 5 Dicembre 1951 a Greenville, South Carolina
Debutto: 25 Agosto 1908
Ultima partita: 27 Settembre 1920
Batte: sinistro / Tira: destro

Con "Eight Men Out" e "Field of Dreams," la storia di Joe Jackson, del South Carolina, e del suo eroismo sul campo è stata raccontata a milioni di persone. Probabilmente una delle vicende più grandi nella storia del baseball, è stata scritta nelle World Series del 1919 seguite dalla sua espulsione dal professionismo nel 1920. Jackson iniziò a giocare all'età di 13 anni. Era troppo giovane per lavorare nel cotonificio, ma era forte abbastanza per giocare nella squadra di baseball di Brandon Mill. Quando Joe colpì un HR, i suoi fratelli passarono con il cappello tra la folla per raccogliere delle offerte. Non era insolito che Jackson si guadagnasse 25 $ per i suoi sforzi. Nei primi anni della sua carriera, Jackson giocava da interno e lanciava. Cessò di lanciare dopo un brutto tiro che gli ruppe il braccio. Il soprannome “Shoeless Joe" gli fu conferito da Scoop Latimer, un giornalista del The Greenville News. Secondo la storia, Jackson, durante una partita, ebbe dei grossi problemi con degli spikes nuovi. Quando si formarono ai piedi delle grosse bolle Jackson chiese di uscire. Il coach rifiutò e Jackson si tolse gli spikes e giocò con le calze. Successivamente durante la partita, quando colpì un triplo, un fans dell'altra squadra gridò "Oh, tu shoeless figlio di una cagna". Latimer sentito il commento censurò l’insulto e mantenne semplicemente "Shoeless Joe." A 19 anni Jackson fu ceduto da Brandon Mill alla squadra della Victor Mill. Era il più forte giocatore della Lega. Da qui passò ai Greenville Spinners e poi alla South Atlantic League. Connie Mack mise sotto contratto Jackson per giocare con i Philadelphia Athletics pagando 325 $. Mack acconsenti che il manager dei Greenville Spinners accompagnasse Jackson a Philadelphia. Il viaggio non era lungo ma Jackson scese dal treno a Charlotte e prese un’altro che tornava a Greenville. Mack era cocciuto e riuscì a portare Jackson agli Athletics. Joe Jackson cominciò la sua carriera professionistica nel baseball nel 1908. Dopo la stagione 1909, gli Athletics cedettero Jackson ai Cleveland Naps. Nella sua prima stagione completa nelle major leagues, nel 1911, ottenne una media battuta di .408. Nonostante questa elevatissima media perse il titolo del miglior battitore che fu vinta da Ty Cobb con .420. Nel 1912 battè .395 e vinse l’AL per i tripli. Alla fine del 1915 Jackson fu ceduto ai Chicago White Sox in cambio di Braggo Roth, Larry Chappell, Ed Klepfer e 31500 $. Nel 1917 i Chicago vinsero le World Series contro i New York Giants e Jackson ottenne una media battuta di .307. Nel 1919 Jackson ed altri sette giocatori dei Chicago White Sox furono implicati nello scandalo delle partite vendute delle World Series facendo vincere i Cincinnati Reds. Jackson ottenne una media battuta di .375 nella serie, in 12 valide e nessun errore. Jackson colpì solo un HR. Nella stagione successiva, 1920, mentre Jackson batteva con una media di .385, il commissioner Kennesaw Mountain Landis sospese a vita gli otto giocatori rei di aver venduto le partite. In seguito al verdetto si disse che Jackson giocò, sotto falso nome, per delle squadre di New York e del New Jersey. Successivamente giocò per altre squadre con Eddie Cicotte e Lefty Williams, due giocatori che avevano partecipato allo scandalo. Nel 1924 Jackson e gli altri giocatori espulsi giocarono in una Lega della Georgia. Jackson iniziò una causa contro il proprietario dei Chicago White Sox, Charlie Commiskey, per alcuni arretrati dello stipendio. Vinse la causa ma successivamente fu rigettata da un altro giudice. Jackson tornò a Greenville, South Carolina, e aprì un negozio di liquori ma non rimase mai lontano dal baseball. Smise di giocare nel 1933, all'età di 45 anni. Si racconta però che Jackson battè delle valide nella Textile League quando aveva già 50 anni. Il 5 dicembre del 1951, Joe Jackson morì 10 giorni prima che potesse partecipare allo spettacolo di Ed Sullivan "Toast of the Town" in uno tentativo di riabilitare il suo nome. Anche dopo la sua morte, i suoi fans hanno fatto molti tentativi per riabilitare Jackson . Soltanto quando sarà riabilitato potrà essere eletto nella Hall of Fame. Ci sono molti che credono che l’Hall of Fame non sia completa senza di lui.

