CSS Valido!

BASEBALL PAOLO ART 2
 

 

 

22/09/09

Baseball World Cup 2009

Che Nazionale e che commentatori !

Vorrei spendere due parole sul Mondiale 2009 e in particolar modo, scherzandoci anche un po’ sopra, sulle similarità tra i risultati italiani e i commentatori Rai. La Nazionale Italiana di baseball ha sicuramente deluso. Tutti gli “analisti” del settore hanno già formulato mille pareri, consegnando agli appassionati le loro ricette, ma quello che rimane è sotto gli occhi di tutti. Siamo fuori dalla terza fase, quella delle finali, e tutte le previsioni degli addetti ai lavori, che ci davano tra le prime otto del ranking mondiale, sono andati a farsi friggere. Questo è l’assunto! Io dico, è mai possibile che abbiamo schierato una nazionale dove il “cuore” (intendendolo come attaccamento ai colori azzurri) è da sempre un optional (e lo si nota!) e dove dei giocatori italo-stranieri si interessavano più alla ricerca del volo di ritorno, con biglietto datato 21 settembre, che alle partite da giocare. Pronti magari, prima di prender l’aereo, a vendere anche la casacca per una manciata di euro. Allora, se dobbiamo perdere, perdiamo ma con una formazione tutta italiana. I bravi Panerati, Pizziconi, D’Angelo, ecc. sono la dimostrazione oggettiva che è questa la strada da percorrere. Dobbiamo avere il coraggio di vendere il nostro prodotto italiano (frase più volte utilizzata nell’ultima campagna elettorale) perché quello che abbiamo confezionato in questi mondiali non ci porterà da nessuna parte e non ci darà nessuna visibilità. Vuoi mettere il clamore che farebbe una “nazionale Davide” contro i Golia d’oltreoceano?. E se poi si vincesse qualche partita, sai che articoloni! Precisato questo, arrivo ora al nocciolo del mio pensiero. I due commentatori Rai Giancarlo Mangini (navigatissimo giornalista ed ex giocatore) e Pino Cerboni (giornalista e telecronista di varie discipline) incarnano esattamente lo status della nostra Nazionale. Sono risultati inascoltabili come inguardabili le performance dell’Italia. Pensavamo che le cretinate le avessero sparate tutte durante il campionato IBL e che in questa straordinaria occasione imitassero gli speacker USA o, senza andar tanto lontano, alcuni commentatori di Sky (vedi Marianella). Ogni telecronaca è stata un’opera buffa con due comici da varietà (povero il vero varieta!) che esternavano le “quasi valide” o si arrovellavano sul regolamento tecnico senza cognizione di causa. Per inciso, se qualcuno non ve l’ha ancora detto, la seconda visita allo stesso lanciatore nel medesimo inning rimuove automaticamente il pitcher e non “arriva il manager, vediamo se farà la sostituzione … no forse no …!”, citandone una delle tante. Meno male che il buon Mangini ha cercato di limitarsi nelle traduzioni dei termini come “doppia uccisione” per doppio gioco o “chiusore” per closer, risparmiandoci anche le versioni latine-caraibiche. Hanno raggiunto l’apoteosi quando, trasformatisi nel “Mago Oronzo”, chiamavano le giocate che in alcuni casi si sono anche verificate (perché ragazzi questo è il baseball!) glorificandosi a vicenda per la chiaroveggenza dimostrata. Se questo è il livello dei nostri telecronisti dove volete che vada il nostro baseball. Chi da profano tenta di avvicinarsi, dopo un po’ cambia sicuramente canale. Basso il livello di gioco e basso il livello dei commentatori e viceversa. Ecco dimostrato il teorema della similarità. “Se ci fosse un sassolino che potesse spostare la palla dal foul in territorio buono sarebbe una valida”, dopo un line sul lato destro, come più volte ricordato da Cerboni, vorremmo tanto che per magia questo “sassolino” spostasse i due speacker su qualche altra telecronaca… magari che ne so… in Kazakistan.

