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BASEBALL PAOLO 2 V G
 

I Baltimore Orioles vantavano alcuni dei più grandi bombardieri dell'American League ed erano entrati nelle Series del '69 con una rinnovata fiducia dopo aver dominato Sandy Koufax e i suoi potenti Dodgers tre anni prima. Tra i campioni "Lumber Company" dell'American League c'erano Boog Powell (con trentasette home run e 121 RBI), Frank Robinson (trentadue homer, un centinaio di RBI), Brooks Robinson (23 homer, ottantaquattro RBI) e Paul Blair (26 homer, settantasei RBI). Gli Orioles avevano surclassato i loro diretti avversari  i Detroit Tigers lasciandoli a 19 partite di distanza con un record di 109-53. Vinsero il pennant dell'AL imponendosi in tre partite sui Minnesota Twins. I loro avversari, i New York Mets erano ancora una franchigia giovane e stavano facendo la loro prima apparizione post-season dopo aver eccelso nella National League nella loro ottava stagione. Avevano vinto la East Division davanti ai Chicago Cubs di 8 partite con un record, inimmaginabile negli anni precedenti, di 100-62. Nei play off contro gli Atlanta Braves, vincitori della West Divison, per il titolo della National League si erano imposti in tre partite eliminando di fatto i quotatissimi avversari. Gara 1 delle World Series venne giocata sabato 11 ottobre al Memorial Stadium di Baltimora davanti a oltre 50000 fans. Tom Seaver (vincitore di 25 partite) fu il partente per  New York e al suo secondo lancio venne colpito dal primo fuoricampo della squadra di casa. Entro la fine del pomeriggio, il mancino degli Orioles, Mike Cuellar, aveva concesso solo sei valide ed eliminato otto battitori. Baltimora vinse facile (4-1), nonostante il loro eccelso lineup avesse prodotto solo quattro punti  in trenta apparizioni alla battuta. Gara 2 si giocò il giorno successivo davanti alla stessa marea di spettatori. Jerry Koosman dei Mets riuscì a far tacere i grossi calibri della squadra di casa e tenne il loro lineup per sei innings senza valide. Donn Clendenon colpì il ventiseienne mancino Dave McNally con un homer al quarto inning portando i Mets in vantaggio 1 a 0. Baltimora riuscì a pareggiare alla fine del settimo quando Paul Blair battè la prima valida della sua squadra, rubò la seconda e, finalmente, Brooks Robinson colpì il secondo singolo. I Mets non si scoraggiarono e furono all'altezza della situazione riportandosi in vantaggio nel nono con i singoli di Ed Charles, Jerry Grote e Al Weis. Koosman poi con l'aiuto del rilievo Ron Taylor chiuse l'inning portando alla vittoria i Mets per 2 a 1. Gara 3 venne giocata allo Shea Stadium, il nuovo stadio dei Mets, martedì 14 davanti a 56335 tifosi e fu caratterizzata da una delle più grandi prestazioni individuali nella storia dei 66 anni della Series, per gentile concessione di Tommie Agee dei Mets. Agee  iniziò la partita con un fuoricampo al primo inning su Jim Palmer e continuò a stupire in campo esterno per gli inning rimanenti. Con due out al quarto inning e i corridori degli Orioles in prima e in terza, l'esterno centro corse vicino al tabellone che segnava i 396 piedi nel centro sinistra del campo e fece una presa fenomenale, catturando lo smash di Elrod Hendricks. Più tardi nel settimo, gli Orioles avevano caricato le basi con due out, ma Agee si ripetè di nuovo facendo una presa in tuffo per afferrare il line di Paul Blair che stava navigando sul centro destra. Ed Kranepool aggiunse un home run, così i Mets erano in testa alle Series per 5 a 0. Sul monte, Gary Gentry e un giovane rilievo di nome Nolan Ryan concessero solo quattro valide. Il mercoledì successivo, un determinato Seaver si riscattò in Gara 4, forte del vantaggio di 1 a 0, e affrontò il lineup degli Orioles nel nono e loro ultimo attacco. Clendenon aveva colpito un fuoricampo nel secondo inning contro Mike Cuellar, ma Frank Robinson e Boog Powell risposero con due singoli e la volata di sacrificio di Brooks Robinson al nono per il solo pareggio. Lo slugger degli Orioles colpì un perfetta linea al centro, ma l'esterno destro Ron Swoboda imitò la performance di Agee in Gara 3 e fece uno spettacolare tuffo, catturando la palla con una sola mano. Mentre Frank Robinson dalla terza, sul pesta e corri, segnò il pareggio, Swoboda impedì un potenziale big inning. La situazione di stallo rimase sull'1-1 attraverso la parte bassa del decimo quando i Mets aprirono con il doppio di Jerry Grote sul rilievo degli Orioles Dick Hall. Al Weis ebbe la base intenzionale e Rod Gaspar entrò come pinch runner per Grote. Il bunt messo giù dal pinch-hitter J.C. Martin venne raccolto dal nuovo rilievo Pete Richert che indirizzando la palla verso la prima base colpì la schiena del corridore. La palla deviò e Rod Gaspar corse a casa per la vittoria dei Mets per 2 a 1. Ora le partite delle Series erano tre a una per i Mets che avevano la possibilità di chiudere in casa le World Series con Gara 5. Gli storditi Orioles riuscirono a reagire e nella quinta partita il lanciatore McNally (grazie al suo fuoricampo da due punti e ad un altro di Frank Robinson) rimase in vantaggio 3 a 0 per cinque inning. Il team di Earl Weaver sembrava essere finalmente sulla via del recupero, ma i Mets colpirono di nuovo al sesto dopo che il leadoff Cleon Jones venne toccato da un lancio sul piede nel famoso episodio che prese il nome di "shoe polish incident" (incidente del lucido da scarpe). La palla lanciata da McNally rimbalzò o colpì il piede di Cleon Jones, per rotolare poi nella panchina dei Mets. Il manager Hodges raccolse la palla, uscì dal dugout e andò a casa base dall'arbitro Lou DiMuro. Gli mostrò la palla con sopra il lucido da scarpe, come prova che Jones era stato colpito dal lancio. DiMuro assegnò a Cleon la prima base e il miracolo continuò. Il manager degli Orioles, Earl Weaver, che era già stato espulso in Gara 4 delle Series uscì a discutere, ma l'arbitro capo aveva preso la sua decisione. Clendenon che lo seguiva in battuta mise a segno un fuoricampo da due punti, e ora il punteggio era  3 a 2 per gli Orioles. Un improbabile eroe di nome Al Weis (che aveva battuto sette home run in dieci anni) si avvicinò al piatto da leadoff e pareggiò la partita con un fuoricampo al settimo inning. Eddie Watt entrò come rilievo per Baltimore nell'ottavo, ma alla fine perse 5 a 3 dopo un doppio di Cleon Jones e Ron Swoboda, che segnò il punto vincente. Alla fine, i New York Mets, non solo avevano continuato e vinto le loro prime World Series (nella loro prima apparizione), ma avevano anche fermato il più grande line-up di tutto il baseball tenendo i "Bird's Big Four" (Boog Powell, Frank Robinson, Brooks Robinson e Paul Blair) a tre valide su quindici eliminazioni in Gara 4 e un miserabile record di due su quindici in Gara 5.

I programmi delle World Series del 1969

I New York Mets vincitori delle World Series del 1969

Gil Hodges dei New York Mets, il Commissioner Bowie Kuhn e Earl Weaver dei Baltimore Orioles si stringono le mani durante le World Series del 1969

Mrs. George Herman Ruth, moglie dell'immortale Babe Ruth, lancia la prima palla di Gara 2 delle World Series del 1969 al Memorial Stadium di Baltimore. Alla sinistra, Ted Williams, manager degli Washington Senators, il Commissioner Bowie Kuhn e l'ex grande giocatore degli Yankees, Joe DiMaggio

Il governatore Nelson Rockefeller, applaude in prima fila, al centro, i Mets nel corso delle World Series del 1969

Tom Seaver in Gara 1 delle World Series del 1969 mentre effettua il primo lancio al battitore degli Orioles, Don Buford, nel 1° inning

Karl Ehrhardt, famoso tifoso dei Mets conosciuto come Sign Man per i suoi cartelli spiritosi e graffianti allo Shea Stadium, tiene in mano uno con scritto "Met Power" dopo un home run in Gara 3 delle World Series del 1969

Due foto della corsa e della presa di Tommie Agee nel 4° inning di Gara 3, delle World Series del 1969, contro la recinzione al centro-sinistra del campo mentre il compagno di squadra Cleon Jones (# 21) accorre verso di lui

Tommie Agee effettua la seconda grande presa in tuffo nel 7° inning di Gara 3 delle World Series del 1969 al centro-destra del campo. Sullo sfondo, l'esterno destro Art Shamsky (# 24) mentre copre Tommie Agee. Le due prese di Agee fermarono 5 potenziali punti degli Orioles e garantirono la vittoria Dei Mets per 5-0

Da sinistra, il prima base Ed Kranepool, il lanciatore Gary Gentry, l'esterno centro Tommy Agee e il rilievo Nolan Ryan posano per i fotografi nello spogliatoio dopo la vittoria per 5-0 in Gara 3 delle World Series del 1969

Elrod Hendricks scivola pe rompere il doppio gioco nel 2° inning di Gara 4 delle World Series del 1969. Il seconda base Al Weis, dopo aver preso l'assistenza dell'interbase Bud Harrelson che ha raccolto la battuta di Dave Johnson, tocca il sacchetto e tira in prima

Earl Weaver contesta all'arbitro Shag Crawford le sue chiamate di ball e strike nel 3° inning di Gara 4 delle World Series del 1969. Earl Weaver degli Orioles divenne il primo manager dal 1935 ad essere espulso da una partita delle World Series

Due foto del tuffo e della presa dell'esterno sinistro dei Mets, Ron Swoboda, sulla battuta di Brooks Robinson nel 9° inning di Gara 4 delle World Series del 1969

L'interbase Mark Belanger (# 7), a sinistra, e l'esterno centro Paul Blair guardano cadere nella terra di nessuno il doppio di Jerry Grote nel 10° inning di Gara 4 delle World Series del 1969. Due battitori più tardi, sul bunt di sacrificio di J.C. Martini entrò il punto della vittoria dei Mets. Il lanciatore degli Orioles, Pete Richert, raccolse la palla ed effettuò l'assistenza in prima colpendo il polso sinistro del battitore-corridore che ne deviò la traiettoria

Ed Charles (# 5) in battuta durante Gara 5 delle World Series del 1969. Il ricevitore degli Orioles è Andy Etchebarren e l'arbitro di casa base è Lou DiMuro

Due foto del famoso incidente "shoe polish" che diede il via alla riscossa dei Mets. Nella foto sopra il manager dei Mets, Gil Hodges, mostra all'arbitro di casa base Lou DiMuro la palla recuperata nel dugout che aveva colpito Cleon Jones, sporca di lucido da scarpe. Sotto Lou DiMuro indica la prima base a Cleon Jones (# 21) mentre nelle due foto appare Donn Clendenon (# 22) che osserva la scena

Donn Clendenon (# 22) tocca il sacchetto di prima dopo aver battuto il fuoricampo da due punti nel 6° inning di Gara 5 delle World Series del 1969 e ridurre lo svantaggio dei Mets a 3-2. L'home run di Clendenon fu successivo al famoso incidente "shoe polish" che mise in base Cleon Jones e diede il via alla riscossa dei Mets. Yogi Berra è il suggeritore di prima che si complimenta con Clendenon mentre il prima base degli Orioles Boog Powell con l'arbitro di prima, Lee Weyer, osservano il passaggio

Donn Clendenon rientra nel dugout accolto dai compagni di squadre dopo aver battuto il fuoricampo da due punti nel 6° inning di Gara 5 delle World Series del 1969

Al Weis (# 6) rientra nel dugout accolto dai compagni, dopo aver battuto il fuoricampo solitario nel 7° inning di Gara 5 per pareggiare la partita. Riconoscibile Donn Clendenon (# 22)

Mets eliminano i Baltimore Orioles 5-3 in Gara 5 delle World Series del 1969. Il lanciatore vincente Jerry Koosman salta in braccio al compagno di batteria, Jerry Grote, dopo che Cleon Jones ha preso la volata di Dave Johnson per chiudere la partita. Don Clendenon (# 22), che aveva rimesso i Mets in partita con l'homer al sesto, si precipita per unirsi alla celebrazione con il terza base Ed Charles (# 5)

Jerry Grote (# 15) e Jerry Koosman, al centro, abbracciati da tifosi e compagni di squadra dopo la vittoria delle World Series del 1969. Identificabili Tom Seaver, senza cappello, accanto a Grote e Donn Clenendon, senza cappello a sinistra. Il coach degli Orioles, George Staller, in primo piano a sinistra, si precipita fuori dalla scena

Il lanciatore vincente di Gara 5 delle World Series del 1969, Jerry Koosman, a sinistra, e il catcher Jerry Grote esultano assieme ad altri compagni inseguiti dai fans che hanno invaso lo Shea Stadium

Quattro momenti dell'invasione dei fans dei Mets dopo l'ultimo out di Gara 5 delle World Series del 1969. I tifosi strapparono basi, zolle d'erba e tutto ciò che poteva servire come souvenir per l'incredibile vittoria dei Miracle Mets

I fans dei Mets invadono lo Shea Stadium

La festa per le strade di New York Mets dei fans subito dopo la vittoria di Gara 5 e la conquista delle World Series del 1969

Il sindaco New York, John Lindsay, dopo la classica doccia di champagne nella clubhouse dei Mets festeggia la vittoria di Gara 5 e la conquista delle World Series del 1969 assieme ai protagonisti dei Mets

La cantante e attrice Pearl Bailey, grande fan dei Mets, urla di gioia dopo aver personalmente salutato il pitcher vincente Jerry Koosman, a sinistra, durante la celebrazione della vittoria di Gara 5 e della conquista delle World Series del 1969

Il pennant di campioni delle World Series del 1969 appeso al pennone della bandiera americana allo Shea Stadium

La parata su Broadway dei Mets vincitori delle World Series del 1969. Tom Seaver (a sinistra) e Jerry Koosman mentre salutano i tifosi

Il Sindaco di New York John Lindsay davanti alla City Hall, consegna al manager dei Mets Gil Hodges la targa della piazza a lui rinominata per quel giorno, il 21 ottobre 1969, che si trova in Bedford Avenue, Brooklyn, dove vive Gil

4/11/1969 - Da sinsitra. le stars dei Mets Tommy Agee, Jerry Koosman (leggermente nascosto), Donn Clendenon e Art Shamsky si preparano per la loro esibizione a Las Vegas con il cantante Jimmie Rogers

19/10/1969 - I Miracle Mets vincitori delle World Series del 1969 cantano "You Gotta Have Heart" allo Ed Sullivan Show

La copertina di Sporting News del 1 novembre 1969 per celebrare la vittoria dei Mets nelle World Series del 1969

 

Dopo la devastante sconfitta con gli "adolescenti" New York Mets nella serie del '69, i Baltimore Orioles ritornarono al top dell'American League determinati a fare ammenda per la mancata postseason precedente. I loro nuovi avversari, i Cincinnati Reds, spazzarono i Pittsburgh Pirates nelle National Championship Series sotto il manager rookie Sparky Anderson. La squadra che sarà presto soprannominata "Big Red Machine" vantava una forte pitching rotation caratterizzata da Jim Merritt (vincitore di una ventina di partite), Wayne Simpson (14-3) e Gary Nolan (18-7), così come un altro nome stellare Pete Rose. I Reds erano arrivati alle World Series dopo aver vinto la West Division, davanti ai Los Angeles Dodgers di 15 partite con un record di 102-60, e dopo aver neutralizzato i vincitori della East Division. La rotazione degli Orioles era caratterizzata da Mike Cuellar, vincitore di 24 partite, e un duro line-up che comprendeva il bomber Boog Powell e l'eccezionale difensore Brooks Robinson. Baltimora aveva vinto la East Division davanti agli Yankees di 15 partite con un record di 108-54. Nelle American League Championship Series avevano spazzato i Minnesota Twins in tre gare. Il nuovo Riverfront Stadium, che aveva sostituito il Crosley Field come casa dei Reds a fine giugno, accolse Gara 1 delle  World Series. Il 10 ottobre davanti a 51131 spettatori andò in scena la prima delle partite del campionato del mondo al meglio delle sette. La superficie artificiale del nuovo stadio era la prima del genere ad ospitare un Fall Classic. Il vantaggio del campo di casa sembrò essere in effetti positivo quando Lee Mays colpì un homer da due punti che diede il vantaggio a Cincinnati per 3-0. Ma gli Orioles recuperarono e superarono i padroni di casa con tre fuoricampo, quello di Boog Powell, da due punti al quarto, di Ellie Hendricks, al quinto, e di Brooks Robinson al settimo. Baltimora vinse per 4 a 3, ma la vittoria fu inasprita da una chiamata controversa al piatto dell'arbitro Ken Burkhart. Nella parte bassa del sesto, con due corridori in base (Tommy Helms in prima e Bernie Carbo in terza), il pinch-hitter dei Reds, Ty Cline toccò il lancio di Jim Palmer, che rimase davanti al piatto di casa base, e che Burkhart prontamente chiamò palla buona. Il catcher di Baltimora Ellie Hendricks afferrò la palla e (dopo aver fintato di tirare in prima) si voltò di scatto, nel tentativo di eliminare per toccata Carbo che correva a casa. Come Hendricks volò verso il piatto, incontrò l'arbitro prima di raggiungere il corridore che scivolava. Burkhart, evidentemente distratto durante la collisione e girato di spalle, chiamò Carbo out per toccata. Nonostante le proteste del manager Sparky Anderson il verdetto rimase quello (anche se il replay fa chiaramente vedere che il catcher degli Orioles tocca Carbo con il guanto vuoto). Anche Brooks Robinson lasciò un "degno ricordo" al sesto inning, dopo aver effettuato una presa spettacolare in backhand riuscì ad eliminare in prima Lee May, autore della cannonata che era rimbalzata tra il difensore e il sacco. Il giorno successivo si giocò Gara 2 e i Reds davanti al pubblico di casa misero a segno tre punti al primo inning e al terzo allungarono con un altro run. Purtroppo per i Reds, Baltimora ripeté le performance del giorno precedente segnando un punto al quarto con un fuoricampo di Boog Powell e cinque punti nel quinto con una serie di 5 singoli (Chico Salmon, Don Buford, Paul Blair, Boog Powell e Brooks Robinson) e un doppio di Ellie Hendricks per portarsi sul 6-5 che rimase il risultato finale. Le Series ora erano ad appannaggio degli Orioles che potevano sfruttare il fattore campo. Il 13 ottobre le World Series approdarono a Baltimora per Gara 3. Oltre 50000 fans assistettero ad uno dei più grandi spettacoli che un giocatore come Brooks Robinson potesse offrire disputando una partita difensiva superba contro qualsiasi cosa i Reds colpirono nella sua zona. Dopo che Pete Rose e Bobby Tolan iniziarono con due consecutivi singoli, Robinson fece una sensazionale presa sulla rimbalzante di Tony Perez, calpestò la terza e sparò in prima per un doppio gioco perfetto. Dave McNally chiuse l'inning costringendo Johnny Bench ad una battuta al volo con Robinson che scambiò il suo "guanto d'oro" con la mazza di legno. Al piatto "Hoover" (come veniva chiamato Robinson), colpì nel primo inning un doppio che portò a punto Don Buford e Frank Robinson. Tornò in campo e nel secondo inning, Robinson recuperò un lento grounder di Tommy Helms eliminando in prima il velocissimo seconda base per poi ripetersi nel sesto inning prendendo al volo alla sua sinistra un line incredibile di Bench. Il pitcher McNally contribuì anche al piatto e aiutò la causa con un homer a basi piene nel sesto contro Wayne Granger. Il suo grand slam eguagliò il record di Bob Gibson, di due homer per un pitcher nelle World Series. Frank Robinson e Don Buford avevano colpito a loro volta ciascuno un fuoricampo, rispettivamente al terzo e al quarto inning, assicurando la terza vittoria nelle Series con il punteggio di 9-3. Con la schiena alle corde, Cincinnati era sul punto di essere eliminata. Gara 4 venne giocata mercoledì 14 ottobre sempre al Memorial Stadium di Baltimora. A Gary Nolan, dei Reds, fu data la difficile responsabilità di mantenere il suo club in gioco, ma schiacciato dalla pressione lanciò solo 2 innings e 2/3. Don Gullett rimpiazzò Nolan ma dovette accusare un punto che portò avanti gli Orioles 4-2. I Reds accorciarono al quinto con un fuoricampo di Pete Rose sul partente Jim Palmer. Il rilievo Clay Carroll sostituì Gullet al sesto dopo aver subito un altro punto dall'attacco di Baltimora. Il manager degli Orioles, Earl Weaver, sostituì Palmer con Eddie Watt all'inizio dell'ottavo con la situazione di due corridori in base e zero out. Lee May, ben consapevole della situazione disperata della sua squadra, colse l'opportunità di giocare da eroe e colpì un tempestivo fuoricampo da tre per il 6-5, che diede la vittoria ai Reds e allungò le Series. Il giorno successivo si giocò Gara 5. Il pitcher dei Reds Jim Merritt, mai utilizzato perché ancora dolorante ad un gomito, fu il partente della quinta partita, ma non ci riuscì e al secondo inning fu sostituito. I suoi compagni di squadra avevano colpito Cuellar con quattro valide e tre punti nella parte alta del primo, ma questa esplosione non produsse altri punti perché il pitcher degli Orioles lanciò una shutout nei restanti otto inning. Alla fine, fu Baltimora che prevalse, 9-3, sfruttando la seconda chance che cancellò tutti i ricordi delle Series del '69 e restituì la corona di campioni alla franchigia dell'American League. Nonostante la sconfitta, i Reds erano tutt'altro che finiti e sarebbero tornati al Fall Classic (dopo due anni) "più grandi" e migliori che mai.

