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50 $ in pennies

Maury Wills

Dopo aver smantellato l'incredibile record di Ty Cobb di 96 basi rubate, realizzandone otto in più nel 1962, Maury Wills venne preso di mira dalla National League.

3/10/1962 - Due immagini che ritraggono Maury Wills mentre ruba la terza base nel 7° inning contro i San Francisco Giants realizzando il record di 104 SB. Il terza base dei Giants è Jim Davenport, mentre l'arbitro di terza è Al Barlick

• Nel 1963, Wills rubò solo 40 basi in 59 tentativi.

• La stagione successiva stabilì il record della NL vincendo il titolo delle basi rubate per la quinta volta di fila. Tuttavia, rubò solo 53 basi e venne eliminato 20 volte.

Maury sentì che il minor numero di basi rubate non era solo il risultato delle squadre che si erano concentrate nel tenerlo vicino alla base allenando i lanciatori e ricevitori a rilasciare la palla più velocemente, ma credette che gli arbitri non facessero rispettare le regole del balk, sfogando la sua frustrazione alla stampa dopo una partita nel 1964.

Joey Jay

Il 22 agosto, Joey Jay era il partente dei Cincinnati nella seconda partita di una serie di tre a Los Angeles. Nel primo inning Maury Wills raggiunse la prima base su una valida e i fans dei Dodgers cominciarono a rumoreggiare. Il brusio era dovuto al fatto che c'era Wills in base, e c'era un solo modo che potesse farlo avanzare sulle basi ... rubandole. Wills continuava a staccarsi e il prudente Jay effettuò due pickoff.

La folla si irrigidì per la corsa in seconda di Maury, che era pronto a partire quando Jay andò in posizione di caricamento. Ma Joey si girò e tirò in prima prendendo Wills fuori. Wills protestò immediatamente; Jay, nel caricamento, aveva fatto due volte balk. Maury disse all'arbitro di prima, Al Barlick, che Jay aveva prima piegato il ginocchio, poi si era fermato e poi si era girato per tirare in prima. L'arbitro rimase imperterrito nella sua decisione e Maury andò nel dugout scuotendo la testa.

Nella clubhouse dopo la partita, l'interbase dei Dodgers non riuscì a contenersi.

Warren Giles

Accusò il presidente della NL, Warren Giles, di aver costretto i suoi arbitri dall'astenersi dal chiamare i balk. Wills disse inoltre che un arbitro era stato privato della sua gratifica natalizia l'anno prima ('63) e ad un altro avevano tagliato lo stipendio, perché avevano rafforzato la regola del balk, che prevedeva che il pitcher si fermasse in maniera evidente nel suo caricamento prima di lanciare la palla.

• Giles rispose suggerendo che voleva "mettere le cose in chiaro prima di fare dichiarazioni pubbliche". Giles disse che la League non aveva pagato i bonus di Natale agli arbitri e non aveva ridotto alcun stipendio.

• Wills replicò che aveva avuto una lunga conversazione con un arbitro. "Mi ha raccontato tutta la storia. L'anno scorso gli arbitri che avevano chiamato tutti i balk nella stagione vennero convocati nell'ufficio della NL. In un primo momento l'ufficio della League aveva voluto che applicassero la regola del balk. Poi gli arbitri iniziarono davvero a chiamarne un sacco al che loro dissero di ridurre". Dal momento che la richiesta fu ignorata, fu molto più difficile leggere il lanciatore e prendere il salto necessario per rubare. In realtà, disse: "è più facile rubare ora ai mancini, quando era vero il contrario diversi anni fa".

Questa non era la prima volta che Maury aveva uno scontro con il presidente della NL. Durante il suo record nella stagione del '62 i San Francisco Giants, prima di una partita con i Dodgers, bagnarono il loro diamante per rallentare Maury. Arrabbiato, protestò con gli arbitri e venne espulso. Giles lo multò di 50 $. Quando i Dodgers si spostarono da San Francisco a Cincinnati, dove si trovava la sede della League, Wills consegnò personalmente la sua multa in penny - 5000 monetine.

Nel 1965, Wills estese la sua leadership nella League rubando sei basi di fila e tornando alla sua forma del '62 con 94 SB. Fu eliminato 31 volte (Era stato preso solo 13 volte nel suo record del '62)

"Maury Wills: Thief with a Gripe", di Al Goldfarb, Complete Sports, Settembre 1965

Shag Crawford

Shag Crawford, arbitro della National League per due decenni, fu l'arbitro di casa base di due delle più memorabili partite della storia del baseball.

Shag Crawford

22 Agosto 1965: Candlestick Park, Los Angeles vs. San Francisco

Era la quarta partita di una serie a San Francisco in cui gli acerrimi rivali della West Coast lottavano per la vittoria della NL. Le primi tre partite furono piene di battitori colpiti e minacce. I visitors avevano vinto due delle tre gare e i Giants erano a mezza partita dai Dodgers in testa alla classifica. Domenica 22, 42807 tifosi assistettero alla partita, e Juan Marichal per i Giants e Sandy Koufax per i Dodgers diedero vita al duello finale. Marichal aveva cercato di colpire Ron Fairly e Maury Wills nei primi innings. Crawford aveva avvertito entrambi i dugout, il che significava che qualsiasi ulteriore lancio a colpire avrebbe comportato l'espulsione del lanciatore e del manager. Il catcher dei Dodgers John Roseboro disse a Koufax in panchina che si sarebbe "preso cura di lui".

Quando Marichal andò in battuta nel terzo inning, Roseboro lasciò cadere 1-2 lanci ai suoi piedi e poi sparò la palla a Koufax a pochi centimetri dall'orecchio di Marichal. Senza dire una parola, Juan si voltò per affrontare Roseboro, che si alzò e si tolse la maschera. Sentendosi minacciato, Marichal colpì Roseboro sulla testa con la sua mazza, provocandogli un taglio di 2 pollici. Con il sangue che sgorgava sul viso del ricevitore, le due squadre iniziarono una rissa che durò 14 minuti.

Quattro foto che fissano quel tragico momento

Juan Marichal (# 27), Tito Fuentes (# 26) e Charlie Fox (in alto a sinistra) dei San Francisco Giants con Sandy Koufax (# 32), John Roseboro e l'arbitro Shag Crawford

Quando l'ordine venne ristabilito, Marichal fu espulso. Koufax notevolmente turbato diede la base su ball ai due battitori successivi e concesse un HR da tre punti a Willie Mays. "L'unica volta che gliene ho battuto uno", disse poi Mays. I Giants vinsero 4-3 e riconquistarono il primo posto.

Giocatori, allenatori e dirigenti, non ricordavano di aver mai visto un attacco con una mazza. Marichal fu sospeso per nove partite e multato di 1750 dollari. Le due partite perse in questa serie dai Giants furono fondamentali perché il pennant venne vinto dai Dodgers con due giochi sugli odiati cugini. Koufax finì con un record di 26-8 e una ERA di 2.04. Anche Marichal ebbe un buon anno: 22-13, 2.14 di ERA. I Dodgers vinsero le World Series in sette partite contro i Twins.

John Roseboro con la medicazione sul taglio provocato dalla mazzata infertagli da Juan Marichal

Roseboro poi citò in giudizio Marichal per 110000 $ di danni. Dopo che la causa fu risolta in via stragiudiziale, i due uomini in qualche modo diventarono amici. In realtà, Roseboro fu una delle prime persone che Juan chiamò quando venne eletto nella Hall of Fame.

"Sandy Koufax, a Lefty's Legacy", di Jane Leavy

5 Ottobre 1969: Gara 4 delle World Series del 1969, Shea Stadium, Baltimore Orioles vs. New York Mets

Shag espulse il manager degli Orioles, Earl Weaver, nel terzo inning per aver protestato su ball e strike, la prima volta che un manager veniva buttato fuori nelle World Series da Charlie Grimm dei Cubs nel 1935. Quindi Weaver non era in campo per protestare contro una tumultuosa giocata nel 10° inning. Partita in parità, 1-1, con i Mets in attacco. Corridori in prima e seconda e nessun out. J.C. Martin, entrato come pinch-hitter per Tom Seaver (il partente che aveva lanciato tutti i 10 innings), effettuò un bunt. Il tiro in prima del pitcher Pete Richerts colpì Martin sul ​​polso sinistro e rimbalzò a destra della prima base. Questo permise a Rod Gaspar di segnare dalla seconda il punto vincente.

L'inizio della corsa verso la prima base di J.C. Martin dopo il bunt. In questo momento sta correndo sulla corsia esterna. L'arbitro di casa base, Shag Crawford, osserva la giocata

La foto ritrae la palla tirata da Pete Richerts che andrà a colpire il polso sinistro di J.C. Martin, mentre corre verso la prima all'interno del campo. Di spalle, l'arbitro capo Shag Crawford osserva mentre l'arbitro di prima, Lou Dimuro, è concentrato nell'arrivo

La foto che venne pubblicata successivamente mostrava Martin che correva in territorio buono nel momento del contatto con la palla. Dal momento che correva all'interno, a circa tre piedi, della linea di foul destra, avrebbe dovuto essere chiamato out e i corridori dovevano ritornare alle loro basi originali.

Lou Dimuro

Né Crawford, arbitro di casa base, né l'arbitro di prima base Lou Dimuro chiamarono l'interferenza di Martin. Il coach degli Orioles, Billy Hunter, manager della squadra in assenza di Weaver, non protestò. Crawford disse dopo che Martin toccava o era a cavallo della linea di foul e pertanto correva legalmente, anche se il suo corpo era essenzialmente in territorio buono. I Mets continuarono a vincere le Series in cinque partite.

Anche Jerry, figlio di Shag Crawford, è stato arbitro della MLB dal 1977, per 34 anni. Un altro figlio, Joey, è arbitro NBA dal 1977.

The Spaceman

Bill "The Spaceman" Lee

Il lanciatore mancino Bill Lee è conosciuto come "The Spaceman" nella sua carriera in ML (1969-1982). Non è difficile trovare eventi che giustifichino il suo nomignolo. Le sue eccentricità apparvero durante gli studi alla University of Southern California quando la squadra arrivò in testa alla nazione sotto il manager Rod Dedeaux.

Bill Lee disegnato da James Bennett

• Lee, che era alto 1.90 m, si immaginava battitore e lanciatore. Così una stagione si rifiutò di partecipare alla preparazione preseason a meno che l'allenatore non gli desse la possibilità di giocare in prima base. Quando Rod accettò di lasciare che Spaceman si allenasse nel batting practice, terminò il suo sciopero, rientrò in squadra e lanciò.

• Un giorno, Bill si presentò in ritardo a un doubleheader. Motivo? La rugiada del mattino sul campo, insieme con le ghiande all'esterno, producevano un odore sgradevole.

• Una volta nel bel mezzo di una partita, Lee chiamò il manager, catcher, e l'esterno centro sul monte per informarli che le sue labbra erano screpolate.

• Percorse travestito la Sunset Strip a Halloween. Durante una trasferta, scivolò giù dallo scivolo dei bagagli all'aeroporto indossando la parrucca rossa del clown del team.

Rod Dedeaux

• Dedeaux che aveva giocato due partite per Casey Stengel con i Brooklyn Dodgers nel 1935 disse: "Ho sempre capito tutto quello che Casey diceva, e a volte mi preoccupavo. Ma io so che tutte le mie ore con Casey mi aiutarono a prepararmi per Bill Lee".

