CSS Valido!

BASEBALL PAOLO 2 R29
 

 

 

   
 

Accesa rivalità

La rivalità più accesa del baseball fu quella tra i New York Giants e i Brooklyn Robins che non aveva bisogno del battage pubblicitario moderno per evidenziarsi.

Molto prima che le dimostrazioni di "odio" per l'altra squadra fossero un modo per i fans di mettersi in luce in televisione, la tifoseria di ognuna di queste due squadre detestava davvero i fans e i giocatori dell'altra ed erano decisamente disposti a mostrare i loro sentimenti.

Mentre la posizione relativa nella classifica del campionato era per lo più irrilevante quando le due squadre giocavano, il fatto che fossero due delle principali contendenti per il pennant del 1921, come era stato per l'anno prima, non fece che acuire il senso del dramma.

In due occasioni nel 1920, una volta all'Ebbets Field e una volta al Polo Grounds, fu chiamata la polizia per porre fine ai disordini scoppiati sugli spalti.

L'antagonismo tra i fans dei due club della National League risale a ben prima del 1898, quando venne incorporata l'allora indipendente città di Brooklyn nell'area metropilitana di New York.

La perdita del loro status indipendente probabilmente infiammò il senso di inferiorità di molti nativi di Brooklyn quando paragonavano la loro città, che era in gran parte ancora coltivata, a Manhattan, il colosso "sofisticato" dall'altra parte dell'East River.

Allo stesso modo, quelli che vivevano a Manhattan avevano poco o nessun interesse per quello che succedeva a Brooklyn.

Lo sportswriter Joe Vila, scrivendo dopo la sconfitta dei Robins (Dodgers) a Cleveland nelle World Series del 1920, aveva detto: "I newyorchesi doc non si sono entusiasmati per le World Series perché i Giants e gli Yankees non erano i partecipanti. Sono stati molto tiepidi nei loro sentimenti per i Brooklyn per la ragione che nulla a Long Island, eccetto gli ippodromi, da sempre riveste interesse per i residenti di Manhattan e del Bronx".

Bill Dahlen

Bill Dahlen, il grande interbase dell'inizio del secolo, riassume i sentimenti di molti, dopo la sua trade del dicembre del 1903 da Brooklyn ai Giants di McGraw. Dahlen, che aveva giocato in alcune delle più grandi squadre di Brooklyn, aveva esacerbato l'immagine di sé come cittadino di seconda classe annunciando: "È sempre stata la mia ambizione di giocare a New York City, Brooklyn va bene, ma se non sei con i Giants, tanto vale che tu giochi ad Albany".

Ad aggiungere benzina al fuoco c'era l'inimicizia tra i due managers John McGraw e Wilbert Robinson. Robinson era stato uno dei compagni di squadra di McGraw nei grandi Orioles degli anni 1890.

1899 - John McGraw (a sinistra) e Wilbert Robinson

Nonostante la differenza di età - Robinson aveva dieci anni più di McGraw - i due uomini svilupparono una stretta amicizia e in seguito divennero soci in affari in una sala da biliardo a Baltimora.

Nel 1911 McGraw assunse Robinson nel suo staff tecnico, dove rimase fino al 1913. Spesso in disaccordo durante l'ultima stagione, le cose andarono in crisi dopo l'ultima partita delle World Series, che i Giants persero contro i Philadelphia Athletics.

Durante una riunione di alcuni ex Orioles in un saloon di New York, McGraw ubriaco aveva criticato il coaching di Robinson in terza base nella sconfitta per 3-1 del pomeriggio.

Robinson aveva risposto che la gestione di McGraw era stata "abbastanza schifosa". "Questa è la mia festa. Vai fuori di qui", ringhiò McGraw. Per non essere da meno, Robinson gli versò addosso un bicchiere di birra mentre usciva.

1915 - John McGraw (a sinistra) e Wilbert Robinson

La faida sarebbe durata diciassette anni prima che i due vecchi skipper si riconciliassero agli winter meetings della National League nel 1930.

Riferimento da: "1921: The Yankees, the Giants, & the Battle for Baseball Supremacy in New York", di Lyle Spatz e Steve Steinberg (2010)

Giorni selvaggi a New Orleans - L'arbitro più divertente nella storia della minor league



Harry Samuel "Steamboat" Johnson

Harry Samuel "Steamboat" Johnson, un arbitro della Southern Association, ricorda i bizzarri incidenti nelle partite a New Orleans conosciuta anche con il nickname di "Crescent City".

