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Il peggiore battitore di sempre

Il catcher Bill Bergen è stato definito "senza dubbio, il peggior hitter nella storia del baseball".

Bill Bergen

• William Aloysius Bergen giocò dal 1901 al 1911 con i Cincinnati Reds e i Brooklyn Superbas. In quegli undici anni, realizzò una media battuta vita di .170 con 3028 at-bat. Nessuno giocò così a lungo e battendo così male nelle major leagues.

• L'anno eccezionale di Bergen alla battuta fu il 1903 quando colpì .227 per Cincinnati. In nessun'altra stagione battè più di .190.

• Nel 1909, Bergen realizzò una battuta di .139, la media più bassa in assoluto per un giocatore qualificato per il titolo di battuta. Durante quella stagione, andò 46 volte alla battuta di fila senza colpire una valida, la più lunga striscia di sempre per un non lanciatore.

• Cosa aveva tenuto Bergen nelle major? Come forse avrete intuito, era considerato un abile ricevitore. La rivista Sporting Life (12/06/1911) riassunse la difficile situazione della squadra che possedeva Bergen.

Circolò per alcuni anni a Brooklyn l'idea che Bergen fosse il più grande catcher nella National League. Questa è l'esagerazione del culto degli eroi. Era uno dei migliori ricevitori nella National League, ma per essere il più grande catcher nella NL, doveva necessariamente essere più di un grande difensore. Era passato il tempo in cui i manager pensavano che se avessero avuto un catcher che era meccanicamente perfetto in difesa e tirava, avevano il primo fondamentale verso la vittoria del campionato. Negli anni successivi alcuni di loro presero coscienza del contrario.

• Brooklyn "prese coscienza del contrario" e tagliò Bergen dopo la stagione del 1911. Giocò altre tre stagioni nelle minor. Battè .265 per Newark-Baltimore dell'International League nel 1912, prima di scendere sotto la Mendoza Line negli ultimi anni.

Non lasciate che Ty vinca questo titolo!

Uno degli episodi più vergognosi nella storia del baseball si verificò l'ultimo giorno della stagione del 1910, quando i St. Louis Browns cospirarono per dare il titolo di battuta dell'American League a Nap Lajoie piuttosto che a Ty Cobb.

Ty Cobb
Nap Lajoie

Prima della stagione, Hugh Chalmers aveva creato il Chalmers Award, che consisteva in un'automobile nuova al giocatore che avesse vinto il titolo di battuta di ciascuna League. Mentre si avvicinava l'ultimo giorno della stagione, Cobb, il giocatore più odiato nella League, era leader della classifica con sette punti su Lajoie, uno dei giocatori più popolari. Con il grosso vantaggio, Cobb rimase in panchina dei Tigers l'ultimo giorno. Lajoie dei Cleveland Indians giocò un doubleheader a St. Louis. Nat avrebbe avuto bisogno di una valida in quasi tutti le apparizioni in battuta per prendere Cobb.

Il manager dei Browns, Jack O'Connor,  ordinò al rookie terza base Red Corriden di giocare profondo quando Lajoie batteva. Nat colpì un triplo nella sua prima apparizione al piatto. Poi, in ognuna delle sue otto rimanenti at-bats nelle due partite, Lajoie eseguì dei bunt verso la terza. Un bunt generò una scelta difesa, ma gli altri sette portarono a delle valide (dopo la scelta difensiva, il coach Harry Howell dei Browns si offrì di comprare un vestito nuovo allo scorer ufficiale se avesse cambiato la sua decisione).

Jack O'Connor
Harry Howell

Quando le medie finali furono tabulate, si stabilì che Cobb era stato privato di due valide nel corso della stagione a causa di un errore dello scorer. Così Lajoie finì un punto dietro a Cobb, .385-.384. Chalmers decise di assegnare l'auto ad entrambi i giocatori. Per i successivi quattro anni, il Chalmers Award andò al Most Valuable Player di ogni League votato dai giornalisti sportivi.

Sia O'Connor che Howell persero il lavoro, e il Presidente dell'AL, Ban Johnson, promise che nessuno dei due avrebbe mai più trovato un altro lavoro nel baseball organizzato.

Il tocco finale della storia è che i ricercatori nel 1981 scoprirono che due delle valide di Cobb furono contate due volte. Così Lajoie avrebbe finito effettivamente con un punto di vantaggio su Cobb, .384-.383. Ciò nonostante, Ty è ancora riconosciuto come il campione "ufficiale" della battuta dell’AL per il 1910.

Rob Neyer's Big Book of Baseball Blunders, di Rob Neyer

Home Run Baker

"Home Run" Baker

John Franklin Baker ("Frank" per la sua famiglia) è passato alla storia come "Home Run" Baker. Si tratta di un soprannome strano per un uomo che ha colpito solo 96 fuoricampo in 13 stagioni: dal 1908 al 1914 con i Philadelphia Athletics, e dal 1916 al 1919 e 1921-1922 con i New York Yankees. Il maggior numero di fuoricampo di Baker in una stagione furono 12 per gli A's di Connie Mack nel 1913. Perché allora il soprannome "Home Run"? Perchè colpì dei fuoricampo in giorni consecutivi nelle World Series del 1911 contro i New York Giants. Sporting News il 26 ottobre 1911 scrisse: "Gli Athletics hanno pareggiato il punteggio quando Baker, il loro brillante terza base, che aveva vinto la partita di lunedi con un home run, ha colpito una delle curve di Christy Mathewson mandandola molto distante nelle tribune del lato destro per un homer nel nono. Hanno vinto all'undicesimo con tre valide, aiutati da due errori dei Giants ... Quando New York è andata in vantaggio nel terzo, si è sentito un grande clamore. Ma quando Baker, nel nono, ha colpito il suo homer, il fragore è stato assordante". Philadelphia vinse in sei partite. Un altro Athletics, l'esterno centro Rube Oldring, colpì un fuoricampo nella serie, ma l'impresa non riuscì a nessuno dei Giants.

Baker, alto 1.80 per 77 kg,  fece altre gesta  che meritano attenzione per la ragione che si era nella "Dead Ball Era" (prima del 1920).

• Nella sua prima stagione completa nel 1909, diventò il primo giocatore a colpire una palla oltre la recinzione sul lato destro dello stadio di nuova costruzione dello Shibe Park.

• Concluse il suo anno da rookie con una percentuale slugging di .447, il quarto migliore dell'American League. Con i suoi 85 RBI si piazzò al terzo posto mentre fu leader della League con i suoi 19 tripli.

• Guidò l'American League nei fuoricampo (o al primo posto con altri) tutti gli anni dal 1911 al 1914.

• Baker batteva con una mazza da 52 once (17 kg) e la girava più forte che poteva. Aveva rafforzato la schiena, braccia e mani quando lavorò nella fattoria del padre nel Maryland.

Avrete notato che negli anni Baker non giocò nel 1915.

• Dopo il campionato del 1914, Frank chiese a Mack di rinegoziare il suo contratto triennale.

• Quando Connie rifiutò, Baker rimase nella sua fattoria, giocando per la squadra cittadina di Trappe.

• Su insistenza del Presidente dell'AL Ban Johnson, Mack vendette Baker agli Yankees per la stagione 1916.

L'assenza di Frank nella stagione 1920 non ebbe niente a che fare con lo stipendio o l'acquisto da parte di New York di Babe Ruth, ma piuttosto fu motivata da una tragedia personale. La scarlattina colpì sua moglie e quasi prese le sue due giovani figlie. Ritornò per la stagione 1921.

"Deadball Stars of the American League", The Society for American Baseball Research, 2006

La grande stagione di Rube

Rube Marquard

Nel 1912, il mancino Rube Marquard dei New York Giants realizzò una delle più grandi stagioni in assoluto, che culminò con il suo record della striscia di 19 vittorie consecutive.

• La striscia iniziò il giorno in cui Rube sconfisse i Brooklyn Dodgers 18-3.

• Durante le 19 vittorie, concesse solo 42 punti.

• La sua vittoria, 2-1, del 3 luglio sui Brooklyn al Polo Grounds eguagliò il record di Tim Keefe del 1888. La partita divenne la quindicesima vittoria consecutiva per i Giants, che poi vinsero la # 16 nel nightcap del doubleheader.

• In base alle regole dello score di oggi, gli sarebbero state accreditate 20 vittorie consecutive. Il 20 aprile al Polo Grounds, aveva rilevato Jeff Tesreau al nono inning dopo che Brooklyn aveva segnato 3 volte per portarsi in vantaggio 3-2. In fondo all'inning, il catcher Art Wilson colpì un fuoricampo da due punti per vincere la partita. Però, la vittoria venne accreditata a Tesreau.

• Marquard sfortunatamente perse l'8 luglio con i Chicago Cubs, 7-2. A quel punto, i Giants conducevano la League con 14 partite di vantaggio.

• La sua 20a vittoria del 19 luglio rimane ancora oggi il numero maggiore di vittorie raggiunte in una stagione a quella data da qualsiasi lanciatore.

Marquard, 1.90 per 86 kg, si era unito al club di John McGraw verso la fine del 1908 all'età di 18 anni. Dopo due stagioni così così, esplose nel 1911, andando 24-7 e diventando il leader della League negli strikeout e nella percentuale vittorie mentre i Giants vincevano il primo dei tre pennant consecutivi.

Rube finì il 1912 con un record di 26-12 e 2.57 di ERA in 294 innings. Aveva completato 22 delle sue 38 partenze. Nel 1913, contribuì con altre 23 vittorie per realizzare un record di 73-28 in tre stagioni. Sfortunatamente le sue performance iniziarono a diminuire. Ne vinse 19 nel 1917 per i Brooklyn, e 17 nel 1921 con i Cincinnati prima di chiudere nel 1925. Le sue 201 vittorie in carriera gli valsero l'elezione nella Hall of Fame nel 1971. Morì nel 1980 a 93 anni.

A "SPLIT" CENTURY (Un centone diviso)

Terminata la più bella delle sue sei stagioni con i Chicago Cubs, Henry "Heinie" Zimmerman non vedeva l'ora di iniziare la stagione del 1913. L'anno precedente aveva colpito .372 con 99 RBI e 14 HR giocando straordinariamente bene nell'angolo caldo. Però, il 1913 gli portò il tipo di pubblicità sbagliata grazie al suo costante scontro con gli arbitri.

Henry "Heinie" Zimmerman

• 19 maggio: L’arbitro Charles "Cy" Rigler espulse Zimmerman nel quarto inning a Philadelphia.

• 6 giugno: William Byron mostrò il pollice a Heinie nel quarto inning con i Cubs che ospitavano i Boston Braves.

Charles "Cy" Rigler
William Byron

• Heinie superò se stesso nel corso del mese, venne espulso in tre partite casalinghe al West Side Grounds nel giro di cinque giorni (il Wrigley Field aprì quella stagione come Weeghman Park, ma fu utilizzato dai Chicago Whales della nuova Federal League).

◦ 13 giugno: Dopo quello che molti pensavano fosse un evidente out forzato di Jake Daubert dei Brooklyn Superbas in terza base, Malcolm Eason chiamò "safe". Secondo il Chicago Tribune, "Heinie gridò, ma gli venne ordinato di uscire dal gioco così velocemente come una strizzatina d'occhio".

◦ 15 giugno: Zimmerman tentò di scivolare a casa nel settimo inning, contro i Superbas, e venne chiamato out, dopo di che maledisse l'arbitro capo William Brennan che prontamente lo espulse.

Malcolm Eason
William Brennan

◦ 17 giugno: Mentre Heinie era in terza base nel terzo inning contro i Philadelphia Phillies, gli venne dato il benservito dall'arbitro capo Bill Klem per avergli urlato contro quando aveva chiamato out Roger Bresnahan su uno strike.

Bill Klem

• La seguente lettera apparve nel Chicago Tribune il 19 giugno del 1913.

"Io sono irlandese e non ho molta dimestichezza con gli olandesi, ma c'è uno che credo ne abbia molta di più e questo è Heinie Zimmerman. Penso che mi piace molto vederlo battersi con le persone. E, ah, qui sta il problema. Maledizione, lui non gioca regolarmente. Viene espulso, troppo spesso per discutere con gli umps. Non è giusto per quelli che pagano i loro soldi per vedere Zim ingoiare il boccone ed inoltre non è giusto per il resto del gruppo.

Ora, per venire al sodo: ecco una banconota da 100 dollari divisa in due. Vi do la metà per Heine se rimane in partita per due settimane - questa è, se non viene espulso da un arbitro in quel periodo, l'altra metà che consegnerete assieme a un pezzo di cerotto per attaccarli insieme.