• Bill giocò quattro anni per i Trojans e ottenne una laurea in geografia. Il preside di tale dipartimento disse di Bill: "E' stato uno dei più buoni studente che abbiamo avuto qui. L'avevo classificato tra più brillanti dal 5 al 10%".

• Sul monte, sviluppò decine di lanci lenti, che utilizzava per poi andare con una utile palla veloce. Grazie a questa tecnica realizzò un record di 38-8 alla USC, tra cui due vittorie nella College World Series del 1968, che i Trojans vinsero. Conseguentemente, Lee fu preso dai Red Sox nel draft al primo turno.

1969 / 1978 - Bill Lee con la casacca dei Boston Red Sox nel suo classico caricamento

Lee fece la sua apparizione con i Red Sox durante la stagione 1969 per sostituire l'infortunato pitcher, stella di Boston, Jim Lonborg. Ironia della sorte, gli venne assegnato il # 37, che era stato il numero di Casey Stengel, con gli Yankees e di Jimmy Piersall con Boston. Dire che i compassati Red Sox - forse l'organizzazione più puritana in tutti gli sport pro - non erano pronti per lui è un eufemismo.

1977 - Bill Lee scende dal bullpen cart per entrare in partita

Lee fu frequentemente in situazioni difficili con il front office e anche con la League per le sue dichiarazioni oltraggiose.

Fu un sostenitore esplicito della depenalizzazione della marijuana e apertamente sfidò le leggi.

• Una volta descrisse George Steinbrenner come "un criminale condannato" (George aveva dato contributi illegali alla campagna di Richard Nixon).

• Nel corso di una polemica sulla spitball, disse che il presidente dell'AL, Joe Cronin, aveva agito "come un idiota".

• Durante le World Series del 1975 tra i Red Sox e dei Reds, Lee reagì negativamente alla decisione del manager Darrell Johnson di far lanciare Luis Tiant in Gara 6 al posto di Bill: "La decisione è stata stupida. Ma Darrell è caduto e atterrato in piedi per tutta la stagione". Lee fu il partente di Gara 7 e lanciò in maniera encomiabile, lasciando la squadra in vantaggio nel settimo inning.

• Nel 1978, chiamò il manager Don Zimmer "gerbillo" (criceto).

I Red Sox volevano scambiare Lee anche se lui aveva vinto 17 partite in tre stagioni di fila (1973-1975), ma non volevano affrontare l'ira dei tifosi, che lo amavano. Potevano, tuttavia, commerciare i suoi amici più cari della squadra, che si erano organizzati come i Royal Order of the Buffalo Heads, e lo fecero fino a che rimase solo Bernie Carbo. Quando Bernie venne ceduto ai Cleveland, Lee pianse per 20 minuti, strappò il suo telefono di casa dal muro, e giurò che non avrebbe mai più giocato di nuovo per Boston. Chiamò Zimmer "un poco di buono front-running figlio di una cagna" ed etichettò i co-proprietari del team come dei "senza palle". Il giorno dopo, corse tre miglia al Fenway Park e rientrò in squadra. Quando prese la multa di 533 $ per lo sciopero di Carbo, chiese se potevano fargliela di 1500 $ dicendo: "Mi piacerebbe avere tutto il weekend". Non successe.

Oltre alle sue dichiarazioni, Bill indignò l'istituzione del baseball con le sue buffonate, come ad esempio:

Bill Lee immortalato come "The Spaceman"

Andare in campo in vari momenti con una maschera antigas, un cappello di Daniel Boone o un cappello con l'elica.

Arrivare al campo in vestito nero come prescrive il funerale messicano in onore alle voci non confermate del suo allontanamento dalla squadra.

Entrare in accese discussioni sul monte di lancio con il catcher Pudge Fisk nel bel mezzo della partita.

Saltare fuori dal balcone del motel per tuffarsi in piscina.

Giocare a frisbee con gli spettatori mentre era nel bullpen.

Provocare il compagno di squadra Reggie Smith fino a picchiarsi.

Scazzottarsi durante la Winter League a Porto Rico con il catcher Ellie Rodriguez e suo cugino in rappresaglia del pugno da KO che Lee aveva dato a Ellie in una rissa precedente.

20 Maggio 1976 - La rissa tra Carlton Fisk e Lou Piniella. Bill Lee a sinistra interviene prima di venir colpito alle spalle dal terza base degli Yankees Graig Nettles in cui subì la lesione alla spalla sinistra e un pugno allo zigomo sinistro

Farsi male al braccio sinistro in una mischia allo Yankee Stadium in cui Lee non era il partente, ma che fornì a diversi Yankees la scusa per punirlo fisicamente dei suoi passati commenti su di loro.

Bill Lee mostra i segni della lotta

Lee venne definitivamente ceduto ai Montreal Expos prima della stagione 1979.

1979 - Bill Lee con la casacca dei Montreal Expos

Una curiosa immagine di Bill Lee nella panchina di Montreal

"In an Orbit All His Own", di Curry Kirkpatrick, Sports Illustrated, 7 agosto 1978

Eccitazione a Chicago

Prima dell'inizio della stagione 1966, la città di Chicago fu in fermento per l'eccitazione dovuta principalmente ai nuovi manager dei Cubs e dei White Sox.

Leo Durocher non aveva nascosto il fatto che Eddie Stanky era uno dei suoi giocatori preferiti. Famosa affermazione di Leo su Eddie: "Non può battere, non può difendere, non può correre. Tutto quello che può fare è sconfiggerti". "The Lip" prima allenò "The Brat" a Brooklyn dal 1944 al 1947. Poi, dopo che Leo divenne il manager dei New York Giants, scambiò quattro giocatori con i Boston Braves per il seconda base Stanky e l'interbase Alvin Dark dopo la stagione 1949. La combinazione da doppio gioco fu un ingranaggio per la vittoria del pennant nel 1951 (insieme a un giovane ragazzo di nome Mays). Nel filmato della corsa di Bobby Thomson intorno alle basi dopo aver vinto il pennant del '51 con il suo "The Shot Heard 'Round the World" si vede Stanky (con il giubbetto) che va dal dugout in prima base al box del coach di terza base ad abbracciare Leo nel momento in cui Bobby sta per arrivare.

"The Shot Heard 'Round the World"

Durocher non lavorò più come manager dopo che i Giants lo licenziarono alla fine della stagione del 1955. Stanky lasciò i Giants dopo il 1951 per allenare i St. Louis Cardinals e vi rimase fino al 1955. Nei successivi undici anni rifiutò cinque offerte come skipper per altri club della ML. Ciascuno dei due aveva ricevuto un contratto di tre anni per fare il manager nella stessa città - Leo nel North Side e Eddie a South Side.

La copertina di Sport Illustrated del 28 febbraio 1966 con Leo Duorcher, a sinistra, e Eddie Stanky

I loro club avevano avuto percorsi decisamente differenti.

• I Cubs non erano mai finiti oltre il sesto posto in 20 anni. Le ultime due stagioni, quando la NL stabilì i record di presenze (principalmente a causa dell'aggiunta degli Houston Astros e dei New York Mets), il pubblico del Wrigley Field diminuì del 35%. Dal 1961 al 1965, i Cubs avevano sperimentato il "College of Coaches", in cui erano stati guidati da un "head coach", piuttosto che da un manager. In breve, Leo non aveva una strada difficile da percorrere.

• I White Sox aveva vinto il pennant nel 1959 ed erano arrivati sesti solo una volta dal 1950. Nel 1964, persero il pennant per una partita dagli Yankees. Conclusero al secondo posto di nuovo nel '65, questa volta dietro ai Minnesota Twins. Stanky aveva al contrario di Leo un percorso difficile da perseguire: Al Lopez, si era ritirato dopo nove anni al timone dei Sox.

Entrambi i personaggi erano esuberanti, competitivi e avevano fatto qualsiasi cosa per vincere, prima come giocatori e poi come manager, e le loro storie sportive facevano prevedere una stagione piena di polemiche, ardimento, risse e intrighi.

• Durante una settimana nell'off-season, Durocher e Stanky parteciparono a più di 200 interviste radio televisive.

• La vendita dei biglietti per la stagione dei Cubs aumentò del 35%.

• I White Sox incassarono oltre 1 milione di $ in prevendita. La domanda fu superiore anche al 1960 dopo aver vinto il pennant.

• Bill Veeck nativo di Chicago, ex proprietario dei Cleveland Indians e dei St. Louis Browns, disse: "Ho pensato che avere ancora Durocher e Stanky come allenatori equilibri la perdita del baseball di Casey Stengel" (che si era ritirato dopo aver diretto i Mets dell'espansione per quattro anni).

Leo Durocher

Il primo anno di Lip con i Cubs fu una grande delusione. Chicago cadde in decima posizione, sette partite e mezza dietro alla franchigia più giovane dei New York Mets e 36 partite dietro ai Dodgers, vincitori del pennant. Lo scherzo a Chicago era che Leo, quando fu assunto, aveva dichiarato: "I Cubs non sono una squadra da ottavo posto", poi se ne fece una ragione portandoli al decimo posto! I Cubs scesero anche dal 9° al 10° posto per la presenza di pubblico.

Però, la ristrutturazione della squadra di Durocher pagò nel 1967 con 28 partite vinte in più e terminando al terzo posto dietro i Cardinals e Giants – il migliore piazzamento di Chicago dal pennant del 1945. I ragazzi di Leo condussero la League nei punti / partita con 4.1 con un lineup caratterizzato dal terza base Ron Santo (.300/31HR/98RBI), dal prima base Ernie Banks (.276/23/95) e dall'esterno sinistro Billy Williams (.278/28 / 84).

Gli interni furono tra i migliori della League con la combinazione dell'interbase Don Kessinger e il seconda base Glen Beckert. L'affluenza aumentò di 300000 spettatori.

Ferguson Jenkins fu il leader del pitching staff con 20 vittorie. Leo fu la persona più festeggiata della città.

I Cubs nel '68, con praticamente la stessa formazione, ancora una volta arrivarono terzi a dimostrazione che il '67 non era stato un colpo di fortuna. Fergie ancora una volta vinse 20 partite, e Bill Hands ne aggiunse altre 16. La frequenza superò il milione per la prima volta dal 1952. Ciò pose le basi per la memorabile stagione del '69.

Il 1969 fu il primo anno delle division in MLB. Con l'aggiunta di San Diego e Montreal si formarono le 12 squadre della NL divise in East e West Dision. A dispetto della geografia, i Cubs e Cardinals furono collocati nella East, mentre Atlanta e Cincinnati andarono nella West.

• Sempre sostenuti dai "Big Six" (Hundley, Banks, Beckert, Kessinger, Santo e Williams), i Cubs migliorarono vincendo 92 partite, il maggior numero dal '45.

• In tanti anni, con questo record avrebbero vinto la division, ma i "Miracle Mets" ne vinsero 100.

• I Cubs rimasero primi dal primo giorno della stagione al 9 settembre, quando persero la loro seconda partita consecutiva con i Mets allo Shea Stadium come parte di una striscia di otto sconfitte consecutive e un record negativo di 11 su 12 sconfitte.

• Fergie ne vinse 21 e Hands migliorò a 20. Ken Holtzman realizzò 17 vittorie. Tuttavia, lo splendido giovane pitching staff dei Mets guidato da Tom Seaver (25 vittorie), Jerry Koosman (17), e Gary Gentry (13) li portò a vincere le World Series.