Ricorda Harry: "New Orleans ai tempi del proprietario dei Pelicans Jules Heinemann, quando la squadra era al suo apice, era un posto difficile per gli arbitri, e lì ho avuto la mia parte di problemi.

Uno degli scontri che ricordo più chiaramente è stato quando il manager Bert Niehoff era in corsa per il pennant con la sua squadra di Mobile nel 1922.

Lasciatemi dire che Niehoff era un manager intelligente e capace, e fino a quando un arbitro era in perfetta forma e reattivo, non avrebbe mai creato problemi.

Ma se l'arbitro dava a Bert l'idea che si era un po' addormentato, o che era scansafatiche, Bert poteva causare più problemi in cinque minuti di quanto alcuni di loro avrebbero potuto fare in un'intera stagione.

Nel bel mezzo della partita - era un caldo pomeriggio di luglio - Bert è venuto da me e mi ha detto - parlando del lanciatore di New Orleans - Steamboat, quel giocatore Craft sta usando qualcosa sulla palla.

In seguito notai che Craft entrava nella tasca posteriore con la mano destra, così ho chiamato tempo e sono corso sul monte del lanciatore. Craft stava lì a guardarmi con le mani ai fianchi per vedere cosa avrei fatto. Andai dietro di lui, entrai con la mano nella tasca e tirai fuori un lungo pezzo di liquirizia, come quella che masticano i ragazzini.

Ho detto a Craft: 'Sei fuori dalla partita' e sono tornato verso il piatto. Proprio mentre arrivavo a casa base, Craft arrivò alle mie spalle. Mi ha afferrato al collo e non voleva certamente coccolarmi. Ero così sorpreso che non potei fare nulla per un minuto, ma alla fine riuscì a liberarmi.

Avevo cercato di spostarmi fino a quando non mi sono appoggiato contro il backstop e stavo roteando la maschera contro la sua testa, mentre lui continuava a colpirmi. A quel punto, quattro o cinque giocatori si intromisero e fermarono il combattimento. Larry Gilbert mise un altro pitcher e il gioco finì.

Dei tifosi si aggiravano davanti allo spogliatoio dopo la partita, ma non mi fu fatto del male. Tutti pensavano che Craft avesse del tabacco in tasca e stava solo cercando di masticare; ma io sapevo bene cosa fosse e, inoltre, avevo la liquirizia. La spedii al presidente John D. Martin con la mia relazione".

Fu al Heinemann Park, il 27 agosto del 1927, che si giocò una delle più lunghe partite da record di nove inning, e uno dei peggiori combattimenti che io abbia mai visto in qualsiasi ballpark.

C'erano 15411 persone nel parco. Circa 2000 tifosi avevavo abbattuto i cancelli dopo che erano stati chiusi per ordine del presidente Martin, che era lì per vedere la partita, e si sono precipitati dentro.

Nel bel mezzo della partita, Ray Gardner, l'interbase di New Orleans, era alla battuta. Hollis McLaughlin, il lanciatore di Birmingham, lanciò una palla così vicino alla testa di Gardner da sembrare intenzionale. In un lampo Gardner perse la pazienza e caricò McLaughlin.

Pel Ballenger, il terza base di Birmingham, si precipitò per aiutare Mac.

Cominciarono ad azzuffarsi, e Joe Sonnenberg, un capitano della polizia che era alla partita in abiti civili, uscì dalla tribuna per fermare il combattimento.

Max Rosenfeld, seconda base di Birmingham, pensava che Sonnenberg fosse un fan e gli diede un solido pugno alla mascella. Fu una battaglia veloce e furiosa finché durò, ma i poliziotti sedarono la rissa e portarono via Rosenfeld in prigione.

Gli aumpires Brennan, Shannon e io, che stavamo arbitrando la partita, dicemmo al presidente Heinemann che non avremmo permesso di riprendere il gioco fino a quando Rosenfeld non fosse uscito di prigione, poiché il giocatore aveva colpito il capitano della polizia per errore.

Ci vollero due ore per riportare indietro Rosenfeld dalla prigione, e poi riprendemmo a giocare da dove eravamo rimasti.

Il punteggio finale fu 25 a 16 per New Orleans. In tutto furono battuti quindici doppi. Il tempo trascorso dall'inizio alla fine fu di 4 ore e 10 minuti”.