Seriamente, voglio che Zim smetta di protestare. Due settimane in vita con gli arbitri farà un gran bene a tutti, soprattutto a Zim. Si prega di nascondere il mio nome e la firma: A SPLIT CENTURY".

• Il Tribune ne diede metà a Zim e l'altra metà a Bill Klem. Dopo aver sentito l'accordo, Heinie si vantò: "Diciamo così, ora mi date la metà e guardatemi incassare l'altra. Io ho finito in ogni caso di protestare con gli arbitri. Non si ottiene nulla. Non voglio essere messo fuori dal gioco anche quest'anno. D'ora in poi mi vedrete come un ragazzo modello sul campo di gioco. Questi 100 $ sono altrettanti buoni come i miei".

• Il giorno dopo, Ring Lardner, giornalista sportivo del Tribune, scrisse: "Supponiamo che Zim venga espulso prima della scadenza delle due settimane. Mr. Century vorrà riavere la sua metà indietro?" Quel giorno, Heinie fu multato di 200 $ - non per aver litigato con l'arbitro ma piuttosto con il suo manager, Johnny Evers. Riferendosi al precedente manager dei Cubs, Evers aveva detto: "Se avesse detto a [Frank] Chance quello che ha detto a me, non avrebbe più giocato per tutta la stagione". Chiaramente Zimmerman aveva dei problemi di gestione della rabbia, per usare l'espressione moderna.

Johnny Evers

• I giocatori d'azzardo scomettevano 3 a 2 che Zim avrebbe vinto i 100 dollari. Un fan diede a Heinie metà di una banconota da un dollaro alle stesse condizioni di quelle di "A Split Century".

• Heinie rischiò di perdere la scommessa il 24 giugno quando iniziò a litigare con l'arbitro Hank O'Day, ma, ricordandosi della mezza banconota che teneva nella tasca posteriore, si calmò ed evitò l'espulsione.

• Quando i Cubs andarono a Cincinnati per una serie con i Reds il 25 giugno, l'ex compagno di squadra di Zim, Joe Tinker, chiese di vedere il mezzo centone per assicurarsi che non fosse una bufala. Tinker, pensando ancora che la "scommessa" fosse uno scherzo, la strappò in altre due metà. Il Tribune riferì che: "Ora, invece di averne mezzo centone, Zim ne ha due quarti".

Joe Tinker

• 2 luglio: Heinie aveva ancora solo un'ultima partita in casa contro i Pittsburgh Pirates per vincere i 100 $. Quel pomeriggio i fans trattennero il respiro quando Zim cominciò ad urlare all'arbitro capo Ernest Quigley dopo che l'aveva chiamato out su un tentativo di rubata a casa. Ancora una volta, si fermò in tempo e completò le due settimane senza espulsione (Gli arbitri, sapendo della scommessa, furono più pazienti con lui di quanto non lo sarebbero stati altrimenti, non volevano essere indicati come coloro che avrebbero innescato le ire dei tifosi. Ma questa fu pura speculazione molto tempo dopo che successe il fatto).

Hank O'Day
Ernest Quigley

• Klem diede a Heinie l'altra metà dello "Split Century" e il tifoso gli consegnò l'altra metà della banconota da un dollaro. Così Zim vinse 101 $ per la sua buona condotta.

"The 'Split Century'", di Arthur H. Ahrens, Baseball Research Journal 1973

Fuoricampo persi

Con tutto il trambusto che circonda Barry Bonds nella rottura del record degli homerun di Hank Aaron, è opportuno ricordare che sia Babe Ruth che Aaron persero almeno un HR per le regole dell'epoca o il giudizio di un arbitro.

• Il 9 luglio del 1918, i Cleveland Indians fecero visita ai Boston Red Sox al Fenway Park. Ruth entrò nel box del battitore al decimo inning con la partita sullo 0-0 e Amos Strunk in prima, grazie ad un singolo. Babe colpì la palla in tribuna oltre l'esterno destro. Tuttavia, le regole di quel momento stabilivano che la partita terminava appena il punto vincente attraversava il piatto. Così a Ruth gli furono accreditate solo le basi per far segnare il punto - in questo caso, un triplo (Se Strunk fosse stato in terza, a Babe sarebbe stato accreditato solo un singolo).

Babe Ruth

• La Regola 6.03 dice: "il battitore è in posizione legale quando sta con entrambi i piedi all'interno del box di battuta". Il 18 agosto del 1965, allo Sportsman Park di St. Louis, Aaron (con i Milwaukee Braves) colpì un blooper pitch di Curt Simmons dei Cardinals e lo depositò oltre la recinzione. Però, a casa base l'arbitro Chris Pelekoudas disse che l'HR era illegale perché Hank era fuori dal box di battuta quando colpì la palla. Così Aaron venne chiamato out. Però, se non avesse colpito il lancio non sarebbe stato eliminato.

Hank Aaron
Chris Pelekoudas

"The Rules and Lore of Baseball", di Rich Marazzi

Ogni giorno Babe!

Il 6 maggio del 1918, Babe Ruth giocò in una posizione diversa dal lanciatore, per la prima volta in una partita della Major League. Fu merito del nuovo manager Ed Barrow se Babe potè iniziare la sua carriera di giocatore di posizione e di conseguenza di grandissimo sluggers.

• Per la stagione 1917, Babe aveva realizzato sul monte un record di 24-13 con una ERA di 2.01 in 326 innings. Al piatto, aveva colpito .325 con una percentuale slugging di .472. Le medie campionato in queste due categorie furono di .248 e .320. Inoltre aveva battuto i due più lunghi HR registrati in quella stagione.

• In aggiunta all'impulso di far giocare Ruth quel giorno c'era il fatto che i Red Sox, come tutte le altre squadre, avevano perso dei giocatori che stavano combattendo la Guerra Mondiale. In aggiunta a quelli arruolati nell'esercito, altri lavoravano nelle "industrie belliche" per evitare di dovere andare in prima linea.

Babe iniziò la partita il 6 maggio contro gli Yankees in prima base, e con cosa poteva celebrare il suo esordio se non con un HR? Si spostarono a Washington, e giocò in prima base in due partite nell'apertura della serie. Nella prima partita, colpì un HR contro il grande Walter Johnson, che fu il primo fuoricampo di chiunque in quella stagione nel grande Griffith Stadium. Per questa performance, Ruth vinse un abito da un sarto locale. Due giorni dopo, affrontò Johnson sul monte, ma perse 4-3 in dieci inning. D'altro canto, andò 5 su 5 con tre doppi e un triplo che viaggiò a 430 feet (131 m) sull'esterno centro.

Quando i Red Sox tornarono al Fenway Park, Ruth iniziò all'esterno sinistro contro i St. Louis Browns. Ancora inesperto sia in prima base che all'esterno, finì nelle tribune il 16 maggio dopo la difficile presa di una palla in foul.

Babe Ruth

Durante il mese di giugno, Babe lanciò e giocò in prima base, LF e CF. Era così felice di battere tutti i giorni che, come disse il manager Barrow, non voleva più lanciare. Così cominciò un anno e mezzo di rapporti contenziosi con il management che portarono alla vendita di Ruth agli Yankees dopo la stagione 1919.

"The Year Babe Ruth Hit 104 Home Runs", di Bill Jenkinson

Il Colosso vince

"The Colossus" Babe Ruth

La stagione del 1918 di Babe Ruth, con la casacca dei Red Sox, fu uno dei più grandi, se non il più grande, periodo di gioco nella storia del baseball. Da luglio a inizio settembre, "The Colossus" (come era conosciuto a Boston):

• Lanciò ogni quattro giorni;

• Giocò negli altri giorni all'esterno sinistro, esterno centro o in prima base (era molto abile in prima base, la sua posizione preferita);

• Concesse non più di due punti in ciascuna delle dieci partite che iniziò;

• In un tratto di 10 partite al Fenway Park, colpì .469 (15 su 32) con una media slugging di .969, con quattro singoli, sei doppi, e cinque tripli.

Ruth portò i Red Sox al pennant in una stagione interrotta dai proprietari il 2 settembre a causa della pressione dell'opinione pubblica perchè i giocatori andassero a combattere nella prima guerra mondiale. Boston sconfisse i Chicago Cubs in sei partite nelle World Series. Poiché i partenti di Chicago erano tutti mancini, il manager dei Sox, Ed Barrow (poi per lungo tempo General Manager degli Yankees), usò Babe solo come lanciatore. Sconfisse i Cubs con una shutout in Gara 1 ed estese la sua striscia di innings scoreless per 29 inning e 2/3 e solo in Gara 4 i Cubs riuscirono a segnare un punto. Il record di Ruth nelle World Series rimase tale fino al 1961 quando Whitey Ford lo superò. Naturalmente, il 1918 fu l'ultima World Series dei Red Sox fino al 2004.

Deadball Stars of the American League, The Society for American Baseball Research, 2006

Waite Hoyt

Waite Hoyt nel 1927

Waite Hoyt firmò un contratto con i New York Giants quando aveva solo 15 anni (da questo il soprannome "School Boy" Hoyt). Per addolcire il piatto, i Giants gli avevano dato un bonus di 5 $! Suo padre prese subito i soldi, considerandola una cifra troppo alta per un ragazzo da portarsi in giro nel 1915.

Hoyt lanciò per i Giants nel 1918 in una partita senza concedere punti, realizzando due strikeout. La stagione successiva indossò l'uniforme dei Boston Red Sox.

• Waite apparve in 13 partite per i Bosox nel 1919, realizzando un record di 4-6.

• Nel 1920, andò 6-6 in 22 partite come partente/rilievo. Poi venne la svolta della sua vita.

Waite Hoyt nel 1923

Il 15 dicembre del 1920, Hoyt venne ceduto ai New York Yankees come parte di uno scambio di quattro giocatori con altri quattro. Ed Barrow, il GM che lo aveva preso a Boston, ora era agli Yankees e conosceva il potenziale di Waite. Il commercio lo riunì con Babe Ruth, che era stato scambiato dai Red Sox l'anno prima.

• Hoyt fornì agli Yankees un solido starting pitching per nove stagioni, durante le quali vinse 155 partite.

• Nel 1927, fu leader della League con 22 vittorie per i Bronx Bombers.

• Vinse sei partite delle World Series nei sei Fall Classic in cui partecipò con la divisa yankee.

• Le sue migliori Series furono le prime del 1921. Lanciò tre complete game senza concedere un punto guadagnato. Purtroppo, uno dei due punti non guadagnati lo fece capitolare e gli costò la decision, 1-0, in Gara 8 contro Art Nehf dei Giants, che era stato il suo avversario in tutte e tre le gare.

• Durante il 1920, Hoyt coniò la frase "E' bello essere giovani e uno yankee".

Hoyt iniziò quella che sarebbe diventata la sua seconda carriera poche settimane prima delle World Series del 1927. Dato che gli Yankees avevano conquistato il pennant nel Labor Day, la NBC lo assunse per un programma di baseball della durata di 15 minuti ogni lunedì notte per le ultime quattro settimane della stagione. Waite fu stimolato dalle positive recensioni che aveva ricevuto dalla stampa di NY.

Waite Hoyt (a sinistra) con il suo futuro partner commentatore, Joe Nuxhall

Dopo aver vinto 23 partite nel 1928, Hoyt firmò un contratto di 20000 $. Però, scese a 10-9 nel 1929. Nel Memorial Day del 1930, fu venduto ai Detroit Tigers. Durante la stagione 1931, i Philadelphia Athletics presero Hoyt on waivers, e aiutò il club di Connie Mack a raggiungere le World Series, le sue settime. Iniziò Gara 5, ma fu sconfitto 5-1 dai St. Louis Cardinals.

Ormai diventato un lanciatore operaio, terminò la sua carriera con sette stagioni nella National League. Nel 1934, fece vedere flashes del vecchio Waite, vincendo 15 partite per i Pittsburgh Pirates.

Anche prima del suo ritiro, Waite aveva lavorato per alcune trasmissioni sportive radiofoniche. Durante l'inverno del 1937, partecipò allo show "Grandstand and Bandstand" sulla WMCA. L'anno successivo, aveva un proprio programma sportivo di 15 minuti sulla WNEW. Fece anche il commentatore per lo show post partita dei Brooklyn Dodgers, la sua ultima squadra da giocatore. Scoraggiato nelle sue speranze di fare il play-by-play di New York City, Hoyt colse al volo l'offerta dalla WKRC di Cincinnati. La stazione radiofonica, pioniere nelle trasmissioni di baseball quando Larry MacPhail era il GM dei Cincinnati Reds, acquisì due stazioni che trasmettevano in diretta le loro gare contemporaneamente.