• La partecipazione al Wrigley Field stabilì il record di 1.674.993 presenze.

Il collasso dei Cubs causò delle critiche a Durocher per non aver fatto riposare abbastanza i titolari. Kessinger andò seriamente in slump come il trentottenne Banks, che aveva battuto .186 con un solo homer a settembre. Tuttavia, molte analisi della stagione conclusero che la disfatta era dovuta di più al lineup dei Cubs che avevano fornito delle super prestazioni nei primi mesi dell'anno rispetto alla fine della stagione. Un altro fattore fu il "buco" all'esterno centro che i rookies Don Young e Jim Qualls non potevano colmare.

I Cubs del '70 ricominciarono alla grande, restando leader della East Division dal 21 aprile al 23 giugno. Corsero al terzo posto il resto della stagione fino a quando riuscirono a recuperare una posizione e finirono secondi, a cinque partite dietro i Pirates. La partecipazione fu quasi la stessa: 1642705 spettatori. Jim Hickman giocò la maggior parte delle partite in prima per Banks. Johnny Callison migliorò nella posizione di esterno destro, ma Cleo James (.210) non era la soluzione all'esterno centro. Il costante Fergie aumentò il suo record portandosi a 22 vittorie, mentre Hands ne vinse 18 e Holtzman 17.

Con Joe Pepitone in prima, i Cubs scivolarono al terzo posto nel '71. Brock Davis migliorò all'esterno centro (che non dice molto), ma Callison svanì all'esterno destro. Jenkins mantenne la sua incredibile serie andando con 24 vittorie.

Chicago tornò al secondo posto nel '72, 11 partite dietro ai Pittsburgh nella East Division . L'esterno centro Rick Monday e l'esterno destro Jose Cardenal migliorarono la linea degli esterni.

Fergie "crollò" a 20 vittorie, e a 33 anni, Milt Pappas accumulò un recordi di 17 vittorie. Ma, Durocher non fu riconfermato al termine della stagione. Il 25 luglio, i Cubs annunciarono che "l'irascibile" manager "si faceva da parte", a quanto pare su forte suggerimento del proprietario Philip K. Wrigley, dopo tre ore di riunione. L'azione era il culmine di due anni di attrito tra Leo e i giocatori, in particolare Banks e Santo. Leo era frustrato perché aveva dovuto far giocare Ernie a causa del suo status di eroe, nonostante il fatto che egli non poteva più produrre. Durocher venne quasi alle mani con la stella dei Cubs, Ron Santo, durante un'infame sommossa nella clubhouse. Leo diresse gli Astros per le ultime 31 partite di quella stagione e tutto il '73 prima di ritirarsi per sempre.

Morale della favola: Durocher portò divertimento al Wrigley Field? Ci si può scommettere, sì. Ma non avrebbe mai potuto far fare ai Cubs il salto che li portasse a vincere il pennant. David Claebaut scrisse un libro dal titolo Durocher's Cubs: The Greatest Team That Didn't Win (Cubs di Durocher : la più grande squadra che non vinse).

Eddie Stanky

Eddie Stanky prese la squadra ereditata da Al Lopez al secondo posto e riuscì a realizzare solo dei consecutivi piazzamenti al quarto posto.

• 1966: I Sox faticarono a finire oltre .500 con un record di 83-79, 15 partite dietro i Baltimore Orioles. Il ventitreenne Tommy John vinse 14 partite per il secondo anno consecutivo e fu leader dei pitchers. Un altro ventitreenne, l'esterno centro Tommie Agee, fu leader dei battitori nella BA (.273), HR (22) e RBI (86). La media squadra fu solo di .231, in parte dovuta al dominio dei lanciatori degli anni '60 che portò all'abbassamento del monte nel 1969 e l'adozione del DH nell'AL nel 1973.

• 1967: Cercando di emulare i White Sox Hitless Wonders del 1906 (soprannominati così perché la media battuta della squadra fu solo di .230), il club rimase in corsa con altre tre squadre per il pennant, anche se la media battuta scese ulteriormente a .225. Purtroppo, svanirono nell'ultima settimana per finire 89-73, quattro partite dietro ai Red Sox. Il pitching staff condusse la League nella ERA con 2.45. Joe Horlen vinse 19 partite e il mancino Gary Peters 16. Agee crollò a .234/14/52, e non superò mai i .241.

• 1968: Per sostenere l'affluenza dei tifosi, Chicago giocò nove partite, una contro ogni avversario dell'AL, al Milwaukee County Stadium, che era stato lasciato libero dai Braves dopo la stagione del 1965. I Sox vinsero una sola partita nello Wisconsin. Con il club al nono posto con un record di 34-45, il management silurò Stanky e richiamò Lopez che potè trascinare i Sox solo all'ottavo posto (67-95).

Stanky diresse ancora solo una partita in major league. Dopo il suo mandato con i White Sox, tornò nella sua casa di Mobile per allenare la squadra di baseball dell'University of South Alabama, a partire dal 1969. Nel giugno del 1977, accettò il lavoro come manager dei Texas Rangers e vinse al suo debutto. Poi, mancandogli la sua famiglia, si dimise ed è tornò ad allenare fino al 1983 la USA. La sua percentuale di vittorie in carriera nella MLB è di .518. Lo stadio dell'University of South Alabama porta il suo nome. 

Eddie Stanky mostra con orgoglio la targa dello stadio dell'University of South Alabama

"Two Headliners Take over Chicago", di William Leggett, Sports Illustrated, 28 Febbraio 1966

Uno e solo Earl Weaver

Earl Weaver

L'Hall of Famer Earl Weaver non era un manager tradizionale - almeno se credete che il batti e corri e il bunt siano convenzionali. Egli, inoltre, non toglieva i suoi partenti a causa del numero dei lanci.

• Weaver vinse un pennant cambiando solo 167 lanciatori in 159 partite. Un altro anno usò solo 12 pitchers per un'intera stagione.

Egli enunciò il suo famoso mantra: "Lanciatori, difesa e fuoricampo da tre punti", dopo una partita del 1979 in cui il suo pinch-hitter colpì un walkoff HR da tre punti nel decimo inning.

"Prima di Moneyball, prima di Beane, prima di Bill James .... Weaver, uno gnomo dai capelli bianchi che non aveva mai giocato un giorno nella MLB, sapeva che cosa funzionava", disse il GM dei Red Sox, Theo Epstein, "Avrebbe sviluppato il braccio di un giovane lanciatore a livello di big league mettendolo nel bullpen, più che altro come rilievo lungo. Una volta che aveva acquisito molta esperienza, sarebbe entrato nella rotation".

• Dopo aver allenato nelle minor, Earl fu assunto dagli Orioles a metà stagione del 1968. Immediatamente chiese al direttore delle public relations di compilare delle statistiche su come ogni battitore degli Orioles si era comportato contro i lanciatori avversari e viceversa. Prima di ogni serie, l'equipe statistica dava il confronto battitore-lanciatore scritto a mano su fogli di carta a Weaver (Non c'erano PC in quei giorni e Earl probabilmente non l'avrebbe usato comunque). In molte occasioni, Weaver andò contro il buon senso convenzionale, perché le statistiche gli dicevano che, per esempio, il suo debole battitore Mark Belanger poteva battere Nolan Ryan. Quindi, in una partita in parità nel 10° con corridori in seconda e in terza, Earl mise Belanger opposto a Ryan, e Mark portò a casa entrambi con un singolo.

Earl Weaver e Jim Palmer

• Bill James ha scritto: "Ha usato tutti. Probabilmente più di qualsiasi altro manager nella storia, Weaver aveva accuratamente definito i ruoli per ogni giocatore sul suo roster - non perché avesse a cuore i giocatori, ma perché aveva a cuore le partite". Earl non era un "manager dei giocatori". Manifestò le sue accuse solo quando era necessario. La sua ostilità con la stella Jim Palmer è leggendaria. "A Weaver piaceva vincere molto di più di quanto gli piacessero i giocatori. Non ha mai stretto la mano al lanciatore vincente dopo una partita. Lui non voleva avere niente a che fare con emozioni o amicizia", disse Palmer, "Non credo che Earl abbia mai voluto aver niente a che fare con tutto ciò che interferiva con lui nel vincere le partite di baseball".

Earl Weaver in uno dei tantissimi scontri con gli arbitri

• Weaver è ricordato per i suoi scontri con gli arbitri. Venne espulso più di qualsiasi altro manager della storia. Successe nello spring training, due volte nelle World Series e due volte in un giorno (il video YouTube qui sotto con Weaver al suo meglio ... ma non per orecchie sensibili).

• Weaver non era un fan della velocità del team (tranne in difesa). Una volta, quando il presentatore in un programma radiofonico gli fece una domanda sul perché gli Orioles non avessero più velocità di squadra, rispose: "Velocità di squadra, per amor di Dio! Prendi *** un po' di pulci sulle *** basi per essere preso in un pick-off, cercando di rubare, di essere eliminato, prendendo punti dagli avversari. Prendi un grande *** che può colpire la palla *** fuori dal campo da baseball e non è possibile commettere nessun *** di errore" (La diatriba non andò in onda, ma fu registrata come uno scherzo. Ascoltala su YouTube qui sotto - turpiloquio a bizzeffe!).

• Weaver evitò l'uso delle cosiddette tattiche "inside baseball" come la base rubata, il batti e corri, o il bunt di sacrificio, preferendo un approccio paziente ("in attesa del fuoricampo"), dicendo: "Se si gioca per un punto, è tutto quello che avrete. In attacco, i vostri beni più preziosi sono i vostri 27 outs". Weaver affermava di non aver mai avuto un segnale per il batti e corri, citando che la giocata rende vulnerabili sia il corridore che il battitore, poichè il corridore è soggetto ad essere eliminato nella rubata e il battitore deve sventolare qualsiasi lancio non importa quanto sia fuori della zona di strike o quanto sia imbattibile.

Earl diresse Baltimora per 12 stagioni complete (1969-1980) durante le quali la squadra non vinse meno di 90 partite solo due volte (80 nel '72 e 88 nel '76). Dopo il suo ritiro dagli Orioles, Weaver rifiutò l'offerta di George Steinbrenner, che gli chiese di allenare gli Yankees nel 1985. Fu un bel gesto! Weaver e Steinbrenner avrebbero sicuramente offuscato Billy Martin-Steinbrenner.

"Earl Weaver: A Mind for the Game" di Tom Verducci, Sports Illustrated, 13 luglio 2009 

Deferenza verso una striscia di valide (Parte 1)

Willie Davis

A volte i manager vanno contro il buon senso convenzionale e sfidano un battitore che ha una lunga striscia di valide in partite consecutive.

• Willie Davis dei Los Angeles Dodgers nel 1969 aveva battuto valido in 30 partite di fila da quando aveva sostituito la mazza pesante del compagno di squadra Ken Boyer.

Willie Davis a Chicago nel 1969, l'anno della sua striscia di 31 partite consecutive con almeno una valida. Il manager Walter Alston (# 24) in piedi nel dugout

• I Dodgers ospitarono i New York Mets il 3 settembre nella terza e ultima partita di una serie che fu fondamentale per i Mets mentre cercavano di superare i Chicago Cubs nella NL East.