La polemica che circonda le World Series del 1919 è molto confusa soprattutto nei riguardi di Shoeless Joe Jackson. I fatti (i ricordi dei cospiratori e le statistiche di Jackson nelle World) indicano che Jackson non ha avuto nessuna partecipazione tranne quella di essere stato informato di ciò che stava per accadere. "Shoeless Joe" Jackson era sul punto di diventare una leggenda del baseball quando fu raggiunto dallo scandalo dei “Blak Sox” e successivamente espulso dalla lega. Oggi, purtroppo, Jackson viene ricordato spesso solamente per la storia con i Blak Sox. La truffa fu escogitata durante una notte nelle fasi finali della stagione 1919. Jackson stava facendo una passeggiata quando Chick Gandil gli si avvicinò. Gandil spiegò a Jackson che sette giocatori avevano deciso di perdere le Word Series e che avrebbero ricevuto in cambio 10.000 $. Jackson rifiutò quella notte ed altre notti ancora. Gandil alzò a 20.000 $ e rivelò che ciò sarebbe accaduto con o senza di lui. Per rassicurare gli scommettitori, Gandil usò il nome di Jackson , ed egli fu per sempre collegato alla truffa nonostante volesse rimanerne al di fuori. Al mattino della prima gara delle Series , Shoeless Joe Jackson urtò lo scommettitore "Sleepy Bill" Burns nell’ ingresso dell'hotel. "Sleepy Bill" Burns, pensando che Jackson era uno dei cospiratori, cominciò a parlare di alcuni particolari della truffa. Per Jackson questa fu la conferma che era dentro e che il suo nome era stato usato come uno degli organizzatori. Jackson impaurito andò da Commiskey chiedendo di essere lasciato in panchina per le Series. Nessuno sa cosa Jackson disse a Commiskey ma la sua richiesta fu negata. Jackson giocò nelle Series per vincere. I veri cospiratori fecero degli errori intenzionali per perdere le partite. I loro risultati mostrarono una serie di errori in battuta, in difesa e sul monte. Le prestazioni di Jackson, in attacco, furono senza macchia. Colpì tante valide quante quelle battute dai giocatori dei Reds. Segnò cinque punti e ne portò a casa sei. La sua media battuta di .375 e le sue dodici valide hanno fissato un record nelle World Series. In difesa prese al volo trenta palle e non commise errori. La notte dopo l’ultima partita delle Series, il pitcher Lefty Williams entrò nella stanza dell'hotel di Jackson con una busta. Williams confermò che il nome di Jackson fu usato per la truffa, in ogni modo i 5.000 $ nella busta erano suoi. Jackson non voleva i soldi ma Williams glieli gettò sul pavimento della stanza. La mattina dopo Jackson prese i soldi e andò a parlare con Commiskey. Fu ricevuto dalla segretaria, Harry Grabiner, ma non potè parlare con il proprietario. Grabiner disse che aveva capito perchè Jackson era là ma quello che doveva fare era di prendere i 5.000 $ e tornare a casa. Grabiner disse che se c’era qual cos’altro da fare lei o Commiskey avrebbero scritto a Jackson. Dalla sua casa a Savannah, Georgia, Jackson scrisse a Commiskey circa i soldi ma lui non rispose. E' risultato poi che Commiskey era troppo occupato a coprirsi le spalle, dato che era a conoscenza della truffa, e non aveva tempo per Jackson. Durante la sua testimonianza alla corte, Jackson collegò il suo sospetto che Chick Gandil avesse truffato gli altri giocatori sui soldi degli scommettitori. Le udienze del Gran Jury furono avviate nel 1920. Jackson, che non sapeva nè leggere nè scrivere, fu circuito da Commiskey e dal suo avvocato Alfred Austrian. Se la verità fosse stata scoperta (Jackson aveva parlato con Commiskey circa la truffa e i 5.000 $ molto prima che l'indagine sulle World Series cominciasse), Commiskey avrebbe dovuto ammettere di essere a conoscenza della truffa ma invece negò pubblicamente dicendo che i giocatori erano corrotti. La storia di Jackson offuscò la reputazione di Commiskey e rischiò di essere espulso dal baseball. Jackson credendo che Alfred Austrian fosse il suo avvocato, su suo consiglio, accettò di essere incriminato. Nel mese di giugno del 1921, prima che cominciasse il processo, si scoprì che erano spariti dei documenti, comprese le dichiarazioni dei giocatori al Gran Jury. Il processo durò parecchie settimane, ma la giuria si ritirò soltanto per alcune ore prima di deliberare che tutti i giocatori non erano colpevoli. Il commissioner, recentemente nominato, giudice Landis, non accettò il verdetto e espulse i giocatori dal baseball professionistico. Jackson fu espulso perché non aveva avvisato la squadra della truffa che si stava orchestrando. Shoeless Joe aveva 33 anni quando concluse bruscamente la carriera professionistica.