 

27/09/09

LINO FABRIN L’UMPIRE DEI MONDIALI DI BASEBALL 2009

Non si sono ancora spenti i clamori per il titolo italiano vinto da Fabio Betto, con la Fortitudo, che già un altro castellano entra di diritto nel gotha delle stelle del baseball internazionale. Non è un giocatore ma un arbitro, umpire nel gergo corretto, che ha diretto sette incontri del mondiale di baseball che si sono disputati in Italia nel mese di settembre. Lino Fabrin, castellano doc, arbitro internazionale dal 2003 è alla sua prima esperienza a livello di mondiale per nazionali ma può vantare un background di tutto rispetto in sedici anni di carriera. Agli inizi di settembre è stato pure chiamato ad arbitrare le partite dell’Italian Baseball Week, svoltesi in Friuli, che hanno visto la presenza di Cuba, Venezuela, Cina Taipei e Italia. L’umpire castellano, in questo mondiale, ha diretto incontri di grande prestigio nel girone dove erano schierati USA, Giappone, Messico, Australia, Cina Taipei, Antille Olandesi e l’Italia. Fabrin inizia a giocare a baseball giovanissimo nella locale società castellana, negli anni ’70, con un promettente futuro come lanciatore/1a base. A metà degli anni ottanta si allontana dal baseball giocato per intraprendere, a 33 anni, le orme di un altro famoso concittadino Aldo Targhetta, arbitro internazionale di baseball e collega di lavoro. Con Targhetta muove i primi passi e nel giro di pochissimi anni brucia tutte le tappe arrivando ad arbitrare in A1. Negli anni successivi diventerà Internazionale, dirigendo gare come i Mondiali Universitari, la Coppa Europa CEB, vari Europei giovanili e alcune partite del Campionato di College in Florida e del precampionato Cubano durante gli stage di aggiornamento. Dal 2003 fa parte dello staff del CNA Nazionale in veste di Istruttore Federale. Lino Fabrin entra di diritto nel novero degli sportivi castellani che si sono distinti ai massimi livelli sportivi e la sua presenza ai mondiali 2009 porta lustro a tutta Castelfranco Veneto. La speranza degli appassionati del baseball castellano è che l’Amministrazione Comunale si ricordi di questi sportivi, che non essendo sotto i riflettori della notorietà calcistica non hanno quella visibilità che meriterebbero, conferendo all’arbitro Lino Fabrin il giusto riconoscimento per questo prestigioso avvenimento.

Questo il suo stellare curriculum:

-ARBITRO FEDERALE DAL 1993
-ARBITRO SERIE A1 DAL 2001
-MONDIALI UNIVERSITARI MESSINA NEL 2002
-CORSO PERFEZIONAMENTO + CAMIONATO COLLEGE FLORIDA NEL 2002
-ARBITRO INTERNAZIONALE DAL 2003
-CORSO PERFEZIONAMENTO + PRECAMPIONATO A CUBA NEL 2005
-COPPA EUROPA CEB IN SERBIA NEL 2006
-ITALIAN BASEBALL WEEK NEL 2006
-EUROPEO CADETTI REGGIO CALABRIA NEL 2007
-FINALI NAZIONALI SERIE A1 2007
-EUROPEO CADETTI A ROMA NEL 2008
-FINALI NAZIONALI SERIE A1 2008
-ITALIAN BASEBALL WEEK 2009
-BASEBALL WORLD CUP 2009

 

