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La Storia

Il baseball è sempre stato più di un semplice gioco. Come dicono John S. Bowman e Joel Zoss nel loro The Pictorial History of Baseball "Il baseball, come parte del tessuto della cultura americana, è il terreno sociale comune tra estranei, un mondo di possibilità e di opportunità, dove vale It's never over till it's over" (tradotto sarebbe: Non rinunciare troppo presto, ci può ancora essere una possibilità di successo - Uno dei modi di dire attribuito al leggendario manager Yogi Berra). E' una tradizione americana ricca di leggende, folclore e storia, una storia infinita dove ogni partita è un nuovo capitolo di nove inning e ogni giocatore ha la possibilità di essere l'eroe. Nel corso degli anni, ogni franchigia ha avuto la sua quota di giocatori superstar che spiccano sopra gli altri. La prima Major League All-Star Game si giocò il 6 luglio 1933 al Comiskey Park di Chicago. Fu voluta da Arch Ward, un redattore sportivo del Chicago Tribune, in coincidenza con la celebrazione del Chicago's Century of Progress Exposition. Per oltre settantatré anni, il "Midsummer Classic" (All Star Game) è rimasto l'avvenimento sportivo favorito dei fan proponendo i migliori talenti del baseball. I team dell'All-Star sono stati inizialmente selezionati dai managers e dai tifosi per le partite del 1933 e del 1934. Dal 1935 al 1946, i soli managers selezionarono tutte le squadre per ciascuna Lega. Dal 1947 al 1957, i fan scelsero i partenti delle squadre e i managers sceglievano i pitchers e i restanti giocatori. Dal 1958 al 1969, le selezioni delle All-Star Team furono curate dai managers, giocatori e coach. Dal 1970, il voto fu restituito, ancora una volta, ai tifosi per la selezione dei partenti di ogni squadra ed è in vigore ancora oggi.

Selezione dei Manager e Coach

Normalmente i manager dell'All-Star Game sono i manager che si sono affrontati durante le World Series dell'anno precedente. Lo staff tecnico di ogni squadra viene selezionato dal manager che ne ha diritto.

Questo riconoscimento viene dato al manager, non alla squadra, quindi è possibile che il manager dell'All-Star non sia più con la squadra con cui ha vinto. Questo è accaduto nel 2003, quando Dusty Baker ha diretto il team della National League, pur essendo passato dai San Francisco Giants, campioni della National League, ai Chicago Cubs. Questo include anche situazioni in cui la persona non è più il manager di una squadra. Per il primo All-Star Game, inteso come l'evento unico, fu chiesto di guidare, rispettivamente, il team dell'American e della National League, a Connie Mack e John McGraw, considerati manager venerabili del baseball. McGraw che si era ritirato ritornò per questo scopo. Dick Williams si era dimesso da manager degli Oakland Athletics dopo le World Series del 1973. Nel 1974, divenne il manager dei California Angels, e indossò questa uniforme per il Midsummer Classic.

Nel 1979, Bob Lemon fu il manager del team dell'American League dopo essere stato licenziato dal proprietario dei New York Yankees, George Steinbrenner. Lemon aveva portato gli Yankees alle World Series nel 1981, ma non fece il manager nell'All-Star Game del 1982 dopo essere stato nuovamente licenziato da Steinbrenner, così Billy Martin, skipper degli Oakland Athletics, vincitore della West Division dell'AL del 1981, guidò la squadra dell'All-Star.

Ci sono stati alcuni casi eccezionali in cui venne abbandonata la solita regola. Dopo la stagione 1964 e le World Series, i manager, Johnny Keane dei St. Louis Cardinals e Yogi Berra dei New York Yankees, lasciarono le loro squadre e trovarono nuovi posti di lavoro nelle altre League - Keane venne assunto per dirigere gli Yankees e Berra divenne giocatore-manager con i New York Mets. I Philadelphia Phillies e i Cincinnati Reds erano finiti al secondo posto ex-aequo nella NL; i Chicago White Sox avevano concluso al secondo posto nell'AL. Il manager di Cincinnati, Fred Hutchinson, era morto nell'off-season, quindi Gene Mauch dei Phillies e Al Lopez degli White Sox furono scelti come manager per l'All-Star Game del 1965.