Contina Harry: “Era la fine della partita del 1925 e Atlanta stava giocando a New Orleans. Il gioco era stretto, e “Red” Torkelson, solitamente un tipo di giocatore tranquillo, era alla battuta. Arrivò un bello strike che io chiamai.

Red si voltò e disse: "Steamboat, quella palla non era sopra il piatto."
"Lo era," dissi.

Red uscì dal box e cominciò a insultarmi in tutti i modi che riusciva a pensare, e Red aveva una mente attiva.

"Sei fuori, Red," dissi.
"Non puoi espellermi" disse lui.
"Ma sei già fuori da molto tempo," risposi, e così uscì.

Poi Buddy Rezza entrò nel box di battuta, e riprese da dove era rimasto Red, guardando indietro e parlando con me. Gli dissi: "Ti costerà meno guardare il lanciatore che il sottoscritto".

Bene, Buddy uscì dal box e si autoespulse. In totale erano due espulsi e sapevo che ero lì per questo.

Mentre andavo allo spogliatoio mi tirarono una bottiglia di shampo per doccia.

La polizia si era schierata, controllò la bottiglia, e aspettò di vedere che uscissi tranquillamente dal campo. La folla mi aspettava fuori dal parco, così il Sovrintendente della Polizia Mooney, senza indecisioni, mi portò alla stazione di polizia nella sua auto e diverse ore dopo mi riportò all'Hotel Monteleone dove gli arbitri soggiornavano”.

Harry Samuel "Steamboat" Johnson, nato in Pennsylvania nel 1886, fu arbitro di lunga data nelle minor league - tra cui la Western League, la Three-I League e Southern Association - e arbitrò anche diverse partite nella National League nel 1914. In quella stagione espulse 11 tra giocatori e allenatori, incluso il manager dei New York Giants John McGraw due volte in due giorni alla fine di luglio.

Harry Samuel "Steamboat" Johnson nella stagione 1914 quando arbitrò nella National League

Il soprannome di Johnson venne da un reporter di The Atlanta Georgian, che scrisse: "Nessuno di noi sa dove John D. Martin (presidente della Southern Association ) ha preso questo Umpire Johnson, ma ha una voce come un piroscafo sul fiume Mississippi. Da oggi è "Steamboat" Johnson a Atlanta. Nel 1923, Johnson dichiarò finita per forfait una partita di spring training contro i Detroit Tigers, dopo che il giocatore-manager Ty Cobb era stato espulso ma si rifiutava di lasciare il campo.

Nel 1935, Johnson pubblicò le sue memorie, Standing the Gaff, che è considerato un classico del baseball: Standing the Gaff: The Life and Hard Times of a Minor League Umpire.

Agitava le mani quando chiamava gli strike, apriva le scatole delle palline da baseball con i denti e scivolava con i corridori per una visione più ravvicinata. Ha anche arbitrato più partite di baseball nella minor league di chiunque altro nella storia.

L'umpire Harry "Steamboat" Johnson era stato sui ballparks di tutto il paese dal 1911 al 1946, e le sue storie sono grandi come il suo soprannome.

"Poteva correre più veloce di uno qualsiasi dei giocatori quando si trattava di sfrecciare verso una base e il gusto con cui spazzava via il piatto di casa base faceva pensare che fosse stato colto da un raptus", osservò Charlotte Observer.

"Steamboat diceva al battitore di scalciare la terra rossa sul piatto e così aveva una scusa per rispolverare. Di solito finiva con il suo tocco personale, un grande gesto teatrale sbattendo la scopa a vela", aveva scritto il Daily News.

La prima stagione professionale di Steamboat risale al 1911, con la sola partecipazione alle partite della Ohio-Pennsylvania League. Stava in piedi dietro il piatto di casa base finché un battitore non aveva raggiunto la base, quindi si posizionava dietro il monte. "Era difficile vedere quando qualcuno cercava di rubare mentre il pitcher lanciava", disse Steamboat al The Indianapolis Star.

Quando un giorno i fans lo stavano insultando dall'ultima fila allo stadio di Youngstown, Steamboat chiamò tempo, salì sugli spalti con l'equipaggiamento completo, si sedette vicino a loro e chiamò i ball e gli strike dagli spalti.