01/10/09

Play Off Serie B

Domenica 4 ottobre sapremo se le due squadre venete di Ponte di Piave e di Rovigo avranno conquistato la serie A2. Prima di passare ad analizzare gli scontri di questo fine settimana è importante ricordare quanto è successo in questa stagione nel girone B, quello appunto che vedeva coinvolte le nostre due formazioni. Bisogna precisare che erano tre le squadre del Veneto ai nastri di partenza e, oltre alle due già citate, c’era pure il Padova che ha ruggito fino alla fine. E questo trio ha conquistato i primi tre posti del girone imponendo un dominio della regione che qualcosa certamente significherà. Il Rovigo è partito subito fortissimo conquistando la testa della classifica e mantenendola fino all’ultima giornata, cadendo nell’ultimo recupero. Per contro sia il Ponte che il Padova hanno perso forse qualche partita in più all’inizio tanto da essere distaccati per tre quarti del girone di ritorno. Alla distanza è uscito, però, il Ponte di Piave che grazie a qualche passo falso del Rovigo, nel finale di stagione, e al terzo incomodo, il Padova che gli ha dato una mano, ha fatto suo il girone. Le due squadre di Ponte di Piave e di Rovigo, con statistiche Fibs alla mano aggiornate fino ad oggi, risultano essere molto in equilibrio sia in difesa che in attacco. Mentre esiste di fatto una differenza nella media lanciatori dove i trevigiani sono inferiori ai rodigini di un bel punto ERA (2.94 contro 3.99). Il Padova, giusto per completare il quadro, avrebbe a mio avviso fornito una performance superiore se non fosse stato falcidiato dagli infortuni che ne hanno compromesso seriamente la stagione. Del Ponte e del Rovigo si sapeva che, visto l’organico di cui disponevano sin dall’inizio stagione, sarebbero state le candidate ai posti d’onore con i patavini outsider di razza. E così è stata, prima seconda e terza. Grande delusione invece il Poviglio, distaccato di sei partite dalle prime due. Ma vediamo, per tornare a bomba, cosa ci aspetta questo fine settimana. Il Ponte reduce da Torino con un pareggio può giocarsi tre partite in casa e il fattore campo può essere determinante, visto il piccolo diamante trevigiano. In casa sono pressoché imbattibili e il mio pronostico pende più per i trevigiani che per i torinesi, magari si arriverà alla quinta ma alla fine dovrebbero farcela. Unico handicap il bullpen corto. All’andata il Ponte aveva vinto 1 a 0 e perso 8 a 2 con la Juve 98 (seconda nel girone A). Stesso bilancio per il Rovigo che ha perso in casa la prima per 11 a 6 e vinta la seconda 4 a 1 con lo Junior Parma (prima nel girone A). Per i rodigini forse, e posso sbagliarmi, la trasferta a Parma potrebbe essere più dura del previsto a causa delle dimensioni lunghe del campo. Ma le due squadre si equivalgono e anche qui si potrebbe arrivare alla quinta e decisiva partita. Staremo a vedere, e intanto tifiamo incondizionatamente per tutte e due.

 

PONTE DI PIAVE E ROVIGO IN A2

Le due Venete ce l'hanno fatta! A Ponte e a Rovigo si festeggia una meritata promozione che rallegra tutto il movimento regionale. E' una delle rarissime volte, non me ne vengono in mente altre, in cui due formazioni venete dello stesso girone accedono alla serie cadetta nella medesima stagione sconfiggendo due squadre di ottimo livello. L'iter del Ponte è stato relativamente più facile, con la promozione conquistata alla quarta partita, rispetto al Rovigo che ha dovuto giocare il quinto e decisivo incontro. Le partite viste a Ponte hanno messo in luce due buone formazioni molto equilibrate. Per i trevigiani non è stato facile avere il sopravvento sulla Juve 98 che non ha lasciato nulla di intentato per avere la meglio sui padroni di casa. Il Ponte ha sofferto moltissimo in attacco lasciando sulle basi una marea di corridori con un lineup zoppo nella parte alta. Ma come spesso succede è stato un colpo di fortuna che ha riaperto gli incontri, infatti, in tutte e due le gare i pontepiavensi, sotto nel punteggio si sono ritrovati a condurre, grazie a due homerun. Da questo momento sono stati molto bravi a non mollare più nulla portando a casa una promozione annunciata. Il Rovigo a Parma comincia bene, sabato pomeriggio, vincendo gara tre e portandosi in vantaggio per due a 1. I rodigini, psicologicamente caricati, si sono trovati domenica mattina un Junior mai domo che ha prepotentemente pareggiato i conti con una manifesta. Gara cinque è da subito appannaggio dei veneti che controllano i parmensi e vincono meritatamente, coronando l'accesso all'A2 dopo averlo rincorso per molti anni. Il problema adesso è che tutte e due le Società sono prive di un diamante regolare per poter disputare le gare nella serie cadetta. Per il Rovigo il lavori sul nuovo campo sono iniziati ma credo che allo stato attuale della costruzione, sia impensabile la praticabilità per il prossimo anno. Per il Ponte al momento c'è un progetto ma solo sulla carta. Sarebbe bruttissimo che tutte e due le formazioni, dopo questo agognato salto di categoria, si ritrovassero a giocare sui diamanti vicini (vedi Padova e Conegliano). Dal prossimo anno saranno tre le squadre venete al via in A2: Verona, Rovigo e Ponte di Piave. Non è forse arrivato il momento di pensare anche ad una o più franchigie territoriali? Per il momento largo ai meritati festeggiamenti e al futuro qualcuno ci penserà!