A causa della stagione corta per lo sciopero MLBPA del 1994-95, le League scelsero i manager della loro mitica " league champions" per il 1995. Buck Showalter dei New York Yankees e Felipe Alou dei Montreal Expos furono i manager dell'All-Star Game.

Selezione dei giocatori

Fino al 2009, ogni All-Star team delle League era composto da 32 giocatori (Per le partite di regular season - fino al 1 settembre - il numero dei giocatori della squadra è un massimo di 25 e minimo 24. Dal 1° luglio 2009, la MLB ha aggiunto il 33° giocatore nel roster di ciascuna squadra delle due League, consentendo l'accesso a un lanciatore in più.

Il 28 aprile 2010, la MLB annunciò diversi cambiamenti delle regole per il futuro All-Star Games, efficace con l'edizione 2010:

- Il roster fu ampliato con un giocatore di posizione in più, per un totale di 34.

- Il battitore designato sarebbe stato utilizzato in tutte le partite, anche nei ballparks della National League.

- I lanciatori starter nella domenica che precede l'All-Star sarebbero stati sostituiti nel roster, rimanendo sempre un All-Stars.

- Ogni manager poteva designare un giocatore di posizione che diventava eleggibile per la partita, rientrando nell'ultima posizione in sostituzione di un giocatore infortunato. Questo si aggiunse alla regola che permetteva ad un giocatore di rientrare per sostituire un catcher infortunato.

I giocatori di ogni squadra della League sono selezionati attraverso il seguente processo:

- Voto dei fans (8 giocatori NL / 9 giocatori AL): gli appassionati di baseball votano i giocatori partenti per l'All-Star Game, con schede distribuite dalla Major League Baseball prima della metà della stagione e, più recentemente, su Internet. Il battitore designato per la squadra dell'AL è anche lui selezionato in questo modo. Questo metodo è stato recentemente criticato perché la maggior parte dei giocatori partenti possono provenire da squadre che hanno una base di fans di grandi dimensioni, come i New York Yankees ed i Boston Red Sox.

- Voto dei giocatori (16 giocatori): otto lanciatori (cinque partenti e tre rilievi) e un giocatore di riserva per ogni posizione vengono eletti dai giocatori, coach e manager. Se questi voti assegnati ai giocatori coincidono con player già selezionati tramite la votazione dei fan, viene selezionato il secondo classificato in questa categoria.

- Selezione dei manager (9 giocatori NL / 8 giocatori AL): Il manager di ogni All-Star Team, consultandosi con gli altri manager della sua League e con l'Ufficio del Commissioner, completerà il roster della sua squadra fino a 33 giocatori. Il manager della NL avrà anche la possibilità di selezionare il battitore designato della sua squadra. A questo punto, è garantito che ogni squadra è rappresentata da almeno un giocatore.

- Votazione finale (1 giocatore): Dopo che l'elenco dei 33 giocatori di ciascuna squadra viene annunciato, i fans votano (su Internet) per un giocatore supplementare, scelto da una lista di 5 giocatori che viene compilata dal manager del team di ogni League e dall'Ufficio del Commissioner.

- A disposizione: Dopo che il roster è selezionato, il manager dell'All-Star team e l'Ufficio del Commissioner andrà a sostituire i giocatori che sono infortunati o che rifiutano di partecipare, così come i lanciatori che sono stati i partenti della domenica che precede la partita.

Divise dell'All-Star Game

Dalla prima partita, i giocatori dell'AL indossarono le divise della propria squadra invece di indossare delle uniformi appositamente per il gioco, mentre i giocatori della NL aspettarono fino alla seconda partita per fare questo. Nella prima partita, la squadra All-Star della NL aveva indossato delle divise grigie con la scritta "NATIONAL LEAGUE" di colore blu navy e con il cap con la scritta "NL".