I programmi delle World Series del 1970

I Baltimore Orioles vincitori delle World Series del 1970

Le immagini della contestata eliminazione di Garbo al piatto. Nel sesto inning di Gara 1 l'arbitro Ken Burkhart, trovatosi in mezzo alla giocata a casa base, viene travolto e non vede che la toccata del catcher Ellie Hendricks su Bernie Carbo avviene con il guanto senza la palla mentre è impugnata nella mano destra

Tre foto della vivace protesta di Sparky Anderson (# 10) con Ken Burkhart per l'eliminazione di Garbo a casa base nel sesto inning di Gara 1

Brooks Robinson al sesto inning di Gara 1 effettua la straordinaria presa in backhand della rimbalzante battuta da Lee May eliminandolo in prima con un'assistenza millimetrica

Boog Powell (# 26) dopo aver battuto il fuoricampo da due punti nel quarto inning di Gara 1. Dietro di lui Paul Blair in base al momento del fuoricampo

Bobby Tolan (# 28) arriva a casa base dopo aver battuto il fuoricampo solitario nel terzo inning di Gara 2. A congratularsi con lui Tony Perez (# 24)

Altra straordinaria presa di Brooks Robinson effettuata nel sesto inning di Gara 3 sul line drive di Johnny Bench

Il pitcher Dave McNally viene accolto al piatto dai suoi compagni dopo aver colpito il grand slam nel sesto inning di Gara 3 che porta gli Orioles in vantaggio 8 a 1

L'interbase degli Orioles, Mark Belanger (# 7) passa la palla al seconda base Dave Johnson che tiene Pete Rose dei Reds (# 14) sul sacchetto di seconda dopo aver raccolto la corta valida interna battuta da Lee Mays nel terzo inning di Gara 4

La gioia di Mike Cuellar (# 35), dopo l'ultimo out di Gara 5, mentre Brooks Robinson (# 5) gli corre incontro

Una serie di tre foto che ritraggono la festa in campo dopo l'ultimo out di Gara 5. La corsa dei giocatori degli Orioles dal dugout per festeggiare il pitcher Mike Cuellar abbracciato a Brooks Robinson dopo l'ultimo out in Gara 5. Sulla foto in basso di spalle il manager Earl Weaver (# 4) che si aggrega ai giocatori nella festa in campo per la conquista delle World Series del 1970

L'invasione dei fans e la fuga dei giocatori degli Orioles nella clubhouse

Il pitcher vincente degli Orioles, Mike Cuellar, intervistato dai giornalisti nella clubhouse dopo la vittoria in Gara 5

L'interno dei Baltimore Orioles Dave Johnson spruzza champagne sui compagni per festeggiare la vittoria delle World Series del 1970

 

Sessantotto anni dopo aver vinto il loro primo National League Champions (nel 1903), i Pittsburgh Pirates ritornavano a primeggiare nella National League evocando ricordi del loro antico splendore. Molti fans ricordavano ancora l'esplosione nel nono inning di Bill Mazeroski che aveva sconfitto i perenni campioni dei New York Yankees nel 1960 ed ora erano ansiosi di vedere Roberto Clemente vincere il titolo numero due. I "Buccos" avevano dominato la National League East (vincendo la loro division con sette partite davanti ai St. Louis Cardinals) e avevano continuato battendo i San Francisco Giants per tre giochi a uno nelle Championship Series. I Baltimore Orioles avevano appena completato la loro terza consecutiva American League Series spazzando gli Oakland A's in tre gare, nonché la loro terza stagione con 101 vittorie. Inoltre erano diventati il secondo club nella storia della Major League (Chicago White Sox del 1920) ad avere quattro pitcher nella loro rotazione con 20 o più partite vinte (Dave McNally, Jim Palmer, Mike Cuellar e Pat Dobson). Gara 1 venne giocata sabato 9 ottobre al Memorial Stadium di Baltimora davanti a 53229 spettatori. Pittsburgh impostò il ritmo nelle prime fasi del gioco e colpì McNally con tre veloci punti nel secondo inning, grazie anche a due errori difensivi e alla valida del seconda base Dave Cash. Ma l'asso degli Orioles riguadagnò la sua concentrazione e tenne i Pirates senza valide dal terzo inning in su. Delle tre valide che accusò, due erano uscite dalla mazza di Roberto Clemente - il futuro membro del 3000 Hits Club era emerso come uno dei migliori giocatori della National League. Nonostante il grande sforzo di "The Great One's", Baltimora andò avanti vincendo 5 a 3, grazie ad un homer da tre eseguito da Merv Rettenmund e ai singoli di Frank Robinson e Don Buford. Il giorno successivo, il veterano delle serie, Jim Palmer, replicò con un trionfo in Gara 2 per 11 a 3, sommato a uno sbalorditivo attacco dei padroni di casa con quattordici singoli. Brooks Robinson ottenne tre valide e due basi su ball mentre realizzò il record di cinque volte consecutive in base. Come Clemente nella gara di apertura, Rich Hebner realizzò tutti i punti dei Pirates con un homer da tre ottenuto nell'ottavo inning. Come le Series si spostarono nella "The Steel City", i Pirates diedero una svolta considerevole al corso delle gare mostrando il vero volto dei vincitori della National League. Il 12 ottobre si giocò Gara 3 al Three Rivers Stadium davanti a 50403 tifosi. Steve Blass dominò il monte, concedendo solo tre valide mentre Bob Robertson abbinò, ai numeri dei suoi compagni di squadra, un homer da tre. Il finale fu 5 a 1 per i Pirates che metteva il team del manager Danny Murtaugh di nuovo in pista. Gara 4, andò in scena il 13 ottobre e fu la prima del suo genere ad essere giocata sotto le luci dei fari. Il gioco inaugurale di notte fu testimone del prorompente ritorno dei "Buccos". Baltimora iniziò forte con un parziale di tre punti nel primo inning che concluse anzitempo la presenza del partente dei Pirates, il mancino Luke Walker, mandandolo anzitempo sotto la doccia. Il ventunenne, Bruce Kison entrò come rilievo e concesse una sola valida, senza punti per 6 inning e 1/3. Milt May, un altro giovane purosangue entrato come pinch-hitter, colpì il punto vincente con un singolo nel settimo e i Pirates pareggiavano il conto delle gare con un trionfo per 4 a 3. Il quinto incontro mise in mostra una prestazione ancora migliore sul monte grazie ad un candidato improbabile il cui nome era Nelson Briles. Il novizio dei Pirates non aveva visto molta azione durante la stagione regolare con solo quattordici partenze e quattro giochi completi al suo attivo. L'esperienza a quanto pare non fu un fattore determinante e così mise a tacere tutti i suoi critici con una brillante performance. Concesse solo due valide e la partita si concluse con il risultato di 4 a 0 che lanciò Pittsburgh in testa alle Series. Dopo un giorno di riposo per il trasferimento le Series ritornarono a Baltimora. Sul punto di essere eliminati, gli Orioles lottarono in Gara 6 e tennero i Pirates in parità, 2 a 2, per nove inning. Percependo la disperazione della situazione di Baltimora, Frank Robinson decise di terminare la gara lui stesso al decimo. L'outfielder ottenne la base su ball, poi rubò la seconda e la terza su un singolo di Merv Rettenmund e alla fine arrivò a casa sulla volata di sacrificio di Brooks Robinson al centro campo. I "Bird's" erano ancora vivi e in attesa di Gara 7, mentre i "Bucs" erano ovviamente delusi per aver fallito nel tentativo di eliminarli definitivamente. Blass ritornò contro Cuellar per il gran finale. I Pittsburgh presero il vantaggio nel quarto inning. A sorpresa, Roberto Clemente andò a battere e frantumò il perfetto equilibrio di 0 a 0, realizzato fino a quel momento dai due pitcher, con un fuoricampo di misura oltre il muro nella zona di centro-sinistra. Più tardi all'ottavo, il pupillo di Clemente, Willie Stargell, attraversò casa base su un doppio di Jose Pagan. Baltimora sembrò pronta per un ritorno, dopo aver messo i corridori sulla seconda e la terza base con uno fuori nella seconda metà dell'inning, ma ottennero un solo RBI su un grounder di Don Buford. Dopo aver impedito la fuga nei precedenti inning agli avversari, Blass promise di non dare agli Orioles un'altra possibilità. L'intenzione si sarebbe presentata quando l'asso dei Pirates mandò a sedere tutti e tre i battitori di fila dei Baltimora nella parte bassa del nono inning. Con il tabellone che fissava il risultato finale sul 2 a 1, i Pittsburgh Pirates detronizzavano i Campioni del Mondo mentre avevano cercato di difendere il loro quarto titolo delle World Series. Clemente fu senza dubbio votato MVP dei "Buccos", con dodici valide in 29 at-bat, e chiuse con una media battuta di .414. Il compagno di squadra Manny Sanguillen colpì .379 e l'infielder Bob Robertson realizzò due homers e cinque RBI. Purtroppo la celebrazione a Pittsburgh si sarebbe presto trasformata in lutto quando quattordici mesi dopo Clemente morì in un incidente aereo. L'icona, venerata a livello nazionale, era in missione umanitaria e stava portando rifornimenti alle vittime del terremoto in Nicaragua, quando l'aereo inspiegabilmente precipitò al largo delle coste di Puerto Rico. Gli striscioni neri e in oro brillante che di solito adornavano le finestre e i tram di Pittsburgh (in onore di tutte le loro squadre sportive) furono sostituiti da corone di fiori neri con il # 21. L'intero paese rimase sconvolto dalla perdita del loro figlio adottivo. Ci sarebbero voluti diversi anni perchè i tifosi potessero elaborare la perdita, anche se il dolore si sarebbe intorpidito grazie alla dinastia degli emergenti Steelers nella metà degli anni '70. In retrospettiva, sembrò giusto che fosse proprio il pupillo di Clemente, Willie Stargell, a riportare, pochi anni dopo, la franchigia dei Pirates al loro antico splendore.  

"Lanciami fuori, batto .400. Lanciami interno, e non troverete la palla" - Roberto Clemente

I programmi delle World Series del 1971

I Pittsburgh Pirates vincitori delle World Series del 1971

Fila in alto : Jim Nelson, Milt May, Bob Moose, Nelson Briles, Jim "Mudcat" Grant, Bob Veale, Bob Johnston, Dock Ellis, Bob Robertson, Richie Hebner, Roberto Clemente
Fila centrale: Team Physician Dr Joseph Finegold, Trainer Tony Bartirome, Bill Mazeroski, Jackie Hernandez, Dave Cash, Gene Alley, Gene Clines, Willie Stargell, Dave Giusti, Al Oliver, Luke Walker, Charlie Sands, Traveling Secretary John Fitzpatrick, Equipment Manager John Hallahan
Fila seduta: Vic Davalillo, Jose Pagan, Coach Bill Virdon, Coach Don Leppert, Coach Frank Oceak, Manager Danny Murtaugh, Coach Don Osborn, Coach Dave Ricketts, Steve Blass, Manny Sanguillen

Quattro immagini del 4° inning di Gara 2 delle World Series del 1971. La carica di Dave Johnson (# 15) degli Orioles contro il ricevitore dei Pirates Manny Sanguillen. Johnson era partito dalla terza dopo la volata sull'esterno sinistro ma la perfetta assistenza di Willie Stargell a Sanguillen permise la sua eliminazione. L'arbitro di casa base, Ed Sudol, chiama l'out

Frank Robinson segna il punto vincente nel 10° inning di Gara 6 delle World Series del 1971. Il catcher dei Pirates è Manny Sanguillen

Roberto Clemente dopo aver battuto il fuoricampo nel quarto inning di Gara 7 delle World Series

Il coach di terza dei Pirates, Frank Oceak, si congratula con Roberto Clemente (# 21) dopo il fuoricampo nel quarto inning di Gara 7

17 ottobre 1971: Jose Pagan (# 11) dei Pittsburgh Pirates colpisce il doppio contro il lanciatore dei Baltimore Orioles, Mike Cuellar, in Gara 7 delle World Series del 1971

17 ottobre 1971: Steve Blass salta tra le braccia del prima base Bob Robertson dopo l'ultimo out in Gara 7 delle World Series del 1971, vinta dai Pirates per 2 a 1

Il partente dei Pirates, Steve Blass, esulta in braccio al prima base Bob Robertson (# 7) dopo l'ultimo out e la vittoria di Gara 7 delle World Series del 1971. A destra il catcher Manny Sanguillen (# 35) e a sinistra Dave Cash (# 30) che accorrono a festeggiare

17 ottobre 1971: Roberto Clemente parla felice con i giornalisti dopo l'esaltante vittoria delle World Series

Il titolo di testa del Pittsburgh Post-Cazette per la vittoria delle World Series 1971

2 gennaio 1973: Il titolo di testa del Pittsburgh Post-Cazette per la morte di Robero Clemente

 

Una delle dinastie originali del baseball, gli Athletics ritornavano alle World Series dopo 41 anni sabbatici. Ormai la franchigia (come molte altre) si era stabilita nella soleggiata California e si vantava del lineup di giocatori emergenti "fatti in casa" che comprendeva Reggie Jackson (che venne battezzato Mr. October a causa delle sue giocate nel futuro Fall Classics) così come una dominante pitching rotation che era caratterizzata da Jim "Catfish" Hunter (21 vittorie), John "Blue Moon" Odom e un talentuoso mancino di nome Ken Holtzman (diciannove vittorie). Gli A's, dopo lo spostamento verso la costa occidentale nel 1968, avevano viaggiato con poche difficoltà attraverso la strada che li portò a raggiungere la cima dell'American League. Il cambiamento di scenario aveva fatto meraviglie per il club quando riuscirono a vincere il loro primo record dai lontani giorni di Philadelphia del 1952. L'anno successivo arrivarono secondi nell'American League West (anche grazie a Jackson con i suoi 47 home run) e alla fine vinsero 101 partite e la loro Division nel 1971. Nel 1972 si aggiudicarono la West Division davanti ai Chicago White Sox con un  record di 93-62 e visero, 3 a 2, le Championship Series dell'AL sui Detroit Tigers. I loro avversari della National League, i Reds, non erano nuovi a giocare nella postseason. Dopo aver perso la prima serie del decennio, Cincinnati si era evoluta in una potenza che sarebbe cresciuta per diventare "The Big Red Machine". I Reds avevano vinto prepotentemente la West Divion con dieci partite sui Los Angeles Dodgers, e messo fuori gioco i Pirates nelle Championship Series della NL, vincendo la 5a partita decisiva. Le cose sembravano favorire la National League prima ancora che il primo lancio fosse effettuato a causa della mancanza di Jackson, infortunatosi nella partita finale dei playoff dell'American League. Il 14 ottobre venne giocata Gara 1 delle World Series del 1972. La partita d'apertura, al Riverfront Stadium di Cincinnati davanti a 52918 spettatori, mostrò il talento nascosto di un improbabile eroe di nome Gene Tenace che aveva colpito un totale di cinque fuoricampo durante la stagione regolare. L'innocuo utility infielder sostituì il ferito Jackson e martellò due sorprendenti homers nelle sue prime due apparizioni al piatto (un record della serie) realizzando tutti i punti di Oakland. Il risultato fu uno scioccante 3 a 2 nella gara di apertura che cancellava ogni dubbio sulla grandezza degli A's. Il giorno dopo andò in scena Gara 2. L'esterno sinistro degli A's, Joe Rudi, contribuì in maniera determinante su entrambi i lati del piatto alla vittoria della sua squadra. Dopo aver colpito un fuoricampo a basi vuote nel terzo, l'outfielder ritornò di nuovo grande, nel nono inning, con una spettacolare giocata in un momento topico della partita. Dopo essere entrati nell'ultimo inning con un vantaggio di 2-0, Oakland inciampò e permise ai Reds di raggiungere la base. Denis Menke colpì una lunga palla sul recinto di sinistra, ma Rudi fece una presa straordinaria in backhand, evitando il pareggio. Dopo esser stato rilevato da Rollie Fingers (a seguito di un RBI di Hal McRae), Catfish Hunter risultò essere il winner pitcher della seconda gara vinta dagli Athletics per 2-1. Il Fall Classic si trasferì a Oakland e la terza partita che doveva essere giocata il 17 settembre fu spostata al giorno successivo a causa della pioggia, dando alle due squadre un giorno in più per prepararsi per qualcosa che sarebbe poi diventato comune: le World Series stavano per essere giocate di notte. Come il battitore designato, un'idea del proprietario degli Athletics Charlie Finley, soprannominato "Charlie O". I Baltimore Orioles ed i Pittsburgh Pirates avevano giocato la prima partita di notte nelle World Series del 1971 a Pittsburgh. Gara 3 delle World Series del 1972 fu giocata a Oakland e iniziò al crepuscolo serale per poterla trasmessa nella costa East in prima serata. Il risultato fu un punto, sette valide e 21 strikeout tra le due squadre. Il fattore campo non poteva che essere benefico per gli Athletics che conducevano per 2 gare a 0. Invece la rotation di Cincinnati si fece notare con Jack Billingham e Clay Carroll che insieme sconfissero Oakland per 1 a 0. Il punto venne realizzato da Tony Perez sul singolo di Cesar Geronimo. Ma il giorno successivo, in Gara 4, la bilancia piegò nuovamente a favore degli Athletics con un ritorno last-minute nella parte bassa del nono inning. Arrivati alla loro ultima opportunità e sotto 2 a 1, gli A's con le valide in successione di Gonzalo Marquez, Tenace, il pinch-hitter Don Mincher e Angel Mangual vinsero 3 a 2. Gara 5 fu tutta di Pete Rose, che da leadoff piazzò al primo inning un home run e poi, nel nono, con un singolo tempestivo ruppe il pareggio 4-4. Anche Menke, con un out, mise una pallina fuori del parco nella loro frenetica vittoria per 5 a 4 che mantenne i Reds fuori dall'eliminazione. Il giorno dopo si ritornò a Cincinnati per Gara 6. I Reds, cavalcando ancora il momento del loro cruciale ritorno, presero il comando e conclusero la striscia positiva di vittorie. Dopo che Joe Morgan, Bobby Tolan e Cesar Geronimo misero a segno cinque punti, nel settimo, i Reds continuarono ad appiattire gli A's per una trionfante vittoria per 8 a 1. Pochi giorni dopo, che Oakland era tornata sull'ostile terreno del Riverfront Stadium, per Gara 7 fu usato ogni strumento possibile a disposizione per eliminare "The Machine" (tra cui una rotazione che mise sul monte Odom, Hunter, Holtzman e il rilievo Fingers). Nel primo inning il solito Tenace con un singolo portò a punto Mangual. I Reds pareggiarono al quinto con Perez a punto su una volata di sacrificio di McRae. Al sesto inning gli A's tornarono in vantaggio grazie ai doppi dell'irrefrenabile Tenace e di Sal Bando. Al settimo Pete Rose accorciò su una volata di Perez ma questo non bastò. Alla fine, fu grazie alla forza dei numeri che gli A's riuscirono a catturare la vittoria per 3 a 2 e il loro primo titolo delle World Series dal 1930. Gene Tenace che nella regular season aveva battuto .225, venne meritatamente eletto MVP con una media battuta di .348 (8 singoli, 1 doppio e 4 fuoricampo).