Waite Hoyt nei panni del commentatore

Una delle prime cose con cui Waite dovette fare i conti per essere un perfetto commentatore play-by-play fu quello di imparare a tenere il punteggio, che non aveva mai dovuto fare come giocatore. Lavorò duramente per lucidare il suo stile e poter competere con i commentatori più esperti delle altre due stazioni. Alla fine, però, la sua conoscenza del gioco come ex giocatore e la capacità di attenersi rigorosamente ai fatti fece di lui il preferito dai fans, che apprezzavano particolarmente le sue storie durante i rain dalay su Babe Ruth e altri grandi che avevano giocato con e contro di lui. Lavorò per 24 anni nella cabina dei Reds.

Nel 1952, Waite fu il pioniere delle trasmissioni simultanee - trasmissioni via radio e tv allo stesso tempo. D'altra parte, fu l'ultimo dei commentatori della ML ad abbandonare la ricreazione in studio delle partite in trasferta con rapporti telegrafici. Alla fine ebbe il piacere di commentare le World Series dei Cincinnati quando giocarono con gli Yankees nel 1961. I tifosi lo celebrarono con il "Waite Hoyt Day" al Crosley Field il 5 settembre 1965, nella sua ultima stagione in cabina. Il culmine della sua lunga carriera nel baseball arrivò quando venne eletto nella Baseball Hall of Fame nel 1969. Waite morì nel 1984.

La saga di Ray Caldwell - I

Ray Caldwell nel 1910

Il 19 agosto 1919, con i suoi Cleveland Indians al terzo posto dietro sette partite dai Chicago White Sox, il giocatore-allenatore Tris Speaker cercò di migliorare il suo pitching staff per la corsa finale al pennant con l'acquisizione di Ray Caldwell, che i Red Sox avevano recentemente rilasciato. La mossa sorprese molti osservatori.

• Caldwell aveva realizzato un record di 7-4 e 3.96 di ERA con i Red Sox nella sua decima stagione nell'American League. Eppure Boston lo aveva lasciato andare a causa della sua inaffidabilità.

• Per dirla senza mezzi termini, Ray aveva un grave problema di alcolismo che aveva fatto impazzire tutti i suoi manager.

• Quando "era in condizione" (per usare un eufemismo popolare tra i giornalisti sportivi, al momento) Ray, 1.80 per 86 kg, poteva competere con i migliori della League. In realtà, il proprietario di Washington, Clark Griffith, aveva offerto lo scambio del suo asso Walter Johnson per Ray nel 1914, quando entrambi i lanciatori venivano corteggiati dalla nuova Federal League.

• Le statistiche di Ray riflettono la natura altalenante della sua carriera, dovute a come lui riuscisse a controllare il suo alcolismo solo per alcuni periodi.

◦ 1911: Nella sua prima stagione completa in major, Caldwell finì 14-14 con 3.35 di ERA per il 6° posto dei New York Highlanders.

◦ 1914: Dopo due anni tormentati da infortuni al braccio, Ray andò 18-9 con 1.94 di ERA per gli Yankees (come erano stati ribattezzati nella stagione precedente)

Frank Chance

• Pur godendo quello che si rivelò essere l'anno migliore della sua carriera nel '14, Ray non potè sopportare il successo. Nel mese di agosto, dopo un paio di sconfitte, egli ricadde travolto dai suoi demoni e scomparve in una trasferta a ovest. Il manager Frank Chance aveva avvertito Ray che non avrebbe tollerato una ricaduta nell'alcolismo. Chance multò complessivamente il malintenzionato di 900 dollari. La Federal League continuò ad inseguire Caldwell con un anticipo a settembre di 2500 $. Nella speranza di evitare che Ray passasse nell'altra League, il presidente degli Yankees, Frank Farrell, accettò di annullare le multe. Questa fu l'ultima goccia che provocò le dimissioni di  Chance.

• 1915: Ray vinse 19 partite perdendone 16 con un'ERA di 2.89 con gli Yankees che salirono al quinto posto nella League a otto squadre. Fu spesso afflitto dalla mancanza di sostegno della squadra. In cinque partite nel mese di agosto, gli Yankees segnarono solo un punto per lui, che gli permise di vincere 1-0 contro Detroit. Battitore solido (.248 la sua media vita), Ray colpì un triplo e segnò l'unico punto della partita.

• 1916: Un rotula frantumata ostacolò Caldwell, che scese a 5-12, ma con un'ERA di 2.99. Con la squadra caduta in classifica, Ray scomparve a metà agosto, incorrendo in una sospensione di 100 $ di multa e 15 giorni dal manager "Wild Bill" Donovan. Emerse poi che Ray fu sottoposto ad un trattamento per l'alcolismo in un ospedale di St. Louis.

"Wild Bill" Donovan

Caldwell arrivò allo spring training determinato a fare meglio nella sua stagione 1917.

• Erano circolate delle voci durante l'inverno che un pitcher di nome Collins che aveva giocato per la squadra Colon di Panama aveva una sorprendente somiglianza con Ray Caldwell.

• Gli Yankees gli diedero un'altra chance, soprattutto perché avevano bisogno di lui per competere per il pennant.

• Continuò a perdere le partite a basso punteggio. Eppure, il 23 giugno, sconfisse Philadelphia in entrambe le partite di un doubleheader. Donovan lo tolse dopo sei inning di partente con un vantaggio di 9-0. Poi Ray vinse la partita nightcap 2-1. Il manager degli Athletics Connie Mack, dichiarò: "Metti Ray Caldwell in una squadra vincente, e lui sarebbe uno dei più grandi lanciatori di tutti i tempi".

• Ma pochi giorni dopo, il vecchio spauracchio riemerse. Dopo aver fatto bagordi tutta la notte e non essersi presentato il giorno dopo, Caldwell venne multato di 100 dollari e sospeso per dieci giorni. Quando tornò in azione, lanciò 9 inning e 2/3 shutout come rilievo per la vittoria sui St. Louis Browns. Poi, quella notte fu arrestato dalla polizia con l'accusa di aver rubato un anello da 150 $. Poche settimane dopo, la moglie di Ray lo citò in giudizio per il sostegno per sé e per il loro figlio di sette anni, sostenendo che li aveva abbandonati.

• Il suo bottino finale fu 13-16 e 2.86 di ERA nel '17, non male considerando le sue multiple sospensioni.

Miller Huggins

Miller Huggins divenne il nuovo manager degli Yankees nel 1918. Il suo approccio al problema di Caldwell fu quello di assegnargli due investigatori privati ​​per tenerlo fuori dai guai, uno stratagemma che si rivelò solo un parziale successo.

• Ray si infortunò al ginocchio nello spring e sviluppò problemi al braccio.

• A maggio, riprese la sua forma e lanciò bene. Il 13 maggio, Huggins lo utilizzò come PH, e Ray rispose con un doppio che portò a casa i due corridori in base per battere Detroit 3-2.

• La sua vittoria su Philadelphia del 1 luglio mise gli Yankees al primo posto. Ma, come al solito, l'euforia fu seguita da un deliquio estivo per un sesto posto finale.

• A metà agosto, Ray lasciò il club senza preavviso per andare a lavorare in una società che aveva un bacino di carenaggio nel New Jersey. Lui e alcuni compagni di squadra lo fecero per evitare il servizio di leva quando la loro azienda fornì un "servizio essenziale" allo sforzo della nazione nella Prima Guerra Mondiale.

Gli Yankees alla fine ne ebbero piene le scatole di Caldwell.

• Lo cedettero ai Red Sox nel mese di dicembre nel primo delle molte trade tra i due club, il più famoso dei quali portò Babe Ruth a New York.

• Come tutti i suoi predecessori, il manager di Ray a Boston, Ed Barrow, promise di frenare le sue buffonate, ma non aiutò i suoi propositi quando assegnò Babe Ruth in camera con Caldwell nelle trasferte.

• I Red Sox rilasciarono Ray all'inizio di luglio.

Poche settimane dopo, Speaker (Cleveland Indians) decise di prendere una chance sul talentuoso ma tormentato pitcher. Tris aveva un nuovo approccio che voleva provare.

Tris Speaker

La saga di Ray Caldwell - II

Ray Caldwell

Il manager Tris Speaker preparò un contratto unico per il pitcher Ray "Slim" Caldwell quando questi si unì agli Indians ad agosto del 1919.

• Furono inserite nel contratto standard delle clausole specifiche per i problemi di Ray:

"Dopo ogni partita che lanciava, Ray Caldwell doveva ubriacarsi. Non doveva presentarsi alla clubhouse il giorno successivo. Il secondo giorno doveva presentarsi al manager Speaker e correre allo stadio quante volte glielo avesse detto il suo boss. Il terzo giorno avrebbe lanciato il batting practice, e il quarto giorno era quello che avrebbe lanciato in una partita di campionato".

• Secondo Franklin Lewis del The Cleveland Indians:

Slim alzò lo sguardo. "Hai lasciato fuori una parola, Tris", disse, "Dove c'è scritto che devo ubriacarmi dopo ogni partita, è stato lasciata fuori la parola “non”. Si dovrebbe leggere che io non devo ubriacarmi".

Speaker sorrise. "No, si dice che devi ubriacarti". Slim si strinse nelle spalle. "Va bene, io firmo", e acconsentì.

• La psicologia inversa funzionò. Ray iniziò sei partite nel resto della stagione e ne vinse cinque. Realizzò una scintillante ERA di 1.71.

Un evento fantastico si verificò in una delle partite che Caldwell lanciò.

• Il 24 agosto, Ray salì sul monte per la prima volta al League Park di Cleveland. Stava vincendo sui Philadelphia Athletics 2-1, con due out nella parte alta del nono.

• Secondo il racconto della partita sul Sandusky (OH) Star-Journal: "Un fulmine cadde vicino al parco nel nono e come risultato Caldwell venne scaraventato a terra. Si riprese e terminò l’inning, dovendo lanciare ad un solo battitore".

• Un rapporto delle agenzie di stampa del The San Antonio Evening News aggiunse ulteriori dettagli.

"Qui ieri, Ray Caldwell lanciatore di Cleveland contro gli Athletics, è stato scaraventato a terra e l'intero campo è stato colpito da un fulmine che sembrava fosse caduto direttamente sulla pedana del lanciatore. Caldwell è rimasto stordito per alcuni momenti, ma ha continuato chiudendo l'inning. Il fulmine è venuto durante la pioggia ed è stato accompagnato da un fragore assordante di un tuono. Uno dei giocatori ha toccato Caldwell sulla testa ed e saltato in aria. Ha detto che il lanciatore sembrava essere scoppiettante come l'elettricità".

• Come nota a margine, l'ex giornalista sportivo Robert Ripley, famoso per il suo "Ripley Believe It or Not", pagò qualche anno più tardi a Caldwell 100 dollari per apparire nel suo programma radiofonico e raccontare della storia del fulmine.

• Il 10 settembre, Ray lanciò una no-hitter, 3-0, contro la sua ex squadra degli Yankees. Due giorni dopo, gli Indians iniziarono una striscia di 10 vittorie consecutive che li portarono a quattro giochi dagli White Sox. Gli Indians persero 3 delle loro 4 ultime partite per finire secondi, a 3 partite e ½ .

Il bel gioco degli Indians negli ultimi mesi della stagione del 1919 continuò nel 1920 e li spinse alle World Series.

• Alla fine lanciando per un eccellente team, Ray vinse 20 partite nel 1920 con una ERA di 3.86 come starter # 3 di Speaker dietro a Jim Bagby e Stan Coveleski. Parte del motivo per cui il suo ERA risultò superiore ai numeri dell'inizio della carriera di Ray fu dovuta quell'anno all'introduzione del "gioco più vivace" (Live Ball Era).

Jim Bagby
Stan Coveleski

• Ray aveva aggiunto una spitball durante il suo breve periodo con Cleveland nel 1919 - probabilmente insegnatagli da Coveleski - e, per questo motivo, fu uno dei 17 lanciatori a cui venne permesso di lanciare per il resto della loro carriera quando i proprietari bandirono la spitball prima dell'inizio della stagione 1920.

• Neanche una volta Speaker dovette punire Caldwell per aver violato le regole stabilite.

• Ray giocò una World Series deludente. Iniziò Gara 3, ma venne sostituito dopo aver concesso due punti in 1/3 di inning.

La luna di miele di Ray con Speaker si concluse definitivamente nel 1921.

• Tris lo spostò nel bullpen. Dopo 33 partenze nel 1920, Caldwell iniziò solo 12 gare nel '21.