Anni giocati: 1908-20
Partite: 1330
Alla battuta: 4981
Valide: 1774
Home Runs: 54
RBI: 785
Media battuta: .356

Per la riabilitazione di questo straordinario giocatore potete andare sul sito: http://www.blackbetsy.com

 

Al Kaline

Albert William Kaline

Nickname : "The Line"

Nato: 19 Dicembre 1934 a Baltimore, Maryland
Debutto: 1953 / Posizione: OF
Batte: destro / Tira: destro

Al Kaline è uno dei due giocatori, l’altro è Ty Cobb, che ha vestito la divisa dei Detroit Tiger per 22 stagioni. Le sue realizzazioni in carriera includono 399 HR (il massimo per un giocatore dei Detroit), 18 apparizioni nell’All Star, 10 Gold Glove e una striscia di 242 partite consecutive senza errori. Finì secondo per due volte nel votazione dell’MVP dell’AL : 1955 e 1963. Ha ottenuto otto stagioni con una media battuta di .300, o più, e nove stagioni in cui ha battuto minimo 20 HR. Nel 1980, è stato eletto nella Hall of Fame nel suo primo anno di eleggibilità. Al Kaline cominciò a giocare nel 1953 al compimento dei 18 anni. Ha giocato subito nella Major League senza mai passare per le Minors. Il 25 giugno giocò la sua prima partita della Lega come sostituto di un difensore. Nella sua unica apparizione alla battuta battè un pop up e, in quell’occasione, i Tiger persero la partita. Nella sua prima stagione completa nella Major, ad appena 19 anni, batteva .276 e nell’anno successivo, nel 1955, vinse il titolo come miglior battitore con .340. Aveva appena compiuto i 20 anni quando divenne il più giovane giocatore, superando Ty Cobb per un solo giorno, che conquistava il titolo di miglior battitore dell’AL. Nel 1959 i compagni di squadra Harvey Kuenn e Al Kaline finirono 1° e 2° nella corsa per il miglior battitore della Lega, diventando la settima coppia di giocatori, della stessa squadra, in questa speciale classifica. Il 26 maggio del 1962, Al Kaline (in un ottimo periodo di forma con grandi prestazioni che lo avrebbero lanciato sulle vette dell’AL) mentre si tuffava per una presa al volo in casa degli Yankees si ruppe la clavicola. Rimase fermo quasi due mesi, ma ciò nonostante colpì 29 HR (il suo record in carriera) e segnò 94 punti su 398 presenze alla battuta. Dopo le stagioni con 17 e 18 HR nel 1964 e nel 1965, Al Kaline colpì, nel 1966, 29 HR per la seconda volta in carriera. Il 1967 iniziò veramente male rompendosi una mano e restando fermo per un mese. I Tiger persero il pennant l’ultimo giorno della stagione con i Red Sox. Nel 1968 i Tiger vinsero il pennant battendo Baltimora con12 partite di differenza. Kaline fu colpito da un lancio e si ruppe il braccio. Rimase fuori un mese e quando rientrò si trovò in difficoltà con la mazza. Giocò soltanto part-time per il resto della stagione. Il manager Mayo Smith utilizzò l’esterno centro Mickey Stanley come interbase, durante le World Series, permettendo ad Al Kaline di giocare all’esterno. Kaline battè .379 con 2 HR e fu il leader con 8 RBI. Visto che le sue prestazioni cominciavano a diminuire, nel 1974 fu trasformato in un battitore designato. I fans non furono molto felici di questo cambiamento, ma Kaline battè .262 con 13 HR, 64 RBI. Il 24 settembre 1974, Kaline realizzò, con un doppio, la sua 3000 valida contro Dave McNally dei Baltimora Orioles. Era il primo giocatore dei Tiger a raggiungere il tetto delle 3.000 valide da quando Ty Cobb l’ottenne nel 1921. Nel 1976, dopo due anni dal suo ritiro, lavorò come commentatore in TV assieme a George Kell, anche lui nella Hall of Fame. Nella stagione 2001, commentò in coppia con Ernie Harwell, altro Hall of Fame. Nel 2001 è stato nominato Special Assistant to the President. I Tiger hanno ritirato la sua casacca n. 6 nel mese di agosto del 1980.

 

Roger Maris

Roger Eugene Maris (Roger Eugene Maras)

Nato: 10 Setembre 1934 a Hibbing, Minnesota
Morto: 14 Dicembre 1985 a Houston, Texas
Debutto: 1957 / Pos: OF
Batte: sinistro / Tira: destro