• Willie andò strikeout e battè un groundout due volte contro il forte mancino Jerry Koosman.

Jerry Koosman

Quando tornò di nuovo nel settimo, tutto faceva pensare che per Willie sarebbe stato l'ultimo tentativo per allungare la striscia.

• I Dodgers conducevano 4-0, grazie anche alla buona prova del loro pitcher mancino Claude Osteen.

• Osteen aveva allungato la sua striscia a 25 innings senza concedere punti, e le probabilità indicavano che non avrebbe lanciato l'ultimo mezzo inning del nono.

• Willie provò un drag bunt, ma venne eliminato dall'assistenza del pitcher Cal Koonce al prima base Donn Clendenon.

Il baseball ha un suo modo di disattendere le probabilità.

• Nella parte superiore dell'ottavo, Tommie Agee e Donn Clendenon colpirono ciascuno un fuoricampo da 2 punti per pareggiare.

Vin Scully

• La svolta improvvisa di eventi scosse i Dodgers ed innescò una strana situazione durante il successivo turno alla battuta. Ecco cosa disse il leggendario presentatore dei Dodgers Vin Scully durante il play-by-play:

Ron Swoboda batte la palla su Osteen, che lo elimina - e Walter Alston [Manager dei Dodgers] era sul campo! Era diretto a prendere Osteen quando Swoboda ha battuto il primo lancio.

La buona notizia era che Davis poteva avere un'altra possibilità di prolungare la sua striscia.

• Nella parte bassa dell'ottavo, un rilievo di ventidue anni salì sul monte per i Mets.

Nolan Ryan

• L'inning fu una vendemmia precoce per Nolan Ryan.

◦ Mise strikeout Eddie Kosco.

◦ Diede la base su ball a Bill Sudakis.

◦ Con Ted Sizemore al piatto, Sudakis rubò la seconda. Ryan poi mise strikeout Sizemore.

◦ Il manager dei Mets, Gil Hodges, ordinò che a Tom Haller, andato a battere per Jeff Torborg, venisse data la base intenzionale per giocarsi il nono del lineup dei Dodgers.

• A quel punto, Scully spiegò l'enigma che i Dodgers dovevano fronteggiare.

Se il lanciatore fa fuori il battitore o chiunque per lui, allora Willie Davis sarà poi il terzo battitore nel nono inning - a meno che naturalmente i Dodgers non realizzino un punto vincente.

• Alston mandò Willie Crawford come pinch-hitter. Scully continuò a filosofare.

E ... ragazzi questo è davvero difficile, non è vero? Crawford sta cercando di vincere la partita. Se lui è l'ultimo out dell'ottavo, Willie Davis avrà un'altra possibilità di estendere la sua striscia.

• Crawford venne eliminato per la via 5-3.

Dopo che il rilievo Pete Mikkelson lanciò il nono senza concedere punti, Davis effettivamente ottenne un altro at-bat nella parte bassa dell'inning.

• Maury Wills colpì un singolo contro il mancino Jack DiLauro.

• Come Manny Mota si diresse verso il piatto, Scully tornò sul suo tema.

Il più grande divertimento della gente in tribuna è quello di cercare di capire cosa faranno con Willie Davis, se Mota con un sacrificio porterà Wills in seconda? Lanciatore mancino sul monte e Davis è un battitore mancino.

• Mota effettuò il bunt di sacrificio, e Davis entrò nel box del battitore.

• Dal momento che il punto vincente era già in seconda, la situazione sembrava dettare per la base intenzionale, anche se on-deck c'era il battitore switch-hitter Wes Parker.

E ora ci troviamo di fronte a questa situazione – daranno la base intenzionale a Willie Davis? C'è una vera ovazione. L'unica cosa a suo favore, stranamente, è che c'è un lanciatore mancino sul monte. Se ci fosse un lanciatore destro, di sicuro gli darebbero la base intenzionale. Ma cosa faranno con un mancino? Vi dico una cosa, se lo mandano in base, verrà sommerso dai fischi.

• Hodges decise di giocare Willie, che battè il primo lancio all'esterno sinistro per un doppio e vincere così la partita.

• La notte successiva a San Diego, i pitchers Dick Kelley e Gary Ross chiusero fuori i Dodgers e si concluse la striscia di Davis a 31, che è ancora il record del club.

"When Willie Davis' Streak Was on the Line ...", Dodger Thoughts, John Weisman on espn.com

Una brutta No-Hitter

Dock Ellis

Quando il pitcher dei Pittsburgh, Dock Ellis, fece visita a degli amici a Los Angeles venerdì 12 giugno 1970 si svegliò verso mezzogiorno, pensando che i Pirates avessero il giorno libero.

• Così prese tre pastiglie di "Purple Haze" LSD.

• Un'ora dopo, scoprì dal giornale che quella notte sarebbe stato il partente della prima partita di un doubleheader a San Diego.

• Così prenotò il volo, arrivando in tempo per la partita.

• Dock disse che prese anche una mezza dozzina circa di anfetamine ("greenies" nel gergo del baseball. Messe al bando dalla MLB nel 2006) prima di salire sul monte.

• Nel 1984, quando Ellis era finalmente disintossicato dall'uso di droga parlò della partita del 1970: "Posso solo ricordare dei piccoli spezzoni del gioco. Ero esaltato. Avevo una sensazione di euforia. Ero concentrato sul guantone del ricevitore, ma non colpii troppo il guanto. Ricordo che colpii un battitore, e le basi furono piene due o tre volte".

Dock ricordava anche: "Ci sono stati momenti in cui la palla è stata battuta verso di me e sono saltato perché pensavo che stesse arrivando veloce, ma la palla arrivava lenta. Il terza base si avvicinò e prese la palla, eliminando qualcuno. Non presi mai una palla ritornata dal ricevitore senza le due mani, perché pensavo che fosse un palla grande! E poi a volte sembrava piccola. Una volta coprii la prima base, presi la palla e toccai la base, tutto in uno movimento e dissi: Oh, ho appena fatto un touchdown".

Aveva anche immaginato Jimi Hendrix nel box di battuta che sventolava la sua chitarra e l'allora presidente Richard Nixon che chiamava i ball e gli strike.

Per fortuna dei sobri sostenitori, Ellis quella sera lanciò una no-hitter a San Diego!

Concesse otto basi su ball e colpì un battitore.

Due fuoricampo da solista di Willie Stargell produssero gli unici punti della partita.

Col senno di poi, è incredibile che Ellis non abbia colpito più battitori o si sia infortunato egli stesso.

I compagni di squadra dicono che Dock, ignorando la superstizione, aveva commentato in panchina tra gli inning che stava lanciando una no-hitter.

Come era costume dei Pirates, al momento, Ellis fu costretto a tenere traccia del numero di lanci per la seconda partita del doubleheader. Non vi è alcuna relazione sulla precisione del suo lavoro.

Dock è ricordato per altre colorite buffonate.

Nel 1972, Dock si presentò ubriaco al Riverfront Stadium, dove venne fermato da una guardia di sicurezza, che gli chiese di vedere il documento d'identità. Con un bricco mezzo vuoto di vino in una mano, il pitcher tentò di sferrare un pugno alla guardia prima di essere colpito con il bastone del poliziotto e accusato di condotta sregolata.

Nel 1974, adirato per la spavalderia dei Cincinnati Reds prima della partita, cercò di colpire ogni battitore che affrontò. Colpì i primi tre, il quarto andò in base su ball, e tirò in testa a Johnny Bench due volte prima di essere tolto. Dock successivamente ammise di aver preso delle anfetamine anche prima di questa partita.

Dock Ellis con i bigodini durante il riscaldamento pre partita

Negli anni '70, portava bigodini nel riscaldamento pre-partita dopo che gli arbitri si erano lamentati dei suoi capelli.

Alla fine, Dock ripulì la sua vita e, dopo il ritiro nel 1979, con un record di 138-119, lavorò come consulente sulla droga in California.

La cantante indie rock Barbara Manning ha scritto la canzone "Dock Ellis" nel 1993, che racconta la sua no-hitter. Dopo la morte di Dock nel dicembre del 2008 all'età di 53 anni, Todd Snider ha scritto un altro brano "America's Favorite Pastime" (Il passatempo preferito d'America) sulla sua no-hitter.

• Nel novembre 2009, il sito web The Slanch Report diede inizio a una petizione online chiedendo che la MLB cercasse nei suoi archivi di trovare il video della no-hitter di Ellis. Non è sicuro che esista questo video in quanto le partite nel 1970 non erano oggetto di regolari trasmissioni televisive. Inoltre non è certo che l'ufficio della MLB voglia distribuire il video anche se esistesse.

"No-Hitters Are Not Always Pretty", di George Vass, Baseball Digest, Maggio/giugno 2010

Avrebbe dovuto avere l'influenza prima di ogni start

Rick Wise

Rick Wise non si sentiva bene quando si riscaldò per la sua partenza contro i Cincinnati Reds il 23 giugno 1971 al Riverfront Stadium.

• Rick stava superando l'influenza. "Mi sono sentito debole quando ero in fase di riscaldamento, non molto esplosivo sulla palla, e sapevo che stavo localizzando i miei lanci".

• Deve aver usato bene la location della palla, perché eliminò i primi 16 Reds prima di concedere la base su ball a Dave Concepcion. "Il mio controllo era molto buono. Sono stato attorno al piatto per tutta la notte. Avevo messo la palla dove volevo".

Wise, considerato come uno dei migliori pitcher in battuta del suo tempo, aiutò la sua causa con la mazza.

• Andò a battere con un corridore sulle basi nella parte alta del quinto, e colpì un "alto, rotante slider" del mancino Ross Grimsley oltre la recinzione sinistra.

• Nell'ottavo, contro Clay Carroll con il conteggio di 2-0, Wise guardò il coach di terza base George Myatt per il segnale. "Quando mi vide, si voltò di spalle - così sapevo che avevo la luce verde. Ho riconosciuto la fastball che stava arrivando e l'ho presa al posto giusto, colpendola oltre la recinzione tra il centro e la sinistra".

Nel frattempo, sul monte il pitcher destro dei Phillie stava falciando la squadra di casa.

• Dopo la base su ball a Concepcion, Wise eliminò i successivi 12 battitori per completare un 4-0 no-hitter.

• Rick disse: "Lanciare una no-hitter è un grande ricordo, e colpire due HR nella partita lo rende unico".

In aggiunta a questa performance c'è da ricordare che Wise ne aveva battuti altri due in una partita nella stagione.

• Il 28 agosto, di fronte ai San Francisco Giants al Veterans Stadium, colpì un fuoricampo solitario contro John Cumberland nel sesto per dare ai Phils il vantaggio di 3-2.

• Dopo che i visitatori pareggiarono di nuovo, Wise battè un grand slam nel settimo contro Don McMahon per la vittoria finale di 7-3.

La stagione del 1971, la migliore della sua carriera in ML (17-14, 2.88 ERA) incluse un'altra speciale performance sul monte.

• Sabato 18 settembre i Cubs giocavano a Philadelphia. Wise concesse tre punti nei primi due inning.

• Poi si stabilì ed eliminò 32 battitori consecutivi. Solo Harvey Haddix ne eliminò di più in una sola partita. La striscia di Wise alla fine terminò con il singolo di Ron Santo con due out al 12° inning.