Arbitrò anche su circuiti come la New York State League, la Three-I League e la Western League negli anni successivi. Aveva anche arbitrato da solo nel 1918 per la International League, quando vennero ridotti gli arbitri per risparmiare denaro durante la prima guerra mondiale.

Dopo aver attraversato il Midwest e il Northeast, Steamboat si fermò nel South. Divenne un'icona nella Southern Association, dove arbitrò per 27 delle sue 36 stagioni, incluso ogni anno dal 1922 al 1946. "I suoi manierismi non hanno mai avuto successo al nord, ma nel sud era considerato il più grande arbitro del gioco", scriveva il Democrat and Chronicle.

"Quando un battitore lasciava passare il terzo strike, Johnson guardava verso il cielo, come un cane che abbaia alla luna, e ululava, The batter’s o-u-u-u-t!”, raccontava l'Arkansas Democrat.

Chiedeva ai giocatori di lavargli gli occhi con l'acqua tra gli inning per preservare la vista, una perfetta acuità visiva di 20/20 dimostrata dal certificato optometrista che teneva in tasca per mostrare ai fans quando protestavano.

"Quando una palla battuta volava in foul lungo la linea di terza base, non importava quanto largo fosse il foul, si precipitava verso la zona di caduta, con gli occhi incollati alla palla", scrisse l'Arkansas Democrat, "Poi si girava e con un gesto maestoso chiama Foul!'"

Un giorno Steamboat non era sicuro se una palla al volo avesse oltrepassato il palo sinistro del campo di Birmingham in territorio buono o foul, così scavalcò la recinzione del campo, trovando il punto di atterraggio della palla e prendendo la sua decisione.

Nei giorni successivi ad una chiamata di gioco d'appello su una base saltata, inizò a seguire i battitori di Shreveport lungo la loro corsa a casa base per assicurarsi che avessero toccato tutte le basi.

Le battute allegre di Steamboat si sono guadagnate lodi sulla stampa. L'Atlanta Journal-Constitution scrisse che "ama mettere brio nei suoi gesti, aggiungendo un po' di entusiasmo ad una giocata che già di per sè colpirebbe l'interesse dei fans più accaniti della Southern League”.

"Ha costantemente esortato i giocatori a fare in fretta. Era raro che una partita di nove inning durasse molto più di due ore quando Johnson era arbitro capo", continuava il giornale.

Per quanto riguarda il soprannome di "Steamboat", si riferiva alla sua voce. I ballparks della minor league non avevano annunciatori per il pubblico nella sua epoca, quindi l'arbitro di casa base si rivolgeva agli spettatori e annunciava le formazioni partenti.

"Comincia i suoi annunci a casa base con le braccia che volano in aria e finisce sulla seconda base con acrobazie più strane che fanno sedere i fans prima dell'inizio della partita", aveva commentato The Minneapolis Stars.

"Le lunghe arricciature che seguono ogni parola, con lo jodel finale del cognome, sono una vera delizia per chiunque ami il blues", scriveva il Reading Times, “Quando Nashville cambia i lanciatori, li annuncia e fa lo spelling del nome di ogni nuovo hurler. C'era un detto nella Southern Association che le persone a Memphis potevano sentire Steamboat arbitrare ad Atlanta alzando una finestra”.

"Quando Steamboat chiama lo strikeout, potevi sentirlo nella vicina contea" scherzava il Tampa Tribune.

"Volevo che i tifosi dei posti economici capissero se si trattava di un ball o uno strike", aveva spiegato Steamboat a The Indianapolis Star.

L'editorialista di Nashville Banner Fred Russell in seguito scrisse: "Ho sempre pensato che l'avvento dello speaker ufficiale nei ballparks sarebbe stato il giorno più triste di Steamer".

Steamboat come secondo lavoro faceva l'annunciatore di wrestling a Nashville nel 1920. I suoi altri lavori fuori stagione nel corso degli anni comprendevano l'impiego in un impianto chimico, in un grande magazzino, in una ditta specializzata in luci per gli stadi, in una ditta di trasporti, e come arbitro di pugilato e spesso teneva discorsi.

"The Steamer è un oratore di grande abilità e ha sempre un grande successo ogni volta che viene chiamato", aveva scritto The Pantagraph.

Era pericoloso essere un arbitro in questa era turbolenta. Giocatori, managers e fans erano tutti in grado di reazioni violente se una chiamata non andava come volevano loro.