Immaginiamo l’emozione del momento in cui Maris stava per battere uno dei record più grandi del baseball di tutto i tempi. E immaginiamo, al contrario, quali furono le sensazioni di quei fans che non desideravano che superasse quel record. Questa grandissimo evento è l’apice della carriera di Roger Maris. Nel 1961, Maris ha battuto il suo sessantunesimo HR della stagione rompendo un record che nessuno avrebbe mai pensato potesse accadere. Un record di Babe Ruth di 60 HR che durava dal 1927. Gli storici descrivono la squadra degli Yankees del 1927 come una delle più grandi della storia. La prodezza di Ruth di battere 60 HR rese quella stagione ancor più memorabile. Ma il carattere e le personalità dei due Yankees hanno avuto il loro peso nella polemica. Ruth amava la folla e amava vivere sopra le righe dentro e fuori dal campo. Maris, invece, era un uomo calmo che giocava per la squadra e disposto a sacrificarsi pur di far avanzare un corridore in posizione punto. Rompere il record di Ruth non era un’operazione facile per un uomo normale. Per Maris, l’inseguimento per battere il record di Ruth era quasi insopportabile. Cominciò a perdere i capelli mentre il record si avvicinava. Era sereno nei momenti tranquilli e mostrò poca emozione. La sua integrità e il suo pensiero irritavano i reporters. I fans non cercarono mai di capire la personalità di Maris. “Sono impaziente,” Maris disse di sè. “quando penso a qualcosa che non è giusta, faccio di tutto per metterla a posto. Non credo che sia giusto tenere le cose dentro. Quando sono impaziente o insoddisfatto mi dico “puoi fare meglio di quello che stati facendo. Devi provarci per tutto il tempo.” Il giorno che colpì il sessantunesimo HR della stagione fu l’inizio di alcuni dei giorni più vuoti della sua vita. Una parte dell'establishment sostenne che il suo successo non era regolare perché Maris aveva giocato in 162 partite nella stagione del 1961. Ruth, invece, aveva giocato soltanto in 154 partite. Il commissioner Ford Frick decretò che per regolamento fosse messo un asterisco sul record di Maris. L’asterisco, successivamente, fu giustamente rimosso dal record. I 61 HR furono soltanto una parte della sua incredibile stagione. Maris divenne leader dell’AL con 142 RBI e 132 punti segnati. Vinse per la seconda volta consecutiva l’MVP e fu determinante nella vittoria delle World Series contro i Red Sox. Altre onorificenze furono assegnate a Maris dalla stagione 1961 incluso l’Hickock Belt come migliore atleta professionista dell’anno, il Catholic Athlete of the Year e il Gold Glove. Non molti sanno che Maris detiene il record delle presenze nelle partite delle World Series degli anni 60. Nel 1985 morì di cancro alla ghiandola linfatica. Prima