• All'inizio di settembre, Speaker sospese Ray per aver violato le "regole di disciplina". Quando Ray chiese un'altra possibilità, Tris lo reintegrò.

• Ray poi realizzò due delle sue sei vittorie nella stagione, una delle quali fu la sua sola shutout. La sua vittoria su Boston per 5-1 mise Cleveland al primo posto con gli Yankees. Gli Indians poi andarono a New York per una fondamentale serie di quattro partite con gli Yankees.

• Dopo che le squadre si divisero le prime due, Caldwell iniziò la cruciale terza partita e venne tolto nel secondo inning di una disfatta 21-7 (La domanda senza risposta: Ray andò a bere prima di iniziare la partita ricca di pressione?). Gli Yankees vinsero la partita finale, diventando primi di due partite con solo quattro da giocare.

• Cleveland perse 3 partite su 4 con gli White Sox per chiudere al secondo posto dietro di 3 partite e ½.

Ray non iniziò mai più un'altra partita in Major League.

• Trascorse 12 anni nelle Minor.

• Nel 1923, lanciò per Kansas City, campioni dell'American Association, nelle piccole World Series contro i Baltimore Orioles dell'International League.

• Il fenomenale mancino di Baltimora Lefty Grove sconfisse Ray in gara 2, 3-1, ma Ray vinse il loro duello in Gara 6. KC vinse le Series al meglio delle nove partite.

Lefty Grove

• Nonostante avesse realizzato alcuni buoni numeri nelle Minor, Caldwell non ebbe mai un'altra offerta dalle ML.

The Baseball Biography Project: Ray Caldwell, di Steve Steinberg, Society for American Baseball Research (SABR)

L'ultima tripleheader

Clyde Barnhardt

I Cincinnati Reds e i Pittsburgh Pirates giocarono l'ultimo tripleheader della major league al Forbes Field di Pittsburgh sabato 2 ottobre 1920 (gli eventi sportivi di domenica erano vietati in Pennsylvania e spiega perché le squadre non potevano giocare una o due partite la domenica 3 ottobre). Il rookie terza base dei Pirates Clyde Barnhardt stabilì un record battendo valido in tre partite in un giorno, un record che probabilmente non sarà mai superato perché i tripleheaders non si giocano più.

• 1a Partita: Barnhardt colpì un doppio e un singolo contro il partente dei Reds, Ray Fisher. I Pirates persero 13-4 in poco più di due ore.

• 2a Partita: Clyde colpì un doppio in quattro turni in un'altra sconfitta, 7-3. Questo gioco durò 1 ora e 56 minuti.

• 3a Partita: Questo era un recupero per pioggia di una partita in trasferta originariamente prevista a Cincinnati all'inizio della settimana e così Pittsburgh battè per primo. Barnhardt andò 1-3 in una partita terminata dopo sei inning a causa del buio. I Pirates vinsero 6-0.

Dopo la tripleheader, i Pirates si recarono a Chicago per una partita di recupero contro i Cubs per terminare la stagione. I Pirates vinsero la domenica finale con il punteggio di 4-3 per finire 79-75 al quarto posto (Non è chiaro 87 anni dopo perché questa partita fu giocata. Pittsburgh era tre partite davanti a Chicago e aveva conquistato il quarto posto. Nel 1920, solo i giocatori delle squadre al secondo e terzo posto in ciascuna League condividevano il premio in denaro delle World Series. Forse la partita era stata riprogrammata quando la differenza con i Reds - classificati terzi - era incerta. O forse i Cubs volevano solo le entrate di una partita finale di domenica. Il calendario 1920 mostra che i Pirates spesso cominciavano la serie in trasferta la domenica dopo aver giocato in casa il sabato).

Il record di chi superò Babe?

Il 18 luglio del 1921 a Detroit, Babe Ruth battè il fuoricampo numero 139 della sua carriera. Si stimò che il four-bagger avesse viaggiato per 500 piedi (152.4 m). Sconosciuto a tutti in quel momento, Babe aveva così battuto il record della Major League per il maggior numero di fuoricampo in carriera detenuto da Roger Connor. I giornalisti sportivi pensavano che Babe avesse battuto il 118° fuoricampo superando il totale di Gavvy Cravath.

Gavvy Cravath

Connor, 1.90 per 91 kg., aveva iniziato la sua carriera in major league nel 1880 con Troy City nello stato di New York. Andò a giocare a New York nel 1883. Lui, Buck Ewing e John Montgomery Ward erano così bravi che il manager Jim Mutrie li chiamò "my giants!" (i miei giganti). Quindi ecco da dove prese il soprannome l'attuale team che poi si trasferì da New York a San Francisco. Nel 1886 Connor cacciò la palla oltre i cartelloni - il primo e l'unico a battere la palla fuori del vecchio Polo Grounds. Alcuni tifosi dei Giants regalarono a Connor un orologio d'oro del valore di 500 $ per commemorare l'evento - un bel presente per il 1886! Concluse la sua carriera in major league nel 1896. Roger morì nel 1931.

Roger Connor

Solo quando Hank Aaron superò il record in carriera di Ruth nel 1974 i ricercatori scoprirono i fatti del record di Connor. Questo permise al giocatore dei Giants di essere eletto nella Hall of Fame nel 1976.

"Going Deep, Before Bonds And Aaron And Ruth", di George Vecsey, New York Times, 13 maggio 2007

Major League Beaver

Wes Schulmerich

Nel 1923, Wes Schulmerich finì la high school/junior college a Portland, Oregon, all'età di 22 anni (aveva perso diversi anni di scuola lavorando nella fattoria della sua famiglia). Atleta veloce, 1.79 per 91 kg., giocò a football, baseball e atletica. Di conseguenza, fu reclutato da numerose scuole, tra cui Notre Dame. Fino alla fine dei suoi giorni, conservò la lettera che Knute Rockne gli scrisse. Invece, frequentò l'Oregon Agricultural College (oggi Oregon State University). In autunno, Wes giocò fullback, linebacker e kicker così bene che si guadagnò il soprannome di "Ironhorse" e conquistò gli onori nella All-Coast nei suoi ultimi due anni. In primavera spaziò all'esterno battendo ben oltre i .300. Infatti, colpì .459 nel suo anno da senior. Inoltre correva in 10,5 secondi le 100 yd (91.44 m).

Nel 1927, dopo la laurea in business, rifiutò un contratto da 100 dollari a partita per giocare a football per i Frankford (PA)Yellowjackets della NFL. Invece, il suo allenatore di baseball gli trovò un lavoro come giocatore semi-pro, che lo portò a firmare un contratto con i Los Angeles Angels della Pacific Coast League, che alcuni consideravano la terza major league. Dopo aver battuto .328 nel 1930, fece il suo debutto in major con i Boston Braves. Nel 1933, fu ceduto ai Phillies. Battè .318 quell'anno, il quinto migliore battitore nella NL. Un nuovo manager non apprezzò le sue doti, e lui fu scambiato di nuovo la stagione successiva con Cincinnati ma non giocò molto lì, forse perché stava diventando troppo "grosso". La sua media carriera per le sue quattro stagioni nella NL fu di .289.

Nel 1935, Wes fu mandato a Toronto nella International League. Poi tornò a Los Angeles dove battè .301. Su sua richiesta, fu ceduto ai Portland Beavers, nella sua zona di origine. Durante questo periodo, iniziò ad intrattenere i fans con un comportamento clownesco. Una delle sue buffonate gli costò il posto di lavoro. Quando una palla lunga battuta su di lui uscì dal suo guanto, i fan lo fischiarono. Lui rise contro di loro. L'errore costò ai Beavers la partita. Quando tornò nella clubhouse, lo stava aspettando il suo assegno di fine rapporto.

Giocando e allenando nelle città in tutto il Nord-Ovest, Wes perfezionò il suo atteggiamento comico. Mimava di giocare a tennis e di pescare cadendo dalla barca. Una gag di routine prevedeva che venisse portato fuori dal campo da un poliziotto per riapparire subito dopo indossando gli abiti del poliziotto. Sarebbe anche salito sulla rete del backstop per poi penzolare (simile a ciò che fece Jimmy Piersall anni dopo). All'età di 39 anni, finalmente si ritirò dal gioco ma continuò i tour nei ballparks come comico fino a quando prestò servizio nella Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Successivamente, tornò in Oregon e lavorò nel corso degli anni come commissario della contea, titolare di un campo da golf e guida di pesca.

Nel 1984, venne descritto in un articolo di Sports Illustrated, ma non riguardava la sua carriera di giocatore. Invece, l'attenzione era concentrata sulla sua fedeltà per tutta la vita alle squadre dello Stato dell'Oregon. Secondo l'articolo, aveva partecipato ad ogni partita casalinga di football dei Beaver per 62 anni, sebbene i suoi anni del servizio militare devono avere interrotto la striscia. Lui sua moglie e il suo amico Charles Tharp parteciparono anche a quasi tutte le partite casalinghe di baseball, di basket e i meeting di atletica. Wes e Charlie non andarono mai nella vicina Eugene per vedere gli OSU giocare con gli odiati Ducks dell'Oregon. "A me e a Wes non piacciono, e a loro non piacciamo. Percorri a piedi la strada e ti getteranno del fango addosso". Tharp ammise di aver fatto la "più bassa, la peggior cosa" dopo una partita del 1924. Dopo che i Duks avevano vinto, molti dei loro fans avevano rubato i cappelli degli OSU. "Ero dietro un albero e aspettai fino a quando la loro auto arrivò dietro l'angolo. Poi buttai un ramo di quercia contro il loro parabrezza e scappai".

Wes Schulmerich morì nel 1985 all'età di 83.

"Wes Schulmerich", The Baseball Biography Project

Partite di esibizione

22 ottobre del 1924: Babe Ruth in una partita di esibizione a Dunsmuir California

Le partite di esibizione sono state a lungo una parte importante della stagione di ogni squadra della Major League. Prima che la televisione trasmettesse in tutta la nazione, le partite di esibizione attiravano molto e fornivano delle entrate extra sia per il club delle majors che delle minor league solitamente ospiti.

• Tutte le squadre facevano esibizioni "barnstorm" lungo la loro strada dalla loro sede dello spring training nel Sud al sito della loro prima partita di regular season. Nel 1923, ad esempio, gli Yankees interruppero il loro training camp a New Orleans alla fine di marzo e si unirono ai Brooklyn Dodgers provenienti da Clearwater, Florida, per una serie di partite in Louisiana, Mississippi, Texas, Oklahoma e Missouri. La grande attrazione, naturalmente, era Babe Ruth, che aveva la reputazione di aver battuto i più lunghi furicampo di sempre in decine di città e paesi.

• Tra le città rivali spesso si giocavano una serie di partite prima o anche dopo la stagione regolare (ammesso che nessuna delle due fosse alle World Series). Le Chicago City Series furono una grande attrazione quasi ogni anno all'inizio del 20° secolo, attirando ancor più interesse locale che le World Series. I Phillies e A's spesso giocavano una serie il fine settimana prima dell'inizio della stagione regolare. A partire dal 1910, gli Yankees e i Giants giocarono un informale "City Series". Negli anni '40 e '50, gli Yankees si alternavano giocando contro i Giants e i Dodgers nell'annuale partita del Mayor's Trophy. Nel 1963, a seguito della partenza di due squadre della NL per la West Coast cinque anni prima, la partita annuale venne ripresa con i Mets dell'espansione che fungevano da avversari.

• I club programmavano regolari partite di esibizione nei giorni in trasferta durante la stagione regolare. Con l'unione dei giocatori che non protestava, i team potevano contare su tutti i giocatori, e soprattutto le stelle, per fare almeno una buona esibizione nelle partite. Gli Yankees, in particolare, amavano mettere in mostra quando possibile il più grande giocatore del mondo, Babe Ruth. Nel 1923, ad esempio, il club programmò 14 partite non ufficiali nei giorni di viaggio durante la stagione regolare. Per dimostrare ulteriormente quanto fossero importanti le partite, si deve considerare ciò che gli Yankees fecero il 24 luglio del 1924, nel bel mezzo della corsa al pennant con gli Washington Senators. Inseguendo i Tigers di un punto erano entrati nel nono inning allo Yankee Stadium di New York e fermarono la partita, accettando così la sconfitta, in modo che la squadra potesse prendere il treno alle 18:00 per una partita di esibizione il giorno successivo a Indianapolis nel loro cammino verso Chicago.

Baseball Digest, Agosto 2008

Un sasso aiuta una roccia!
Oh, sassolino! Come sei potente!