 

09/10/09

Qualche ora fa Field of Dreams ha ottenuto un insperato numero di visitatori che, a distanza di meno di due settimane dalla sua uscita, è da celebrarsi come un successo. Voglio ringraziare pubblicamente tutti coloro che in questi giorni mi hanno contattato per congratularsi. Le Società che hanno cortesemente inserito Field of Dreams nei loro link appaiono anche nella pagina Links del sito. Le vostre calorose testimonianze di riconoscimento mi danno la spinta per continuare a fare sempre meglio. Grazie

 

09/10/09

COPPA ITALIA SERIE B

CONCENTRAMENTO DI SEMIFINALE A PADOVA

Sabato 10 ottobre sul diamante padovano di Via del Plebiscito si disputerà uno dei 4 concentramenti che qualificheranno le formazioni destinate a giocarsi il trofeo nella Final Four. Ancora una volta si fronteggeranno le tre squadre venete cioè Padova, Ponte di Piave e Rovigo assieme ai Redskins Imola. La squadra padovana accede a questo concentramento dopo aver sbaragliato sia i New Black Panthers (7 a 6) che il San Lorenzo (15 a 9) nel concentramento di una settimana fa. Ponte e Rovigo, reduci dalla promozione in A2, accedono di diritto assieme all'Imola, sconfitta dal Viterbo nei play off per l'A2. Particolarità della Coppa Italia è che possono giocare solamente atleti ASI e, in questa competizione, sicuramente saranno penalizzate quelle squadre che in campionato assegnano ruoli chiave a giocatori non italiani. La prima sfida vede il Padova contro il Ponte di Piave alle ore 11.00. Partita interessante e spettacolo assicurato fra due formazioni dalle diverse caratteristiche, ma che potenzialmente si equivalgono. In campionato il Ponte ha vinto tre dei quattro incontri ma sabato affronterà un Padova decisamente motivato pronto a vendere cara la pelle pur di centrare l'ultimo obiettivo rimastogli. Alle 15.30, il Rovigo sarà opposto all'Imola. I rodigini, senza i quattro oriundi, fanno molto meno paura e la potenza di fuoco dovrebbe risentirne. L'Imola, è un pò l'incognta del quartetto perchè gareggiava nel girone C dove ha disputato un signor campionato aggiudicandosi la piazza d'onore. Nei play off ha trovato un super Viterbo e nonostante tutto ha vinto la prima e ha portato agli extra inning i laziali nella terza partita. I miei pronostici per la sfida finale, alle ore 20.30, vedono l'Imola contro il Ponte con la possibile sorpresa del Padova.