Come già evidenziato il clima in campo, a quei tempi, si scaldava rapidamente e gli arbitri correvano seri pericoli e oltre agli episodi già visti successe anche che tutti i giocatori di Nashville un giorno gli lanciassero i guanti contro a Memphis e un seconda base di Birmingham diede a Steamboat "un'imponente pugno alla mascella" dopo l'espulsione.

"Il Sig. Steamboat Johnson, l'umpire della Southern League, stima che gli siano state lanciate 4000 bottiglie durante la sua carriera ", riferiva The Tampa Tribune.

Vignetta che ritrae l'arbitro che viene preso di mira dai tifosi dopo la chiamata di strike con lancio di oggetti

E quante di queste raggiunsero il loro obiettivo prefissato?

"Steamboat Johnson, arbitro di minor league, ha diciassette cicatrici da bottiglia sul cuoio capelluto"
, scrisse The Honolulu Advertiser.

"Johnson afferma che ogni cicatrice è il risultato di una decisione onesta"
, aggiunse lo Stevens Point Journal.

Quando un catcher di nome McGrath lo aveva stordito con la sua maschera durante una discussione per una rubata di casa base nel 1917, Steamboat finì la partita con un fazzoletto intriso di sangue premuto contro la testa prima di essere medicato con dei punti dopo la partita.

The Morning Call scrisse "Steamboat è stato assalito, preso a calci, picchiato, morso, colpito con vari oggetti e gli hanno anche sparato".

Sparato?

È successo dopo una chiamata cruciale contro la squadra di casa alla fine di una partita ad Atlanta. Steamboat evitò una folla indisciplinata con l'aiuto di una scorta della polizia e raggiunse la doccia dello spogliatoio dell'arbitro. Subito dopo un fan indignato sparò con una pistola nella doccia. "Il proiettile mi ha mancato perché mi stavo piegando in avanti", spiegò Steamboat all'Ottawa Citizen.

Steamboat venne assalito dai fans di Des Moines dopo una disputa su una rimbalzante agli extra inning. Si nascose in un capanno quando i fans lo inseguirono a Peoria. Una donna a New Orleans lo picchiò ripetutamente con il suo ombrello. I tifosi di casa gli tirarono del carbone un giorno a Wilkes-Barre.

"Dovevi essere abile ad incassare a Wilkes-Barre", aveva scritto Steamboat nel suo memoriale Standing the Gaff: The Life and Hard Times of a Minor League Umpire.

Sì, Steamboat ha scritto un'autobiografia. Ha allestito un tavolo negli stadi prima delle partite e ha venduto copie per 1,25 $. Un giorno fece una cattiva chiamata a Mobile e i fans arrabbiati gli restituirono i libri lanciandoli sul campo durante la partita. Steamboat raccolse i libri e li vendette il giorno dopo a Memphis.

Steamboat indossava sempre un completo, viaggiava in treno e non chiacchierava con i fans lontano dal campo da baseball, quindi non sarebbe stato accusato di cospirare con i giocatori d'azzardo. Era sul campo quando i giocatori d'azzardo finirono una partita nel 1912.

"I St. Joseph Drummers stavano giocando a Denver nella Western League. C'erano molti cow-boy tra il pubblico che avevano scommesso sulla partita", scrisse il Brooklyn Daily Eagle, "Ciascuno portava un paio di pistole. Il punteggio era in parità e la squadra di casa ha caricato le basi nel nono con due out. Il battitore ha colpito una palla alta che viaggiava alta e lunga verso il centro del campo. L'esterno era posizionato sotto la probabile caduta quando questi cowboy tirarono fuori le loro pistole e hanno sparato alla palla mandandola in pezzi".

Quindi, quando i cowboys sparano alla palla viva polverizzandola, quale fu la decisione?

"Era un fuoricampo, perché la palla era scomparsa dal mio punto di vista, essendo stata colpita in piccoli pezzi con un preciso scopo dai cowboy", disse Steamboat al The Tennessean.

Steamboat non era solo un intrattenitore. Era un arbitro molto rispettato che fu selezionato per una partita dimostrativa nel luglio del 1939 a Cooperstown per le celebrazioni dell'apertura della Baseball Hall of Fame. Fu scelto anche per arbitrare 54 partite della Major League nel 1914. L'Hall of Famer Ty Cobb e John McGraw erano entrambi nella sua lista di "dead birds", la frase che usava Steamboat per le persone che espelleva.