I programmi delle Worl Series del 1972

Gli Oakland Athletics vincitori delle World Series del 1972

La presa di Joe Rudi nel nono inning di Gara 2 sulla lunga battuta di Denis Menke

La motion della presa di Joe Rudi in Gara 2 nel quadro di Dan Guerra

Il commisioner Bowie Kuhn, nel dugout degli A's, attorniato dagli arbitri indica il cielo poco prima della decisione di rinviare Gara 3 al giorno dopo

Immagini del diluvio che si riversò su l'Oakland-Alameda County Coliseum il 17 ottobre e che spostò Gara 3 di un giorno. In questa foto il dugout dei Reds

Sparky Anderson, manager dei Reds, sotto la pioggia si avvia nella clubhouse dopo la decisione di rinviare al giorno dopo Gara 3

A sinistra, il grande assente Reggie Jackson, infortunatosi durante le ALCS, parla con Pete Rose a l'Oakland-Alameda County Coliseum prima di Gara 3 delle World Series del 1972

L'eliminazione per gioco forzato di Joe Rudi (# 26) in scivolata sul sacco di seconda base nel quarto inning di Gara 3. L'interbase dei Reds, Darrel Chaney (# 12), nell'atto di girare il doppio gioco

Gene Tenace (# 38) arriva a casa base salutato dal bat-boy dopo aver battuto il fuoricampo solitario nel quinto inning di Gara 4 delle World Series del 1972 e portare in vantaggio gli A's 1 a 0. L'arbitro di casa base è Frank Umont e il giocatore seminascosto a sinistra è Dick Green

Gene Tenace (# 38) segna il punto vincente degli Oakland A's nel nono inning di Gara 4 sul singolo di Angel Mangual

Pete Rose è pronto a colpire il primo lancio di Jim "Catfish" Hunter nel primo inning di Gara 5 e spedirlo oltre la recinzione a destra. Il ricevitore è Gene Tenace e l'arbitro di casa base Bob Engel. A destra in alto, l'arbitro di prima base Bill Haller

L'arbitro Bob Engel chiama out John "Blue Moon" Odom degli A's nella giocata finale di Gara 5 delle World Series del 1972. Con gli A's sotto 5 a 4 e un out, Odom entrò come pinch-runner per Tenace, che aveva preso la base su ball. Dave Duncan colpì un singolo e Odom arrivò in terza. Bert Campaneris colpì un foul-ball dietro la prima che venne preso al volo dal seconda base Joe Morgan e la sua immediata assistenza al ricevitore Johnny Bench permise di eliminare Odom che era partito per segnare il punto. Sopra e sott due momenti della scivolata a casa di Odom

Gene Tenace era stato un catcher di riserva per gli Oakland A's a partire dal 1969, ma il manager Dick Williams decise di passarlo titolare nelle World Series del 1972. Rispose con una delle migliori performance che il Fall Classic abbia mai visto. Battè .348 con 4 homer e 9 RBI, tra cui 2 valide e 2 RBI nella partita decisiva di Gara 7. Questa foto mostra Tenace mentre batte uno dei suoi 4 fuoricampo

La sostituzione del partente Catfish Hunter (# 27) da parte del manager Dick Williams (# 23) con il closer Rollie Fingers nella parte bassa dell'ottavo inning di Gara 7. Gli A's erano in vantaggio 3 a 1, ma Hunter aveva concesso due valide con zero out e l'opportuna sostituzione con Fingers ridusse il danno ad un solo punto. La partita terminò 3 a 2 per gli A's che conquistarono le World Series del 1972

Il catcher Dave Duncan abbraccia Rollie Fingers(# 24) dopo l'ultimo out di Gara 7 e la conquista delle World Series del 1972

Dopo l'ultimo out, in Gara 7, Mike Regan (# 20) si precipita a unirsi ai compagni di squadra Sal Bando, che salta sul catcher Dave Duncan e il lanciatore di rilievo Rollie Fingers

Dick Williams, al centro, con il giubbotto, festeggia con i suoi giocatori la conquista delle World Series del 1972, dopo l'ultimo out in Gara 7 effettuato da Joe Rudi sulla volata di Pete Rose

Domenica 22 ottobre, il tabellone al Candlestick Field durante la partita tra i San Francisco 49ers e i New Orleans Saints che informa il pubblico di Oakland che gli A's hanno appena conquistato le World Series del 1972 battendo i Cincinnati Reds in Gara 7 per 3 a 2

Il pitcher Rollie Fingers, al centro, festeggia sotto una doccia di champagne la vittoria delle World Series del 1972

Al centro il proprietario degli A's, Charlie O. Finley, con la faccia bagnata di champagne parla con i giornalisti, affiancato dai giocatori Allan Lewis e Sal Bando, a destra. Lewis aveva segnato il punto vincente nel sesto inning sul doppio al di Bando per dare la vittoria agli A's in Gara 7 e il titolo delle World Series del 1972

Due foto del bagno di folla per la parata degli Oakland Athletics vincitori delle World Series del 1972. Nella foto sopra, Dick Williams, manager dei Oakland Athletic, saluta i tifosi sulle strade di Oakland

 

Nel 1973, gli "Amazin' Mets" sfidarono tutte le probabilità e salirono in cima alla National League, nonostante fossero finiti in classifica appena oltre i .500, battendo nello sprint finale i Cardinals di una partita e 1/2. Con un record di 82-79, New York era riuscita a sconfiggere la squadra, decisamente superiore, dei Cincinnati Reds in una stretta disfida per la NL Championship al meglio delle cinque partite aggiudicandosi quella decisiva per 7 a 2 e guadagnandosi il secondo biglietto per il Fall Classic dalla loro introduzione nel 1962. I difensori del titolo di campioni del mondo, gli Athletics Oakland, avevano sconfitto anche loro "The Big Red Machine" nelle Series dell'anno precedente e vantavano il top dei lineup dell'American League con Reggie Jackson, Sal Bando, Gene Tenace e Deron Johnson. Jim "Catfish" Hunter aveva appena finito un'altra stagione con venti vittorie con il sostegno di Ken Holtzman e Vida Blue. Gli A's avevano vinto la loro division con un record di 94-68, davanti ai Royals di sei partite, e avevano superato gli Orioles alla quinta e decisiva gara per 3 a 0 vincendo il pennant dell'AL. Sabato 13 ottobre, iniziarono le World Series all'Alameda County Coliseum di Oakland. Il manager dei Mets Yogi Berra continuò a testare il destino iniziando con Jon Matlack (14-16) per Gara 1. Era solo la quarta volta nella storia delle World Series che un lanciatore perdente veniva messo come partente e molti fans misero in discussione la scelta dell'ex Yankees. Anche se la prima decisione sembrò essere brillante (con Matlack che consentì solo due punti non guadagnati e tre valide in sei inning) alla fine la realtà fu che il pitcher schierato dagli A's, Ken Holtzman, vinse per 2 a 1 la partita d'apertura. Il lanciatore aggiunse anche un doppio nel terzo inning che fu ancora più importante perchè i lanciatori dell'American League non avevano battuto durante la regular season del '73 a causa dell'introduzione della nuova regola del battitore designato. Domenica si giocò Gara 2 davanti a quasi 50000 spettatori. Il match evolse da semplice partita di baseball in una maratona di resistenza mentale e fisica stabilendo un record per la più lunga gara di post-season della storia. Il game terminò dopo quattro ore e tredici minuti, dodici inning da mangiarsi le unghie, e fu testimone dell'ultima hit della carriera, lunga 22 anni, di Willie Mays in Major League, che stava terminando dove era nato, a New York. Dopo che gli A's avevano recuperato e pareggiato uno svantaggio di 6 a 4 con due out nel nono, New York riguadagnò il vantaggio di 6 a 7 nel dodicesimo grazie al bis di Mays. Ma dopo un grounder di John Milner che passò attraverso le gambe di Mike Andrews e ad un suo errore di tiro sulla rimbalzante di Jerry Grote, i Mets rimbalzarono avanti per la vittoria con il risultato finale di 10 a 7. Gli errori si dimostrarono molto pesanti, e il seconda base venne tagliato il giorno successivo da Finley. Andrews aveva firmato con gli Oakland Athletics il 31 luglio 1973 in una transazione richiesta dal suo vecchio manager Dick Williams, nonostante le obiezioni del proprietario del team Charlie Finley. Egli apparve in due partite dell'American League Championship Series, entrando come pinch hitter. Come abbiamo visto, nella seconda partita delle World Series del 1973 commise due errori che permisero la segnatura di quattro punti al dodicesimo inning, portando i Mets alla vittoria. Charlie Finley, proprietario degli Oakland A's lo costrinse a firmare una falsa dichiarazione giurata dicendo che era inabile, rendendolo così non ammissibile a giocare per il resto delle Series. I compagni di squadra, il manager Dick Williams e praticamente l'intero pubblico si mobilitarono in sua difesa. Infine, il Commissioner Bowie Kuhn costrinse Finley a ripristinare Andrews per Gara 4. Entrò nell'ottavo inning come pinch-hitter accolto da una standing ovation dal simpatico pubblico dei Mets. Purtroppo fu eliminato su una rimbalzante e Finley ordinò di tenerlo in panchina per il resto della serie (Andrews non giocò mai più un'altra partita in major league. Giocò in Giappone nel 1975 prima di ritirarsi). Come la tensione politica tra la club house degli A's e il front office si fu calmata, le Series si trasferirono nella Grande Mela. Martedì 16 ottobre allo Shea Stadium di New York davanti a 54817 fans andò in scena Gara 3. Oakland riguadagnò il comando della serie con una vittoria per 3 a 2, grazie al singolo di Bert Campaneris all'undicesimo inning. Tom Seaver fu eccezionale sul monte eliminando dodici battitori degli A's in otto inning. L'esterno destro Rusty Staub rubò i riflettori in Gara 4, andando quattro su quattro con cinque RBI di cui tre con un homer nel primo inning. Anche Matlack fece ammenda per la sua sconfitta del giorno di apertura, concedendo tre valide in otto inning. Il risultato fu 6 a 1, e la vittoria pareggiava le Series. Jerry Koosman tirò avanti la sua squadra in Gara 5 dopo aver lanciato una shutout di 6 inning e 1/3 per la vittoria di 2 a 0. Ora a una partita dal loro secondo titolo mondiale, i Mets tornavano a Oakland determinati a finire il lavoro. Seaver e Hunter furono scelti per un testa a testa in Gara 6 con "Catfish", che mantenne in vantaggio gli Athletics per 2 a 0 dopo sette inning. Reggie Jackson (che aveva perso la serie precedenti a causa di un infortunio) dimostrò il perché sarebbe diventato Mr. October segnando il punto finale degli A's nell'ottavo per la vittoria di 3 a 1. La squadra rinvigorita di Oakland uscì prepotentemente in Gara 7 con due fuoricampo, da due punti ciascuno, battuti da Campaneris e da Jackson nel terzo inning. Il cavallo da battaglia Ken Holtzman sostenne gli sforzi della squadra di casa con l'aiuto di Rollie Fingers e Darold Knowles. Alla fine, fu una vittoria per 5 a 2 e la seconda corona consecutiva per la squadra dell'American League. Fu anche una partita dei record: Nel terzo inning, Gene Tenace ricevette per l'undicesima volta la base su ball eguagliando il record stabilito nelle Series da Babe Ruth degli Yankees nel 1926. Nel settimo inning, Wayne Garrett andò strikeout per l'undicesima volta pareggiando il record delle Series insieme a Eddie Mathews dei Milwaukee Braves nel 1958. Darold Knowles ottenne la salvezza ed è diventato il solo lanciatore di sempre ad apparire in tutte le sette partite delle World Series con questa formula. Vern Hoscheit, un coach con gli A's nel 1973, avrebbe vinto una World Series come manager dei Mets nel 1986. Nonostante il trionfo back-to-back, Dick Williams rimase amareggiato per l'interferenza della sua amministrazione (nel caso di Andrews) e lasciò la direzione degli A's poco dopo la conclusione della stagione. Reggie Jackson fu nominato meritatamente MVP ottenendo una media battuta di .310, con 9 hit su 29 at-bats (di cui 1 fuoricampo, 3 doppi e 1 triplo) con 6 RBI e 3 punti segnati.

   "E c'era l’intera armonia del gioco registrato nella fresca terra dell'infield: le orme del prima base che andavano direttamente sul sacco e (Bert) Campaneris che girava di trecentosessanta gradi e terminava ancora instabile nella polvere" - Roy Blount Jr. in "Now, Where Were We?" (Ballantine Books Publishers, 26/09/1990, Page 252)

I programmi delle World Series del 1973

Gli Oakland Athletics vincitori delle World Series del 1973

Due figure storiche: Il manager degli Oakland Athletics Dick Williams (a destra) parla con il manager Yogi Berra dei New York Mets prima di Gara 1 della World Series del 1973

Bud Harrelson (# 3) dei Mets tocca il piatto davanti a Ray Fosse nel 10° inning di Gara 2 senza essere toccato dal catcher degli A's

Harrelson fu ancora una volta coinvolto in polemiche, dopo aver colpito un singolo al 10° inning contro Rollie Fingers. Harrelson andò in terza su un sacrificio di Tug McGraw e un errore di Sal Bando in terza base. Poi fece il pesta e corri su una volata corta, battuta da Felix Millan alla sinistra dell'esterno Joe Rudi. Harrelson corse al piatto di casa base dopo la presa e tutti in America si aspettavano che scivolasse. Invece arrivò in piedi sorprendendo il catcher Ray Fosse e l'arbitro Augie Donatelli che era fuori posizione ed era anche scivolato. Donatelli fece la chiamata mentre si trovava a terra, perché anche lui si aspettava una scivolata ed era certamente coperto dal catcher Ray Fosse che tentò la toccata dietro il corridore. Donatelli chiamò Harrelson out e l'inning era finito ma i Mets impazzirono. Willie Mays che era nell'on-deck, cadde in ginocchio con le braccia alzate disgustato, supplicando Donatelli, immortalato in una foto diventata famosa. Il manager Yogi Berra, di solito uno tranquillo, caricò dalla panchina gridando a Donatelli "Ti sei perso la maledetta cosa!".

Sal Bando degli Oakland Athletics parla con i giornalisti durante le World Series contro i New York Mets allo Shea Stadium

In Gara 2, Tug McGraw che era entrato nel 6° inning, concesse un singolo RBI a Reggie Jackson e a Gene Tenace nel 10° inning che permise agli A's di pareggiare, 6 a 6. Nella parte alta del 12° i Mets tornarono in vantaggio 10 a 6. Nella parte bassa del 12° inning, Berra sostituì il partente McGraw con George Stone (# 40) nella sua unica apparizione nelle World Series. Il rilievo dei Mets concesse un punto e poi spense il fuoco dei battitori di Oakland salvando la partita 10-7. I Mets pareggiarono la serie 1-1. Nella foto George Stone (# 40) saluta dopo la vittoria in Gara 2. Riconoscibili dietro di lui, il catcher Jerry Grote, il terza base Wayne Garrett (# 11) e il pitche Tom Seaver (# 41)

Rusty Staub, accolto a casa base dai compagni di squadra Felix Millan (# 16) e Wayne Garrett (# 11), dopo il fuoricampo da tre punti nel primo inning di Gara 4 delle World Series del '73. Il ricevitore degli A's è Ray Fosse (# 10) e l'arbitro di casa base è Paul Pryor

Joe Rudi a sinistra applaude Mike Andrews (# 17) che rientra nel dugout dopo aver battuto un groundout in terza base da pinch-hitter, per Horacio Pina, nell'ottavo inning di Gara 4 delle World Series del 1973. In panchina Gene Teneace, a sinistra, e Reggie Jackson. Questa fu l'ultima apparizione in Major League di Mike Andrews

Il sindaco John Lindsay, un vero credente, alza lo slogan dei Mets, ideato nella stagione 1973 dal lanciatore dei Mets Tug McGraw, durante Gara 3 delle World Series. Una piccola cosa come la sconfitta dei Mets per 3 a 2 in 11 inning non scosse Lindsay che continuò a crederci

I due rilievi ace, Tug McGraw dei New York Mets, a sinistra, mentre fa una bolla con la gomma da masticare, con grande divertimento di Rollie Fingers degli A's, prima di Gara 3 delle World Series del 1973

Il prima base John Milner (# 28) dei Mets cerca di assicurarsi di toccare il sacchetto di prima per eliminare Joe Rudi (# 26) nel primo inning di Gara 5 delle World Series del 1973

Il terza base degli A's, Sal Bando, nel vano tentativo di raccoglier il grounder battuto da Don Hahn alla sua sinistra nel secondo inning di Gara 5. Ma l'interbase Bert Campaneris riuscì a prederla e eliminare sul sacco di seconda il corridore forzato con una perfetta assistenza al seconda base Dick Green

Parte alta del settimo inning di Gara 5. Basi piene e due out per gli A's con i Mets in vantaggio 2 a 0. Tug McGraw che ha appena rilevato Jerry Koosman mette strikeout Bert Campaneris per salvare la partita

Tug McGraw, l'impareggiabile lanciatore di rilievo dei New York Mets, esulta dopo aver messo strikeout il pinch hitter degli A's Billy Conigliaro nel nono inning per l'ultimo out di Gara 5, vinta dai Mets 2 a 0

Reggie Jackson degli Oakland Athletics colpisce il suo secondo doppio nel terzo inning di Gara 6 delle World Series del 1973, facendo segnare Sal Bando dalla prima. I due doppi di Jackson, ognuno dei quali fece segnare un punto, più il suo singolo all'ottavo inning, portò gli A's alla vittoria per 3-1. Le Series erano ora parità, tre partite ciascuno. Il pitcher è Tom Seaver e l'arbitro è Harry Wendelstedt, mentre a ricevere c'è Jerry Grote

Rollie Fingers (# 34), di spalle, esce dal campo accolto dai compagni di squadra dopo aver vinto Gara 6 delle World Series del 1973. Rollie Fingers era entrato in emergenza nell'ottavo inning a sostituire Darold Knowles che aveva già concesso un punto ai Mets nell'inning e il vantaggio degli A's si era ridotto di un punto. Con la situazione di due out e corridori in prima e terza, Fingers mise strikeout Cleon Jones per chiudere l'inning. Nel nono il rilievo degli A's eliminò i tre battitori che affrontò vincendo Gara 6 per 3 a 1. Riconoscibile il manager Dick Williams, in divisa e con il berettino chiaro

La famosa scivolata di Bert Campaneris in prima nel settimo inning di Gara 7, dopo aver messo giù un bunt sulla linea della prima base, divenne la copertina di Sport Illustrated. Il prima base dei Mets che tenta la toccata è John Milner

Tre foto dei giocatori degli Oakland Athletics che festeggiano dopo aver vinto gara 7 delle World Series del 1973 contro i New York Mets, il 21 ottobre 1973 a l'Oakland-Alameda County Coliseum di Oakland, in California. Riconoscibili dai numeri il pitcher Darold Knowles (# 32), il catcher Ray Fosse (# 10) e Sal Bando (# 6)

A sinistra, lo sportivissimo manager dei Mets, Yogi Berra, si congratula con il seconda base Dick Green nella clubhouse degli A's dopo la loro vittoria nelle World Series del 1973