Walter Johnson

Nelle sue 18 stagioni con i Senators, Walter Johnson finalmente lanciò nelle World Series dopo che Washington tagliò fuori i potenti Yankees di due partite per vincere il pennant del 1924. "Big Train" lanciò bene in Gara 1 nel suo ballpark, mettendo strikeout 12 battitori, ma perse contro i New York Giants in 12 inning, 4-3. Poi, con la serie legata due giochi ciascuno, perse al Polo Grounds 6-2. Sembrava avesse perso la sua ultima possibilità di vincere una partita delle World Series in quanto i Senators non potevano pretendere di vincere il loro secondo pennant in un prossimo futuro. Tuttavia, i Nationals (come erano anche chiamati) vinsero di stretta misura sui Giants di John McGraw per 2-1 in Gara 6 per giocarsi il finale decisivo. Entrambi i punti furono segnati nel quinto inning da una valida del giocatore-manager Bucky Harris.

Bucky Harris

Bucky ricorse a un trucco che aveva usato a Detroit nelle ultime fasi della corsa al pennant. Aveva annunciato che avrebbe iniziato con il pitcher destro Curley Ogden, costringendo McGraw a predisporre il suo line-up contro un destro. Ma, dopo che Ogden mise strikeout il leadoff dei Giants, Freddie Lindstrom, Harris andò sul monte dalla sua posizione in seconda base e chiamò il mancino George Mogridge, che lanciò senza concedere punti fino al sesto inning. Nel frattempo, Harris aveva colpito una volata lunga che scese appena oltre le tribune temporanee di sinistra per dare ai Nats un vantaggio di 1-0 nel quarto inning.

John McGraw

I visitatori misero a segno tre punti quando McGraw tirò fuori dal cilindro una sua certa strategia. Dopo che Ross Young aveva ricevuto la base su ball, John chiese un batti e corri su un conteggio di 3-1, e George Kelly colpì un singolo a sinistra spingendo Young in terza base. McGraw poi mandò a battere il destro Irish Meusel al posto del mancino Terry Bill. Questo spinse Harris a sostituire Mogridge con il destro Firpo Marberry. Meusel colpì una volata di sacrificio per pareggiare la partita. Un singolo e due errori fecero segnare altri due punti tra lo sgomento dei 31667 tifosi.

Mentre le ombre andavano allungandosi, il partente dei Giants Virgil Barnes continuò con la sua maestria. In fondo all'ottavo, però, il destino arrise alla squadra di casa. Con un out, il pinch-hitter Nemo Leibold colpì un doppio e Muddy Ruel piazzò un singolo portandolo in terza. Bennie Tate, entrò come pinch-hitter per Marberry, ricevendo la base per forzare il gioco. Ma, Earl McNeely fu eliminato su un fly. Poi si verificò uno delle giocate chiave nella storia delle World Series. Harris colpì una alta groundball sopra la testa di Lindstrom per pareggiare la partita.

Chi si diresse verso il monte per iniziare il nono, se non il "re dei lanciatori"? (secondo il New York Times). Tuttavia, la mossa non sembrò così intelligente quando Frank Frisch colpì un profondo triplo al centro con uno fuori. Ma dopo aver concesso la base intenzionale a Youngs, Walter mise strikeout Kelly - che aveva battuto contro di lui il fuoricampo in Gara 5 - e costrinse Meusel a battere a terra per il terzo out.

Nella parte inferiore del nono, un singolo e un errore emozionarono i tifosi del Griffith Stadium solo per vedere distrutta la speranza da un doppio gioco. I Senators restituirono il favore nella parte superiore del decimo, trasformando un DP sulla battuta di Hank Gowdy. Nella parte inferiore del 10°, Johnson battè una lunga volata al centro sinistra che venne catturata a pochi metri dalle gradinate.

"The Old Master" dovette tirarsi fuori dai guai ancora nell'undicesimo. Il pinch-hitter Heinie Groh battè un singolo e un bunt di sacrificio lo mise in seconda con un out. Ma Johnson mise strikeout Frisch e, dopo aver passato in base Youngs intenzionalmente di nuovo, eliminò Kelly ancora una volta. I Senators avevano il punto vincente in seconda quando Goose Goslin raddoppiò con due out, ma Ozzie Bluege fu eliminato su una groundout.

Meusel leadoff nel 12° mise a segno un singolo, ma Johnson falciò i successivi tre per preparare il terreno per una delle finali più drammatiche nella storia delle World Series. Con un out, Ruel colpì un foul ball dietro il piatto, ma il catcher dei Giants Gowdy inciampò sulla sua maschera e perse la palla. Miracolato, Muddy colpì un doppio sulla terza. Johnson mise a terra una rimbalzante verso l'interbase, ma Travis Jackson commise un errore, tenendo Ruel in seconda. McNeely poi creò un pandemonio battendo una rimbalzante che colpì un sasso e saltò oltre Lindstrom per portare il punto vincente che diede al vecchio Walt e ai Senators la loro prima vittoria delle World Series. La folla invase il campo "come i ragazzi del college dopo la vittoria della loro squadra di football". Una folla stimata di 100000 persone celebrò il resto della serata per le vie della Capitale.

I Senators stupirono il mondo del baseball ritornando come campioni nella successiva stagione. Dopo averne perse due, ma vincendo la settima partita nel 1924, Johnson invertì tale risultato l'anno successivo. Ma questa è un'altra storia.

Ha ingannato o non ha ingannato?

World Series 1925 Gara 3. I Senators vincevano sui Pittsburgh Pirates 4-3 nella parte alta dell'ottavo inning con due out e nessuno in base. Le squadre avevano vinto ciascuna una partita.

Earl Smith dei Pirates colpì una volata verso le gradinate temporanee sul centro destra del Griffith Stadium. L'esterno destro Sam Rice corse verso il muro, saltò e arpionò la palla in backhand prima di scomparire tra la folla. Dopo circa 15 secondi, Rice emerse e mostrò la palla nel guanto per l'arbitro. Un giornalista la definì "una delle più notevoli prese mai viste in una delle partite delle World Series". I Pirates sostennero che la giocata doveva essere cambiata in un HR, perché Rice non aveva immediatamente restituito la palla agli interni e quindi avrebbe potuto aver perso la palla in mezzo alla folla e poi recuperata. Comunque, gli arbitri non cambiarono la loro decisione. I Senators riuscirono a vincere, ma Pittsburgh vinse la serie in sette partite.

Griffith Stadium

Griffith Stadium: le tribune temporane all'esterno centro-destra

Quando fu avvicinato dai giornalisti per avere lumi sulla presunta presa in Gara 3, Rice fu evasivo, dicendo semplicemente che gli arbitri avevano stabilito che aveva preso la palla. Per il resto della sua vita, si rifiutò di dire se la chiamata degli umps era stata corretta. Lasciò invece una lettera sigillata alla Hall of Fame che doveva essere aperta dopo la sua morte.

Sam Rice

Edgar Charles "Sam" Rice ebbe un interessante, anche se tragico, background. Nato nel 1890 nell'Indiana, scelse di lavorare nella fattoria di suo padre. Sposato a 19 anni, vide la sua vita distrutta da un tornado nel 1912 che uccise i suoi genitori, la moglie e due figlie. Comprensibilmente, scelse di non restare nella fattoria e si arruolò in Marina. Di stanza in Messico, giocò a baseball, grazie alla sua velocità e all'ottimo guanto che lo distingueva. Clark Griffith, proprietario dei Senators, lo firmò come lanciatore nel 1915. Con i suoi venticinque anni, 1.75 per 68 Kg., fu rapidamente spostato all'esterno per sfruttare la sua velocità. Rice giocò con i Senators nel loro ultimo pennant stagionale fino al 1933 prima di terminare la sua carriera per un anno a Cleveland. Con la sua media battuta vita di .322  fu leader di tutti i tempi nella storia dei Senators, e venne eletto nella Hall of Fame nel 1963. E' uno dei pochi giocatori ad accumulare più valide dopo i 40 anni che prima dei 30 anni.

Quando Sam morì nel 1974, la sua lettera venne aperta: "In nessun momento ho perso il possesso della palla".

Flint si assentò senza permesso

Flint Rhem

Il 10 agosto 1930, i St. Louis Cardinals si trovavano al quarto posto, a sole due partite sopra .500 e 11 giochi dietro i Brooklyn Dodgers, leader della League. Poi i Redbirds (che solo nel 1934 presero il soprannome di "Gashouse Gang") presero fuoco. Finirono il mese d'agosto con un record di 23-9 e continuarono ad essere caldi nel mese di settembre.

Martedì, 16 settembre, i Cards iniziarono una serie di tre partite a Brooklyn. I Dodgers erano al primo posto con una partita di vantaggio.

• Il manager Gabby Street scelse il destro Flint Rhem, vincitore di sei partite consecutive, per aprire la serie contro l'ace dei Dodgers Dazzy Vance.

• Flint aveva faticato per St. Louis nel 1924. Il suo anno migliore fu il 1926, quando andò 20-7 e vinse una partita durante le World Series sconfiggendo a sorpresa i potenti Yankees.

• Però, Rhem, che aveva combattuto con la bottiglia per tutta la sua carriera, fu introvabile quando la squadra era pronta per la cruciale gara di apertura.

• Così Street sostituì Flint con il mancino "Wild Bill" Hallahan (che fu leader della NL sia negli strikeouts che nelle basi su ball nel 1930 e 1931).

• Questa scelta pose anche un altro problema. La notte prima, Bill si era incastrato la mano destra in una porta del taxi, procurandosi una forte ecchimosi su due dita. Dal momento che l'infortunio non aveva interessato la sua mano di lancio, il mancino andò sul monte e lanciò la partita della sua vita.

Vance, futuro Hall of Famer, fino al settimo aveva realizzato una no-hitter, ma Hallahan fece meglio di lui, non concedendo nessuna valida fino all'ottavo.

• Nella parte superiore del decimo, il pinch hitter Andy High segnò l'unico punto della partita spingendo i Cardinals al primo posto.

• Nella seconda partita (che alcune fonti dicono erroneamente facesse parte di un doubleheader), la gang di Street segnò tutti i suoi punti negli ultimi due inning per la vittoria 5-3 e una sola partita di vantaggio.

• Poi il giovedì, i Cards completarono la sweep, 4-3, con Burleigh Grimes, l'ultimo degli spitballers legali e un altro futuro Hall of Famer.

Nel frattempo, Rhem tornò al club dopo essere stato assente ingiustificato per due giorni.

• Disse a Street che era stato rapito da due uomini che lo avevano portato in una casa nel New Jersey, dove lo avevano costretto con le armi a bere goccio dopo goccio del whisky.

• Flint affermò che erano stati i giocatori d'azzardo che avevano scommesso pesantemente su Brooklyn che volevano impedirgli di lanciare.

• Street decise di non multare Rhem a causa del suo intelligente racconto.

• Anni dopo, Hallahan rivelò la vera storia. Alcuni amici che stavano tornando a casa nella South Carolina erano venuti a vedere le partite e avevano invitato Flint a bere un paio di drink. Come la maggior parte degli alcolisti, quando iniziava, non riusciva a smettere.

I Cardinals terminarono le 15 partite in trasferta con cinque partite contro i Phillies.

• Rhem fu il lanciatore vincente nella partita finale della serie, per una slugfest terminata 19-16.

• St. Louis non rinunciò mai alla testa della classifica, aggiudicandosi il pennant in casa il venerdì successivo contro i Pirates.

• I Cardinals realizzarono un fantastico record di 21-4 nel mese di settembre.

Rhem iniziò la seconda partita delle World Series contro i Philadelphia Athletics, ma non sopravvisse al quarto inning, concedendo tutti i sei punti della sconfitta per 6-1.

• S. Louis perse le Series 4 a 2, ma invertirono le posizioni con gli A's l'anno successivo in sette partite.

• Rhem lanciò un solo inning nel Fall Classic del 1931.

• I Cardinals lo cedettero ai Phillies nel 1932.

• Concluse la sua carriera con un record di 105-97 dopo la stagione 1936.

Non innervosire Luke!

Luke Appling

La storia racconta che Luke Appling, interbase dei Chicago White Sox e Hall of Famer, chiese al segretario del club un paio di palle da baseball per darle ai fans. "Costano 2,75 dollari ciascuna", rispose il segretario, quando negò la richiesta. Appling non disse nulla, ma a modo suo promise vendetta.

Mise in atto la sua ben nota abilità di battere in foul i lanci nel suo primo at-bat di quel pomeriggio. Dopo aver lavorato sul conteggio di 3 a 2, battè in tribuna 10 foul. Luke gridò al segretario in tribuna: "Questi sono 27,50 dollari, e io sono solo all'inizio". Appling fornì ai fans 23 souvenirs prima di concludere il suo at-bat (Una fonte dice che il record delle palle in foul in un at-bat di Appling fu di 17, un altro dice 24. Forse furono originariamente 17, ma la storia, come per i racconti dei pescatori, crebbe a 24).