"Ha rifiutato diverse offerte per arbitrare a tempo pieno nelle major league perché gli piace troppo il Sud", scrisse lo Star Tribune.

L'Arkansas Gazette disse che Steamboat ha lavorato "disperatamente sulla sua professione, ed era impavido nei momenti cruciali". Una volta The Charlotte News scrisse "l'umorismo di Steamboat Johnson è stato il migliore visto qui negli anni, e gli è stata tributata un'ovazione dopo ogni inning”.

A Steamboat fu chiesto di tenere un discorso di 20 minuti alla convention invernale del baseball nel 1922 sulla situazione degli umpire. Ha lavorato al discorso per un mese e disse tra le altre cose che un arbitro deve avere "un buon fisico, mente forte, occhi buoni, anche temperamento, giudizio veloce ed essere abbastanza forte nel carattere da comandare". Il Commissioner della MLB Kenesaw Mountain Landis rimase così impressionato dal discorso che ne chiese una copia.

Steamboat era una persona gentile che ringraziava le folle e diceva loro "Dio vi benedica" dopo le partite. Non ha mai bevuto alcol e ha cercato di convertire i giocatori che sputavano tabacco a passare alla liquirizia. Sua moglie Bertha ha partecipato alle partite ma non ha mai tifato per nessuna squadra. Ha aperto un ristorante a Memphis e l'ha chiamato "Steamboat Johnson's Eat Shoppe".

Verso la fine della sua lunga carriera, Steamboat fu inondato di elogi e doni. I Memphis Chickasaws tenevano il "Steamboat Johnson Day" al loro stadio come i Birmingham Barons che tenevano una simile manifestazione. Il sindaco di New Orleans ha proclamato un "Steamboat Johnson Day" ufficiale nella sua città.

Steamboat ricevette un orologio inciso dalla Southern Association e un pass oro dall'Association of Professional Baseball Players and Umpires, che gli garantiva a vita l'entrata a qualsiasi partita della Major League o della minor league. "Non so bene cosa dire. Sono stato spesso insultato ma mai onorato", raccontò Steamboat al The Atlanta Constitution.

Steamboat ha appeso la maschera dopo la stagione del 1946 all'età di 66 anni. Ha arbitrato 5700 partite in carriera, tra cui 4400 consecutive della Southern Association, una serie più lunga di quella di Cal Ripken o di Lou Gehrig. "Posso aver perso alcuni lanci bassi, ma non ho mai perso nessuna designazione", aveva detto Steamboat al Daily News-Journal.

I record di longevità nella minor league di Steamboat non saranno mai infranti. In questi giorni, gli arbitri delle minor raramente durano una dozzina di anni senza essere promossi alle major o lasciati liberi di trovare un nuovo tipo di lavoro.

L'ex presidente della Southern Association Billy Evans, lui stesso un ex arbitro della MLB, chiamò Steamboat "l'arbitro più colorato del baseball organizzato" e lo nominò primo Supervisore degli Arbitri della League. "L'anziano arbitro era troppo prezioso per la lega per l'addestramento, anche se non riusciva a vedere le lontane linee di foul", aveva scritto The Tennessean.

Dopo tre anni trascorsi in quella posizione e un altro anno a dirigere la propria scuola di arbitri, Steamboat morì nel 1951 all'età di 70 anni. Il suo certificato di morte ufficiale riporta il suo secondo nome come "Steamboat". I giornali del Sud gli tributarono lunghi necrologi.

"La storia della Southern Association non sarà mai completa senza una menzione generosa di Harry 'Steamboat' Johnson. Lui è la Southern Association", aveva scritto il Pensacola Journal News.

La Southern League ha inaugurato la sua Hall of Fame nel 2014 per onorare le eccellenze della League, "compresi quelli con radici della Southern League", secondo un articolo di MiLB.com. Il sito ufficiale della Hall of Fame della Southern League dice che i partecipanti includeranno "giocatori, manager, allenatori, arbitri, dirigenti delle squadre, proprietari e membri dei media".

Se la League sta cercando il suo primo arbitro Hall of Fame, chi meglio di Steamboat, il più famoso arbitro del Southern Association !

Riferimento da: "The Most Entertaining Umpire in Minor League History", di Tim Hagerty, 3 ottobre 2018 - Baseball Short Stories - 5 http://goldenrankings.com - https://en.wikipedia.org/wiki/Steamboat_Johnson