Il manager degli Oakland Athletics, Dick Williams, beve champagne nella clubhouse dopo la vittoria in Gara 7 e la conquista delle World Series del 1973. Per vincere il suo secondo titolo consecutivo, Williams utilizzò cinque rilievi, incluso Darold Knowles in tutte le sette partite, per completare i suoi tre partenti, nessuno dei quali realizzò un complete game

 

Gli Oakland Athletics erano emersi come una delle prime dinastie del baseball nel 1970, ma l'attrito tra il front office e la club house minacciò di strappare la difesa del titolo di Campioni del Mondo. Catfish Hunter aveva apertamente dichiarato il suo desiderio di diventare free-agent a meno che il proprietario degli A's, Charles Finley, gli avesse riconosciuto lo stipendio retroattivo relativo alle quattro stagioni consecutive con più di venti vittorie. Mike Andrews aveva inoltre annunciato che aveva presentato una denuncia di diffamazione e calunnia contro Finley per il suo ingiusto "licenziamento", dopo un costoso errore nelle Series del '73. Il commissioner Bowie Kuhn aveva ordinato al proprietario degli Oakland di reintegrare il giocatore, ma il danno era già stato fatto. Il manager Dick Williams aveva rassegnato le dimissioni per la querelle su Andrews e ora Alvin Ralph Dark, ex manager dei Cleveland Indians, era al timone della franchigia. A peggiorare le cose, i compagni di squadra Rollie Fingers e Blue Moon Odom furono coinvolti in una scazzottata pre Series che aveva distrutto qualsiasi cameratismo nel bullpen. Nonostante le connotazioni politiche, Oakland mantenne la sua presa sull'American League ed era pronta ad affrontare i Los Angeles Dodgers, vincitori del pennant della NL, nel primo all-West Coast Classic (Era la prima volta nella storia che due squadre della California si contendevano le World Series - uno scontro che non si ripeterà fino alla World Series del 1988). Gli A's avevano vinto la West Division con un record di 90-72, davanti ai Texas Rangers. Si erano aggiudicati il pennant dell'AL sconfiggendo i Baltimore Orioles per 3 gare a 1. I Los Angels Dodgers avevano avuto la meglio sui Reds nella West Division terminando primi a 4 partite da Cincinnati, con un record di 102-60. Nei playoff per il pennant della NL si erano imposti sui Pittsburgh Pirates per tre gare a una conquistando per la quinta volta il titolo della Senior League da quando avevano lasciato Brooklyn. Steve Garvey battè .312, Jimmy Wynn realizzò 108 RBI, Bill Buckner ottenne una media battuta di .314 in uno dei migliori anni della sua carriera, Davey Lopes rubò 59 basi, Andy Messersmith vinse 20 partite e Don Sutton 19. Fu tutto molto vivace ed efficiente con l'imperturbabile e grande studioso Walt Alston, nel suo ventunesimo anno come manager del club, che riuscì a tenere tutto insieme. A differenza della squadra di Oakland, nessuno nella clubhouse dei Dodgers sembrava aver bisogno di una terapia per risolvere gli eventuali problemi interpersonali. Le Series promettevano, per lo meno, di essere un memorabile conflitto di visioni del mondo. Il 12 ottobre iniziarono le World Series del 1974 al Dodgers Stadium davanti a 55974 spettatori. Reggie Jackson continuò a guadagnare la sua fama di Mr. October martellando al secondo inning il primo homer delle Series contro Andy Messersmith. Ken Holtzman segnò il secondo punto nel quinto dopo aver battuto un doppio, raggiunto la terza su lancio pazzo e, infine, toccò casa base su uno squeeze di Bert Campaneris. Dopo un devastante errore di tiro da parte di Ron Cey nell'ottavo, Oakland chiuse la gara di apertura con una vittoria per 3 a 2. Rollie Fingers, che era stato il clutch-closer nel precedente Classic, continuò entrando come rilievo di Holtzman e concesse solo quattro valide. Davanti ad un pubblico entusiasta nonostante la sconfitta del giorno prima, i Dodgers di Walter Alston reagirono in Gara 2 trionfando con il risultato di 3 a 2, grazie al fuoricampo da due punti di Joe Ferguson al sesto. I sempre resistenti A's minacciarono una rimonta nel nono segnando due punti con il singolo di Joe Rudi. Ma il rilievo dei Los Angeles Mike Marshall eliminò con un pickoff in prima Herb Washington in un momento in cui il pinch runner degli Oakland rappresentava il potenziale pareggio del suo club. Dopo il giorno canonico per il trasferimento, le Series ripresero il 15 ottobre all'Alameda County Coliseum di Oakland. Hunter tornò per Gara 3 e allungò il suo record delle Series a 4-0 con il supporto del closer Fingers. Dopo che i padroni di casa realizzarono due punti non guadagnati nel terzo, "Catfish " e "Mustache" realizzarono la quarta vittoria nelle Series. I due fuoricampo da un punto di Bill Buckner, all'ottavo, e quello di Willie Crawford, al nono, non furono sufficienti a ribaltare il risultato che si chiuse a favore degli A's per 3 a 2. Gara 4 andò in scena il giorno successivo e il pitcher Holtzman, che aveva sfidato le probabilità al piatto, mantenne la sua striscia consecutiva di valide nelle Series con un fuoricampo nel terzo inning a basi vuote contro il suo avversario (Messersmith). Ancora più impressionante fu che la regola del battitore designato era stata appena introdotta durante la stagione regolare nel '73 e l'asso degli Oakland aveva fatto pochissime apparizioni nel box di battuta (due anni più tardi la regola della sostituzione venne introdotta nella post-season). I Dodgers risposero con il triplo di Bill Russell nel quarto per i due punti che li portarono in vantaggio 2 a 1. Ma il manager rookie Alvin Dark degli A's continuò a spingere i suoi giocatori in una "follia omicida" realizzando quattro punti nel sesto inning, con il pinch-hitter Jim Holt che sfondò la situazione di equilibrio di 2-2 grazie ad un singolo e due punti. Il risultato fu una vittoria di 5 a 2 che mise gli American Leaguers ad una vittoria dal loro terzo titolo consecutivo. Il 17 ottobre si consumò Gara 5. Los Angeles mise in campo tutto quello che aveva e riuscì a resistere ad un pareggio 2-2 mentre si entrava nella parte bassa del settimo. Mike Marshall (vincitore di quindici gare, aveva appena finito la regular season con un record di 106 partite giocate) fu mandato sul monte per chiudere l'affare, ma si arrese a un devastante fuoricampo di Joe Rudi. Bill Buckner cercò di tenere la sua squadra di nuovo in corsa con uno sforzo coraggioso che purtroppo fallì (era un segno di ciò che stava per accadere). Dopo aver battuto un singolo nell'ottavo, il disperato Buckner cercò di allungare le basi su un errore di Bill North. Tuttavia, un relè di Jackson a Dick Green per Sal Bando inchiodò la corsa dell'audace corridore a pochissimo dalla terza base e tutto finì lì. Gli A's vinsero 3 a 2 con un titolo "back-to-back-to-back", che ripristinò il loro posto nell'elite del baseball. Il vincitore del Most Valuable Player Award delle World Series, Rollie Fingers, che spense i Los Angeles Dodgers per tre volte, tra cui due salvezze nelle Gare 4 e 5, disse questo della sua esperienza nella postseason: "Probabilmente il momento più emozionante che ho vissuto sul campo fu quando mandai al volo Pete Rose nel guanto di Joe Rudi nelle World Series del 1972, perché quello fu il primo". Lo straordinario rilievo Mike Marshall dei Los Angeles Dodgers fu il primo lanciatore nella storia della Major League ad apparire in tutte e cinque le partite dei cinque giochi delle World Series.

   "Tutto quello che abbiamo fatto è stato azzuffarci nella clubhouse. Abbiamo lottato di più nella clubhouse di quanto abbiamo fatto sul campo. I ragazzi sono stati sempre in lotta. Alla stampa è piaciuto. I ragazzi avrebbero combattuto nella clubhouse nel pomeriggio e poi sarebbero usciti a cena tra di loro la stessa sera. Questo è come eravamo. Fu proprio quel tipo di ballclub". - Rollie Fingers

Il programma delle World Series del 1974

Il proprietario degli Oakland A's Charlie Finley, al centro, nel 1974 con parte della squadra (in senso orario dall'alto a sinistra) Rollie Fingers, Joe Rudi, Vida Blu, Gene Tenace, Bert Campaneris, Jim Catfish Hunter, Sal Bando e Reggie Jackson

Il seconda base degli A's Dick Green elimina Joe Ferguson in seconda sull'assistenza dell'interbase Bert Campaneris nel secondo inning di Gara 1

Il catcher dei Dodgers Steve Yeager elimina per toccata Sal Bando nell'ottavo inning di Gara 1 sull'assistenza dell'esterno destro Joe Ferguson. L'arbitro di casa base è Tom Gorman

L'esterno centro degli A's Bill North (# 4) e l'esterno sinistro Joe Rudi, cercano entrambi di prendere il fuoricampo di Jim Winn nella parte bassa del nono inning di Gara 1. Credendo ancora che uno di loro avesse preso la palla, Rudi guarda da dietro le spalle il guanto vuoto di North che frustrato colpisce il muro con un calcio. Gli A's sconfissero i Dodgers 3 a 2

Il proprietario degli A's Charles Finley abbraccia Reggie Jackson dopo la vittoria in Gara 1. Reggie aveva battuto un fuoricampo nel secondo inning

Parte bassa del terzo inning di Gara 3 con le squadre sullo 0-0 e due out e corridori in terza e prima. Il catcher dei Dodgers Joe Ferguson nel tentativo di raccogliere il ground ball battuto da Reggie Jackson davanti al piatto fa cadere la palla dalle mani. L'errore di Ferguson permette a North di segnare e a Bando di arrivare in seconda. Al centro il pitcher Al Downing (# 44) e a destra il terza base Ron Cey

Il catcher dei Dodgers Joe Ferguson guarda invano la palla tirata dall'esterno sinistro Bill Buckner e sfuggitagli nella parte bassa del quarto inning di Gara 3 per il suo secondo errore della partita. Gli A's segnarono con una base su ball, un sacrifico e un singolo di Bert Campaneris. I due errori eguagliarono il record delle World Series per un catcher in una partita di 9 innings

Sal Bando salta chiamando il salvo mentre Reggie Jackson arriva in scivolata sulla giocata a casa dell'esterno destro dei Dodgers Joe Ferguson che aveva raccolto il singolo battuto da  Jim Holt ed effettuato l'assistenza a casa nel sesto inning di Gara 4. A sinistra l'arbitro di casa base Don Denkinger chiama il salvo e il catcher con la palla in mano dei Dodgers è Steve Yeager

Il proprietario Charlie Finley, affiancato da Rock Hudson e Anita Bryant, mentre festeggiano la vittoria in Gara 5

Joe Rudi mentre arriva a casa base dopo il fuoricampo nel settimo inning di Gara 5 che ruppe il pareggio di 2-2

Due foto di Bill Buckner dei Dodgers che viene eliminato in terza da Sal Bando degli A's nell'ottavo inning di Gara 5. L'arbitro di terza Bill Kunkel chiama l'out. Buckner aveva battuto un singolo ed era avanzato sull'errore dell'esterno centro Bill North. L'esterno destro Reggie Jackson in copertuta riuscì a raccogliere la palla e tirare al relay, il seconda base Dick Green, che a sua volta effettuò l'assistenza a Bando per l'eliminazione

Gene Tenace, a destra, salta in aria e abbraccia il lanciatore Rollie Fingers. Il catcher Ray Rosse, a sinistra, si unisce al giubilo sul campo dopo l'ultimo out in Gara 5

I giocatori degli A's si abbracciano dopo l'ultimo out di Gara 5. A sinistra si riconosce Sal Bando in volo sulle spalle del catcher Ray Fosse, il pitcher Rollie Fingers, il prima base Gene Tenace, il seconda base Dick Green e l'interbase Bert Campaneris, a destra

Il catcher degli A's Ray Fosse nella clubhouse abbracciato dal manager Alvin Dark dopo la vittoria in Gara 5 e la conquista delle World Series del 1974. Fosse fece ritorno dall'infortunio del 1970 per vincere due World Series, di cui una sotto Alvin Dark

Darrell Knowles nella clubhouse versa lo champagne in bocca al noto ladro di basi Herb Washington per festeggiare la vittoria delle World Series del 1974

I tifosi di Oakland si riversano sul diamante dopo la vittoria in Gara 5, e la conquista delle World Series del 1974, prendendo pezzi di tappeto erboso come souvenir

Lunga vita al re: Rollie Fingers riceve un trattamento regale lungo le strade di Oakland nella parata per la vittoria delle World Series del 1974

Il pitcher degli A's Rollie Fingers e sua moglie Jill durante la parata sulle strade di Oakland per la vittoria delle World Series del 1974

La copertina di Sport Illustrated per celebrare la vittoria degli A's nelle World Series del 1974

 

La "Big Red Machine" di Sparky Anderson ancora una volta dominò la National League, non lasciando alcun dubbio sul fatto che i loro 35 anni di siccità si stavano avvicinando alla fine. Dopo aver ucciso anzitempo la West Division con 20 partite di vantaggio sui Dodgers, classificatisi secondi, e un record di 108-54, i Reds spazzarono i Pittsburgh Pirates nelle Championship Series strappando il biglietto per il loro settimo Fall Classic. I Boston Red Sox avevano scioccato l'American League dopo aver vinto la East Division con un record di 95-65, davanti ai Baltimore Orioles di 4 partite e ½, ma soprattutto dopo aver sconfitto i campioni uscenti, che avevano regnato per tre anni, gli Oakland A's, con una sweep che non ammetteva repliche. Gara 1 venne giocata l'11 ottobre al Fenway Park. La partita fu caratterizzata da un brillante debutto di Luis Tiant, che aveva guidato la rotazione dei Sox durante la stagione regolare. L'asso destro di Boston aprì il torneo con una vittoria per 6-0. Luis Tiant e Don Gullett si fronteggiarono in un duello senza punti fino al settimo. Tiant, battè in questa partita per la prima volta in tutta la stagione (i lanciatori non battevano nell'American League a causa della regola del battitore designato), mettendo a segno un singolo. Il primo punto fu segnato da Tiant sulla valida di Carl Yastrzemski. Da allora in poi nel settimo, le porte si spalancarono. Il rilievo dei Reds Clay Carroll concesse la base a Carlton Fisk per forzare il secondo punto, e poi arrivarono gli altri sei punti con il doppio di Rico Petrocelli e il singolo di Rick Burleson mentre Cecil Cooper terminò la carneficina, con una volata di sacrificio. Il giorno successivo i Sox cercarono di ripetersi subito in Gara 2. In un'altra prestazione stellare per il pitching staff dei Sox, Bill Lee tenne i Reds a quattro valide e un punto attraverso otto inning. I Reds segnarono, pareggiando, nel quarto quando Joe Morgan andò in base su ball, arrivò in terza su una valida di Johnny Bench e segnò su una rimbalzante di Tony Pérez. I Red Sox avevano segnato il loro primo punto nell'inning iniziale con un RBI di Carlton Fisk e nel settimo avevano rotto la parità con un RBI di Petrocelli. I Reds, però, recuperarono nel nono per pareggiare le Series. Bench colpì un doppio lungo la linea di foul a destra e Dave Concepción lo spinse a casa con un singolo e poi rubò la seconda. Con due out, Ken Griffey battè un doppio e Concepción segnò il 3 a 2. Rawly Eastwick chiuse i Sox nel nono per conquistare la vittoria. Come sempre il Fall Classic si spostò in casa dei Reds. Martedì 14 ottobre, al Riverfront Stadium c'erano ad aspettare i loro beniamini 55392 tifosi per Gara 3. I Reds erano in vantaggio 5 a 1 nel terzo inning grazie ai fuoricampo di Johnny Bench, Dave Concepcion e Cesar Geronimo. Ma i Sox riuscirono a pareggiare con volata di sacrificio di Fred Lynn nel sesto, con l'homer del pinch-hitter Bernie Carbo nel settimo e il fuoricampo di Dwight Evans da due punti nel nono. Geronimo continuò la rimonta con un singolo in fondo al decimo e poi successe tutto. Ancora una volta, una polemica scoppiò al piatto come nel 1970 quando coinvolse l'arbitro Ken Burkhart, responsabile della debacle dei Reds e autore di una pessima chiamata su una eliminazione per toccata a casa base di Bernie Carbo. Questa volta, però, la sentenza girò a favore di Cincinnati, dopo che il pinch-hitter Ed Armbrister tentò il bunt di sacrificio nel decimo. La palla rimbalzò e atterrò a pochi metri da casa base e mentre il catcher di Boston Carlton Fisk volava in avanti per recuperarla, entrò in collisione con il battitore che stava iniziando la sua corsa in prima. Fisk riuscì a raggiungere la palla, ma un errore di tiro alla seconda base permise a Geronimo di andare in terza e Armbrister raggiunse la seconda. Nonostante le proteste per l'interferenza l'arbitro Larry Barnett fu irremovibile. Il gioco continuò e i Reds andarono a vincere 6-5 su un singolo profondo all'esterno centro di Joe Morgan. Tiant tornò per la sua seconda partenza in Gara 4 e pareggiò le Series con una performance stellare. Con i Reds che conducevano per 2 a 1, Luis Tiant rimase sul monte tutti i nove inning e alla fine si contarono 163 lanci, uno sforzo prolungato e così raro per i lanciatori nei decenni a seguire. Ancora più importante, fu che questa vittoria costringeva i Reds a vincere almeno una delle due gare al Fenway Park per aggiudicarsi il Fall Classic. I Reds colpirono Tiant nel primo inning con due RBI di Ken Griffey e Johnny Bench. I Sox, tuttavia, realizzarono tutti i punti di cui avevano bisogno nel quarto. Dwight Evans pareggiò con due punti grazie ad un triplo, poi Rick Burleson mise i Sox avanti con un doppio contro il partente dei Reds, Fred Norman. Tiant continuò sorprendentemente a battere, spingendo Burleson in terza e a punto su un errore di Tony Perez sulla palla battuta da Juan Beniquez, mentre Tiant arrivava in seconda. Carl Yastrzemski spinse Tiant con un singolo a segnare quello che si sarebbe rivelato il punto vincente. I Reds furono in grado di ridurre lo svantaggio con due punti nella loro metà del quarto grazie ad un doppio di Dave Concepción e un triplo di César Geronimo, ma da questo punto Tiant divenne il padrone incontrastato dell'incontro. I Reds ebbero la possibilità di vincere la partita nella parte bassa del nono quando, con due in base e un out, Ken Griffey colpì una palla profonda nel centro-sinistra ma Fred Lynn effettuò una spettacolare presa, salvando due punti. Joe Morgan fu eliminato su un pop fly sul 163° lancio di Tiant. Cincinnati riguadagnò il vantaggio in Gara 5 dopo che Tony Pérez (che era senza valide fino a quel momento in quindici at-bat) inchiodò Reggie Cleveland con un homer a basi vuote per il pareggio nel quarto inning. Il vantaggio arrivò nel quinto con il doppio di Pete Rose, incrementato dal secondo fuoricampo di Pérez da tre punti nel sesto inning e dalla volata di sacrificio di Concepción, portando a 6 lo score dei Reds. Sul monte, i due pitcher dei Reds, Don Gullett e Rawly Eastwick, finirono il lavoro concedendo un solo punto al nono ai Red Sox e vincendo 6 a 2. Quando le Series si spostarono di nuovo a Boston, ci si imbattè nella fitta pioggia del New England che rinviò il concorso per ulteriori strazianti 72 ore. Nonostante la battuta d'arresto per Gara 6, valse la pena aspettare perchè è ricordata come una delle più grandi partite di sempre. Boston andò in vantaggio 3-0 nel primo inning, quando Lynn colpì un fuoricampo sul lato destro del Fenway Park portando a punto Carl Yastrzemski e Fisk. Il colpo non fu una sorpresa per i fans dei Red Sox, perchè il rookie aveva centrato 21 fuoricampo durante la stagione regolare mentre batteva .331 con 105 RBI. Tiant tenne i Reds senza punti per quattro innings, ma Griffey con un triplo portò a casa due punti e l'RBI di Bench pareggiò il conto al quinto. Il doppio di George Foster nel settimo fece segnare Griffey e Morgan e il fuoricampo di Geronimo, all'ottavo, come lead-off portò in vantaggio i Reds per 6 a 3. "The Big Red Machine" aveva ingranato la marcia ed era a sei out dal titolo delle World Series. Pedro Borbon, il quinto lanciatore di Cincinnati, iniziò il suo terzo inning ma concesse subito un singolo a Lynn e una base su ball a Rico Petrocelli, nella parte bassa dell'ottavo. Anticipando il disastro, Anderson mandò Eastwick sul monte quando Dwight Evans si presentò al piatto per il potenziale pareggio. Il rilievo dei Reds mise strikeout Evans e Rick Burleson colpì un line out sull'esterno sinistro per il secondo out. Ma Bernie Carbo, entrato come pinch-hitter per il pitcher Roger Moret, divenne il secondo uomo nella storia delle World Series a colpire due pinch-homers. Dopo che Dick Drago eliminò il 1°, 2° e 3° del lineup dei Cincinnati nella parte alta del nono, Boston andò a lavorare per allungare le Series. Denny Doyle ricevette in apertura la base su ball. Poi Yastrzemski colpì un singolo portando Doyle in terza. Il pitcher McEnaney entrò a sostituire Eastwick. Dopo aver dato intenzionalmente la base a Fisk per caricare le basi, Lynn battè una corta volata sull'esterno sinistro e Doyle venne eliminato al piatto mentre cercava di segnare. Infine Rico Petrocelli colpì una rimbalzante sul terza base e venne eliminato per la via 5-3 e si andò agli extra inning. Con uno fuori nell'11°, Griffey era in base con Joe Morgan al piatto. L'All-Star infielder inchiodò un line drive a destra del campo, ma Evans fece una spettacolare presa, con una sola mano vicino al "Pesky's Pole", ed eliminò il corridore in base dei Reds fuori dalla prima. Come i Sox tornarono a battere, Pat Darcy (l'ottavo pitcher utilizzato da Anderson) non concesse nulla per la seconda volta consecutiva. Rick Wise (vincitore di diciannove partite) entrò nel dodicesimo e il bullpens rimase vuoto. Il miglior lanciatore di Boston si trovò in una situazione particolarmente critica con due corridori in base e un out, ma riuscì a eliminare Concepcion su una presa al volo e Geronimo con uno strikeout. Entrambe le squadre avevano iniziato a mostrare segni di fatica quando Fisk e Darcy si affrontarono nella parte bassa dell'inning per un altro dei momenti più fotografici del baseball. Dopo aver battuto un razzo verso la sinistra del campo, Fisk iniziò a correre verso la prima, ma tentennò quando la palla sembrò andare in foul. Il catcher di Boston balzava su e giù agitando le braccia come per aiutare la palla a restare in campo. E la palla rimase in territorio buono colpendo la parte interna del palo di foul per lo Walk-off home run che dava la vittoria a Boston con il punteggio finale di 7 a 6. Dopo un'emozionante Gara 6, l'inizio di Gara 7 sembrò delinearsi a favore di Boston. Il partente dei Reds, Don Gullett, iniziò ad avere problemi di controllo nel terzo inning. Dopo aver concesso un singolo RBI a Carl Yastrzemski, Gullett diede la base a Carlton Fisk per caricare le basi. Ma dopo aver messo strikeout Lynn concesse due basi su ball a Rico Petrocelli e Dwight Evans per il 3 a 0. Tuttavia, questo finì per essere il punteggio finale dei Sox. Bill Lee tenne a secco i Reds per cinque inning, ma, nel sesto con un uomo in base, cercò di lanciare un palla lenta a palombella (la sua famosa "Space ball" o "Leephus pitch", una Eephus pitch) a Tony Pérez che l'aspettò e colpì un fuoricampo (il terzo in tre partite delle Series) che fece saltare il vantaggio dei Sox. Ora, il punteggio era 3-2. I Reds pareggiarono nel settimo quando Ken Griffey ricevette la base su ball, rubò la seconda e segnò, con due out, sul singolo di Pete Rose. Nel nono, Griffey ricevette la base su ball, andò in seconda sul bunt di sacrificio di César Geronimo e arrivò in terza su un groundout. Il pitcher dei Sox, Jim Burton diede la base intenzionale a Rose per forzare le basi, ma poi concesse un singolo a Joe Morgan che fece segnare Griffey. Con i Reds in vantaggio 4 a 3, ai Boston non rimaneva che l'ultimo attacco per cercare la rimonta. Sparky Anderson mandò sul monte McEnaney nel nono che chiuse con tre eliminazioni l'ultimo turno dei Sox, abbassando definitivamente il sipario su una delle più incredibili World Series della storia, con o senza un piccolo aiuto da "The Babe". Il Most Valuable Player Award fu dato meritatamente a Pete Rose, anima e cuore della "Big Red Machine", che realizzò una media battuta di .370 con 10 valide (di cui un doppio e un triplo) e due RBI in 27 at-bats.