• Nella parte bassa dell'inning, che illustra l'importante differenza nella strategia del baseball di allora rispetto a quella di oggi, il manager Frank Lucchesi mandò Rick a battere con le basi piene e un out. Il pitcher dei Phillies rispose con un singolo a destra per il punto vincente.

Così Wise realizzò quattro grandi partite nel 1971, ognuna delle quali avrebbe reso la stagione memorabile.

"Pitchers Recall Two-HR Games", di Bob Kuenster, Baseball Digest, Maggio/Giugno 2010

Von McDaniel - La meteora dei St. Louis Cardinals del 1957

1957 - Max Von McDaniel

Una delle più strane carriere nella MLB (e per gli appassionati dei Cardinals una delle più dolorose) è quella di Von McDaniel. Corse rombando attraverso il firmamento del baseball come una meteora per una mezza stagione e poi cadde a terra con un tonfo.

1958 - Max Von McDaniel, a sinistra, con il fratello Lindy McDaniel e il manager dei Cardinals Fred Hutchinson

• Max Von McDaniel nacque nel 1939 a Hollis, Oklaoma.

• I Cardinals lo firmarono nel maggio del 1957 come "baby bonus", il che significava che doveva essere immesso nel roster della ML, dove aveva raggiunto suo fratello Lindy, forte rilievo alla sua terza stagione a St. Louis.

1957 - A sinistra, Von e a destra il fratello Lindy

Von si era rivelato un "naturale" che lanciava una esplosiva veloce e una curva netta brusca con un sciolto rilascio.

• Vinse le sue prime quattro partenze e ad un certo punto lanciò 19 inning scoreless consecutivi. Questa striscia incluse una one-hitter, una two-hitter, e un perfect game per sei inning.

2 luglio 1957 - Von McDaniel, al centro, con gli esterni Del Ennis, alla sua destra, e Stan Musial dopo la vittoria sui Braves per 5 a 2. Il diciottenne aveva lanciato un perfect game per 6 inning

• Il 3 agosto, sconfisse Robin Roberts dei Phillies, 3-2, per dare a St. Louis un vantaggio di una partita e ½ sui Milwaukee Braves in testa alla classifica.

• Questa posizione si rivelò il punto più alto dei Cardinals nella regular season. Alla fine non ce la fecero e chiusero secondi a 8 partite dai Braves.

• Von realizzò un 3.22 di ERA in 86 inning e 2/3. Aveva iniziato 13 partite e finito con un record di 7-5. Mise strikeout 45 battitori e concesse 31 basi su ball.

I fans dei Cardinals avevano tutte le ragioni per credere che Von sarebbe diventato un solido partente per gli anni a venire. Tuttavia, durante la offseason, successe qualcosa di strano. Von McDaniel si dimenticò come lanciare.

• Lindy ricordava quello che successe quando il fratello andò allo spring training del 1958.

"Aveva perso il suo coordinamento e la meccanica. Non c'era una vera spiegazione. Alcune persone pensavano che fosse un problema psicologico. Ma chi sapeva di queste cose, allora?".

• Anche se la sua prestazione fu terribile nella Grapefruit League, lanciò in due partite per St. Louis nella stagione regolare. Diede cinque basi su ball e non mise strikeout nessuno in due inning, concedendo tre punti.

• I Cardinals lo mandarono nelle minor, nella speranza che potesse ritrovare di nuovo il suo ritmo.

Von scese fino alla Classe D prima di lanciare finalmente di nuovo senza problemi.

• Il record di 13-5 nella Florida State League gli fece guadagnare un invito al camp dei Cardinals per il 1961.

• Tuttavia, di nuovo sotto pressione, perse il suo "tocco magico", e fu presto fuori dal baseball.

Un secondo lanciatore dei St. Louis di questo secolo è stato paragonato a lui.

La storia di Von si ripresentò nel 2000, quando un altro fenomeno dei Cardinals, Rick Ankiel, improvvisamente perse il controllo.

• Il crollo di Rick si verificò nei play-off, piuttosto che nello spring training.

• Ma la storia di Ankiel ebbe un lieto fine quando tornò nelle major come un esterno.

Yips può colpire chiunque

Yips è l'apparente perdita delle capacità sportive motorie, senza plausibile spiegazione. Il termine tecnico è distonia focale (La distonia focale è una condizione neurologica che colpisce un muscolo o un gruppo di muscoli in una parte specifica del corpo causando involontarie contrazioni muscolari e anomale posture). Gli atleti affetti da yips danno prova di un'improvvisa, inspiegabile, perdita delle loro abituali abilità. Gli atleti interessati da yips a volte ritrovano le capacità, a volte compensano cambiando la tecnica, o possono essere costretti ad abbandonare il loro sport al massimo livello.

• Von McDaniel, che abbiamo visto nell'articolo precedente, incappò per primo nella sindrome Yips.

Ecco alcuni altri esempi di giocatori che hanno sviluppato il blocco mentale che ha colpito il loro gioco.

• Dale Murphy era un promettente catcher degli Atlanta Braves nel 1977. Durante una partita dello spring training, effettuò diversi brutti tiri in seconda. Il giorno dopo, quando un corridore tentò la rubata della seconda, tirò la palla sulla recinzione dell'esterno centro con un rimbalzo. Più tardi nella stagione, per ben due volte colpì il suo pitcher nella parte posteriore con il tiro in seconda. Infine, quando non riuscì nemmeno a restituire la palla al pitcher, venne spostato all'esterno (1980) dove diventò un All-Star.

• Steve Gasser era un fenomenale diciannovenne delle farm system dei Minnesota Twins, che avrebbe potuto essere il prossimo Nolan Ryan. Nel 1988, mentre lanciava a livello di classe A, concesse la base su ball a undici battitori ed effettuò sette lanci pazzi in un inning. Complessivamente, diede 21 basi su ball ed effettuò 13 lanci pazzi in sei inning. Non lanciò mai più.

• Rick Ankiel nel 2004 iniziò a giocare all'esterno per i St. Louis Cardinals. Ma, il suo ruolo professionale fu come un pitcher promettente che poteva battere anche abbastanza bene. Fu il Minor League Player of the Year del 1999. Con i Cardinals nel 2000 all'età di 21 anni, andò 11-7 e realizzò un record di 4-0 con una ERA di 1.97 nell'ultimo mese della stagione. Di conseguenza, iniziò la partita d'apertura delle Division Series contro Atlanta. In quella partita e in altre due nei playoff, concesse la base su ball a undici battitori in quattro inning, effettuando 9 lanci pazzi, la maggior parte dei quali viaggiarono sopra la testa del battitore. Contro i Mets, sparò cinque dei suoi primi 20 lanci contro lo schermo dietro casa base.

• Nel 1992, il catcher dei Mets Mackey Sasser doveva colpire con la palla diverse volte il guantone prima di ritornare di nuovo la palla debolmente con una parabola al pitcher. Non solo questo problema faceva impazzire i pitcher dei Mets, ma i corridori avversari coglievano l'occasione per effettuare una rubata ritardata. Durante una partita, i giocatori dei Montreal Expos contarono le false partenze con la palla di Sasser, e poi applaudivano sarcasticamente quando tirava la palla al pitcher.

• Chuck Knoblauch fece solo otto errori durante tutta la stagione del 1996 in seconda base per Minnesota. Vinse un Golden Glove nel 1997. Poi, con gli Yankees, nel 1999, ne commise 26. 14 furono errori di tiro, la maggior parte dei quali erano dei tiri di routine in prima.

• Knoblauch seguì le orme di un altro seconda base che mostrò la sindrome yips nel tiro in prima. In realtà, il problema venne etichettato Steve Sax Disease in "onore" del giocatore dei Dodgers che commise 30 errori dalla metà agosto nel 1983.

• Il lanciatore destro Steve Blass vinse 15 partite per i Pittsburgh Pirates nel 1971 con una ERA di 2.85. Vinse le Gare 3 e 7 delle World Series. Poi nel 1972 andò 19-8 con una ERA di 2.48. La sua carriera fino a quel momento registrò una media inferiore a tre basi su ball in nove innings. Durante lo spring training nel 1973, Blass concesse 25 basi su ball in 14 inning. In quella stagione vinse solo tre partite perdendone nove e vide la sua media ERA salire a 9.85. Concesse 84 basi su ball in più di 88 innings. Questo determinò la fine della sua carriera nel baseball.

"Bring the Pain", di David Shields, Elysian Fields Quarterly, Winter 2004

Reggie quella sera ci mise il fianco

Nelle World Series del 1978 ci fu una delle giocate più controverse della storia del Fall Classic. I cinque fuoricampo di Reggie Jackson (di cui tre in una sola partita) avevano aiutato gli Yankees a vincere l'anno precedente le World Series contro i Dodgers. Reggie svolse un ruolo importante con la mazza in Gara 4 nel '78, come ci si sarebbe aspettato, ma anche con l'anca.

14 ottobre 1978 - Yankee Stadium: I Dodgers erano 2 partite a 1 sugli Yankees prima di iniziare Gara 4.

• Nella parte bassa del sesto, il partente dei Los Angeles Dodgers,Tommy John, tornava sul monte con un vantaggio di 3-0.

• Ma, New York, con un out, segnò il primo punto con Roy White grazie al singolo di Jackson che spostò anche Thurman Munson in seconda.

Lou Piniella andò a battere.

• Il futuro manager dei Cubs battè un line sulla sinistra dell'interbase dei Dodgers Bill Russell. La palla colpì il guanto di Russell e cadde a terra.

• Munson arrivò in terza base, ma Russell riuscì a raccogliere la palla e a toccare il sacco di seconda per eliminare Jackson e tirare in prima per cercare di completare un interminabile inning con il doppio gioco.

• Nel frattempo, Jackson, aspettando che Russell raccogliesse la palla, ritornò verso la prima. Quando l'interbase effettuò il tiro in prima, Reggie con le spalle alla seconda, spostò la sua anca destra contro la palla che lo colpì e rimbalzò all'esterno destro, permettendo a Munson di segnare il secondo punto degli Yankees.

Il manager dei Dodgers Tommy Lasorda livido uscì dal dugout per protestare.

Tommy Lasorda protesta con l'arbitro di prima base Frank Pulli per l'interferenza di Reggie Jackson

• Il manager dei Dodgers sostenne che "Mr. October" aveva commesso interferenza e non poteva ostacolare il gioco fatto su un altro corridore. Piniella avrebbe dovuto essere chiamato out in prima.

• Frank Pulli, l'arbitro di prima base, non fu d'accordo, e disse che l'interferenza di Jackson non era intenzionale. (Regola 7.09 (f) del regolamento tecnico cita: Se, a giudizio dell'arbitro, un corridore, volontariamente e deliberatamente interrompe un doppio gioco, o interferisce con una palla battuta o con un difensore che è nell'atto di giocare una palla battuta, la palla è morta. L'arbitro dichiarerà il corridore eliminato per l'interferenza ed eliminerà anche il battitore-corridore per l'azione del compagno di squadra. In nessun caso potranno essere conquistate basi o segnati punti a causa di una tale azione commessa dal corridore.)

• Quindi il punto di Munson era valido.

Steve Garvey, a destra, protesta con l'arbitro di prima base Frank Pulli. Sulla sinistra si vede Reggie Jackson e Lou Piniella sul sacchetto di prima base

• Il prima base dei Dodgers Steve Garvey, la persona più vicina alla scena, disse più tardi che la giocata di Reggie fu "mentalmente acuta, ma dalla condotta antisportiva".