di morire, Maris disse “vengo sempre dipinto come un’introverso. Non sono introverso. La gente è stata molto riluttante a darmi delle chance. Ho pensato che colpendo 60 HR fosse già qualcosa. Ma questo non è bastato. Perchè, non so. Forse non ero il prescelto ma sono stato quello che battuto il record”. Dopo la sua morte, Maris ottenne il riconoscimento che aveva cercato nella vita. Mentre McGwire e Sammy Sosa battevano il record degli HR nel 1998, l’impresa di Maris ha ricevuto il giusto riconoscimento e l’attenzione di tutti. Il giorno che McGwire ha colpito il suo sessantaduesimo HR, rese onore alla famiglia di Maris presente allo stadio Busch. La carriera professionale di Roger Maris iniziò con gli Indians nel 1953. La squadra lo mise sotto contratto dopo l’High School dandogli un’indennità di 5.000 $. Maris con questi soldi si iscrisse all’University of Oklahoma. Battè .325 nella sua prima Lega a Fargo-Moorhead. Oggi, Fargo è la sede del museo di Roger Maris. Nel 1954, andò a Keokuk dove il manager Jo Jo White gli insegnò i segreti della battuta. Maris rispose con 32 HR. Maris giocò inoltre a Tulsa, a Reading e a Indianapolis prima di arrivare alla Major League. Maris fece il suo debutto con gli Indians nell’opening day del 1957. In quella partita battè 3 su 5 contro gli White Sox. Il giorno seguente, colpì il suo primo HR della Lega, un grande slam, ottenuto nella parte superiore dell’undicesimo inning e trascinando gli Indians alla vittoria. Nel 1957 ottenne solo .235 di media battuta ma con 14 HR e 51 RBI. Nel 1958, Maris cominciò la stagione con Cleveland, ma fu ceduto agli Athletics con Preston Ward e Dick Tomanek in cambio di Vic Power e Woody Held. Con gli Indians e gli Athletics, Maris ottenne una media battuta di .241 con 18 HR e 80 RBI. Nel 1959 giocò in 122 partite per gli Athletics, battendo . 273 con 16 HR e 72 RBI. Maris fu scambiato ancora nel 1960. Questa volta gli Athletics cedettero Maris, Kent Hadley e Joe DeMaestri ai New York Yankees per Don Larsen, Hank Bauer, Marv Thorneberry e Norm Siebern. Maris fece un’apparizione nella sua prima partita con gli Yankees, colpendo due HR, un doppio e un singolo. Nel 1960 colpì .283 con 38 HR e 112 RBI. Fu il leader dell’AL nella percentuale slugging con .581e vincendo l’MVP , per appena tre punti, davanti al suo compagno di squadra Mickey Mantle. Gli Yankees persero le World Series del 1960 con il fuoricampo di Mazeroski nella parte inferiore del nono inning della settima partita, ma c’erano già le premesse del ritorno degli Yankees ad altissimi livelli. Gli Yankees ebbero due sluggers solidi nel cuore del loro lineup. Maris batteva solitamente nella terza posizione e Mantle come cleanup. Mentre la stagione