Il programma delle World Series del 1975

I manager dei Cincinnati Reds Sparky Anderson, a sinistra, e dei Boston Red Sox Darrell Johnson si salutano al Fenway Park di Boston prima dell'inizio di Gara 1

Dwight Evans dei Red Sox è eliminato a casa base dal catcher Johnny Bench sull'assistenza dell'interbase Dave Concepcion nel primo inning di Gara 1. L'arbitro di casa base, in alto a sinistra, è Art Frantz

Il lanciatore dei Sox Luis Tiant (# 23) protesta con l'arbitro di prima base Nick Colosi sulla sua chiamata di balk nel quarto inning di Gara 1. A destra il manager Darrell Johnson e il suggeritore di prima dei Reds George Scherger (# 3)

Johnny Bench, a destra, parla della chiamata di balk effettuato dal pitcher di Boston Luis Tiant con l'arbitro di casa base Art Frantz, mentre il catcher Carlton Fisk lo guarda nel quarto inning di Gara 1

Dwight Evans, dei Red Sox, viene eliminato in terza sul suo tentativo di rubata nel secondo inning di Gara 2 dal terza base Pete Rose (# 14)

Dave Conception (# 13) segna il punto vincente nel nono inning di Gara 2 grazie al doppio di Ken Griffey. I Reds vinsero 3-2. Il catcher è Carlton Fisk

Il coach dei Boston Red Sox Don Simmer, a sinistra, conversa con il catcher e All-Star dei Cincinnati Reds Johnny Bench nel dugout dei Red Sox dopo che i Reds avevano terminato il riscaldamento prima di Gara 3

Carlton Fisk colpisce il suo home run solitario nel secondo inning di Gara 3. Il catcher dei Reds è Johnny Bench e l'arbitro di casa base Larry Barnett

Fre Lynn non ci crede di essere stato eliminato in prima nel quarto inning di Gara 3. Lynn aveva battuto un singolo che spinse Carlton Fisk in terza ma nella foga superò il sacchetto di prima per cercare di avanzare. L'esterno sinistro Ken Griffey raccolse rapidamente la palla passandola all'interbase Dave Concepcion che assistette il prima base Tony Perez per coglierlo fuori base. Di spalle il coach di prima Johnny Pesky (# 30)

Tre foto per rendere giustizia della controversa interferenza nel 10° inning che aiutò i Reds a vincere Gara 3. Durante il tentativo di bunt di sacrificio, Ed Armbrister interferisce con il catcher dei Sox Carlton Fisk. Fiske esitò prima di tirare in seconda che poi terminò all'esterno centro. Cesar Geronimo in prima al momento dell'interferenza andò in terza e alla fine segnò il punto vincente su un singolo di Joe Morgan

Due foto del contatto

La protesta di Carlton Fisk con l'arbitro di casa base Larry Barnett per l'interferenza di Ed Armbrister nel decimo inning di Gara 3

Il manager dei Boston Red Sox Darrell Johnson (# 22) affronta l'arbitro di casa base Larry Barnett sostenendo che il catcher Carlton Fisk (# 27) è stato interferito dal battitore dei Cincinnati Ed Armbrister dopo il suo bunt di sacrificio, costringendo Fisk a tirare male in seconda nel decimo inning di Gara 3. Il terza base Rico Petrocelli, a destra, osserva la discussione. Cincinnati vinse 6-5 in dieci inning

Ken Griffey (# 30) è eliminato in terza sul suo tentativo di allungare il suo doppio nel primo inning di Gara 4. Il difensore di terza dei Red Sox è Rico Petrocelli (# 6)

George Foster (# 15) arriva salvo in prima battendo il tiro impreciso del seconda base Denny Doyle, che stava giocando profondo, alle spalle del prima base ​​Carl Yastrzemski mentre la palla rotola contro il dugout, nel nono inning di Gara 4. I giocatori dei Cincinnati nel dugout sono, da sinistra, Joe Morgan, Tony Perez, Johnny Bench e Cesar Geronimo

Il ricevitore di Boston Carlton Fisk elimina per toccata Pete Rose sull'assistenza dell'esterno sinistro Juan Beniquez nel primo inning di Gara 5

Joe Morgan scivola in terza per battere l'assistenza dell'esterno destro di Boston Dwight Evans che rimane alta e fuori della portata del terza base Rico Petrocelli (# 6) nel sesto inning di Gara 5. Morgan era avanzato dalla prima sulla valida di Johnny Bench che a sua volta arrivò in seconda sull'errore di tiro

Il tentativo dell'esterno centro di Boston Fred Lynn mentre sbatte contro il muro cercando di prendere il triplo di Ken Griffey nel quinto inning di Gara 6. Lynn rimase momentaneamente stordito ma continuò a giocare

Il pinch hitter Bernie Carbo colpisce l'home run da tre punti oltre la recinzione del centro campo nell'ottavo inning di Gara 6 e pareggiare la partita. Il pitcher è Pedro Borbon e il catcher Johnny Bench. L'arbitro di casa base è Satch Davidson

La giocata che salvò i Reds nel nono inning di Gara 6. Johnny Bench elimina per toccata Denny Doyle a casa base sull'assistenza dell'esterno sinistro George Foster per completare il doppio gioco. Il punteggio in quel momento rimase sul 6-6

Le sequenze del drammatico walk-off home run di Carlton Fisk nel dodicesimo inning di Gara 6. Il pitcher è Pat Darcy, il catcher Johnny Bench e l'arbitro di casa base Satch Davidson

La gioia dei compagni di squadra che accolgono Carlton Fisk (# 27) a casa base dopo il fuoricampo vincente nel dodicesimo inning di Gara 6

Il manager dei Reds Sparky Anderson si dirige verso lo spogliatoio dopo che i Cincinnati hanno perso Gara 6 e i Red Sox portano le World Series a Gara 7

Un fan dà una pacca a all'esterno centro di Boston Fred Lynn durante Gara 7. L'incoraggiamento non aiutò - Cincinnati vinse la partita e le Series

Fred Lynn protesta con l'arbitro di casa base Art Frantz per la sua chiamata di strikeout nel terzo inning di Gara 7 con le basi piene. Il catcher dei Reds è Johnny Bench. Lynn era out, ma il pitcher dei Reds Don Gullett diede la base su ball ai successivi due battitori concedendo due punti

Il fuoricampo di Tony Perez contro il partente dei Red Sox Bill Lee (di schiena) nel sesto inning di Gara 7. Il ricevitore è Carlton Fisk mentre l'arbitro di casa base è Art Frantz

Johnny Bench (# 5) stringe la mano a Tony Perez (# 24) dopo il suo homer da due punti nel sesto inning di Gara 7 che ridusse lo svantaggio portando i Reds a un punto da Boston, 2-3. Il catcher dei Red Sox è Carlton Fisk e l'arbitro di casa base è Art Frantz

Il fatale lancio di Jim Burton dei Red Sox a Joe Morgan nel nono inning di Gara 7. Morgan lo colpirà per depositarlo davanti all'esterno centro e consentire a Ken Griffey di segnare il punto vincente. Sulla sinistra si vede il terza base Rico Petrocelli

Joe Morgan mentre sta per battere il singolo nel nono inning di Gara 7 che farà segnare il punto vincente a Ken Griffey. Il catcher è Carlton Fisk e l'arbitro di casa base è Art Frantz

Pete Rose in una spettacolare scivolata in terza nel nono inning di gara 7 sulla valida di Joe Morgan. Il terza base dei Red Sox è Rico Petrocelli e l'arbitro è Dick Stello

Johnny Bench abbraccia il rilievo Will McEnaney mentre Pete Rose accorre a festeggiare dopo l'ultimo out in Gara 7

L'ultimo out è appena stato effettuato dall'esterno centro Cesar Geronimo che ha preso la volata battuta dalla stella dei Red Sox Carl Yastrzemski. Fenway Park tace. La Big Red Machine vince Gara 7 delle World Series del 1975. Tony Perez tiene tra le braccia Will McEnaney e Pete Rose. Joe Morgan si precipita per unirsi a loro e altri giocatori accorrono a festeggiare

Il manager dei Cincinnati Reds Sparky Anderson e il catcher Johnny Bench celebrano la vittoria delle World Series 1975 nella clubhouse affollata al Fenway Park di Boston il 23 ottobre 1975

La festa dei Reds nella clubhouse dopo Gara 7. Pat Darcy e Rawley Eastwick, entrambi prodotti del farm team dei Reds a Indianapolis, celebrano con una doccia di champagne. Tredici dei 25-man roster dei campioni del mondo arrivavavano dalla farm nella capitale dell'Indiana, tra cui Dave Concepcion, Ken Griffey, George Foster e Dan Driessen e i lanciatori Will McEnaney, Gary Nolan e Pedro Borbon

Più di 10000 fans riempirono Fountain Square fino alla mattina per celebrare la vittoria delle World Series dei Reds sui Boston Red Sox la sera prima. Era la prima vittoria delle World Series dei Cincinnati dal 1940

Il manager dei Reds Sparky Anderson tiene il trofeo delle World Series del 1975 dopo che gli è stato consegnato dal Commissioner Bowie Kuhn durante le celebrazioni a Fountain Square

Addetti dei Cincinnati Reds issano la bandiera di campioni delle World Series del 1975 sopra il Riverfront Stadium domenica 18/4/76, prima della partita con i San Francisco. Il banner fu issato per la prima volta da quando i Reds avevano battuto Boston nel mese di ottobre del 1975

 

La stagione 1976 vide il ritorno al Fall Classic delle dinastie del baseball di maggior successo. Dopo una pausa di dodici anni, i New York Yankees si erano nuovamente ricostruiti vincendo il pennant dell'American league. Dopo che la squadra era stata acquistata da un astuto uomo d'affari di nome George Steinbrenner (nel 1972) riempirono diverse lacune con qualche scaltra trade (il general manager Gabe Paul scambiò Mickey Rivers e Ed Figueroa con gli Angels per Bobby Bonds e Willie Randolph; Dock Ellis dai Pirates per Doc Medich; Alexander Doyle, Ken Holtzman e Grant Jackson agli Orioles per Rudy May, Tippy Martinez, Scott McGregor e Rick Dempsey) e finirono al terzo posto nella stagione '75. In questa stagione, l'ex "Bronx Bomber" Billy Martin era al timone e il suo equipaggio era composto da diversi giocatori straordinari tra cui Thurman Munson, Chris Chambliss, Graig Nettles, Sparky Lyle e il free agent Jim "Catfish" Hunter (che aveva messo in atto le sue minacce di lasciare Oakland). Dopo aver trascorso gli ultimi due anni giocando nella casa dei New York Mets allo Shea Stadium, i New York Yankees tornavano finalmente nel ricostruito Yankee Stadium. Gli Yankees avevano vinto la East Division con un record di 97-62 davanti agli Orioles di 10 partite e ½. Avevano sconfitto con tre partite a due i Kansas City Royals aggiudicandosi le Championship Series dell'AL. Sembrava giusto che i perenni campioni affrontassero i campioni in carica dei Cincinnati Reds, che tornavano alle World Series per la seconda volta consecutiva. Il manager Sparky Anderson non aveva un vascello, ma aveva la "Big Red Machine" e aveva funzionato bene sui cilindri con Tony Perez in prima base, Joe Morgan in seconda, Pete Rose in terza, Dave Concepcion all'interbase e George Foster, Cesar Geronimo, Ken Griffey agli esterni. Poteva vantare anche una delle migliori pitching rotation di tutte le Major League. Gary Nolan aveva portato il suo personale a quindici vittorie, Pat Zachry ne aveva vinte quattordici, e Fred Norman e Jack Billingham ne vinsero dodici a testa. Il loro bullpen era altrettanto buono con Manny Sarmiento e Rawly Eastwick, entrambi con una ERA sotto i 2.10 e un record combinato di 16-6. I Reds erano anche rimasti uno dei club più consistenti della League vincendo 108 partite nel '75, 98 nel '74 e 99 nel '73. Nel 1976 avevano ottenuto un record di 102-60 vincendo la West Division davanti ai Dodgers di 10 partite. Avevano spazzato via i Phillies con tre secche vittorie aggiudicandosi il pennant della NL. Queste furono le prime World Series ad utilizzare il battitore designato. Dan Driessen fu il principale DH per i Reds, mentre gli Yankees ruotarono Lou Piniella, Carlos May, Elliott Maddox. Sabato 16 ottobre, Cincinnati ospitò la gara di apertura delle Series al Riverfront Stadium e agli oltre 54000 fans di casa mostrò loro quale era la squadra a comandare. Joe Morgan portò subito in vantaggio i Reds con un solo homer contro il partente Doyle Alexander (Alexander aveva sostituito Catfish Hunter perchè era dolorante al braccio e aveva bisogno di un altro giorno di riposo). Gli Yankees pareggiarono al secondo su una volata di sacrificio di Graig Nettles che portò a punto Lou Piniella. Pete Rose riportò i Reds avanti con una volata di sacrificio e Dave Concepcion segnò il due a uno. Tony Pérez con un RBI nel sesto inning e Johnny Bench, dopo aver battuto un triplo e fatto segnare Tony Perez, segnò a sua volta su un lancio pazzo di Sparky Lyle nel settimo. Sul 5 a 1 si chiuse Gara 1 e l'unica cattiva notizia per i Reds fu l'infortunio del lanciatore partente Don Gullett, che si era stirato il muscolo del polpaccio nell'ottavo inning e sarebbe stato indisponibile per il resto delle Series. Fu questa l'ultima apparizione di Gullett con l'uniforme dei Reds. Il giorno successivo si giocò Gara 2 e sembrò molto simile alla prima partita. I Reds segnarono tre punti nel secondo contro il riposato Catfish Hunter, con un singolo RBI di George Foster e di Dave Concepción e una volata di sacrificio di Pete Rose. Gli Yankees accorciarono con un RBI di Graig Nettles nel quarto. Nel settimo, gli ospiti pareggiarono con un doppio di Fred Stanley e un groundout di Thurman Munson. Nel frattempo, Hunter lanciò un complete game congelando l'attacco dei Reds fino al nono. Con due out, Ken Griffey raggiunse la seconda base su un errore di tiro di Stanley in prima. A Joe Morgan fu data la base intenzionale e Tony Perez chiuse la partita con un singolo che portò a punto Griffey. I Reds vinsero 4 a 3 e si preparavano alla trasferta a New York. La partita della domenica sera fu la prima partita del weekend delle World Series che iniziava dopo il tramonto. Il commissioner Bowie Kuhn rispose alle critiche sulla programmazione, spiegando che era stato fatto per accogliere le richieste della televisione NBC, nonostante il freddo clima notturno. Le Series si erano trasferite allo Yankee Stadium e martedì 19 si giocò Gara 3. Gli Yankees erano arrivati sì alle World Series ma la lontananza dalla post season li aveva un po' arrugginiti e mostrato i loro limiti. Come le Series ritornarono allo Yankee Stadium (in parte sconosciuto anche ai padroni di casa a causa del processo di modernizzazione durato due anni che aveva mandato gli Yankees allo Shea dal '74 al '76) i Reds continuarono a dominare la squadra di casa. Forse "The Babe" fu dispiaciuto dei nuovi arredi del suo stadio mentre la "Big Red Machine" diventò  per un giorno i "Bronx Bombers". I Reds colpirono al secondo inning il partente Dock Ellis con tre punti. Un doppio RBI di George Foster, un RBI su un gioco forzato di César Geronimo e un singolo RBI di Dave Concepción. Dan Driessen allungò con un homer da solista nel quarto. Nell'ottavo Joe Morgan con un doppio fece segnare Rose e poi Foster con un singolo lo spinse a casa. L'interbase degli Yankees, Jim Mason, entrato in difensa nel quinto inning, colpì un homer nel settimo inning, diventando così il primo giocatore a battere un home run nel suo primo e unico at-bat nelle World Series (il secondo fu Geoff Blum). Inoltre, nel settimo, il mancino rilievo degli Yankees Grant Jackson effettuò un gioiello difensivo catturando una fortissima palla a terra di Johnny Bench dietro la schiena eliminandolo in prima e rubandogli una valida. Gara 3 terminò con il punteggio di 6 a 2 e questa fu la prima partita delle World Series allo Yankee Stadium aperta dal "The Star-Spangled Banner" cantato dalla famosa star dell'opera Robert Merrill. Ora, sul punto di essere eliminata, New York, era determinata ad allungare le Series, ma la squadra ospite aveva un'idea diversa. Gli Yankees misero sul tabellone il primo punto (che sarebbe stato il loro solo vantaggio in questa serie) al primo inning con il singolo di Thurman Munson e il doppio di Chris Chambliss. Munson realizzò quattro valide nella partita. Nel quarto, Joe Morgan mise a segno un singolo, rubò seconda e tornò a casa su un singolo di George Foster. Johnny Bench lo seguì con il suo primo fuoricampo per dare ai Reds il 3-1. Bench avrebbe poi aumentato la sua performance con un fuoricampo da tre nel nono, seguito dai doppi consecutivi di César Gerónimo e Dave Concepción. Gli Yankees vennero sconfitti per 7 a 2 e subirono la loro prima sweep nel loro primo ritorno alla post season. I fans degli Yankees erano devastati (dopo tutto, perdere nel Bronx era inaccettabile) ma Steinbrenner non aveva ancora finito e avrebbe dato loro alla fine una nuova dinastia. I Cincinnati Reds avevano battuto i New York Yankees 22 a 8 e divenne la prima franchigia della National League a vincere back-to-back le World Series dopo i New York Giants nel '21 e '22. Sette dei loro battitori avevano battuto sopra .300, con Bench a .533 e Foster a .429. Sorprendentemente, Anderson non fece una singola modifica durante l'intera serie tra i suoi nove abituali titolari, abbandonando l'uso del pinch-hitter o del pinch-runner e non facendo mai un cambio nel suo ordine di battuta o nella disposizione in campo. Sul monte, la sua rotazione vantava un'ERA combinata di 2.00 e nei due anni la franchigia aveva realizzato 210 vittorie nella regular season, con un record di 6-0 nelle Championship Series e due trionfi consecutivi  nelle World Series. I tifosi allo Yankees Stadium avevano assistito alla performance di una dinastia, purtroppo per loro però non indossavano la divisa a strisce. Le prestazioni di Bench gli garantirono l'MVP delle Series, mentre il catcher degli Yankees, Munson, realizzò nove valide e una media di .529.