New York pareggiò la partita all'8° con un doppio di Munson e vinse nel decimo su un singolo di Piniella. Gli Yankees vinsero anche le successive due partite per difendere il titolo.

Dopo la serie, Lasorda disse: "Penso che la giocata di Reggie Jackson abbia cambiato il colore di tutta la serie, perché Tommy John stava vincendo quella partita. Sarebbe stato il terzo out".

Ascolta la telecronaca della giocata

Baseball Digest, agosto 2007

La partita della pece di pino (Pine Tar)

24 luglio 1983, Yankee Stadium: Nella parte alta del 9°, gli Yankees conducevano sui Kansas City Royals 4-3, con due out e un corridore in base. George Brett colpì un HR sulle gradinate del campo a destra contro il pitcher degli Yankees, Goose Gossage, per dare ai KC il momentaneo vantaggio di 5-4. Il manager degli Yankees Billy Martin, su consiglio del coach Don Zimmer, chiese agli arbitri di verificare la mazza di Brett. Misurando la mazza con la larghezza del piatto di casa, scoprirono che la pece di pino (Pine Tar) si estendeva di oltre 18 pollici dal limite previsto dalla normativa. L'arbitro di casa base Tim McClelland si girò verso la panchina dei Royals e chiamò out Brett, dando la vittoria agli Yankees per 4-3. Brett esplose fuori dal dugout e dovette essere trattenuto perchè si scagliò contro McClelland. Un commentatore disse: "Brett è diventato il primo giocatore nella storia a battere un fuoricampo e perdere la partita".

Il manager degli Yankees Billy Martin chiede all'arbitro capo Tim McClelland di misurare l'estensione del pine tar sul manico della mazza di Gerge Brett

Tre foto della protesta di George Brett contro l'arbitro capo Tim McClelland e i tentativi degli altri arbitri e dei compagni di squadra per evitare il contatto fisico tra i due

I Royals protestarono la partita e il presidente dell'American League, Lee MacPhail, accolse il protesto, dicendo che gli arbitri avrebbero dovuto rimuovere la mazza senza penalizzare il giocatore, ordinando di completare la partita dal momento del fuoricampo di Brett. Com'era prevedibile, il proprietario degli Yankee George Steinbrenner andò su tutte le furie: "E' il test sicuro della nostra fede nella nostra leadership. Se gli Yankees perdono la division per una partita, non vorrei essere Lee MacPhail che vive a New York. Forse dovrebbe cercare casa a Kansas City".

L'ultimo inning e 1/3 fu completato il 18 agosto (in un giorno di riposo per entrambe le squadre) con i Royals attaccati al loro vantaggio di 5-4. Con solo 1200 tifosi sugli spalti, Martin si fece beffe di MacPhail. Mise il lanciatore Ron Guidry all'esterno centro e il mancino prima base Don Mattingly in seconda. Prima del primo lancio a Hal McRae (che seguiva Brett nell'ordine), Martin contestò il fuoricampo di Brett per il fatto che non aveva toccato tutte le basi, e sostenendo che non c'era modo che gli arbitri (un gruppo diverso da quello che aveva arbitrato la partita originale) potessero confutare questo. Ma l'arbitro Davey Phillips produsse una dichiarazione giurata firmata dalla squadra degli arbitri del 24 luglio che Brett aveva toccato tutte le basi. Martin continuò a discutere fino a quando non venne espulso dal gioco (che fu probabilmente il suo obiettivo sin dall'inizio). Il rilievo degli Yankees George Frazier mise strikeout McRae per finire dopo 25 giorni la parte alta del nono inning. Il closer dei Royals Dan Quisenberry poi eliminò i tre battitori dei New York Yankees (Don Mattingly, Roy Smalley e Oscar Gamble) nella parte inferiore dell'inning.

Brett continuò ad utilizzare la mazza controversa fino a quando non si ruppe in una partita. La consegnò alla Hall of Fame of baseball nel 1987. Come poi si scoprì, la "partita del pine tar" non influenzò la corsa al pennant. Gli Yankees si classificarono terzi nell'AL East Division, sette partite dietro agli Orioles. I Royals arrivarono secondi nella West Division, 20 partite alle spalle dei sorprendenti White Sox di Tony LaRussa.

La casacca, il cappellino e la famosa mazza di George Brett conservati nella Hall of Fame

Martin in seguito ammise di aver saputo due settimane prima che la mazza di Brett era illegale, ma aspettò il momento giusto prima di protestare. Inoltre, c'era stato un precedente a suo favore. Il 19 luglio del 1975, il catcher degli Yankees Thurman Munson colpì un homer contro i Twins, che protestarono con l'arbitro Art Frantz perchè aveva della pece di pino che superava la misura concessa. Frantz annullò il fuoricampo ed eliminò Munson. Un mese dopo, Martin protestò perchè le mazze degli Angels avevano la pece che superava la misura prevista. L'arbitro George Maloney respinse la sua protesta, dicendo che non poteva dire se la sostanza era sporco o pece. Martin poi aspettò otto anni per tentare di nuovo lo stratagemma della pece di pino.

Baseball Digest, agosto 2007

Mai la stessa

Gara 5 dell'American League Championship Series del 1986, ad Anaheim, CA. Gli Angels conducevano le Series per 3 a 1 sui Boston Red Sox. Entrando nel nono, gli Angels erano sul 5-2, ma il partente Mike Witt venne colpito con un fuoricampo da due punti di Don Baylor. Sorprendentemente, Witt rimase in pedana ed eliminò il battitore destro Dwight Evans con un popup, per il secondo out. Poi il manager degli Angels, Gene Mauch, lo sostituì con il pitcher mancino Gary Lucas per affrontare il mancino Rich Gedman. Ma Lucas colpì Gedman mettendo in prima il punto del pareggio. Mauch mise sul monte il closer Donnie Moore. Dopo aver registrato 31 salvezze nel 1985, Moore aveva ottenuto un contratto triennale da 3 milioni di dollari. Aveva lottato nel '86 con una spalla dolorante, ma aveva ottenuto ancora 21 salvezze. Fece regolarmente delle iniezioni di cortisone in modo da poter essere all'altezza delle aspettative del suo contratto.

Donnie Moore

La missione di Moore: Realizzare l'ultimo out per mandare gli Angels alla loro prima World Series, che sarebbe stata anche la prima per Mauch. Moore lanciò due strike su Dave Henderson, ma la split-finger fastball che non si abbassò venne colpita dal battitore dei Sox oltre la recinzione a sinistra, per portare Boston in vantaggio 6-5. Moore poi eliminò Ed Romero con un fly all'esterno sinistro per terminare l'inning.

L'arrivo a casa base di Dave Henderson dopo aver battuto il fuoricampo contro Donnie Moore nel nono inning, accolto dal compagno di squadra Bill Buckner (# 6)

Il pareggio dei California Angels avvenne nella parte bassa del nono su un singolo di Rob Wilfong ma i padroni di casa non riuscirono a capitalizzare la situazione di basi piene e un out. Così il gioco andò agli inning supplementari. All'undicesimo Moore colpì Baylor e diede singoli a Evans e Gedman per caricare le basi. Henderson colpì di nuovo con una volata di sacrificio per mettere i Sox di nuovo avanti. Il closer di Boston, Calvin Schiraldi, con due strikeout e una volata eliminò i tre battitori affrontati, garantendo la vittoria ai Red Sox per 7-6.

Tornati a Est, Boston vinse Gara 6 per 10-4, e Gara 7 per 8-1, con Roger Clemens sul monte. Questo li spinse a una delle più drammatiche World Series di sempre contro i New York Mets.

Se la sconfitta di Gara 5 fosse stata devastante per Moore, non lo diede a vedere in quel momento. Dopo la partita, era indifferente. "Ho fatto un cattivo lancio. Di solito, la mia palla cade. Quella palla [di Henderson nel nono] non è scesa. Quando fai dei cattivi lanci, si perdono le partite".

Moore poi aggiunse: "Se il mio braccio è a posto, la palla cade proprio fuori del piatto. Lui non l'avrebbe toccata. Ho fatto il lancio e prendo la colpa, ma è la storia. Se non si può prendere l'amaro con il... dolce, sei nel gioco sbagliato. Tuttavia, non credo che il lancio ci è costato la partita. Abbiamo avuto ancora la possibilità di vincere". Mai più di nuovo in salute come prima, Donnie salvò solo nove partite nei successivi due anni prima di essere rilasciato dagli Angels. Aveva sperimentato gli spietati fischi dei tifosi di casa nel '88. La stagione successiva, venne tagliato da Omaha in AAA. Poco dopo, si separò dalla moglie Tonya dopo 16 anni, e i vicini di casa dissero che lui la picchiava. Ebbe grossi problemi di alcolismo e abuso di droga. Nel corso di una discussione il 18 luglio del 1989, sparò tre colpi a Tonya davanti ai loro tre figli. La figlia di 17 anni si precipitò con Tonya in ospedale. Tornato in casa con il figlio, Moore si sparò alla testa. "Si sentiva il prossimo Ralph Branca", disse Tonya, che riuscì a guarire dalle ferite subite.

Deferenza verso una striscia di valide (Parte 2)

Rick Manning avrebbe dovuto essere l'eroe per aver battuto il punto vincente. Invece, il pubblico di casa fischiò rumorosamente.

• La striscia di valide di Paul Molitor si era attestata a 39 partite il 26 agosto del 1987, quando i Milwaukee Brewers ospitarono i Cleveland Indians davanti a una folla di 11246 spettatori.

• Molitor, leadoff e DH, andò a bocca asciutta senza valide in quattro apparizioni contro il pitcher destro John Farrell: strikeout, rimbalzante in doppio gioco, groundout e in prima su errore.

Questo quarto at-bat fu interessante perché gli Indians andarono contro tutte le logiche e diedero un'altra possibilità a Paul di estendere la sua striscia.

• Quando Paul si avvicinò al piatto nell'ottavo, Dale Sveum era in seconda con un out. In una partita senza punti, la strategia standard sarebbe stata quella di dare la base intenzionale al più caldo hitter del campionato. Tuttavia, gli Indians lo giocarono.

• Il manager dei Cleveland, Doc Edwards, confermò dopo la partita che aveva giocato volutamente Molitor: "Ho avuto la sensazione di pelle che le percentuali avessero abbandonato Paul". Doc aveva già lodato Molitor per il suo comportamento elegante durante la striscia e ammise che, come fan, aveva tifato perchè potesse continuare.

Era la notte dei lanciatori.

• Tutti i Brewers ebbero problemi con Farrell che concesse solo 3 valide e 0 punti in nove inning.

• Il mancino dei Brewers, Teddy Higuera, tenne a zero i Cleveland, come Farrell, concedendo solo 3 valide in oltre 10 inning con 10 K.

Il pitcher Doug Jones sostituì Farrell nella parte bassa del decimo.

• Andò a battere come leadoff dell'inning il sesto battitore, Rob Deer, e Molitor aveva bisogno che due uomini raggiungessero la base per ottenere un'altra chance o che la partita andasse all' 11° inning.

• Jones colpì Deer con un lancio e Mike Felder entrò come pinch runners.

• Ed Riles colpì un groundout sul pitcher e Felder arrivò in seconda.

• Gli Indians diedero la base intenzionale a Dale Sveum. Le probabilità che Molitor potesse aver un altro at-bat sembravano buone.