1933 American League All-Stars
In piedi, da sinistra a destra: Batboy; Bill Conroy, Lou Gehrig, Babe Ruth, Oral Hildebrand, Connie Mack (Mgr.), Joe Cronin, Lefty Grove, Batboy, Bill Dickey, Al Simmons, Lefty Gomez, Wes Ferrell, Jimmy Dykes, clubhouse boy.

BInginocchiati: da sinistra a destra: Al Schacht, Eddie Collins, Tony Lazzeri, Alvin Crowder, Jimmy Foxx, Art Fletcher, Earl Averill, Ed Rommel, Ben Chapman, Rick Ferrell, Sam West, Charlie Cehringer, batboy.

1933 National League All-Stars
In piedi, da sinistra a destra: Gabby Hartnett, Jimmie Wilson, Frankie Frish, Carl Hubbell, Walker, Paul Waner, Woody English, Hal Schumacher, Pie Traynor, Lotshaw

Seduti, da sinistra a destra: Bill Hallahan, Dick Bartell, Bill Terry, Bill McKechnie, John McGraw, Max Carey, Chuck Hafey, Chuck Klein, Lefty O’Doul, Wally Berger

Seduti a terra, da sinistra a destra: Hasbrook, Pepper Martin, Lon Warneke, Tony Cuccinello

Durante le All-Stars degli anni '70 e '80, furono comunemente indossate casacche alternative dai giocatori degli Oakland Athletics, Baltimore Orioles, Cleveland Indians e Chicago White Sox. Verso la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, vennero utilizzate meno casaccche alternative. Furono nuovamente utilizzate per l'All-Star Game del 1992 da Jack McDowell e Robin Ventura dei White Sox, e per finire nel 1997 dall'esterno Ken Griffey Jr., dei Seattle Mariners, e dal terza base dei San Diego Padres, Ken Caminiti. Secondo le regole MLB correnti, le casacche alternative non sono più permesse, in quanto i giocatori devono indossare divise bianche o grigie della propria squadra, a seconda di quale League è la squadra di casa.

Vengono prodotte ogni anno uniformi specifiche per l'All-Star Game, ma non sono indossate per il gioco stesso. Vengono indossate durante il batting practice e l'Home Run Derby.

Caps dell'All-Star Game

A partire dall'All-Star Game 2014, i giocatori indossano speciali cap All-Star Game. Per l'allenamento, il batting practice e l'Home Run Derby, i giocatori utilizzano un cap con i colori corrispondenti alla League. Per il giorno dell'All-Star Game, i giocatori indossano un cap con il logo frontale della squadra e il logo All-Star Game sul lato destro.

Storia del metodo di selezione dei giocatori

Dal 1935 al 1946, il manager di ogni All-Star team selezionava l'intera squadra.

Nel 1947, i fans ebbero la possibilità di votare gli otto giocatori di posizione partenti. Nel 1957, i fans dei Cincinnati Reds riempirono le urne elettorali (vedi di seguito "Urne piene"), ed elessero un Reds in tutte le posizioni, tranne il prima base. Il Commissioner Ford Frick intervenne e rimosse due Reds dal lineup. In risposta a questa ingiustizia, il voto dei fans fu interrotto. Per i successivi dodici anni, giocatori, coach e manager furono i soli autorizzati ad eleggere i giocatori di posizione di partenza.

A causa della mancanza di affluenza dei fans e alla sovraesposizione dovuta al doppio All-Star Games durante gli anni 1959-1962, l'interesse per il gioco cominciò a scemare. Come parte della ripresa la MLB Promotion Corporation, nel tentativo di modernizzare il marketing del baseball, restaurò il ballottaggio con il voto dei fans degli otto partenti.

Rico Carty fu il primo giocatore selezionato ad un All-Star team come "write-in candidate" (write-in candidate è un giocatore il cui nome non compare sulla scheda elettorale, ma che i fans potranno votare scrivendo il suo nome nella scheda) dai tifosi, nel 1970, il primo anno in cui il voto fu ridato ai fans. Una volta eletto, disse: "Grazie ai tifosi per aver reso possibile questo e grazie a Gillette per aver fatto tutto il necessario".