del 1961 entrava nel vivo, Maris e Mantle si superavano per il titolo degli HR dell’AL. A settembre, Mantle si ferì e non potè giocare così Maris si trovò da solo sotto i riflettori. Maris ottenne il 59° HR nella 155a partita della stagione. Colpì il 60° nel 159a partita. Nell’ultima partita della stagione, ha colpito il suo sessantunesimo HR contro Tracy Stallard dei Red Sox. Gli Yankees vinsero la partita per 1 a 0. Un autista di camion di 21 anni, Sal Durante, recuperò la pallina del monumentale fuoricampo. La vendette a Sam Gordon di Sacramento, un proprietario di ristoranti, che la espose per un po’ prima di darla a Maris. Anche se i fans non diedero a Maris la giusta considerazione, che gli era dovuta, per aver battuto il record, le altre squadre, al contrario, gliela diedero. Nella stagione del 1962, in una partita di 12 inning gli furono date 4 basi intenzionali. Malgrado l’attenzione, Maris finì la stagione 1962 con 30 HR e 100 RBI. Nel 1963 Maris si ferì ad una mano. Rientrato dall’infortunio non recuperò più e ridusse di molto il suo standard. Malgrado ciò, riuscì a battere 23 HR. Nel 1964 ottenne .281 con 26 HR e 71 RBI. Nel giugno del 1965, Maris si infortunò alla mano destra. Alla fine della stagione fu operato e giocò solamente 46 partite con 8 HR e 27 RBI. Nel 1966 rientrò nel lineup, giocando solamente 90 partite utilizzato come pinch-hitter in più di 20 gare. Chiuse la stagione con .233, 13 HR e 43 RBI. Il 1966 segnò la fine di un ciclo per gli Yankees e la squadra stava operando dei cambiamenti. In dicembre di quell’anno Maris fu ceduto ai Cardinals di St. Louis in cambio del terza base Charley Smith. Maris entrò nel lineup dei Cardinals come esterno destro. Nel 1967 colpì .261 con 9 HR e 55 RBI. I Cardinals, tuttavia, passarono dal sesto posto del 1966 al titolo della NL nel 1967. Maris battè .385 nelle World Series del 1967 con un HR e 7 RBI. Nella sua ultima stagione nella Major League nel 1968, Maris ha battuto .255 con 5 HR e 45 RBI. Nel 1968 ottenne solamente .158 nelle World Series. Maris si ritirò dal baseball e si trasferì a Gainseville, Florida, con la famiglia. Aprì, assieme al fratello Rudy, un magazzino per la distribuzione della birra Anheuser-Busch. Dal suo matrimonio con Patricia nacquero sei bambini, Roger Jr., Kevin, Randy, Richard, Susan e Sandra. Gli Yankees nel 1984 resero onore a Maris in una cerimonia allo Yankees Stadium, ritirando il suo numero 9, di casacca, e scoprendo una targa. Maris morì il 14 dicembre del 1985 dopo una lunga lotta con il cancro.

Roger Maris non è ancora stato eletto nella Hall of Fame. Chi volesse perorare la sua meritatissima ammissione può collegarsi al sito: http://www.petitiononline.com/hofmaris/petition.html