Rick Manning, un battitore mancino, entrò come pinch-hitter al posto di Juan Castillo.

In questo momento Manning commise il suo grande "errore".

• Colpì una valida all'esterno centro, mandando a casa Felder con il punto vincente.

• Il coach di terza Tony Muser, ricordò che: "i fischi furono forti e vigorosi, e poi tutti rimasero in silenzio, come se qualcuno fosse morto".

• Piuttosto che indossare il mantello dell'eroe, Manning scherzò dicendo che avrebbe indossato un giubbotto antiproiettile allo stadio il giorno successivo.

• Molitor più tardi disse, forse per scherzo, che dall'on-deck gridò a Felder di tornare in terza in modo che il gioco potesse continuare.

Una situazione simile, in cui un team aveva lanciato ad una battitore con una lunga striscia quando avrebbero potuto dargli la base intenzionale avvenne 17 anni prima (vedi Parte 1).

56: Joe DiMaggio and the Last Magic Number in Sports, Kostya Kennedy (2011)

Accomunati dalla tragedia

Mike Coolbaugh

Il 4 marzo 2007, Mike Coolbaugh e il suo amico Jay Maldonado andarono alla Theodore Roosevelt High a San Antonio, dove entrambi avevano giocato sul diamante alla fine degli anni '80. Dopo 17 anni nelle minor league, l'unica offerta a Coolbaugh per la nuova stagione era venuta da una squadra di Tabasco, Messico: 10.000 $ solo per il try out. Quindi, per prepararsi, aveva portato Maldonado perchè gli lanciasse il batting practice.

Jay Maldonado

Misero lo schermo protettivo di fronte al monte del lanciatore. Maldonado cominciò a lanciare slurves, changeups e fastballs, mescolando la location dentro e fuori. Suo padre Jesse che era venuto a vederlo guardava dietro la gabbia di battuta. Maldonado lanciò una fatball a 87 mph che Coolbaugh trasformò in un line al centro. Maldonado non completò il movimento e la sua testa rimase fuori dalla protezione dello schermo. Si voltò appena in tempo per essere colpito dietro l'orecchio destro. Si lasciò cadere a terra.

Quando si precipitò sul figlio, Jesse Maldonado temette il peggio. Infine, Jay si mise a sedere, ma con difficoltà a rimanere cosciente. Si sedette con lo sconvolto Coolbaugh in panchina fino quando il loro respiro tornò alla normalità. La palla aveva lasciato un grosso livido, ma Maldonado rifiutò di vedere un medico.

Coolbaugh aveva sempre temuto che sua moglie o i figli venissero colpiti da una palla sprizzata in tribuna. "Era più preoccupato di questo di chiunque altro io abbia mai conosciuto", disse sua moglie, Mandy. Quando le disse quello che era successo in allenamento quella mattina, a stento trattenne le lacrime dicendo: "Questo può uccidere un uomo".

La squadra messicana non offrì un contratto a Coolbaugh. Così firmò come coach con i Tulsa Drillers. Uno dei suoi compiti era quello di suggerire in prima base. Il 22 luglio del 2007, venne colpito nella parte posteriore del collo da una palla battuta in foul durante una partita a Little Rock e morì quasi istantaneamente. Aveva 35 anni.

Ad accrescere la tragedia, le inquietanti coincidenze di almeno quattro persone allo stadio quella notte che avevano sperimentato il male che può fare una palla tirata o battuta.

Bo McLaughlin

• Bo McLaughlin, pitching coach dei Drillers, quando successe la disgrazia stava osservando la partita dal gradino più alto del dugout. L'incidente di Coolbaugh riportò alla luce dei ricordi dolorosi. Il 26 maggio del 1981, quando aveva 27 anni, fu colpito in faccia da una palla battuta, mentre lanciava per gli Oakland A's contro i Chicago White Sox. Il line di Harold Baines mandò in frantumi lo zigomo sinistro di McLaughlin, rompendo l'orbita oculare in cinque punti, e fratturando la mascella e il naso. Vomitò sangue su cinque asciugamani nel dugout e fu ricoverato in stato di shock. I medici dell'ospedale di Oakland non erano sicuri che sarebbe sopravvissuto alla notte, ma ce la fece. Quando tutte le sue ferite furono abbastanza guarite, riprese a lanciare quel settembre. Lanciò per gli A's nel 1982, poi rimbalzò in giro nella Tripla A per altre tre stagioni prima di ritirarsi.

Bill Valentine

• Bill Valentine, GM degli Arkansas Travelers dal 1976, vide l'orribile incidente di Coolbaugh dalla cabina stampa dello stadio. Era stato l'arbitro di casa base nel pomeriggio del 18 agosto 1967 quando Tony Conigliaro, esterno destro dei Red Sox, venne colpito all'occhio sinistro da una fastball del pitcher dei California Angels Jack Hamilton. Conigliaro indossava un casco di battuta, ma senza il paraorecchio. La retina venne danneggiata in modo permanente. I medici gli dissero che se la palla avesse colpito cinque centimetri più in alto, non sarebbe sopravvissuto. Valentine rammentava che, mentre Tony giaceva per terra: "il suo viso era gonfio, il sangue scorreva. Quando cadde al suolo il suo occhio era completamente chiuso. Fu incredibile". Conigliaro, che era stato uno dei migliori giovani giocatori dell'AL, vinse il Comeback Player of the Year nel 1969, ma poi la sua vista iniziò a deteriorarsi rapidamente, e si ritirò alcuni anni dopo.

Warren Stephens

• Warren Stephens, Presidente e Chief Executive Officer della Stephens Inc. a Little Rock e figura di primo piano nella costruzione del nuovo Dickey-Stephens Park dei Travelers che era stato inaugurato quella stagione, vide la morte di Coolbaugh dalla sua postazione di lusso dietro casa base. Il suo defunto padre, il presidente del Augusta National Golf Club, venne colpito da un line drive mentre giocava in terza base alla Columbia (TN) Military Academy nel 1941. Di conseguenza, Warren era nervosissimo la prima volta che portò i suoi figli allo Yankee Stadium: "Eravamo solo dietro la 3B, ma verso in basso veramente in basso, e non riuscivo a staccare i miei occhi da qualsiasi lancio. Avevo paura che ci colpissero". Ora aveva appena assistito alla tragedia sul campo di baseball che era il suo orgoglio e la sua gioia.

Jon Asahina

• Jon Asahina, un pitcher di Tulsa, aveva subito una frattura al cranio da una palla battuta sullo stesso campo tre mesi prima.

"Hit in the Head" di S. L. Price, Sports Illustrated, 20/04/2009

Il migliore che abbia mai visto

Joe Gordon con la casacca Yankees

"Il più grande giocatore completo che abbia mai visto, e non escludo nessuno, è Joe Gordon". Tale sorprendente dichiarazione fu fatta da Joe McCarthy, Hall of Famer e manager degli Yankees e dei Red Sox. Forse il parere di McCarthy convinse la Veterans Committee ad eleggere Gordon nella Hall of Fame nel 2009.

Joe era uno straordinario seconda base dalla potenza incisiva, una rara combinazione per tutta la sua carriera dal 1938 al 1950. Colpì 253 HR per gli Yankees (1938-1946, con due anni fuori per la seconda guerra mondiale nel 1944-1945) e per i Cleveland Indians (1947-1950). La sua media battuta in carriera fu di .268.

• Vinse l'MVP dell'AL nel 1942 quando realizzò una media battuta di .322 e 103 RBI.

• Gordon aiutò gli Yankees a vincere quattro pennant: 1938, 1941, 1942 e nel 1943. Aiutò anche gli Indians a vincere le World Series nel 1948 con 32 HR e 124 RBI.

• Joe colpì due valide che diedero la spinta a due delle rimonte più famose del baseball nel 1941.

In fondo al nono nell'All-Star Game a Detroit, Gordon mise a segno un singolo con uno fuori e segnò sul walkoff HR da tre di Ted Williams.

◦ In Gara 4 delle World Series del 1941 all'Ebbets Field, i Dodgers, nella parte alta del nono inning, conducevano 4-3 con due fuori. Il terzo out del nono sarebbe stato Tommy Henrich che andò strikeout, ma raggiunse la prima, quando il catcher Mickey Owen mancò la palla. Gordon colpì un doppio per i due ultimi punti degli Yankees che vinsero 7-4.

Joe Gordon con la casacca Indians

• Forse il miglior contributo di Gordon per il baseball fu il suo comportamento con il primo giocatore afro-americano dell'AL, Larry Doby, quando arrivò agli Indians alla fine della stagione 1947. Doby ricordò che i veterani dei Cleveland si rifiutarono di stringergli la mano quando entrò nella clubhouse. Poi i giocatori andarono a riscaldarsi e Gordon gli disse: "Scaldiamoci". Ora sono entrambi nella Hall of Fame.

"Gordon, Overlooked Yankee, Gets His Due", di Dave Anderson, New York Times, Dicembre 2008

Rickey, l'unico Rickey

Rickey Henderson

Rickey Henderson venne votato nella Hall of Fame, sulla base di queste incredibili statistiche:

• Il maggior numero di basi rubate nella storia (1406)

• Il maggior numero di punti segnati (2295)

• Il secondo posto nella storia della MLB per le basi su ball (2190) - Era primo quando si ritirò, ma ora segue Barry Bonds (2558)

• AL MVP del 1990

• 10 volte All-Star

Rickey Henderson il re delle basi rubate

Sporting News intervistò gli ex compagni di squadra e avversari del leader di tutti i tempi in basi rubate. Alcuni estratti:

"Non mi piaceva come avversario, ma una volta che siamo stati compagni di squadra, lui fu incredibile" - Tom Candiotti

"Odiava giocare di giorno. Fu eliminato da leadoff con un K, e mentre camminava verso il dugout, diceva a un tizio di uscire dal corpo di Rickey" - Tom Candiotti

"Era proprio la sua materia. Ricordo un giorno in cui gli scattarono delle foto con il cane Spuds MacKenzie - e io scoppiai a ridere. I giornalisti chiesero che cosa trovavo divertente. Dissi loro che se avessero cominciato a intervistare tutti e due, avrebbero avuto più commenti da Spuds" - Ron Kittle

"Ho giocato al fianco di Rickey. Avrebbe dovuto vincere l'MVP Award circa cinque volte nella sua carriera. Giocava solo quando voleva. Tanto talento" - Ron Kittle

"Gli chiesi perché non sventolasse i cattivi lanci. Mi disse, Rickey non sventola i ball" - Rex Hudler

"Quando Rickey prendeva una base su ball, rubava la seconda, e poi rubava la terza, tutti gli occhi erano su di lui. Occhi sugli spalti, in campo e in panchina" - Bob Lacey

"C'è la storia dell'assegno del milione di dollari da Oakland. La squadra lo chiamò e gli disse: Rickey, non hai ancora incassato l'assegno. Era incastrato" - Dave Beard

La domanda ai catchers: Quando Henderson era in prima, faceva cambiare il modo in cui si chiamava la giocata?