Luke Appling posa con i fans

Luke era arrivato ai White Sox dagli Atlanta Crackers nel 1930. Gli infortuni e un gioco mediocre sul campo afflissero le sue prime tre stagioni nella big league (La sue frequenti lamentele di infortuni indussero i suoi compagni di squadra a soprannominarlo "Old Aches and Pains" - vecchi mali e dolori). Comunque, fece un salto di qualità nel 1933, battendo .322 in 151 partite. Questo diede l'inizio ad una striscia di nove anni al di sopra di .300, superata dall'alta media battuta di .388 che gli consentì di vincere il titolo dell’AL nel 1936. In quella stagione realizzò una striscia di 27 partite con valide che fu il record dei White Sox fino al 1997 quando venne superata da Albert Belle. Luke fu leader dell'AL di nuovo nel 1943 con .328. Dopo aver saltato tutto il 1944 e la maggior parte del 1945 per il servizio militare, riprese da dove aveva lasciato nel 1946 con quattro stagioni a più di .300. Si ritirò nel corso della stagione del 1950 a 43 anni.

Luke fu manager dei Memphis Chicks della Southern Association e dei Kansas City Athletics per una parte della stagione 1967 prima di diventare un coach delle major.

Accrebbe la sua eredità nel 1982 durante la prima edizione del Classic Cracker Jack Old-Timers Day giocato al RFK Stadium di Washington. Con le recinzioni accorciate per gli atleti anziani, Appling a 75 anni colpì un HR distante 250 feet (76.2 m) a sinistra contro Warren Spahn.

La media battuta di Luke di .388 nel 1936 resta la più alta di sempre di un interbase. Giocò in otto All-Star Game, ma mai nella post-season. Fu eletto nella Hall of Fame nel 1964. Nel 1990, Appling venne votato come il più grande giocatore dei Chicago White Sox nella storia. Morì nel 1991 a Cumming in Georgia.

Apparizioni finali di Babe sul monte

Verso la fine della stagione del 1930, Babe Ruth avvicinò il manager rookie degli Yankees, Bob Shawkey, per parlargli su chi avrebbe lanciato l'ultima partita della stagione a Boston. Babe pensava che se lui avesse lanciato avrebbe contribuito a richiamare la folla per una partita altrimenti priva di significato. Gli Yankees al terzo posto non avevano alcuna possibilità di prendere i Philadelphia A's, che erano in procinto di vincere il secondo di quelli che sarebbero stati i tre pennant consecutivi. L'ultima serie era così insignificante che Shawkey escluse Bill Dickey e i tre migliori partenti, Red Ruffing, George Pipgras e Herb Pennock, anche dal viaggio a Beantown. Considerando che Babe avrebbe lanciato dopo nove anni di riposo, Shawkey fu subito d'accordo.

Così Babe toccò la pedana il 28 settembre contro i Red Sox all'ultimo posto, davanti a una folla delusa di 12000 fans. Il giorno prima, nella seconda partita della serie, The Sultan of Swat aveva colpito due homers per diventare il leader stagionale della League con 49. Nella partita finale, lanciò un complete game vincendo 9-3 per la 102a sconfitta di Boston. Concesse 11 valide e mise a segno 3 strikeout. Babe iniziò anche due doppi giochi su forti battute contro di lui. Battè nella sua solita posizione nell'ordine di battuta al # 3, e contribuì con due singoli. Lou Gehrig, che aveva sempre battuto al # 4, si offrì di prendere il posto di Babe all'esterno sinistro dove ottenne due putouts. Al piatto, Larrupin' Lous andò 3 su 5 alzando la sua media battuta finale a .379, appena dietro al .381 di Al Simmons per la corona della battuta dell'AL.

1 ottobre 1933 - Una foto straordinaria che immortala Babe Ruth nella sua ultima partita come lanciatore

Tre anni più tardi, nel suo 20° anno nell'AL, Ruth rifece la sua performance del 1930. Di nuovo si candidò volontario per lanciare la partita finale, anche questa contro Boston, ma allo Yankee Stadium. All'età di 39 anni e non nelle migliori condizioni, Babe si preparò per il suo starter lanciando il batting practice per diverse settimane. Ancora una volta, New York non era in lizza per il pennant. Per attirare più fan, gli Yankees aggiunsero anche una gara di battuta pre-partita con il fungo, che Ruth vinse con un drive distante 120 m. Poi intrattenne la folla di 25000 spettatori completando una vittoria per 6-5. Dopo non aver concesso nulla ai Red Sox (al settimo posto) per i primi cinque inning, Babe continuò attraverso le restanti quattro riprese. Il trainer degli Yankees Doc Painter massaggiò il braccio dolorante di Ruth ad ogni innings. Il Bambino alla fine riuscì a vincere per 6-5, e il punto vincente fu il suo 34° HR nel sesto inning. Successivamente, Ruth annunciò che era finito come lanciatore.

"The Babe Called His Shot – Not From the Batter's Box, From the Pitcher's Mound" di Ken Schlager, The New York Times, 17 Agosto 2008

Interferenza dello spettatore?

Mai sentito parlare di interferenze verbale dello spettatore? Fu chiamata quando i Cardinals giocarono contro i Cubs al Wrigley Field domenica 19 aprile del 1931. Con Ernie Orsatti in seconda, Jim Bottomley dei St. Louis colpì una palla al limite del lato sinistro dove la folla era straripante. Quando l'esterno sinistro Riggs Stephenson cercò di prendere la palla, un fan vicino a Stephenson gridò a gran voce e questi sbagliò la palla, che rimbalzò tra la folla. L'umpire Charley Moran dichiarò che il fan aveva "interferito" con Stephenson nell'effettuare la giocata. Moran chiamò Bottomley out, ma premiò Orsatti con la terza base in quanto sarebbe arrivato in terza se Stephenson avesse preso la palla. I Cardinals protestarono la vittoria dei Cubs per 4-1, soprattutto perché la partita era stata giocata sul campo di casa dei Cubs. Quindi, presumibilmente, il fan che "interferì" era per la squadra di casa. Tuttavia, il presidente della National League, John Heydler, respinse la protesta. La sconfitta era la prima dei Cardinals dopo cinque vittorie consecutive dall'inizio della stagione, che si sarebbe conclusa con la vittoria alle World Series dei Philadelphia Athletics.

Baseball Digest, Giugno 2007

Il Mahatma, Larry e The Lip - Parte I

Questa è la storia di tre uomini le cui vite si intrecciarono negli anni 1930 e '40.

• Branch Rickey diventò GM dei St. Louis Cardinals nel 1919. Cominciamo questa storia dal 1931, quando Larry MacPhail acquistò la franchigia di Columbus (OH), tra cui il ballpark, per 100000 dollari nell'ambito di un accordo con Rickey che il club avrebbe fatto parte del farm system pionieristico di St. Louis.

Branch Rickey
Larry MacPhail

• Rickey e MacPhail non furono una partnership idilliaca. Branch era un devoto cristiano, un astemio, semplice nel suo stile di vita, altamente alfabetizzato e attento nei suoi discorsi. Larry beveva come una spugna, vestiva vistosamente, visse eccessivamente, e spesso parlava prima di pensare. Era inevitabile, che i due si scontrassero, e, anche se i Blue Birds godettero di molto successo, Rickey licenziò MacPhail come presidente della squadra di Columbus nel 1933.

• Però, Larry atterrò in piedi. I Cincinnati Reds avevano concluso la stagione del 1933 in ultima posizione e profondamente indebitati. Il proprietario si rivolse ad una banca locale, per cercare qualcuno con cui portare avanti il club e trovare un nuovo proprietario. Quando chiesero un consiglio a Rickey consigliò MacPhail.

• Larry trovò subito un nuovo proprietario, un concessionario di auto e proprietario di stazioni radio Powel Crosley. MacPhail assunse Red Barber per commentare le partite e fece installare le prime luci in uno stadio della Major League. Ma soprattutto, gettò le basi per un farm system. Dopo esser rimasti in ultima posizione nel 1934, i Reds avanzarono fino al 6° posto nel '35 e poi al quinto nel '36. Ma nel 1937 il team ricadde in cantina, e Crosley licenziò MacPhail, anche a causa di diversi incidenti fuori del campo legati al bere di Larry.

Red Barber
Leo Durocher

Torniamo indietro cronologicamente e vediamo il terzo protagonista di questa storia.

• Leo Durocher giocò interbase per gli Yankees nel 1928-29 e poi per i Reds dal 1930 al '32. Anche se aveva battuto solo .238 in quegli anni, era un ottimo difensore con mani veloci e rapido rilascio in prima. Noto per la sua aggressività, Leo una volta aveva sfidato Babe Ruth in una rissa.

• Nel 1933, Rickey aveva bisogno di uno shortstop. Charley Gelbert aveva riempito mirabilmente la posizione nelle World Series del 1931 e nel club nel 1932. Disgraziatamente, un incidente di caccia dopo la stagione '32 gli aveva gravemente danneggiato la gamba, terminando la sua carriera. Così a metà stagione del 1933, Branch ottenne in cambio Durocher e altri due giocatori dai Reds per tre giocatori, uno dei quali, Paul Derringer, che sarebbe diventato un pilastro nelle vittorie dei pennant di Cincinnati del 1939 e del 1940.

• Durocher svolse un ruolo cruciale per la Gashouse Gang che vinse le World Series nel 1934. Però, Leo, come Larry MacPhail, viveva uno stile di vita in contrasto con le convinzioni austere di Rickey. Una delle sue cattive abitudini, che non condivideva con Larry, era una dipendenza dal gioco d'azzardo. Di conseguenza, era profondamente indebitato quando St. Louis lo prese. Rickey strutturò il suo contratto in modo che il club si riservava una parte di ogni stipendio per coprire i debiti di Leo.

• Come Billy Martin nei decenni successivi, Durocher non portava bene in un ball club come giocatore o, più tardi, come manager. Il manager dei Redbird Frankie Frisch aveva gestito un gruppo particolarmente chiassoso, ma alla fine si stancò di Leo. Dopo la stagione 1937, Frisch disse a Rickey: "O me o lui". Così Branch scambiò Durocher coi Brooklyn Dodgers per quattro giocatori.

Il secondo atto di questa storia sarà ambientato a Brooklyn.

1947, When All Hell Broke Loose in Baseball, Red Barber

Il Mahatma, Larry e The Lip - Parte II

Questo è il secondo atto della storia delle tre volitive personalità le cui vite professionali si intrecciarono.

• Come era accaduto quattro anni prima, quando Branch Rickey lo licenziò da presidente della squadra di baseball di Columbus, Larry MacPhail vide una battuta d'arresto e a sua volta un'opportunità. I Brooklyn Dodgers erano in condizioni pietose, con due serie di eredi che litigavano su chi dovesse avere la franchigia. Il proprietario di maggioranza chiese a Branch Rickey di prendere in consegna la squadra. Non essendo interessato a lasciare St. Louis, Branch raccomandò il suo protegé MacPhail: "Lui non beveva un drink da un anno, proprio come mi aveva promesso".

• Quando il proprietario acconsentì alla sua richiesta di pieni poteri sulle operazioni di baseball, MacPhail prese i Dodgers nella stagione 1938. Immediatamente trasformò una squadra che era finita sesta nel 1937 sotto Burleigh Grimes.

Larry MacPhail e Babe Ruth

• Larry attuò gli stessi principi che aveva applicato a Cincinnati. Ristrutturò il vecchio Ebbets Field, costruito nel 1913, e inaugurò le partite in notturna. Impastoiato dal divieto di trasmissione tra le tre squadre di New York nella stagione '38, portò Red Barber da Cincinnati per commentare le partite per il 1939. MacPhail assunse Babe Ruth come coach per la stagione '38. I tifosi arrivavano ​​presto per vedere Babe che faceva batting practice. Soprattutto, trasformò il roster, a partire dall'acquisto del prima base Dolph Camilli, costato 45000 dollari, dai Phillies. Un altro acquisto fu lo shortstop Leo Durocher dai Cardinals.

Dolph Camilli

• Quando i Dodgers affondarono al 7° posto nel 1938, MacPhail sostituì Grimes con Durocher come player-manager. Leo accese il fuoco sotto la squadra, vincendo 15 partite in più nel '39 per finire al terzo posto dietro ai Reds e ai Cards, le due squadre della NL in cui sia Larry che Leo avevano precedentemente lavorato. I Brooklyn del 1940 arrivarono davanti ai St. Louis, ma rimasero ancora 12 partite dietro a Cincinnati.