Steve Garvey fu il secondo giocatore di sempre ad essere selezionato in un All-Star team come "write-in candidate" dai fan, nel 1974. Fu il Most Valuable Player di quel Midsummer Classic così come il MVP della National League nello stesso anno.

Dal 2002, la selezione del roster finale venne completata attraverso l'All-Star Final Vote (l'annuale voto effettuato via internet dai fan per eleggere il giocatore finale di ciascuna squadra che parteciperà all'All-Star Game, dopo che tutte le altre selezioni sono state già fatte e annunciate dalla televisione nazionale).

Fino al 2003, le riserve e i pitcher erano scelti dal manager. Il voto dei giocatori fu reintrodotto nel 2003, perché i manager furono criticati per aver preso dei giocatori della propria squadra al posto dei più meritevoli giocatori di altre squadre. Questo fu particolarmente evidente nel 2002, quando il manager Bob Brenly della National League scelse il suo catcher, Damian Miller, al posto del più meritevole Paul Lo Duca; mentre il manager Joe Torre dell'American League scelse il suo terza base, Robin Ventura, al posto del terza base Eric Chavez, Gold Glove degli Oakland Athletics e vincitore del Silver Slugger.

Prima della partita del 2009, la Major League Baseball annunciò che un lanciatore supplementare sarebbe stato aggiunto ad ogni roster, portando il totale per ogni League a 33 giocatori. L'anno seguente, la MLB annunciò che un giocatore di posizione supplementare sarebbe stato aggiunto ad ogni roster per la partita del 2010 e oltre, portando il totale a 34 per ogni team.

La continua polemica sul processo di selezione dei giocatori è relativa alla regola che ogni squadra deve avere almeno un rappresentante nel roster dell'All-Star. Gli oppositori della regola sostengono che lo scopo della partita è di mettere in luce i migliori giocatori della Major League Baseball, e che alcuni giocatori migliori lasciano il roster a favore di giocatori forse meno meritevoli di squadre più deboli. Questa tesi è rafforzata dalla maggiore urgenza di vincere la partita, a causa della regola che la League vincente ottiene il vantaggio del campo di casa nelle World Series. I sostenitori di questa regola ritengono che eliminarla diminuisca l'interesse per il gioco e impedisce che le squadre più forti dominino completamente la selezione.

Un certo numero di compromessi sono stati suggeriti dai media, come ad esempio limitare il numero di rappresentanti di una squadra in particolare, che solo una certa percentuale della squadra sia rappresentata, o allargare le dimensioni dei roster dell'All-Star per mitigare il problema.

Se una squadra scambia il suo giocatore All-Star prima della partita, il manager dell'All-Star della sua League non è tenuto ad includere un altro giocatore di quella squadra.

Urne piene

Nel 1957, i fans dei Cincinnati Reds riempirono le urne ed elessero 7 loro giocatori per iniziare nel All-Star Game: Johnny Temple (2B), Roy McMillan (SS), Don Hoak (3B), Ed Bailey (C), Frank Robinson (LF), Gus Bell (CF), e Wally Post (RF). L'unico non Reds eletto ad iniziare per la National League come prima base fu Stan Musial dei St. Louis Cardinals. Nonostante i Reds fossero una grande squadra offensiva, la maggior parte degli osservatori di baseball erano d'accordo sul fatto che essi non meritavano sette titolari nell'All-Star Game. L'inchiesta dimostrò che oltre la metà del numero di schede provenivano da Cincinnati. Il Cincinnati Enquirer aveva stampato le schede per il ballottaggio e le aveva distribuite con il giornale della domenica rendendo più facile ai tifosi dei Reds di votare un maggior numero di volte. C'erano anche delle storie di alcuni bar a Cincinnati che non servivano alcolici ai clienti fino a quando non avessero compilato una scheda.