"Non molto. Era così veloce, che non si poteva comunque eliminare, quindi cercavamo di eliminare il battitore" - Marv Foley

"Chiamavo più fastballs. Era un ragazzo che poteva cambiare la partita, perché la velocità non va mai in slump" - Tim Laudner

Curse of the Colonel (Maledizione del Colonnello)

Colonel Sanders (Harland David Sanders)

Credete nelle maledizioni? La più famosa è la "Curse of the Bambino" (Maledizione del Bambino). Ma non potete non avere sentito parlare della "Curse of the Colonel" (Maledizione del Colonnello).

• Gli Hanshin Tigers di Osaka, in Giappone, dal nome dell'azienda elettrica Hanshin Railway Co., avevano cominciato a giocare nel campionato di baseball giapponese nel 1936. I Tigers vinsero quattro titoli prima della costituzione del sistema a due League nel 1950. Dal momento che il campionato fu suddiviso nella Central e Pacific League, Hanshin vinse il pennant della Central League cinque volte (1962, 1964, 1985, 2003, 2005).

Un fan dei Tigers si butta sul fiume Ebisubashi

• I Tigers vinsero il loro unico Titolo delle Series Giapponese nel 1985. In seguito, per celebrare i fans si riunivano sul ponte del fiume Ebisubashi oltre il fiume Dotonbori. In un rituale eseguito ogni volta che un team di Osaka vinceva un campionato sportivo, i tifosi cantavano i nomi dei giocatori dei Tigers. Quando veniva chiamato ciascun nome, una fan somigliante a quel giocatore e con indosso la sua maglia saltava dal ponte.

Randy Bass

• Però, nessun orientale assomigliava all'MVP statunitense della squadra, Randy Bass, che aveva colpito 54 fuoricampo in quella stagione. Così i tifosi sequestrarono una statua del Colonel Sanders davanti a un locale Kentucky Fried Chicken, vestito con la casacca di Bass, e lo gettarono nel fiume.

Il momento del furto della statua del Colonel Sanders dal locale Kentucky Fried Chicken

• Alcuni festaioli, realizzando quello che avevano fatto, si scusarono con il responsabile del negozio e promisero di restituire la statua. Ma il giorno dopo quando cercarono nel fiume, il colonnello era introvabile. Periodicamente da allora, dei subacquei si immersero più volte e il fiume fu dragato nel tentativo di recuperare la statua, senza alcun risultato.

• Hanshin non vinse più le Series Giapponesi. I fans si convinsero che la squadra non avrebbe vinto di nuovo il campionato fino a quando la statua non fosse stata recuperata.

• Bass, che aveva firmato con Hanshin nel 1983 dopo aver giocato per i Minnesota Twins, Texas Rangers, Kansas City Royals e i Montreal Expos, non fu infastidito da qualsiasi tipo di sfortuna. Vinse quattro titoli consecutivi di battuta della League e due triple corone. Ritorna in Giappone ogni anno per la pubblicità, tornei di golf, autografi e altre promozioni simili.

Il recupero della statua del Colonel Sanders nel fiume Ebisubashi a Osaka

• Un nuovo sviluppo della saga della maledizione del colonnello Sanders accadde il 9/10 marzo del 2009 quando degli addetti alle pulizie del letto del fiume trovarono le parti della statua che venne riassemblata.

• Bass, dal 2004 senatore dello stato di Oklahoma, proclamò: "Ora che hanno trovato il colonnello, la maledizione è finita, ed è il momento di puntare i vostri soldi sui Tigers".

Tim Lincecum

Tim Lincecum

I suoi compagni di squadra lo soprannominarono "The Freak" e "Seabiscuit" a causa della potenza che generava il suo esile corpo di 1,80 di altezza per 77 kg. Ma Tim Lincecum era stato programmato per diventare un lanciatore di potenza da quando era molto più piccolo.

• Il padre di Tim, Chris, lanciava tra i semipro fino a quando degli infortuni chiusero la sua carriera. Iniziò lo studio, che durò tutta una vita, della biomeccanica del lanciatore.

• Chris cominciò ad applicare i frutti del suo studio con il fratello maggiore di Tim. Alcuni dei primi ricordi di Tim furono quelli di guardare suo padre che insegnava a suo fratello, più vecchio di 3 anni e 1/2, come lanciare. "Avevo quattro anni, e guardavo mio fratello e imparavo la stessa meccanica. Potete vedermi nel film quando ero un ragazzino. Era un corpo più piccolo, ma la stessa meccanica".

• Sotto la guida di suo padre, Tim sviluppò un movimento che massimizzava la potenza che poteva generare quando tirava la palla senza sollecitare troppo il braccio e la spalla. Chris filmò ognuna delle apparizioni di Tim alle high school e le analizzò con lui tanto quanto un coach di football fa con il suo quarterback.

• Da matricola la velocità di Tim era solo di 70 mph. Raggiunse a metà degli anni '90, al suo secondo anno, le 80-82 mph e, infine da senior, arrivò a 86 mph.

• I Cubs presero Tim nel 48° round del draft del 2003, ma Lincecum scelse di accettare una borsa di studio presso l'University di Washington.

• A Washington, Tim guadagnò il trofeo PAC-10 Pitcher of the Year e l'onorificenza della prima squadra All-American battendo il record di conference per gli strikeout. La sua carriera universitaria culminò con il Golden Spikes Award nel 2006 come miglior giocatore di college del paese.

• Nel draft del 2006, i Giants selezionarono Tim alla 10° scelta nonostante la costante preoccupazione da parte di alcuni scout a causa della sua dimensione. Tra le nove squadre che non scelsero Lincecum c'era Seattle, il cui direttore di scouting fu licenziato dopo la stagione 2008 quando Tim vinse il NL Cy Young. La scelta al primo turno dei Mariners nel 2006 fu il pitcher Brandon Morrow, che lottò per emergere, alternando momenti come partente e bullpen.

Il caricamento esplosivo di Tim Lincecum

• Oltre a vincere il Cy Young, Lincecum fu leader delle major nel 2008 per i K (265) e strikeout in 9 IP (10.5). Fu anche leader della NL nella percentuale vittorie (0,783), secondo nella ERA (2.62), e terzo in IP con 227.

• Nel 2009, Lincecum fu leader delle major in strikeout al break dell'All-Star Game, nel quale fu il partente per la NL nel Midsummer Classic a St. Louis.

Tim Lincecum con suo padre, Chris, in una cerimonia pre partita del 2009 per onorare il suo secondo Cy Young award

• Vinse il titolo della NL degli strikeout nel 2009 e 2010 e nel 2009 si aggiudicò il secondo Cy Young.

"Big League Spotlight: Tim Lincecum", Reds Magazine, Luglio-Agosto 2009

Il quattro è vincente

Hank Aaron ruppe il record degli HR in carriera di Babe Ruth l'8 aprile del 1974. Hammerin' Hank lo fece al quarto lancio del quarto inning nella quarta partita del quarto mese in un anno divisibile per quattro. Inoltre, Aaron indossava l'uniforme # 44, lo stesso numero di Al Downing, il pitcher dei Dodgers che gli lanciò la storica palla. Hank vinse il titolo degli HR in quattro stagioni e quattro volte ne colpì 44. Una stagione divise il primo posto con Willie McCovey. Il numero dell'uniforme di Willie? Avete capito: # 44.

8 aprile 1974 - Hank Aaron batte il record di Babe Ruth colpendo il 715° fuoricampo al Fulton County Stadium di Atlanta

Al Downing # 44, di spalle, dopo aver concesso il 715° fuoricampo a Hank Aaron, sulla sinistra mentre fa il giro delle basi

Uno che non andava strikeout facilmente!

Joe Sewell con la casacca dei Cleveland Indians, vincitori delle World Series del 1920

Joe Sewell sventolò a vuoto due volte nella stessa partita nel 1930, e andò strikeout un'altra volta nel resto della stagione. Complessivamente, andò a battere 353 volte quell'anno.

• Sewell andò strikeout solo 114 volte in 14 stagioni e in 7132 at-bat. E' una media di un solo K ogni 63 at-bat.

Nelle ultime nove stagioni della sua carriera, 1925-1933, non andò strikeout mai più di nove volte in una stagione, giocando più di 100 partite ogni anno. Il secondo giocatore più difficile da mettere K dopo Sewell fu Lloyd Waner, che andò strikeout un volta ogni 44,9 at-bat.

• Durante i suoi anni di massimo splendore a metà degli anni 1920, fu anche il miglior interbase del gioco.

• Giocò per i Cleveland Indians dal 1920 al 1930 e per i New York Yankees dal 1931 al 1933.

Quattro inside-the-park

Il 29 aprile del 1922, i New York Giants colpirono quattro fuoricampo inside-the-park nel Braves Field battuto dal vento, per una vittoria di 15-4 su Boston. George Kelly ne colpì due mentre Ross Youngs e Dave Bancroft uno ciascuno.

George Kelly
Ross Youngs
Dave Bancroft

I Giants colpirono 20 valide per aiutare il loro pitcher Phil Douglas.

• Erano presenti 7500 spettatori in quel pomeriggio di sabato.

• Le dimensioni del Braves Field all'epoca erano 402 piedi (123 metri a sinistra), 550 piedi (168 metri al centro), e 402 piedi (a destra).

• I Giants vinsero le World Series quell'anno contro i New York Yankees per il secondo anno consecutivo.

Gli HR battuti all'esterno centro al Polo Grounds

Veduta aerea del Polo Grounds nel 1934

La quarta ed ultima incarnazione del Polo Grounds fu la casa dei New York Giants (1911-1957), dei New York Yankees (1913-1922), e dei New York Mets (1962-3). Lo stadio era famoso per la sua gigantesca distanza all'esterno centro, che andava da 433 ft. (132 metri) quando fu aperto, a 475-505 ft. (145-154 metri) in vari momenti della sua lunga esistenza.

Il centro campo del Polo Grounds negli anni '50, con la famosa pubblicità delle sigarette Chesterfield visibile sopra la clubhouse

Solo quattro fuoricampo colpirono il muro dell'esterno centro del Polo Grounds. E due di questi si verificarono back to back nel 1962! I colpevoli erano due futuri esterni Hall-of-Famers:

• 17 giugno 1962: Lou Brock dei Chicago Cubs

Lou Brock

• 18 giugno 1962: Hank Aaron dei Milwaukee Braves

Hank Aaron

Gli altri due vennero colpiti da due prime basi: Luke Easter in una partita della Negro League nel 1948 e Joe Adcock dei Milwaukee Braves nel 1953.

Luke Easter
Joe Adcock

I caotici Yankees del 1982

Il 1982 fu un anno tumultuoso per i New York Yankees. La squadra di George Steinbrenner utilizzò cinque pitching coach, quattro batting coach, e tre manager in quella stagione.

George Steinbrenner

Manager:

Bob Lemon

• Bob Lemon, che aveva concluso la corta stagione del 1981 - a causa dello sciopero - guidando gli Yankees al pennant dell'AL, era andato 6-8.

Gene Michael

• Gene Michael andò 44-42.

Clyde King

• Clyde King, che era stato uno dei pitching coach, finì 29-33.

Il record combinato dei tre fu di 79-83 e New York finì quinta nell'AL East.

Pitching Coach:

Jeff Torborg
Jerry Walker

• Jeff Torborg e Jerry Walker iniziarono come co-pitching coach.

Stan Williams
Sammy Ellis

• A seguire dopo di loro (uno alla volta) ci furono Stan Williams, Clyde King e Sammy Ellis.

Hitting Coach:

• Mickey Vernon

• Joe Pepitone

• Yogi Berra

• Lou Piniella