 

12/10/09

FESTA DEL BASEBALL

VECCHIE GLORIE

Conegliano 11 ottobre 2009

Si è svolta nella mattinata di domenica sul diamante "Adelio Freschi" di Conegliano una bellissima manifestazione di Vecchie Glorie del baseball cittadino e della provincia. Dopo la rituale presentazione degli atleti, di fronte al numeroso pubblico accorso, è iniziata la partita di baseball. Per circa due ore questi impavidi ex giocatori per nulla allenati, ma ancora animati dal sacro furore del baseball, si sono dati battaglia completando anche delle giocate pregevoli. Nessuno voleva mollare e tutti hanno fatto del loro meglio per onorare questa bellissima giornata. Come per magia l'età non contava più e si è ritornati inconsciamente ragazzini per rivire appieno questo breve momento. Alla fine un pò tutti, chi più chi meno, a lamentarsi dei piccoli dolori che immancabilmente sono apparsi o riemersi, cercando di scherzarci sopra anche se la postura o la camminata tradivano quello che era successo in campo. La perfetta organizzazione, sotto la regia del Presidente del Conegliano Giovanni Forno e del suo staff dirigenziale, ha prodotto anche un momento speciale premiando tutti i giocatori presenti con una targa ricordo su cui era incisa la motivazione che ha fatto grande questa manifestazione "Vecchie Glorie - Per il contributo apportato allo Sport del Baseball". E' stato consegnato anche un premio speciale "Seminatore del Baseball", voluto dal Presidente, a quelle persone che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro sport e che purtroppo, come Forno ricorda, spesso vengono dimenticate. Quest'anno il premio è andato anche al Sig. Targhetta Aldo per la sua storia di giocatore, prima, e di grande arbitro, poi. Voglio esprimere, a nome di tutti coloro che hanno partecipato, il nostro ringraziamento all'amico Forno Giovanni e ai suoi collaboratori per questo bellissimo momento, augurandomi che venga preso come esempio da tutte le società. Come per la storia, anche nel baseball ricordare coloro che hanno percorso la strada prima di noi fa parte di quella memoria del passato che è il sale dello sport e della vita.

 

16/10/09

Il Padova in finale Coppa Italia Serie B

Ancora una squadra veneta sotto i riflettori di una finale nazionale. Il Padova, che avevo dato tra le tre possibili vincitrici del concentramento della settimana scorsa, ha battuto il Ponte di Piave (4 a 3) e l'Imola (7 a 4) ed è entrato di diritto nella final four. La finale, a causa della rinuncia della Juve 98, sarà invece a tre. Si giocherà sabato 17 ottobre allo stadio Comunale di Pesaro. Il Padova affronterà il Fano 94 alle ore 11.30. Alle 15.30 la perdente di quest'incontro dovrà vedersela con l'Urbe Roma e alle 20.30 sarà la volta della vincente contro la formazione romana. Il Padova arriva meritatamente a questa finale anche se un pò acciaccato ma potrà sempre contare sul grande cuore che è la caratteristica peculiare di questa formazione. Squadra mai doma venderà certamente cara la pelle e a questo punto tutto può succedere. In bocca al lupo.

 

30/10/09

CHE SPETTACOLO!

Non so voi, ma i playoff e le World Series della MLB mi riempiono il cuore. Sono reduce dall'ennesima "nottatona" incollato al televisore per seguire gara due delle WS, saltando dalla telecronaca di Faso e Colnago ai giornalisti di ESPN per tenermi vivo e non cadere tra le braccia di morfeo, perdendomi magari i momenti topici. Non sopporto di vedere le partite il giorno dopo, devo assolutamente guardarla in diretta, altrimenti perdo la genuinità del momento e la magia del grande baseball. E' proprio vero, come dice mia moglie, le partite della MLB e in particolare le fasi finali ed il Fall Classic ti "riconciliano con il baseball". Riassaporo lo spirito, la filosofia, quel modo di essere che non trovo nel nostro massimo campionato e tanto meno ho trovato nella World Cup, da poco conclusa. Non è tanto legato alle grandi giocate a cui puoi assistere, e anche agli errori che questi super giocatori possono commettere come normali umani, ma tutto il contesto. Quello che mi piace è soprattutto l'atmosfera carica di ricordi, mentre aleggia nello stadio la presenza dei giocatori del passato richiamati da aneddoti e statistiche, delle ritualità che solo il baseball americano può dare. Per non parlare del pubblico che assiste partecipe con tifosi di entrambe le squadre, seduti uno accanto all'altro nel rispetto della fede sportiva di ciascuno. Questo è quello che si dovrebbe mostrare nelle scuole per educare e allenare i nostri giovani ad un sano esercizio di sportività, lontano dai beceri stereotipi del tifo casalingo. Che gran spettacolo ... "il meraviglioso gioco del baseball"!