MacPhail e Durocher finalmente raggiunsero il loro sogno nel 1941.

• Con emozionanti giovani giocatori come l'interbase Pee Wee Reese e l'esterno centro Pete Reiser, entrambi di 22 anni, e il venticinquenne catcher Mickey Owen, preso dai Cardinals, i Dodgers vinsero il loro primo pennant in 21 anni, davanti a St. Louis di 2 partite e ½. MacPhail finalmente ebbe il suo pennant, e lo aveva conquistato su Rickey.

Pee Wee Reese
Pete Reiser
Mickey Owen

• Gli Yankees vinsero le World Series in cinque partite, con la palla mancata da Mickey Owen nel terzo strike del nono inning di Gara 4, con due out, che avrebbe giocato un ruolo importante.

Gara 4, World Series 1941 - Sperando di pareggiare le Series con due partite a testa, i Dodgers erano in vantaggio 4-3 sugli Yankees con due out nel nono, quando Hugh Casey mise strikeout Tommy Henrich che sventolò una curva stretta per quello che avrebbe dovuto essere l'out finale della partita. Ma la palla passò il catcher Mickey Owen, permettendo a Henrich di arrivare salvo in base. DiMaggio colpì un singolo, Charlie Keller con un doppio portò a punto entrambi i corridori e gli Yankees vinsero la partita e presero un vantaggio di 3-1 nelle Series, che vinsero il giorno successivo

• Il 1942 si rivelò essere esaltante come l'anno precedente per MacPhail  e i Dodgers. Brooklyn in agosto era al primo posto con 10 partite e ½ di vantaggio quando i Cardinals sul filo di lana vinsero il pennant, e poi sconfissero gli Yankees in cinque partite nelle World Series.

• MacPhail lasciò il baseball per prestare servizio nell'esercito. Nel frattempo, il proprietario dei St. Louis, Sam Breadon, non rinnovò il contratto a Rickey. Così il proprietario dei Dodgers gli fece la stessa offerta fatta cinque anni prima, e questa volta Branch accettò.

• I giornalisti sportivi gli chiesero: "Rickey vuole chiudere il saloon di MacPhail?". Larry aveva gestito un generoso bar nella sala stampa all'Ebbets Field. Nonostante la sua personale propensione ad eliminare i liquori, Branch scelse di non limitare la pratica.

• Il presidente della NL, Ford Frick, colse l'occasione per ottenere l'appoggio di Rickey per cambiare alcune delle cattive abitudini di Leo. Frick era stanco delle polemiche di Durocher con gli arbitri. Era anche preoccupato per le notizie del dilagante gioco d'azzardo tra i Dodgers nelle clubhouses e in trasferta. Il nuovo GM rimproverò il suo manager pubblicamente sui mali del gioco d'azzardo.

Ford Frick

Presto i fan dei Dodgers iniziarono a dire: "Rickey distrugge i Dodgers".

• Quando la guerra si prese il suo pedaggio su tutte le squadre, Brooklyn vinse 23 partite in meno nel 1943, e poi scese al settimo posto nel '44.

• Rickey implementò la sua filosofia di firmare tutti i giovani e promettenti giocatori, anche se presto avrebbero prestato servizio militare. Branch li volle nel suo sistema dopo che erano sopravvissuti alla guerra. Il suo approccio cominciò a pagare grandi dividendi dopo la fine della guerra nel 1945.

• I Dodgers avanzarono fino alla terza posizione nella stagione '45, poi persero uno spareggio con i Cardinals per il pennant del '46.

Il 1947 avrebbe portato un altro pennant, ma non con Durocher come skipper.

To be continued ...

1947, When All Hell Broke Loose in Baseball, Red Barber

Mahatma, Larry e The Lip - Parte III

Terzo atto della storia delle tre volitive personalità le cui vite professionali si intrecciarono. In questo atto, un’altra forte personalità entrerà nel dramma.

• Larry MacPhail lasciò il servizio militare nel 1945 e diventò presidente e proprietario in parte dei New York Yankees. Il che lo riportò di nuovo nelle Grande Mela in diretta concorrenza per il supporto pubblicitario e dei fans con i Brooklyn Dodgers, la squadra che lo assunse come GM nel 1938 e per la quale realizzò un pennant nel 1941 con Leo Durocher come suo manager. Durocher rimase a Brooklyn, ma Branch Rickey, mentore di un tempo di MacPhail nel sistema dei Cardinals, lo aveva sostituito come GM.

• MacPhail perse tempo a minacciare i Dodgers o, più specificamente, Rickey. Il giudice Kenesaw Mountain Landis era morto nel novembre 1944 dopo aver prestato servizio come commissioner per 24 anni. L'anno seguente, i proprietari si riunirono per scegliere un successore per sostituire Landis. Rickey lavorò duro perché venisse eletto il presidente della NL Ford Frick. Però, MacPhail riuscì a far passare un outsider, Albert "Happy" Chandler, ex governatore del Kentucky. Ma come era successo con molti dei rapporti di MacPhail, anche quello con Chandler si sarebbe inacidito dopo alcuni anni.

Albert "Happy" Chandler

• Il presidente degli Yankees prese di mira anche l'amato annunciatore dei Dodgers, Red Barber, che Larry aveva portato a Cincinnati e poi a Brooklyn. Durante la stagione 1945, offrì a Red 100000 dollari per tre anni per trasmettere le partite degli Yankees. Ciò costrinse Rickey a fare un'offerta di 105000 $ per tenere Barber. Ostacolato nel suo piano, MacPhail assunse Mel Allen quando terminò il suo servizio nell'esercito. (Nel 1973, Barber e Allen sarebbero diventati i primi ad entrare nella Hall of Fame nella sezione annunciatori).

Prima della fine della stagione '45, Rickey aveva formulato il suo piano per portare un giocatore di colore ai Dodgers.

• Il Commissario Landis aveva soffocato ogni tentativo di integrare il baseball. Con un nuovo commissioner al lavoro, Rickey decise che era il momento di mettere in moto il suo piano.

• In una riunione dei proprietari durante la stagione '45, fu votata a scrutinio segreto la questione della firma dei giocatori neri. Il risultato era prevedibile 15-1 contro, con Rickey, ovviamente, il solitario "voto favorevole".

• Tuttavia, un comitato politico fu incaricato di studiare la questione con MacPhail come presidente. Il risultato schiacciante del voto e il fatto che Rickey non fosse uno dei quattro membri del comitato in alcun modo lo dissuase dal compiere il suo piano.

• Verso la fine del 1945, Branch firmò Jackie Robinson per la squadra farm dei Dodgers a Montreal. MacPhail assalì Rickey perché aveva "agito troppo presto ... il baseball aveva programmato di prendere 'un corso ordinato' e aveva istituito un comitato di ... .... Rickey aveva 'saccheggiato' le Negro League".

Jackie Robinson

• Alcuni, tra cui Red Barber, si chiesero se MacPhail, che aveva portato baseball delle major ad essere giocato in notturna a Cincinnati e le trasmissioni radiofoniche delle partite in diverse città, era sconvolto perché voleva essere lui quello che avrebbe rotto la barriera del colore.

La faida tra MacPhail-Rickey venne rimandata durante la stagione 1946.

• Robinson creò scalpore nell'International League, diventando il leader del circuito nella media battuta (.349) e punti segnati (113) mentre si guadagnò il premio MVP come leader dei Royals nelle Little World Series championship.

• Nel frattempo, nel Bronx, MacPhail bruciò tre manager. Il leggendario skipper Joe McCarthy, che aveva guidato gli Yankees a otto World Series, vincendone sette, nelle sue 15 stagioni al timone, chiuse il 24 maggio incapace di accettare altre interferenza di MacPhail.

Joe McCarthy
Bill Dickey
Johnny Neun

• Un altro eroe degli Yankees, Bill Dickey, tornato con la squadra dopo due anni nella Marina Militare, ne assunse il comando ma durò solo fino al 12 settembre. Il coach Johnny Neun finì la stagione, ma annunciò che non ne voleva più sapere di continuare.

• Nell'altra major league, i Dodgers ritornarono competitivi, perdendo un playoff al meglio delle tre partite con i Cardinals quando la corsa al pennant finì in pareggio per la prima volta nella storia della MLB.

• Pensando, a buona ragione, che l'arrivo di Robinson avrebbe portato i Dodgers al top nel '47, Rickey volle confermare Durocher e il suo staff tecnico. Branch sapeva che Leo sarebbe stato un forte sostenitore di Jackie all'interno del club e contro l'atteso vetriolo dagli avversari. Branch volle anche fermare il tentativo di MacPhail di strappare Durocher per gli Yankees.

• Il braccio destro di Leo e coach di terza base, Dressen chiese al suo manager di intercedere per lui con Rickey per un rilancio sul contratto. Il 16 settembre, Charlie oralmente accettò un contratto biennale per 15000 $ ogni stagione - una bella cifra per un coach in quei giorni. L'unica condizione su cui Dressen insistette era che avrebbero dovuto lasciargli l'opportunità di allenare un altro club nascente della ML. Rickey non solo fu disponibile, ma chiamò i Pirates per vedere se avevano riempito i loro posti vacanti (lo avevano fatto!).

• Quando Rickey chiese a Durocher della sua offerta di contratto, Leo rispose che ne era soddisfatto, il che implicava che egli sarebbe stato completamente a disposizione dei Dodgers nel '47.

Mentre la off-season entrava nel mese di novembre, senza l'annuncio del ritorno sia di Durocher con i Brooklyn che della scelta di un manager degli Yankees, circolavano voci persistenti che MacPhail avesse firmato The Lip.

• Il 25 ottobre, gli Yankees annunciarono che "Charlie Dressen si era dimesso ieri dai Dodgers e si era unito agli Yankees", senza specificare quale posizione Dressen andasse ad occupare. Rickey rispose subito: "Io non solo non ho accettato le sue dimissioni, ma non ho intenzione di accettarle". Tuttavia, poiché Dressen non aveva mai firmato il suo nuovo contratto, Rickey non aveva nessuna influenza.

• Quando Branch chiese se Dressen sarebbe stato il nuovo manager degli Yankees, MacPhail diede una risposta di fuoco: "Rickey non nomina ancora i manager degli Yankees". Ma le voci dicevano che Durocher avrebbe seguito il suo braccio destro nel Bronx.

Charlie Dressen
Johnny Corriden

• Un altro coach dei Dodgers, Johnny Corriden, si trasferì agli Yankees.

Infine, il 6 novembre, gli Yankees presentarono Bucky Harris come loro manager.

Bucky Harris

• Alla conferenza stampa, MacPhail disse: "Mi aveva contattato Durocher. Cioè, mi mandò a dire che avrebbe voluto allenare il club. Ho detto a Leo che non avrebbe potuto avere il lavoro. Non pensavo che sarebbe stato l'uomo giusto per questo".

• Tuttavia, Durocher raccontò una storia diversa a metà novembre. Parlando a un pranzo a Los Angeles, disse: "Circa un mese prima della fine della stagione, Larry MacPhail mi ha chiamato nel mio appartamento a New York e ha chiesto di vedermi. Ci vedemmo e lui mi offrì il lavoro con gli Yankees. Gli dissi che avevo un accordo verbale con il signor Rickey e non potevo accettare. Fu l'ultima volta che lo sentii".

• Nelle sue memorie, Nice Guys Finish Last (1975), Durocher scrisse: "Per i suoi motivi, probabilmente niente di più che pubblicità, [MacPhail] aveva deciso che sarebbe stato bello avere una piccola lite con il suo vecchio amico e benefattore Branch Rickey ... E' possibile che Larry MacPhail a disagio [circa i tre manager che avevano abbandonato in un anno], un punto molto discutibile, si trovasse in una posizione molto imbarazzante, e abbia alzato i toni per l'occasione dicendo e non dicendo per tutto l'inverno [in realtà l'autunno] che stava negoziando con me. Ho ammesso, in un modo o nell’altro, che sì, Larry aveva cercato di assumemi, ma io non ero interessato a nulla, tranne a dirigere il buon vecchio Brooklyn Dodgers. E' stato molto divertente e siamo stati sui giornali durante la bassa stagione. Quando Larry finalmente riuscì a firmare Bucky Harris andò dicendo che non aveva cercato di firmarmi dopo tutto, mi aveva solo aiutato ad ottenere un contratto migliore con Rickey".

• Infine, il 25 novembre, Leo arrivò a Brooklyn per l'annuncio che aveva firmato il suo contratto del 1947. "Voglio allenare i Dodgers fino al giorno della mia morte", proclamò Durocher.