Il programma delle World Series del 1976

I Cincinnati Reds vincitori delle World Series del 1976

Joe Morgan saluta i tifosi dopo il fuoricampo nel primo inning di Gara 1 contro il partente degli Yankees Doyle Alexander. L'arbitro di casa base sulla sinistra è Lee Weyer

Cesar Geronimo scivola a casa base dopo aver fatto il pesta e corri sulla volata di sacrificio di Ken Griffey nel secondo inning di Gara 2. Il catcher degli Yankees è Thurman Munson e l'arbitro di casa base Lou DiMuro. Joe Morgan (# 8) di spalle aiuta il suo compagno

Tre foto della corsa a casa base e la scivolata di Thurman Munson che segna il primo punto degli Yankees, con due out, nel primo inning di Gara 4 sul doppio di Chris Chambliss. Il ricevitore è Johnny Bench che aspetta l'assistenza dell'esterno sinistro. L'arbitro di casa base è Bill Deegan

Il manager dei New York Yankees Billy Martin contesta la chiamata dell'arbitro di prima base Bruce Froemming durante Gara 4. Martin fu poi espulso dalla partita per aver lanciato delle palle dal dugout degli Yankees

Johnny Bench, a sinistra, tocca il piatto dopo il suo fuoricampo da tre punti nel nono inning di Gara 4. I suoi compagni Tony Perez (# 24), Cesar Geronimo e Dan Driessen (# 22) lo aspettano al piatto per congratularsi. Di spalle a destra il catcher degli Yankees Thurman Munson (# 15)

Il lanciatore di rilievo dei Cincinnati Reds, Will McEnaney, festeggia la vittoria dopo che il compagno di squadra George Foster ha preso al volo la palla che chiude il nono inning di Gara 4

Johnny Bench dopo aver colpito uno dei due fuoricampo di Gara 4

Johnny Bench attorniato dalla scorta della polizia mentre esce dallo Yankee Stadium dopo Gara 4 delle World Series 1976. Bench colpì due homers nella partita finale realizzando cinque punti per completare la sweep dei Reds. Venne votato MVP delle Series

"Great Eight"

I membri della "Big Red Machine" (da sinistra a destra): il catcher Johnny Bench, esterno destro Ken Griffey Sr., terza base Pete Rose, seconda base Joe Morgan, prima base Tony Perez, esterno sinistro George Foster, esterno centro Cesar Geronimo e l'interbase Dave Concepcion

 

Dopo un'imbarazzante eliminazione per mano della nuova dinastia del baseball dei Cincinnati Reds, i New York Yankees, campioni dell'American League, ritornarono al Fall Classic decisi a fare ammenda per il finale deludente dell'anno precedente. La reputazione di George Steinbrenner, come astuto uomo d'affari, fu evidente sin dall'inizio accaparrandosi lo slugger Reggie Jackson per 3 milioni di $ (da Baltimora) e il lanciatore Don Gullett (da Cincinnati) per 2 milioni. Altri due giocatori chiave furono presi dagli Yankees attraverso delle trade. L'interbase Bucky Dent venne preso dai Chicago White Sox per l'outfielder Oscar Gamble, il lanciatore LaMarr Hoyt e 200000 $. E dopo solo un anno con gli Oakland Athletics, il lanciatore Mike Torrez fu scambiato per il pitcher Dock Ellis, l'utility Marty Perez e Larry Murray. Dopo una scialba prima parte della stagione, gli Yankees misero il turbo e andarono fortissimi, vincendo 38 delle ultime 51 partite lasciando i Boston Red Sox e i Baltimora Orioles a 2 partite e ½ e realizzando un record di 100-62. In mezzo alle stelle del lineup c'era un'emergente superstar, il mancino Ron Guidry. All'inizio della stagione Guidry fu spostato dal bullpen nella rotazione dei partenti, finendo con sedici vittorie contro appena sette sconfitte con una ERA di 2.82. Durante la stagione regolare, l'ego ferito e lo stress crescente presero il loro pedaggio sull'organizzazione degli Yankees con Billy Martin e Reggie Jackson che ebbero un durissimo scontro verbale il 18 giugno 1977 al Fenway Park di Boston per quello che il manager chiamò "lack of hustle" (mancanza di fretta). Gli Yankees si giocavano il primo posto e nel sesto inning, con i Red Sox avanti di tre, un pop fly cadde di fronte a Reggie Jackson e divenne un doppio. La velocità di Jackson nel raggiungere la palla non fu impressionante - soprattutto per un uomo che aveva corso le 100 yard in meno di dieci secondi alla high school - e il suo tiro di ritorno all'interno fu altrettanto mediocre. Il manager degli Yankees, Billy Martin, decise nel bel mezzo di un inning di tirare fuori Jackson dal gioco. Ordinò a Paul Blair di andarlo a sostituire. Quando Reggie vide Blair arrivare e puntare dritto su di lui, non potè credere ai suoi occhi. "Vieni al posto mio?", disse Jackson. "Sì", rispose Blair. "Perché?". "Devi chiederlo a Billy". La lotta che seguì in panchina venne ripresa dalle telecamere della NBC a diffusione nazionale per il "Game of the Week" del sabato pomeriggio e il giorno dopo era su tutti i giornali. Entrambi riuscirono a risolvere le loro differenze, ma il danno alla loro reputazione era già stato fatto. Gli Yankees arrivarono alle World Series dopo aver battuto i Kansas City Royals in un emozionante quinto ed ultimo gioco delle ALCS, vincendo con tre punti nella parte alta della nona ripresa con una serie di singoli ed un costoso errore di George Brett. Ad affrontare gli Yankees nel Fall Classic del 1977 c'erano i Los Angeles Dodgers, guidati dal manager rookie Tommy Lasorda, che avevano detronizzato i campioni in carica dei Reds nella National League West, infliggendo 10 partite di distacco e un record di 98-64. Successivamente vinsero il pennant della NL rullando i Philadelphia Phillies nelle Championship Series con un bottino di tre vittorie a una. Come gli Yankees, i Los Angeles erano dotati di un potente lineup che comprendeva Steve Garvey (33 fuoricampo), Reggie Smith (32), Ron Cey (30) e Dusty Baker (30). Stabilirono il record per essere il primo ballclub che poteva vantare quattro giocatori con trenta o più fuoricampo nella stessa stagione. Il profondo pitching staff che fu leader della NL in ERA con 3.22, era guidato da Tommy John, con venti vittorie e il closer Charlie Hough con 22 salvezze. L'11 ottobre iniziarono le World Series allo Yankee Stadium davanti a 56668 tifosi. I Dodgers risposero col sangue contro Don Gullett nel primo inning quando Davey Lopes ottenne una base su ball e segnò sul triplo di Bill Russell. Ron Cey realizzò il 2-0 su una volata di sacrificio. Gli Yankees reagirono e con due out arrivarono i singoli di Thurman Munson, Reggie Jackson e Chris Chambliss, mentre Munson segnava il punto. Il puntegio di 2 a 1 per i Dodgers rimase fino al sesto, quando cercarono di allungare il loro esile vantaggio. Steve Garvey mise in campo un bunt a sorpresa e, con uno fuori, tentò di segnare dalla prima su un singolo di Glenn Burke. L'esterno centro Mickey Rivers eliminò al piatto Garvey, anche se i replay dimostrarono chiaramente che scivolò in tutta sicurezza sulla toccata di Munson. Gli Yankees pareggiarono nella loro metà del sesto, grazie al fuoricampo di Willie Randolph contro Don Sutton. La squadra di casa prese il comando nell'ottavo quando Munson con un doppio portò a casa Randolph. Più avanti nell'inning, gli Yankees caricarono le basi con un out, ma il rilievo dei Dodgers, Elias Sosa, mise strike out Lou Piniella, e Bucky Dent fu eliminato su un forceout ponendo fine alla minaccia. I Dodgers pareggiarono 3-3 nel nono. Dusty Baker mise a segno un singolo e fu quasi preso fuori in prima quando il pinch hitter Manny Mota fallì un tentativo di bunt e fu eliminato al volo. Steve Yeager prese la base su ball e il pinch hitter Lee Lacy portò a casa Baker con un singolo. Negli inning supplementari, gli Yankees piazzarono in prima i loro leadoff sia nel decimo che nell'undicesimo inning, ma non segnarono a causa della cattiva esecuzione dei bunt di sacrificio. Infine, nel dodicesimo, Randolph colpì un doppio e a Munson fu data la base intenzionale. Il manager Billy Martin in un primo momento volle che Paul Blair, il battitore successivo, cercasse ancora una volta il bunt, ma dopo due tentativi falliti, Blair colpì il singolo che portò a casa Randolph vincendo la gara di apertura per 4 a 3. Los Angeles prese la sua vendetta il giorno seguente. Con gli assi Ron Guidry e Mike Torrez che avevano entrambi lanciato in Gara 5 delle ALCS, Billy Martin fu costretto ad usare in Gara 2 Catfish Hunter, sofferente alla spalla. I Dodgers colpirono tre homers nei primi tre inning contro Hunter. Ron Cey mise a segno un home run da due nel primo, Steve Yeager uno da solista nel secondo e Reggie Smith un fuoricampo da due nel terzo. Steve Garvey ne colpì un altro ancora da un punto nel nono. Burt Hooton concesse cinque hit in un complete game. Hooton aveva fatto ammenda per il suo tracollo in Gara 3 delle NLCS. Le Series si spostarono al Dodger Stadium di Los Angeles e Gara 3 venne giocata il 14 ottobre. Con le Series in parità e le prossime tre partite in casa, i Dodgers avevano la possibilità di giocare il fattore campo davanti agli oltre 55000 tifosi. Però, gli Yankees misero il freno a quei sentimenti colpendo tre punti nel primo inning contro Tommy John. Sapendo che John era un lanciatore di controllo e che amava tenere la palla verso il basso, la strategia del battitori yankee fu quella di battere in campo opposto. E nel primo inning questo pagò. Il leadoff Mickey Rivers colpì un doppio a destra e segnò su un doppio a destra di Thurman Munson. Reggie Jackson battè un singolo a sinistra portando a punto Munson e andò in seconda quando l'esterno sinistro dei Dodgers, Dusty Baker, annaspò la palla a mani nude. Lou Piniella col suo RBI in campo opposto spinse Jackson al piatto per il 3 a 0. Baker avrebbe espiato il suo errore nel primo inning, colpendo un fuoricampo da tre nel terzo inning contro il partente Mike Torrez. Gli Yankees tornarono in vantaggio e allungarono con un singolo e un groundout RBI di Rivers nel quarto inning, e tre valide (di cui due doppi) e un singolo RBI di Chris Chambliss nel quinto. Torrez non concesse più nulla dopo l'home run di Baker, chiudendo fuori i Dodgers per il resto del cammino. Torrez chiuse un complete game con nove strikeouts, vincendo per 5 a 3. Con Don Sutton che necessitava di un altro giorno di riposo, il manager dei Dodgers Tommy Lasorda iniziò Gara 4 con il mancino Doug Rau per combattere la potenza dei mancini degli Yankees. Rau era arrugginito, avendo lanciato solo come rilievo in una partita delle NLCS del 1977, e lo dimostrò. Dopo un primo inning relativamente facile, Reggie Jackson salutò Rau da leadoff con un doppio nel secondo. Lou Piniella spinse a casa Jackson per il primo punto e Chris Chambliss colpì un doppio. Lasorda sostituì Rau con Rick Rhoden, provocando un'accesa discussione tra i due sul monte. Gli Yankees segnarono altri due punti nell'inning su un groundout RBI di Graig Nettles e un RBI singolo di Bucky Dent. I Dodgers reagirono segnandone due nel terzo. Rhoden, un pitcher in grado di battere, colpì un line drive a terra sulla sinistra e Davey Lopes mise a segno un fuoricampo da due punti contro il partente degli Yankees, Ron Guidry. I Dodgers non ottennero niente altro contro Guidry, che chiuse la partita concedendo quattro hit. Per poco i padroni di casa non pareggiarono la partita nel quarto quando Ron Cey colpì un drive a sinistra profondo che Lou Piniella saltando riuscì a prendere, rubandogli un home run. Jackson avrebbe chiuso il punteggio con un fuoricampo in campo opposto da solista contro Rhoden nel sesto. La partita terminò 4 a 2 e gli Yankees ora conducevano le Series e bastava aggiudicarsi una sola gara per ritornare a sollevare il trofeo del Fall Classic. Avendo bisogno di una vittoria per allontanare l'imbarazzo di perdere le World Series in casa, i Dodgers esplosero le loro frustrazioni in Gara 5 contro Don Gullett. Nel primo inning, il leadoff Davey Lopes colpì un triplo e arrivò sul singolo di Bill Russell. Nel quarto, i Dodgers allungarono con un singolo RBI di Dusty Baker e un fuoricampo da tre di Steve Yeager. Baker aggiunse un altro singolo RBI nel quinto, Lee Lacy colpì un singolo per il secondo punto e Yeager con una volata di sacrifico portò il bottino dei padroni di casa a 8 run. Reggie Smith completò il totale con un fuoricampo da due nel sesto. La reazione degli Yankees fu tardiva e solo nel settimo e ottavo inning misero a segno quattro punti, i due dell'ottavo arrivarono con i fuoricampo back-to-back di Thurman Munson e Reggie Jackson. Il fuoricampo da solista di Jackson nell'ottavo venne battuto sul primo lancio di Sutton, e pose le basi per un memorabile finale. Il partente dei Dodgers Don Sutton concesse solo questi quattro punti e chiuse la partita con il risultato finale di 10 a 4. Si tornò a New York e il 18 ottobre andò in scena Gara 6. Lo Yankee Stadium era pieno all'inverosimile, nella speranza di vedere la squadra di casa chiudere la serie. I Dodgers non erano disposti ad andare al tappeto senza combattere. Steve Garvey, con due out,
portò in vantaggio i Dodgers colpendo un triplo contro Mike Torrez nel primo inning. Gli Yankees pareggiarono al secondo con un fuoricampo di Chris Chambliss da due dopo che Reggie Jackson aveva ricevuto la base su ball. Nel terzo, Reggie Smith riportò i Dodgers in vantaggio, 3-2, con il suo homer da solista, il terzo della serie. Jackson colpì un fuoricampo da due nel quarto sul primo lancio del partente Burt Hooton, per portare gli Yankees in testa. Lou Piniella, con una volata di sacrificio diede il 5 a 3. Ancora una volta, nel quinto con un uomo in base, Jackson colpì il primo lancio del rilievo Elias Sosa depositando la palla oltre la recinzione per portare il punteggio a 7-3. Infine, all'ottavo, Jackson andò nel box di battuta, tra i cori dei tifosi "REG-GIE, REG-GIE, REG-GIE!", e colpì la prima knuckleball di Charlie Hough che viaggiò per 475 piedi sugli spalti dello Yankee Stadium. Il punteggio era ora di 8-3. "Mr. October" diventò il secondo giocatore nella storia a colpire tre home run in una sola partita delle Series (Babe Ruth lo fece nel 1926 e 1928). Inoltre Jackson, con cinque fuoricampo nella stessa serie, di cui quattro in due partite consecutive con differenti lanciatori, realizzò un record senza precedenti. I Dodgers cercarono il tutto per tutto nel nono ma riuscirono a segnare solamente un punto contro il fortissimo Torrez che da eroe sconosciuto vinse la sua seconda partita delle Series. Gli Yankees vincevano il loro ventunesimo titolo delle World Series, dopo una siccità per i "Bronx Bombers" che durava dal 1962. Le prestazioni di Jackson, nominato a buon diritto MVP, contro i Dodgers coincisero con l'incredibile media battuta di .450, cinque fuoricampo e otto RBI. Il suo attacco, assieme alla rotation (meno Torrez che chiuse 2-0 e 2.50 di ERA), fu la chiave della vittoria degli Yankees. Don Gullett e Hunter finirono con 0-1 e concessero assieme quattordici punti guadagnati in diciassette inning.