 

08/11/09

Riporto qui di seguito, la lettera del Presidente Roberto Culicchi che mi trova perfettamente d'accordo e che sottoscrivo. Invito tutti coloro che hanno a cuore l'attività giovanile, fatta per fasce d'età e con un impatto graduale sia tecnico che fisico sul giovane atleta (evitando la diaspora dei giocatori, che sicuramente accadrà, se venisse eliminata la categoria Allievi), di mettersi in contatto con il Presidente.

Grazie

Lettera aperta del Presidente del CR Veneto Roberto Culicchi

“L’importanza della categoria Allievi Baseball per la crescita del nostro sport”

In questi ultimi anni la nostra Federazione ha svolto un grande lavoro presentando molte iniziative. Iniziative che hanno ottenuto grandi riconoscimenti a livello Internazionale e Nazionale da parte degli esperti del settore, vedi ad esempio l’Accademia, la prima in Italia tra le varie Federazioni Nazionali, potrei dilungarmi senza problemi ed aggiungerne altre, ma personalmente intendo soffermarmi su un’iniziativa rivolta soprattutto alle nostre fondamenta, perché solo da una base solida, costruiremo un solido futuro del nostro movimento. Non ho mai visto alcuno soffermarsi almeno una volta, su cosa è stato fatto dalla Federazione, per il settore giovanile. Oggi più che mai le discussioni che troviamo su qualche giornale telematico o su comunicati vari, etc., sono sempre ed esclusivamente dirette a denigrare. Si discute sui pochi spettatori agli stadi durante il mondiale di baseball, sugli oriundi in Nazionale, perché abbiamo lasciato a casa Tizio e Caio e così via (non staremo diventando dei calciofili), un lungo elenco di critiche, talvolta anche legittime, ma purtroppo mai accompagnate da una coscienziosa proposta per risolvere il problema. Sfortunatamente non sento mai parlare di iniziative positive rivolte al settore giovanile, e proprio di questo vorrei parlare e parlare bene di un progetto realizzato, se non ricordo male, intorno al 2002-2003 dalla Commissione Sport Giovanile della FIBS e cioè l’inserimento all’interno dell’attività giovanile di una categoria che ha dato una svolta al nostro movimento, quella degli ALLIEVI Baseball. Questa categoria, ci ha permesso soprattutto di non perdere Atleti, scusate se non è poco, quegli Atleti che trovavano difficoltà di inserimento nella categoria Cadetti per vari motivi che non sto qui ad elencare. La riduzione delle distanze tra le basi e del monte di lancio, ha portato ad un rispetto maggiore dell’Atleta, qualche metro in meno per un giocatore nell’età giovanile vuol dire molto. Con questo progetto la Federazione ha dimostrato un grande rispetto verso tutto il movimento giovanile Nazionale ed ha permesso di salvaguardare i nostri giovani nel loro percorso di crescita sportiva. Oggi più che mai, visto che nei prossimi giorni il Consiglio Federale si riunirà per discutere sulla riorganizzazione dei campionati, l’augurio personale che faccio a tutto il nostro movimento sportivo è che si continui a lavorare nell’interesse dei giovani, mettendo al primo posto la sicurezza dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, rappresentanti indiscutibili del futuro del baseball e del softball italiano.

Chi interessato all’argomento può contattarmi alla seguente email: roberto.culicchi@tin.it

 

11/12/09

GIANNI DONA' A SCUOLA DAI METS

E’ terminata una settimana fa la straordinaria esperienza del tecnico Gianni Donà, all’Academy dei Mets di Boca Chica nella Repubblica Dominicana.