Il Commissioner Ford Frick nominò Willie Mays dei New York Giants e Hank Aaron dei Milwaukee Braves per sostituire i giocatori dei Reds Gus Bell e Wally Post, e congelò il diritto di voto ai fans nelle edizioni successive. Coach, giocatori e manager scelsero tutta la squadra fino al 1969, quando poi il voto ritornò nuovamente ai fan. Per evitare brogli, dal 1969 fino all'inizio del voto elettronico, ad ogni squadra venne dato lo stesso numero di schede elettorali da distribuire. Nel 1998, quel numero era di circa 400000 voti.

La partita del 1988 fu circondata da tacite accuse contro i fans degli Oakland A's per aver riempito urne a favore del catcher Terry Steinbach, la cui qualifica come partente fu motivo di discussione tra i giornalisti sportivi. Steinbach finì con l'essere nominato Most Valuable Player della partita.

Sin dagli albori dell'era di internet, il voto online ancora una volta portò ai brogli. Nel 1999, Nomar Garciaparra ottenne oltre 14000 voti a causa di un programma informatico automatizzato. La Major League Baseball assicura di aver preso le precauzioni necessarie per evitare questo.

Battitore designato

Nel 1989, il DH fu introdotto nell'All-Star Game per la prima volta. Fino al 2010, la regola del battitore designato è stata applicata in base alla League in cui la squadra ospite gioca, ma è stato utilizzato per le partite giocate nei ballparks dell'American League - in questi casi, entrambe le squadre utilizzarono un battitore designato - mentre nei ballparks della National League, i lineup hanno il lanciatore che batte, anche se il pinch-hitter è stato quasi sempre utilizzato. Nel 2010, la Major League Baseball aveva annunciato che la regola del battitore designato si sarebbe applicato per ogni All-Star Game, mentre per la partita del 2010 c'era già il DH, l'All-Star Game del 2011 è stata la prima partita giocata con il DH in un ballpark della National League.

Note

Dei diciotto giocatori che avevano iniziato la partita nel 1934, uno solo, Wally Berger, non è entrato nella Hall of Fame. Brooks Robinson (1966) e Carl Yastrzemski (1970) sono gli unici giocatori ad essere stati nominati All-Star MVP mentre giocavano per la squadra perdente. Nel 1983, Fred Lynn colpì il primo grand slam in un All-Star Game. Nel 1985 nell'American League iniziarono sette futuri Hall of Famer: Rickey Henderson (CF), George Brett (3B), Eddie Murray (1B), Cal Ripken (SS), Dave Winfield (RF), Jim Rice (LF) e Carlton Fisk (C). Questo è il più ricco parterre di Hall of Fame mai avuto nel lineup di partenti per un All-Star Game, non compresi i giocatori eletti dal Committee on Veterans. Nel 1991, Cal Ripken, Jr. diventò l'unico giocatore a vincere l'Home Run Derby, l'All Star Game MVP e l'American League MVP nel corso della stessa stagione. Nel 2000, Derek Jeter diventò il primo giocatore a vincere l'MVP nell'All-Star Game e nelle World Series nello stesso anno. Nel 2003, Garret Anderson vinse l'Home Run Derby e venne eletto MVP per l'All Star Game. Nel 2007, Ichiro Suzuki ha colpito il primo inside-the-park home run in un All-Star Game.

Most Valuable Player Award

Il Ted Williams Most Valuable Player Award viene dato ogni anno al miglior giocatore della partita. Assegnato ogni stagione dal 1962, era originariamente chiamato Arch Ward Memorial Award, in memoria dell'uomo che per primo ideò il concetto dell'All-Star Game. Nel 1970, il nome fu cambiato in Commissioner's Trophy. Ma questo cambio di nome fu revocato nel 1985, quando il trofeo delle World Series fu ribatezzato Commissioner's Trophy. Infine, il trofeo è stato ribattezzato "The Ted Williams Most Valuable Player Award" nel 2002, in onore dell'ex giocatore dei Boston Red Sox Ted Williams, che era morto prima di quell'anno.

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