Il programma delle World Series del 1977

I New York Yankees vincitori delle World Series del 1977

18 giugno 1977: Foto memorabile dello scontro tra Billy Martin e Reggie Jackson al Fenway Park di Boston

Steve Garvey viene eliminato a casa base nel sesto inning di Gara 1 dalla toccata del catcher Thurman Munson (# 15) sull'assistenza dell'esterno centro Mickey Rivers. Con due out, Garvey era scattato dalla prima base sul singolo di Glenn Burke

Il partente dei Dodgers Burt Hooton nel secondo inning di Gara 2. Hooton ebbe la meglio contro il suo avversario Catfish Hunter che dopo aver subito tre fuoricampo venne sostituito nel terzo inning. Hooton lanciò un complete game realizzando otto strikeout

Nel nono inning di Gara 2 la partita viene interrotta per consentire alla polizia di bloccare un fan entrato in campo. L'esterno centro degli Yankees Mickey Rivers (# 17) guarda la scena

Il lanciatore dei New York Yankees Mike Torrez stringe il pugno sul monte dopo la vittoria per 5 a 3 in Gara 3

Il partente degli Yankees Mike Torrez, a destra, viene festeggiato dai compagni di squadra dopo l'ultimo out di Gara 3 vinta per 5 a 3. Riconoscibile con gli occhiali Yogi Berra. L'esordiente Torrez realizzò nella sua prima apparizione alle World Series un complete game con 9 strikeout

L'esterno sinistro degli Yankees Lou Piniella effettua una spettacolare presa nel quarto inning di Gara 4, togliendo a Ron Cey il fuoricampo che avrebbe pareggiato la partita

Il terza base degli Yankees Graig Nettles si tuffa nel tantativo di prendere la battuta di Ron Cey alla sua sinistra all'inizio del settimo inning di Gara 4. Nettles riuscirà solo a toccare la palla

Il manager dei Dodgers, Tommy Lasorda si congratula con Reggie Jackson dopo la sconfitta in Gara 4. Reggie aveva contribuito alla vittoria con un doppio nel secondo inning e un fuoricampo nel sesto inning

Davey Lopes (# 15) scivola salvo in terza base dopo aver battuto un triplo nel primo inning di Gara 5. Il terza base degli Yankees Graig Nettles (# 9) sta per ricevere l'assistenza dell'esterno sinistro Lou Piniella

L'esterno sinistro dei Dodgers Dusty Baker mentre tira agli interni dopo aver raccolto nell'angolo sinistro il doppio battuto da Graig Nettles che fa segnare a Reggie Jackson il primo punto degli Yankees nel settimo inning di Gara 5. Due fans cercano di raccogliere la palla battuta, e mentre uno pende sulla recinzione, l'altro si da alla fuga

Il primo fuoricampo di Reggie Jackson contro Burt Hooton nel quarto inning di Gara 6. Il ricevitore è Steve Yeager e l'arbitro di casa base è John McSherry

Il secondo fuoricampo di Reggie Jackson contro Elias Sosa (# 27) nel quinto inning di Gara 6. Il ricevitore è Steve Yeager e l'arbitro di casa base è John McSherry

Il terzo fuoricampo di Reggie Jackson contro Charlie Hough (# 49) nell'ottavo inning di Gara 6. Il ricevitore è Steve Yeager e l'arbitro di casa base è John McSherry

Tre sequenze di Mike Torrez che salta tra le braccia del catcher Thurman Munson (# 15) dopo l'ultimo out in Gara 6 e la conquista delle World Series

Da un'altra agolazione, il pitcher Mike Torrez (# 24) salta dalla gioia con il ricevitore Thurman Munson, a sinistra, e il terza base Graig Nettles (# 9) dopo l'ultimo out di Gara 6

Il pitcher Mike Torrez, al centro, circondato dai compagni di squadra dopo l'ultimo out in Gara 6. Da sinistra Bucky Dent, Torrez, Thurman Munson, Willie Randolph e Graig Nettles

Due momenti della fuga di Reggie Jackson (# 44) verso gli spogliatoi dopo l'ultimo out di Gara 6

Il commentatore Bob Uecker intervista l'MVP Reggie Jackson dopo la vittoria degli Yankees in Gara 6

L'abbraccio nella clubhouse tra il proprietario degli Yankees, George Steinbrenner, e il suo lanciatore vincente Mike Torrez dopo la conquista delle World Series del 1977

L'abbraccio nella cluhouse tra George Steinbrenner e il manager Billy Martin dopo la conquista delle World Series del 1977

George Steinbrenner e il capitano degli Yankees Thurman Munson celebrano con una doccia di champagne la vittoria delle World Series

La prima pagina del Daily News del 19 ottobre 1977 dedicata agli Yankees vincitori delle World Series

 

Mentre le World Series celebravano il 75° anniversario, due squadre che avevano condiviso molti capitoli della storia si incontravano per una classica rivincita dell'East vs. West. I campioni in carica dei New York Yankees avevano lottato per molti anni per riconquistare la loro ventunesima corona mentre i Los Angeles Dodgers erano ancora addolorati per la sconfitta dell'anno precedente. Entrambe le squadre vantavano un forte pitching staff, degli sluggers fuoriclasse e diversi All-Stars nei loro lineup. I New York Yankees erano stati a metà luglio a quattordici partite dietro i Boston Red Sox soffrendo per gli infortuni dei pitcher Catfish Hunter e Jim Beattie. Una manifestazione pubblica di antipatia tra il manager Billy Martin e lo slugger Reggie Jackson portò alla sostituzione del manager il 17 luglio con il più docile e accomodante Bob Lemon. Con il tempo che stringeva, gli Yankees, quattro partite dietro ai Red Sox nell'American League East, stavano per giocare un'importante serie di quattro partite a Boston. Il 7 settembre, gli Yankees iniziarono il "Boston Massacre" (Massacro di Boston), infliggendo una sonora sconfitta per 15-3 nella prima partita con il seconda base Willie Randolph che colpì 5 RBI. L'assalto continuò con gli Yankees che vinsero la seconda, 13-2, la terza, 7-0 (Ron Guidry vinceva la sua 21a partita realizzando il record di 21-2) e la quarta, con diciotto hit, per 7-4, completando la sweep. Gli Yankees e i Red Sox erano ora alla pari per il primo posto con venti partite ancora da giocare per entrambe le squadre. Nel complesso, New York, vinse 48 delle ultime 68 partite per finire la regular season a parimerito con Boston. Gli Yankees continuarono a vincere una sola partita di playoff (5-4), il 2 ottobre, resa famosa dal luminoso fuoricampo (il quinto dell'anno) da tre punti colpito da Bucky Dent nel momento topico del settimo inning quando i Sox stavano vincendo 2 a 0. Ron Guidry vinse la sua 25a partita (contro solo tre sconfitte); Goose Gossage lanciò gli ultimi 2 inning e 2/3 per far salire la sue salvezze a 27, eliminando nell'out finale l'Hall of Famer Carl Yastrzemski con un uomo in base. Nella National League, i Los Angeles Dodgers furono bloccati in una stretta gara a tre con i rivali dei San Francisco Giants e dei Cincinnati Reds cadendo indietro di 6 partite e 1/2. Prendendo lezione dalle lotte intestine degli Yankees, questo gruppo di solito affiatato prese fuoco, nel mese di agosto, dopo una lite nella clubhouse tra i compagni di squadra Steve Garvey e Don Sutton, ma in ultima analisi finirono la regular season 2 partite e 1/2 davanti ai Cincinnati Reds. A differenza dei Dodgers del 1977, con quattro battitori con 30 e più fuoricampo, il leader di questa squadra negli homerun era Reggie Smith con 29. Nessun lanciatore aveva vinto venti o più partite ma cinque pitcher ne vinsero almeno dieci. Il rookie Bob Welch fu la chiave di volta dopo essere stato promosso dalle minor; vinse nove partite pur essendo utilizzato sia come starter che come rilievo. Durante le World Series i Dodgers indossarono delle fasce nere in ricordo del coach Jim Gilliam, morto per un'emorragia cerebrale due giorni prima dell'inizio della serie. Il suo numero diciannove venne ritirato dai Dodgers due giorni dopo la sua morte. Nelle rispettive Championship Series ci fu la ripetizione dei playoff dell'anno precedente con i New York Yankees che nuovamente liquidarono i Kansas City Royals, questa volta tre partite ad una, e lo stesso fecero i Los Angeles Dodgers con lo stesso margine contro i Philadelphia Phillies. Molti esperti avevano previsto una serrata serie di sette partite che sarebbero state decise nei minuti finali, ma le cose non apparirono così in Gara 1. La partita d'apertura fu giocata l'8 ottobre al Dodger Stadium di Los Angeles davanti a 55997 tifosi. Con l'ace degli Yankees Ron Guidry indisponibile almeno fino a Gara 3, i Dodgers tritarono il vincitore di venti partite Ed Figueroa. Figueroa lasciò dopo due inning, concedendo due fuoricampo a Dusty Baker e Davey Lopes. Lopes ne aggiunse un altro da tre punti nel quarto contro Ken Klay per portare i Dodgers sul 6-0. Un altro punto dei Dodgers arrivò al quinto; Ron Cey segnò su un lancio pazzo di Klay. Gli Yankees provarono a recuperare nel settimo con il fuoricampo di Reggie Jackson e il singolo da due punti di Bucky Dent, ma i padroni di casa allungarono ancora con tre punti, di cui due arrivarono su un doppio di Bill North. Tommy John ottenne la sua prima vittoria delle Series in carriera dopo aver lanciato una shutout per sei inning nella partita d'apertura che si chiuse con il punteggio di 11-5 a favore dei padroni di casa. L'unica prestazione incoraggiante degli  Yankees fu la giocata familiare di "Mr. October" Reggie Jackson che raccolse un home run e due singoli. Cambiò poco il giorno successivo e i tifosi del Dodger Stadium poterono assaporare la seconda vittoria di fila dei beniamini di casa. Ron Cey realizzò tutti i punti dei Dodgers con un RBI singolo nel quarto e un fuoricampo da tre nel sesto contro il partente degli Yankees, Catfish Hunter. Reggie Jackson cercò di tenere il passo battendo tutti e tre i punti degli Yankees, con un doppio da due run e un groundout RBI, ma questa partita sarebbe stata ricordata per una memorabile apparizione alla battuta di Jackson. Il rookie Bob Welch entrò nel nono per salvare la partita per il partente Burt Hooton. Il rilievo Terry Forster, che era succeduto a Hooton, concesse un singolo a Bucky Dent e subito dopo Roy White, con un groundout, lo spostò in seconda. Paul Blair ricevette la base su ball e qui entrò Welch. Con un out, affrontò Thurman Munson che andò al volo sull'esterno destro. Nel box si presentò Jackson. Welch arrivò con il conteggio sul 3-2. Jackson battè in foul diversi lanci prima che Welch finalmente lo mettesse strikeout con una fastball, mandando in delirio la folla del Dodger Stadium. Nelle interviste post-partita, Jackson inizialmente accusò per il suo strikeout Bucky Dent che corse dalla seconda con il punteggio di 3-2 e lo distrasse facendogli perdere la concentrazione su Welch. Nelle successive interviste, però, Jackson diede il dovuto merito a Welch. Ora con due partite a zero, i Dodgers pensavano a come spazzare le Series che si spostavano allo Yankee Stadium. Il 13 ottobre si disputò Gara 3 che prometteva di essere un duello di lanciatori perché, entrambe le squadre, fecero uscire le loro "big guns". Don Sutton (vincitore di 15 partite) fu il partente dei Dodgers contro Ron Guidry (25-3, 1.74 ERA, nove shutouts) degli Yankees. Entrambi gli assi lottarono nonostante le loro spettacolari statistiche. Guidry concesse sette basi su ball e otto valide, mentre Sutton  si arrese dopo cinque punti e nove valide in 6 inning e 1/3. Roy White aprì le segnature per gli Yankees con un homer al primo inning, ma Graig Nettles fu la stella con le sue giocate superlative in difesa. Con due out e un uomo in terza, Nettles fermò i Dodgers eliminando Reggie Smith, dopo aver effettuato una presa in tuffo del suo proiettile lungo la linea di terza base. Nel quinto, con corridori in prima e seconda e due out, intercettò un altro line drive di Smith sul sacchetto  tenendo il battitore di potenza con un singolo. Sul gioco successivo, con le basi occupate, prese un difficile grounder di Steve Garvey ed eliminò Smith in seconda. Infine nel sesto, effettuò un'altra brillante presa, con due out e basi cariche, fermando un line e tirando in seconda per il terzo out forzato. Alla fine, Los Angeles non potè battere la difesa degli Yankees che si aggiudicarono la vittoria per 5-1. Gara 4 fu caratterizzata da un'altra chiamata discutibile che stava diventando la norma nel baseball moderno. Tommy John entrò nel ​​sesto per proteggere un vantaggio 3-0 (grazie al fuoricampo al quinto inning di Smith), ma una serie di eventi cambiarono la storia del gioco e inevitabilmente la serie. Dopo che White colpì un singolo e Thurman Munson ottenne la base su ball, Jackson mise a segno un singolo sul destro per il primo punto. Lou Piniella entrò nel box e mise a terra una rimbalzante che rotolò verso Bill Russell. Come l'interbase dei Dodgers andò a giocare la palla gli scivolò via dal guanto e cadde a terra. Munson, che aveva esitato arrivò in terza, ma Russell riuscì a prenderla al secondo tentativo e cercò di completare il double-play in prima. Intuendo questo, Jackson si fermò a metà strada lungo la corsia e spostò la sua anca in direzione del tiro di Russell verso il prima base Steve Garvey entrando in contatto con la palla. Munson segnò il secondo punto degli Yankees ma i Dodgers sostennero (inutilmente) che Jackson aveva interferito intenzionalmente. New York pareggiò all'ottavo, dopo che Blair fece il giro delle basi su un singolo, in seconda su bunt di sacrificio e a punto sul doppio di Munson. Dopo che Goose Gossage (27 salvezze, ERA 2.01) aveva eliminato tre battitori dei Los Angeles nella parte alta del decimo, gli Yankees colpirono il punto vincente nella seconda metà dell'inning con il singolo di Piniella che fece segnare White per il 4-3. Il pasticciato gioco Russell/Jackson cambiò la partita e la serie intera, e i Dodgers invece di salire 3-1 nella serie, subirono il pareggio. Gli Yankees fecero un passo avanti verso la conquista del titolo delle World Series grazie all'inaspettata vittoria del giovane Jim Beattie con il suo complete game in Gara 5. Beattie concesse nove valide ai Dodger ma fu sostenuto da una performance di diciotto valide yankee, stabilendo il record delle World Series. All'inizio, i Dodgers avevano cercato di rubare sulle basi per approfittare del dolore alla spalla di Thurman Munson dietro il piatto. Davey Lopes iniziò la partita con un singolo, rubò la seconda e segnò su un singolo di Reggie Smith. La squadra ospite allungò il vantaggio portandosi sul 2-0 nel terzo, quando Lopes segnò di nuovo su un doppio di Bill Russell. Ma, tutto cambiò quando Beattie si ristabilì. Gli Yankees ricambiarono con quattro punti nel terzo, due grazie al singolo di Munson e gli altri due dai singoli di Roy White e Lou Piniella. Ne aggiunsero altri tre nel quarto, quattro nel settimo e uno nell'ottavo per completare il botto. Munson fu la stella dei battitori Yankees con cinque RBI, mentre White ne realizzò tre. I Dodgers erano comprensibilmente sconvolti da questa partita, dopo aver perso la controversa Gara 4 il giorno prima. Il 17 ottobre le Series si spostarono nuovamente a Los Angeles per Gara 6 che si rivelò essere il Bucky Dent-Brian Doyle show. Davey Lopes diede al pubblico di casa del Dodger Stadium un raggio di speranza con un fuoricampo da leadoff contro Catfish Hunter. Dent e Doyle misero gli Yankees avanti nel secondo; Doyle con un doppio per i primi due punti e Dent con un singolo RBI. Lopes colpì un singolo RBI nel terzo per accorciare lo svantaggio a 3-2 e il risultato rimase invariato fino alla fine del quinto inning. Sutton lanciò bene fino al sesto inning. Dent e Doyle spinsero il punteggio sul 5-2 nel sesto con singoli RBI e Reggie Jackson mise l'ultimo chiodo sulla bara dei Dodgers con una tremenda esplosione da due punti nel settimo inning contro la sua nemesi, Bob Welch. Dent fu nominato MVP delle World Series, avendo battuto .417 con 10 valide, 7 RBI e 3 punti segnati. Anche Doyle avrebbe potuto reclamare l'MVP avendo realizzato una media di .438, 7 ​​valide, 2 RBI e 4 punti. Mentre Lopes aveva ottenuto una serie mostruosa con tre homers e sette RBI e Bill Russell aveva centrato undici valide, i battitori di potenza dei Dodgers mancarono di produzione e la difesa scadente fu la loro rovina. Steve Garvey (5 su 24, nessun RBI) non fu un fattore, e non lo furono nè Dusty Baker (5 su 21, 1 RBI) nè Ron Cey (nessun RBI dopo Gara 2) e la difesa dei  Dodgers commise sette errori. Thurman Munson prese l'out finale su un pop in foul di Ron Cey. Purtroppo, questa sarebbe stata l'ultima partita di post-season della carriera di Munson che morì tragicamente durante la stagione 1979. Questa fu l'ultima volta che gli Yankees avrebbero vinto una World Series fino al 1996, la più lunga siccità per la franchigia. I Dodgers avrebbero vinto le World Series nel 1981, contro gli Yankees, e nel 1988, contro gli Oakland Athletics.

Il programma delle World Series del 1978

I New York Yankees vincitori delle World Series del 1978

Maury Wills (a sinistra) mentre parla con il manager dei Dodgers Tom Lasorda nella settimana di ottobre precedente l'inizio delle World Series 1978. L'ex interbase quarantaseienne dei Dodgers fu il commentatore delle World Series per la NBC

Reggie Smith (# 8) eliminato per toccata, nel suo tentativo di rubata nell'ottavo inning di Gara 1, dal seconda base degli Yankees, Bryan Doyle (# 25), sull'assistenza del catcher Thurman Munson. Smith aveva appena battuto il singolo RBI che portò il vantaggio dei Dodgers a 11-5

Lo strikeout di Reggie Jackson nel nono inning di Gara 2

Il catcher dei Los Angeles Dodgers Steve Yeager (# 7) si congratula con il pitcher rookie Bob Welch (# 35), entrato nel nono inning per eliminare gli ultimi due battitori e portare alla vittoria i Dodgers in Gara 2 con il punteggio di 4-3. I Dodgers conducono le Series 2-0

Graig Nettles e il figlio Mike seduti nel deserto dugout degli Yankees dopo la sconfitta in Gara 2

Il pitcher rookie dei Bob Welch intervistato negli spogliatoi con il braccio nel ghiaccio dopo i due out fondamentali nel nono inning di Gara 2. Con due corridori e un out fece battere Thurman Munson al volo e mise strikeout Reggie Jackson portando i Dodgers alla vittoria per 4-3

Una delle giocate acrobatice di Graig Nettles in Gara 3, che aiutò gli Yankees a ribaltare il deficit di 2-0

Il terza base degli Yankees Graig Nettles si produce in un'altra presa in tuffo salvando il pitcher Ron Guidry nel sesto inning di Gara 3. Nettles aveva preso un grounder lungo la linea battuto da Davey Lopes per poi assistere in seconda ed eliminare Manny Mota con le basi piene

L'arbitro di prima Frank Pulli, al centro, non chiama l'interferenza di Reggie Jackson, che nel correre verso la seconda, devia con il fianco il tiro di Bill Russell in prima per completare il doppio gioco che di fatto avebbe chiuso il sesto inning di Gara 4 senza che entrasse il punto. Alla destra il prima base dei Dodgers Steve Garvey guarda basito Pulli, mentre sulla prima si vedono Reggie Jackson e Lou Piniella

Tom Lasorda protesta con quattro arbitri nel sesto inning di Gara 4. LaSorda ribadisce che Reggie Jackson che si trovava nella corsia tra prima e seconda, ha interferito con il tiro dell'interbase Bill Russell che cercava di girare il doppio. Thurman Munson in quella giocata segnò il punto del 3 a 2 che divenne il risultato finale

Lou Piniella viene abbracciato dai compagni dopo aver battuto il groundout che porta a casa il punto vincente nel sesto inning di Gara 4. Grazie all'errore di tiro dell'interbase Bill Russell in prima (ma per la verità ci fu l'interferenza di Reggie Jackson), Thurman Munson potè segnare e Piniella arrivò salvo in prima. Riconoscibili Bryan Doyle (# 25), Cris Chambliss che abbraccia Piniella e Thurman Munson (a destra)

Brian Doyle mentre colpisce il doppio nel secondo inning di Gara 6 per il momentaneo pareggio 1-1. Il pitcher è Don Sutton (# 20), il ricevitore Joe Ferguson e l'arbitro di casa base è Joe Brinkman

Pausa dal drammatico effetto; Reggie Jackson (# 44) chiede tempo nel settimo inning di Gara 6 con il pitcher Bob Welch sul monte. Il lancio successivo verrà colpito da Jackson oltre la recinzione a destra per il fuoricampo da due punti che allungherà il vantaggio degli Yankees, 7 a 2. Il catcher dei Dodgers è Joe Ferguson