The Lip non avrebbe diretto nessuna partita dei Dodgers nel 1947 e solo 73 partite nel 1948 prima del suo licenziamento.

1947, When All Hell Broke Loose in Baseball, Red Barber

Mahatma, Larry e The Lip - Parte IV

Nonostante la focosa personalità di Leo Durocher e il suo legame con i giocatori d'azzardo, Branch Rickey voleva che The Lip tornasse come manager per il 1947.

• A Rickey piaceva il coraggio di Leo, la sua conoscenza del baseball, e la volontà di fare qualsiasi cosa per vincere.

• Ma più di tutto, Rickey era sicuro che Durocher avrebbe sostenuto Jackie Robinson nell'integrazione nella MLB. Il fatto che il resto della League si sarebbe opposta a Jackie, avrebbe reso Leo più combattivo e protettivo del suo rookie.

In uno sport segnato in modo permanente dallo scandalo "Black Sox" delle World Series del 1919, Durocher stava giocando con il fuoco nel socializzare con i noti giocatori d'azzardo.

• La clubhouse dei Dodgers del 1942 fu molto esposta. C'erano giocatori d'azzardo, e Leo giocava con loro. Alcuni addirittura pensarono che i Dodgers avessero giocato male in una serie cruciale a settembre a St. Louis perché avevano giocato tutta la notte nel tragitto in treno per la Mound City. Alla fine della stagione, Rickey disse chiaramente a Leo che il gioco nella clubhouse e nei ball club doveva finire.

• Un altro problema per Leo era la sua amicizia con l'attore George Raft, un noto giocatore d'azzardo. Nel 1944, mentre i Dodgers erano allo spring training, Raft visse nell'appartamento di Durocher a New York che per una settimana fu il centro di grosse scommesse nel gioco dei dadi. Leo era solito passare le vacanze nella grande casa di Raft a Los Angeles per diverse settimane durante la bassa stagione.

George Raft

• L'influente columnist "scandalistico" Westbrook Pegler ne fece una questione dei loschi amici di Durocher e chiese che Rickey si sbarazzasse del "delinquente morale" prima di pubblicare una serie di schiaccianti colonne. Branch difese il suo manager, affermando di sapere che Leo in nessuna occasione aveva violato l'ordine che gli aveva dato dopo la stagione del '42.

Westbrook Pegler

Poi Rickey fece un passo che pensava avrebbe contribuito a disinnescare la situazione, ma che, invece, gli costò il suo manager.

• Branch mandò il suo assistente, Arthur Mann, nell'ufficio del Commissioner Chandler a Cincinnati per chiedere che Happy ordinasse a Leo di uscire dalla casa di Raft e di stare alla larga da George e dagli altri noti giocatori.

• Cercando di dare un segnale pesante sul gioco d'azzardo, come il suo predecessore, il giudice Landis, Chandler diede l'ordine a Leo su un campo da golf in California. Consegnò anche a Durocher un elenco di nomi di noti giocatori con cui non doveva avere alcun contatto. Leo aveva una conoscenza superficiale di alcuni di loro, ma molte volte aveva socializzato con Memphis Engelberg e Connie Immerman. In effetti, Memphis aveva avuto il pieno controllo della clubhouse dei Dodgers nel 1942.

• Leo era abbastanza navigato per capire il contesto in cui agiva Chandler. Un importante scandalo sui punti segnati aveva appena colpito il basket del college, e cinque giocatori di baseball delle minor league erano stati squalificati a vita per le partite aggiustate. Nel dicembre precedente la NFL Championship Game era stata danneggiata da accuse di una scommessa adattata contro due giocatori dei New York Giants.

• Così, anche se Leo insistette che non era mai stato coinvolto in attività sospette, accettò di uscire dalla casa di Raft e di cambiare strada ogni volta che vedeva qualcuno degli uomini presenti nella lista.

• Successivamente, Chandler difese Leo con la stampa e chiese se qualcuno avesse delle prove specifiche sul gioco d'azzardo nel baseball di farsi avanti (Gli articoli di Pegler non fornirono nulla, ma solo allusioni).

La causa di Leo soffrì il colpo da una fonte inaspettata.

• Il sacerdote che aveva diretto la Brooklyn Catholic Youth Organization (CYO) annunciò il 1° marzo del 1947, che avrebbe ritirato il suo gruppo dal Knothole Club dei Dodgers.

• Citò Durocher come quello che "minava la formazione morale dei giovani cattolici romani di Brookyn".

• Oltre alle accuse di gioco, il sacerdote era stato sconvolto dal fatto che Leo, di educazione cattolica, stava per sposarsi per la terza volta. La nuova sposa era l'attrice Larraine Day, il cui divorzio stava per concludersi.

Leo Durocher e Larraine Day

Sulla scia di questo vorticoso parapiglia del loro manager, i Dodgers iniziarono lo spring training a L'Avana, Cuba. La scelta de L'Avana era un importante tassello nel piano di Rickey per portare Jackie Robinson a Brooklyn nell'opening day.

• Branch sapeva che in tutti gli stati del sud, tra cui la Florida, dove i Dodgers normalmente si allenavano, avevano severe leggi di segregazione razziale.

• Sapeva anche che un minor numero di giornalisti avrebbe intrapreso il viaggio a L'Avana rispetto a quelli che di solito erano presenti sui campi di allenamento della Florida.

Leo Durocher e Jackie Robinson a L'Avana nel 1947

• Aveva inoltre tenuto Jackie nel roster di Montreal e pure i Royals si allenavano a L'Avana in modo che potessero giocare partite di esibizione contro i Dodgers. Questo per ridurre la pressione dei media su Robinson e dare ai suoi futuri compagni di squadra la possibilità di vedere il sensazionale giocatore di AAA in azione.

Il grosso problema con L'Avana, però, era che si trattava della mecca del gioco d'azzardo.

To be continued ...

1947, When All Hell Broke Loose in Baseball, Red Barber

Mahatma, Larry e The Lip - Parte V

Ultimo atto della storia delle tre volitive personalità le cui vite professionali si intrecciarono.

I Brooklyn Dodgers si recarono a L'Avana, Cuba, per il loro spring training nel 1947.

• Connie Immermann era proprietario di un casinò in città. Anche Memphis Engelberg visitò i Dodgers, mentre si allenavano.

• Lo skipper dei Dodgers Leo Durocher li evitò dopo aver acconsentito agli ordini severi dal commissioner Happy Chandler di stare alla larga dai noti giocatori d'azzardo. Leo trascorse il suo tempo alla pratiche quotidiane, alle partite e nella sua stanza d'albergo.

Un altro passo fondamentale in questa storia si verificò quando gli Yankees di Larry MacPhail volarono dalla Florida per giocare tre partite di esibizione con i Dodgers in Venezuela seguite da altre due a L'Avana.

• Dopo la prima partita a L'Avana, il GM dei Dodgers Branch Rickey era furioso. Engelberg e Immerman avevano assistito alla partita sulle tribune a destra dietro il dugout degli Yankees.

• Branch disse a due giornalisti, uno della Associated Press e l'altro di uno dei nove giornali di New York che, se i due giocatori d'azzardo avessero tentato di sedersi dietro la panchina dei Dodgers, li avrebbe sfrattati senza tante premesse. MacPhail stava cercando di mettere nei guai Durocher, portando i noti giocatori al campo da baseball.

• Gli "ospiti" di MacPhail ritornarono in quegli stessi posti il ​​giorno dopo? Sì, lo fecero. Avvertito in anticipo in seguito alle denunce pubbliche di Rickey, un fotografo scattò una foto dietro il dugout degli Yankees. Successivamente, Durocher chiese: "Ci sono due tipi di regole, una applicabile ai managers e una che riguarda i proprietari dei club? Come fa MacPhail a fare questo, ostentando la sua società con noti giocatori  d'azzardo proprio di fronte ai giocatori? Se io mi fossi azzardato a dire 'ciao' ad uno di quei tipi, sarei stato chiamato prima dal commissioner Chandler e probabilmente escluso".

• MacPhail rispose indignato: "In primo luogo, non c’è nessun business di Durocher con il mio box .... Mi rendo conto che nel box accanto a me c'erano due signori in seguito identificati come presunti giocatori. No ho avuto niente a che fare con il fatto che loro fossero lì".

Dopo che gli Yankees tornarono in Florida, MacPhail alzò la posta nella controversia.

• Egli disse che le dichiarazioni di Rickey e Durocher che lo accusavano di essersi seduto con i noti giocatori d'azzardo a L'Havana costituivano "comportamento pregiudizievole per il baseball".

• MacPhail invitò Chandler a "indire un un'indagine per determinare le responsabilità per le dichiarazioni e se poi fossero vere o no".

• Non è chiaro cosa volesse MacPhail dall'indagine - forse delle semplici scuse da Rickey e Durocher. Larry contava sul fatto che Chandler gli doveva un favore perché il presidente degli Yankees aveva raccolto voti per la sua elezione sul candidato di Rickey, il presidente della NL, Ford Frick.

Con la possibilità di mostrare che era un forte leader nello stile del giudice Landis, Chandler concesse l'indagine, che prese una piega che nessuno si aspettava.

• L'indagine, che alcuni consideravano come un processo, iniziò il 24 marzo a Sarasota, FL. La stampa non ebbe accesso. Rickey era assente per un funerale.

• Quando Durocher salì sul banco dei testimoni, si scusò per le sue dichiarazioni alla stampa. MacPhail si alzò e strinse la mano a Leo. "Questo è abbastanza buono per me", disse Larry e si sedette.

• Chandler poi improvvisamente accese l'interrogatorio sulle vecchie accuse del gioco d'azzardo nella clubhouse dei Dodgers, che non aveva nulla a che fare con la denuncia di MacPhail. Leo ammise di aver giocato con il pitcher Kirby Higbe ma spiegò che aveva restituito i soldi che gli aveva vinto come un "bonus" quando Kirby lanciò una buona partita.

• Lasciando le questioni irrisolte, Chandler chiese a MacPhail se ci fosse qualcos'altro da coprire. Larry rispose che non era soddisfatto di quello che aveva ascoltato, che voleva una ammissione delle dichiarazioni, la negazione o le scuse da Rickey.

Chandler rinviò l'indagine a quattro giorni dopo a St. Petersburg.

• Questa volta, Rickey era presente, dopo aver letto il rapporto dettagliato della prima udienza scritta dal suo assistente, Arthur Mann.

• Rickey ripetè le sue osservazioni sugli individui indesiderabili seduti nel box club degli Yankees.

• Dopo un'ulteriore testimonianza inconcludente, Chandler sgombrò la stanza ad eccezione di Rickey, Walter O'Malley, in qualità di avvocato dei Dodgers e Mann.

• Happy si avvicinò e chiese ai tre (secondo la versione di Mann): "Quanto vi farebbe male avere il vostro compagno di baseball fuori?". Preso alla sprovvista, Rickey rispose: "Happy, che diavolo di problema hai?".

• Chandler produsse una lettera che disse veniva da un "big man" di Washington che chiedeva che Durocher fosse escluso dal baseball. Il commissioner quindi chiusa l'indagine senza fare alcuna dichiarazione.

Un evento nel mondo del football pro potrebbe aver influenzato ciò che Chandler fece dopo.

• Il 3 marzo, il commissioner della NFL, Bert Bell, sospese a tempo indeterminato due giocatori dei New York Giants, Merle Hapes e Frank Filchock, che avevano aspettato una settimana per segnalare i tentativi di corruzione prima del championship game nel dicembre precedente.

• I giornalisti immediatamente etichettarono l'incidente come il più grande scandalo nello sport dai Black Sox del 1919.

Nessuno saprà mai se Chandler avesse già deciso cosa avrebbe fatto o intervenne dopo aver constatato il positivo feedback che Bell aveva ricevuto per la sua decisione. In ogni caso, il 9 aprile, Chandler chiamò Rickey e annunciò le decisioni che aveva preso prima di rilasciarle alla stampa di Cincinnati.

• Il club di Brooklyn venne multato di 2000 $, così come gli Yankees.

• Leo Durocher fu sospeso dal baseball per un anno.

• Nessuno fu più scioccato dalle azioni di Chandler di MacPhail, che ammirava Leo e voleva semplicemente le sue scuse.

Burt Shotton e Branch Rickey

Meno di una settimana prima dell'inizio della stagione, Rickey dovette assumere un manager che doveva fronteggiare l'inserimento di Jackie Robinson nel roster. Branch si rivolse al suo vecchio amico Burt Shotton, che aveva guidato i Dodgers al Pennant della NL nel '47.

1947, When All Hell Broke Loose in Baseball, Red Barber