Il pitcher partente Jim 'Catfish' Hunter, a sinistra, viene abbracciato da Reggie Jackson durante l'8 inning di Gara 6. Catfish scende da vincente dopo aver lanciato 7.1 inning sul risultato di 7 a 2 per gli Yankees

Gli Yankees festeggiano la vittoria in Gara 6. Graig Nettles, a sinistra, Jim Spencer, a destra, e Bucky Dent, il secondo da sinistra, si congratulano con il pitcher di rilievo Goose Gossage, al centro

La gioia degli Yankees dopo l'ultimo out in Gara 6 e la vittoria delle World Series 1978

Cliff Johnson sopra il suo armadietto con Paul Blair che beve champagne nella clubhouse degli Yankees dopo la vittoria di Gara 6 e la conquista del titolo World Series del 1978

Reggie Jackson e il MVP Bucky Dent festeggiano la vittoria delle World Series 1978

I tifosi di New York alla sfilata degli Yankees vincitori delle World Series 1978 per le vie di Broadway

La parata in Liberty Street degli Yankees tra due ali di folla per la vittoria delle World Series 1978

Gli Yankees (tre cui Elston Howard, Brian Doyle, Ron Guidry, e George Steinbrenner) sul palco al City Hall Park con i tifosi della città a festeggiare il titolo delle World Series 1978

La copertina di Sport Illustrated per la vittoria degli Yankees nelle World Series del 1978. In copertina Brian Doyle che nella sua carriera di quattro anni giocò solo 110 partite, battendo un home run e realizzando una media battuta di .161, ma eccelse nel corso della sua unica World Series. Doyle battè .438 con sette valide, due RBI e quattro punti per la vittoria in sei partite degli Yankees

 

Mentre si chiudeva il decennio degli anni '70, "Pops" e la sua "Family" tornavano al Fall Classic riportando divertimento al baseball. Willie Stargell ("Pops") aveva lavorato a lungo e duramente per tutto il decennio cercando di ripristinare un senso di piacere e orgoglio che mancava nella clubhouse di Pittsburgh dopo la prematura scomparsa di Roberto Clemente nel 1972. Amante del divertimento, il capitano della squadra/prima base aveva costruito un rapporto stretto con i suoi compagni di squadra e la nuova filosofia dei "Buccos" (Buccos è un altro soprannome utilizzato per la squadra dei Pittsburgh Pirates, spesso riferendosi ai bucanieri. Presero questo nickname quando l’annunciatore Bob Prince li ha chiamò Bucs. Da qui il soprannome Bucs o Buccos) fu notevole sia in campo che fuori. Stargell aveva attinto alcune indicazioni dai coach del football college (che erano conosciuti come grandi motivatori) ed aveva istituito il suo programma "Gold Star", che premiava i giocatori con una prestigiosa stella sul cappello dopo una prestazione particolarmente buona. Al momento, i Pirates indossavano dei cap in stile cubano con tre righe d'oro attorno ed i giocatori gareggiavano tra loro in difesa e alla battuta per vedere chi poteva riempire più righe. Era un semplice incentivo quasi infantile, ma sembrò funzionare quando Pittsburgh conquistò la National League East Championship nel giorno finale della stagione. D'altra parte, questi Pittsburgh Pirates faticarono all'inizio della stagione vincendo la National League East di appena due giochi davanti ai Montreal Expos. Solo dopo aver preso gli interni Tim Foli (dai New York Mets) e Bill Madlock (dai San Francisco Giants), i Pirates iniziarono a vincere costantemente. Il grande Roberto Clemente nel 1971  aveva ispirato la squadra verso il titolo e l'ingrediente chiave di questa squadra fu il suo successore e leader spirituale, il trentottenne Willie "Pops" Stargell. La sua condotta nella clubhouse, un semplice buon cuore e modi amichevoli, aveva contribuito a mantenere i Pirates rilassati durante una stretta corsa al titolo divisionale (record 98-64) spazzando via a sorpresa i potenti Cincinnati Reds nelle League Championship Series. Il lineup dei Bucs era leader della NL nelle basi rubate, Omar Moreno con 77; negli RBI di squadra, Dave Parker con 98, e il due volte campione di battuta Bill Madlock (1975, 1976). Madlock avrebbe vinto altri due titoli di battuta nel 1981 e 1983. Il pitching staff era un gruppo disordinato guidato da "Candy-Man", John Candelaria, con quattordici vittorie (nove sconfitte) e altri cinque lanciatori che vinsero dieci o più partite. L'alto e magro Kent Tekulve effettuò 31 salvezze, buon secondo nella league, e vinse dieci partite. "Pops" Stargell avrebbe colpito tre fuoricampo in questa serie diventando il giocatore più anziano a vincere sia l'MVP della stagione regolare che l'MVP delle World Series. Ad affrontare i Pirates nelle World Series c'erano i vincitori del pennant dell'AL i Baltimore Orioles. Le stesse due squadre si erano affrontate agli inizi del decennio, nel 1971. Gli Orioles di Earl Weaver avevano vinto le prime due gare della serie, per poi perdere con i Pirates di Danny Murtaugh alla settima. Questa volta il manager di Pittsburgh era Chuck Tanner e stava cercando di vincere una serie tutta sua. Non c'erano più giocatori del calibro dello slugger Boog Powell e del mago difensivo Brooks Robinson. L'interbase Mark Belanger e il lanciatore Jim Palmer erano gli unici due giocatori rimasti dal roster del 1971. Il giovane (23 anni), "Steady Eddie" Murray fu un punto fermo in prima base e una superstar emergente. L'unica altra vera "star hitter" della squadra era l'esterno destro Ken Singleton che aveva colpito 35 home run, il numero più alto in carriera, e 111 RBI nella stagione regolare. Il veloce esterno centro Al Bumbry aveva rubato 37 basi, e l’outfielder Gary Roenicke e il terza base Doug DeCinces fornirono parecchia potenza supplementare. Il pitching staff di talento era capitanato dal catcher veterano Rick Dempsey. I partenti erano condotti nel 1979 dal vincitore del premio Cy Young, Mike Flanagan (23-9, 3.08), Scott McGregor (13-6, 3.35), Steve Stone (11-7, 3,77) e Jim Palmer (10-6, 3.30). Il bullpen aveva contribuito con 30 vittorie contro solo 13 sconfitte guidato da Don Stanhouse (7-3, 21 salvezze) e Tippy Martinez (10-3, 2.88). Gli Orioles vinsero l'American League Est piuttosto facilmente, finendo otto partite prima dei secondi Milwaukee Brewers con un record di 102-57. Nell'Al Championship Series vinsero 3 partite a 1 con i California Angels. Gara 1 delle World Series fu giocata il 10 ottobre al Memorial Stadium di Baltimore. In una notte fredda e umida (con anche una spruzzatina di neve), i Pirates ebbero un brutto inizio. Gli Orioles segnarono cinque punti nel primo inning, due su un errore di tiro del seconda base Phil Garner, uno su un lancio pazzo del partente Bruce Kison, e gli ultimi due su un homer di Doug DeCinces. I rilievi dei Pirates tennero sotto controllo i padroni di casa, e iniziarono a recuperare con le quattro valide di Dave Parker e un homer di Willie Stargell. Il recupero non riuscì a ribaltare il drammatico punteggio iniziale, e gli O’s ottennero la vittoria nella gara di apertura per 5-4. Questa volta in Gara 2 i Pirates segnarono due punti nel secondo inning su un RBI singolo di Bill Madlock e una volata di sacrificio del catcher Ed Ott. Gli Orioles dimezzarono lo svantaggio nella metà inferiore dello stesso inning con un homer da solista di Eddie Murray, e pareggiò la partita nel sesto con un doppio che portò a punto Ken Singleton. Murray cercò di mettere gli Orioles avanti nello stesso inning tentando un pesta e corri su una line-out a destra di John Lowenstein, ma Dave Parker lo eliminò facilmente. La decisione di partire di Murray fu molto strana perché il tiro di Parker arrivò al piatto ben prima di lui. Murray cercò di far rotolare Ott oltre il piatto, ma il tozzo ricevitore tenne botta, rimanendo in piedi. Murray inoltre prese una discutibile decisione nella corsa in base nell’ottavo inning. Con Murray in seconda e Doug DeCinces in prima senza out, Lowenstein battè una rimbalzante vicino al terza base e l’interbase Tim Foli, che era diretto a coprire la terza in attesa di un bunt, si avvicinò con la palla e tentò di toccare Murray, che gli sfuggì. Foli poi tirò a Phil Garner in seconda eliminando DeCinces per gioco forzato. Murray, però, rallentò tra la seconda e la terza e fu eliminato in ballerina. Murray non avrebbe raccolto nessun’altra valida o RBI per il resto della serie. Nel nono, dopo due out il singolo di Ott e una base su ball a Garner, Manny Sanguillen pinch-hitter per Don Robinson colpì una fastball alta ed esterna di Don Stanhouse a destra per un singolo. Ott scivolò appena oltre le braccia protese del catcher Rick Dempsey per segnare il punto vincente, dopo che Murray aveva discutibilmente tagliato il forte tiro dell’esterno destro Ken Singleton. Il closer Kent Tekulve entrò nel nono per congelare con la sua salvezza il 3 a 2 dei Pirates. Le Series si trasferirono a Pittsburgh e si giocò il giorno dopo al Three Rivers Stadium davanti a circa 50000 fans. Il partente per  i Pirates fu mancino John Candelaria, e il manager degli Orioles Earl Weaver effettuò un paio di cambi nel lineup, nella speranza di aumentare la potenza. Mise come leadoff Kiko Garcia, che gioco come interbase al posto dello spento Mark Belanger, e Benny Ayala entrò al posto di Al Bumbry. Ayala e Garcia erano entrambi battitori destri. Le mosse diedero i suoi frutti con Ayala che mise fuori la palla per i primi due punti nel terzo pareggiando la partita, e Garcia che scatenò il sorpasso con i cinque punti segnati nel quarto grazie ad una triplo a basi cariche realizzando un 4 su 4 e quattro RBI quella sera. Lo starter degli O's Scott McGregor lanciò un complete game per la vittoria 8 a 4. In Gara 4, i Pirates aggredirono il partente Dennis Martinez con quattro punti nel secondo inning con un singolo homer di Stargell, due punti dal doppio di Ott, e un RBI singolo di Omar Moreno. Gli Orioles reagirono mettendo a segno tre punti nel terzo contro Jim Bibby grazie a due punti arrivati dal doppio dell’eroe di Gara 3 Garcia, seguito da un RBI sul doppio di Ken Singleton. I Pirates allungarono il vantaggio portandosi sul 6-3 con un solo punto nel quinto e un RBI nel sesto prodotti dai doppi di John Milner e Dave Parker. Nell'ottavo, Earl Weaver, ancora una volta mostrò che genio strategico fosse. Con un out e le basi occupate, il manager dei Pirates Chuck Tanner mandò sul monte l’ace dei suoi  rilievi il sottomarino Kent Tekulve ad affrontare il destro Gary Roenicke. Weaver lo sostituì con il pinch-hitter mancino John Lowenstein, immaginando che sarebbe stato in grado di battere il lancio frustato di lato di Tekulve. Lowenstein ripagò la mossa colpendo un doppio per i primi due punti dell’inning. Dopo una base su ball che caricò ancora una volta le basi, Weaver mandò nel box un altro battitore mancino, Terry Crowley, a battere per Dave Skaggs. Crowley battè un doppio ed entrarono altri due punti contro Tekulve per dare agli Orioles il vantaggio. Ad aggiungere alla beffa il danno, il lanciatore Tim Stoddard, andò a battere perché Weaver aveva utilizzato a quel punto tutti i pinch-hitter, diede seguito a un singolo RBI. Un RBI forzato da parte Bumbry concluse il punteggio. Stoddard chiuse la parte bassa del nono con la vittoria degli Orioles per 9 a 6. Il 14 ottobre andò in scena Gara 5 a Pittsburgh e gli Orioles erano sul punto di chiudere per sempre le World Series. Con il campionato del mondo in dirittura d’arrivo e il partente di Gara 1 Bruce Kison infortunato, Chuck Tanner decise di partire con il poco utilizzato veterano mancino Jim Rooker come starter. Avrebbe lasciato che Rooker lanciasse il più a lungo possibile, quindi avrebbe utilizzato Bert Blyleven per finire, salvando i suoi due migliori lanciatori, il dolorante John Candelaria e Jim Bibby per le eventuali Gara 6 e 7. La mossa rischiosa venne ripagata perchè Rooker diede a Tanner cinque buoni inning, tenendo gli Orioles con un solo punto nel quinto quando Gary Roenicke segnò su una rimbalzante in doppio gioco. Le mazze dei Pirates finalmente si fecero vive contro Mike Flanagan nel sesto con un singolo RBI di Dave Parker e una volata di sacrificio di Willie Stargell. I Pirates ne aggiunsero altri due nel settimo con un triplo RBI di Tim Foli e un doppio RBI di Parker, e poi altri tre nell’ottavo con un singolo RBI di Phil Garner e due sul singolo di Foli. Grazie alla prestazione inaspettata di Rooker, al 4 su 4 di Bill Madlock, e i tre RBI di Foli, i Pirates avevano scongiurato la sconfitta e l’eliminazione. La Madre di Chuck Tanner morì la mattina di Gara 5 (questa notizia venne data nel corso della trasmissione televisiva dal presentatore Howard Cosell). Bill Mazeroski eroe delle World Series del 1960 lanciò la prima palla in Gara 5. Tornati a casa al Memorial Stadium, i battitori degli Orioles continuarono ad essere inaspettatamente freddi in Gara 6, con John Candelaria e Jim Palmer che si affrontarono in un duello senza punti attraverso sei inning. Dave Parker ruppe il ghiaccio con un singolo RBI nel settimo, seguito da una volata di sacrificio di Stargell. I Pirates aggiunsero due punti in più nell'ottavo su una volata di sacrificio di Bill Robinson e un singolo RBI di Omar Moreno. Mercoledì 17 ottobre venne giocata Gara 7 al Memorial Stadium di Baltimore. I Pirates coronarono una incredibile rimonta sulla potenza di Willie Stargell, che andò 4 su 5 con un singolo, due doppi e un poderoso fuoricampo da due punti nel sesto contro Scott McGregor. Per sicurezza nel nono, Omar Moreno raccolse un singolo RBI, mentre un altro fu segnato quando Dave Parker e Bill Robinson furono colpiti dal pitcher back-to-back, facendo segnare Moreno. Il manager degli Orioles Earl Weaver effettuò cinque cambi di lanciatori nel nono inning, nel tentativo di mantenere il gioco a portata di mano. Il solo punto degli O's arrivò su un homer da solista di Rich Dauer nel terzo, il solo RBI della squadra nelle ultime tre partite. Significativamente, Eddie Murray, la principale minaccia offensiva degli Orioles, era 0 su 21 nelle ultime cinque partite della serie, tra cui un fly-out su Parker per finire l'ottavo inning con le basi occupate e due out (a seguito di una base intenzionale a Ken Singleton). Dopo l'esplosione dei sei punti nell'ottavo inning di Gara 4, gli Orioles avevano segnato solo due volte nei 28 inning finali delle Series. Il Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter fece un'apparizione in Gara 7, lanciando la prima palla e dopo la partita fece visita al vittorioso spogliatoio dei Pittsburgh Pirates. I Pittsburgh Pirates furono l'ultima squadra a vincere gara 7 delle World Series in trasferta. Erano anche l'ultima squadra a vincere gara 7 in trasferta in qualsiasi sport di major league, fino a quando i Pittsburgh Penguins sconfissero i Detroit Red Wings 2-1 in al Joe Louis Arena vincendo la Stanley Cup Finals del 2009. Willie Stargell venne nominato meritatamente MVP delle Series, avendo ottenuto una media battuta di .400 con un record di sette valide da extra-base eguagliando il record di Reggie Jackson delle 25 basi totali, realizzato nel 1977.

"Noi siamo una famiglia, ho tutte le mie sorelle con me". - Sister Sledge

Il programma delle World Series del 1979

I Pittsburgh Pirates vincitori delle World Series del 1979

Il Three Rivers Stadium di Pittsburgh durante le World Series del 1979. Come si può notare sul tetto del dugout di prima c'è la famosa scritta "The Family"

Willie Stargell si riscalda durante Gara 1. Il suo solitario fuoricampo nell'ottavo inning non fu sufficiente per vincere, ma i suoi due devastanti punti nella decisiva Gara 7 diede ai Pirates le quinte World Series e la più recente

Il pitcher vincente Mike Flanagan (# 46) saluta i tifosi al Memorial Stadium dopo che gli Orioles hanno sconfitto i Pittsburgh Pirates in Gara 1 per 5 a 4

Mike Flanagan e Earl Weaver, a destra, nella clubhouse dopo la vittoria in Gara 1. Flanagan è il pitcher vincente con un complete game, 7 K, 11 H, 1 BB, e 4 punti concessi

Ed Ott scivola salvo a casa base mentre il catcher Rick Dempsey (# 24) tenta inutilmente l'eliminazione nella parte alta del nono inning di Gara 2, segnando il punto vincente della partita

Doug DeCinces (# 11) ruba la seconda nel 2° inning di Gara 4 e scivolando solleva il seconda base dei Pirates Phil Garner

Il prima base dei Pirates Willie Stargell mentre cerca di prendere l'assistenza non perfetta del terza base Bill Madlock nel terzo inning di Gara 4 con il leadoff Dave Skaggs (# 8) che raggiunge salvo la prima base. L'errore dei Bucs, l'ottavo nelle Series, apre le porte per i tre punti degli Orioles. Ne segneranno altri sei nell'ottavo inning per aggiudicarsi Gara 4 con il risultato di 9 a 6

Il lanciatore dei Pirates, Jim Rooker, mentre lancia la partita della vita, tenendo i Baltimore Orioles a tre valide e a un punto in cinque inning in Gara 5. La partita termina 7 a 1 per i Pirates che ritornano in corsa, dopo essere stati sotto 3 partite a 1

Il manager dei Pittsburgh Pirates Chuck Tanner saluta Bill Madlock (# 5) dopo che ha segnato il sesto punto sul singolo di Tim Foli nell'ottavo inning di Gara 5

Il manager degli Orioles, Earl Weaver, al centro, mentre sta per sostituire il pitcher Tippy Martinez (# 23) con Don Stanhouse nell'ottavo inning di Gara 5. Il catcher Rick Dempsey (# 24) si mangia le unghie mentre aspetta l'arrivo del rilievo. In questo momento gli Orioles erano sotto 1 a 4

Il manager dei Pittsburgh Pirates Chuck Tanner tiene le mani congiunte come per pregare subito dopo che i Bucs hanno sconfitto i Baltimore Orioles, 7-1, in Gara 5

Il lanciatore dei Pirates Jim Rooker vittima di uno scherzo di Bert Blyleven che ha piazzato nel suo armadietto un fantoccio con una testa di maiale e divisa, prima di Gara 6. Blyleven comprò la testa di maiale in un mercato della carne nelle vicinanze

Il rilievo Kent Tekulve (# 27) si congratula con il catcher Ed Ott dopo aver salvato Gara 6 vinta dai Pirates per 4 a 0

Il manager Earl Weaver, al centro, sul monte per sostituire il pitcher Tim Stoddard (# 49) con Mike Flanagan nel nono inning di Gara 7, con la sua squadra sotto 1 a 2. Sul monte anche Rich Dauer, a sinistra, Doug DeCinces, dietro Earl, e Rick Dempsey (# 24), a destra

Il manager deiPittsburgh Pirates, Chuck Tanner, fornisce le indicazioni al suo lanciatore di rilievo Kent Tekulve in Gara 7. Tanner, condusse i Pirates ad una delle più grandi rimonte nella storia delle World Series

Il poderoso fuoricampo da due punti di Willie "Pops" Stargell nel sesto inning di Gara 7. Il catcher è Rick Dempsey e l'arbitro di casa base è Jerry Neudecker

La gioia dei giocatori dei Pirates dopo l'ultimo out di Gara 7 e la vittoria delle World Series 1979