Gianni Donà e Osvaldo Virgil

Se l’inverno è il periodo in cui il baseball italiano entra in letargo e le attività si svolgono solamente all’interno delle palestre, nel centro america non si smette mai di giocare. E’ questo il momento per volare oltreoceano e toccare con mano il favoloso mondo del baseball professionistico. Ma si deve avere l’aggancio giusto per arrivare così in alto e l’eclettico tecnico trevigiano Gianni Donà ha oramai un filo diretto con una delle più famose franchigie della Major League, i Mets di New York. Per il secondo anno consecutivo Donà si è recato nell’Accademia dei Mets di Boca Chica per un clinic di 10 giorni. Nella Repubblica Dominicana molte delle 29 formazioni della Major League hanno creato delle Academy che preparano i giovani talenti al salto nelle Minor e poi, se si hanno i numeri, nell’olimpo del baseball professionistico. L'accademia, che occupa 37 acri ed è costata 8 milioni di $, è stata inaugurata il 29 luglio 2008 e i Mets hanno fatto questo gigantesco investimento per creare un bacino di nuovi talenti dominicani e dell'america latina, ma non solo, che andranno a rinfoltire le squadre della franchigia newyorkese. L'Academy è anche la casa della formazione dei Mets che partecipa alla Dominican Summer League. “Sono stato accolto con calore - racconta Donà - come uno dei molti titolati tecnici dell’organizzazione che arrivano da New York per visionare i futuri prospetti, ritrovando alcuni allenatori dello scorso anno e diversi giocatori che hanno fatto esperienze nelle Minor. Mentre nel precedente viaggio, ho seguito esclusivamente il parco lanciatori, in queste due settimane ho avuto la possibilità di visionare e partecipare a tutte le attività delle due formazioni, di 40 giocatori ciascuna, presenti nella scuola e seguiti da 15 allenatori. In accademia tutto si svolge con la massima efficienza, niente è lasciato al caso e a fine giornata vengono spediti i report alla sede centrale. Qui si creano giocatori ma anche uomini e le regole scritte valgono per tutti. Chi sgarra incorre in tre tipi di punizioni: se è la prima volta sono $ 100.00 o si corre per mezz’ora extra sotto il controllo del trainer; se è la seconda infrazione sono $ 200.00 o si corre per mezz’ora extra per una settimana; se è la terza volta, non ci sono chance, si viene espulsi e…. addio carriera. Ho visto con i miei occhi una scena che sintetizza benissimo la disciplina che vige in accademia. Durante una partita contro i New York Yankees (per la cronaca vinta 9 a 2) il ricevitore aveva mandato a quel paese, con il gesto della mano, il lanciatore, reo di aver concesso una battuta valida agli avversari. Il G.M, su segnalazione dell’head coach, ha disposto la punizione: raccogliere rifiuti in giro per la struttura dell’impianto per un’ora. La giornata inizia alle ore 6.00 e termina alle 14.00 e si lavora sodo con un unico break di dieci minuti per mangiare un mix di frutta. I ragazzi, tutti tra i sedici e i diciotto anni, sono ben preparati e sono seguiti con metodo e vengono curati i piccoli dettagli, che nel baseball, fanno la differenza. Ci sono dei veri talenti e tra tutti mi ha impressionato un ragazzo di 17 anni, figlio dell’ex pitcher di major Ugueth Urbina, che lancia 94-96 miglia. Tra i lanciatori ho incontrato anche il giovane cubano Yuniesky Maya, di Pinar del Rio, che era venuto in Italia con la nazionale nel 2005 e poi “balzeros” negli USA. Sicuramente firmerà per il doppio A. All’interno della giornata le due squadre giocano, in casa o in trasferta, una partita con le altre Academy. Ho assistito costantemente i miei amici Francisco Cabrera (ex Major League e vincitore di una World Series con i Braves di Atlanta) e Luis Royas (figlio di Felipe Alou e fratello di Moses) che sono gli head coch delle due squadre, in diversi incontri contro i Twins, Yankees, Cubs, D-Backs, Phillies, Giants, Royals e Rays. Si giocano sette inning in un’ora e cinquanta circa e, che si vinca o si perda, si fa subito il punto dell’incontro e parlano solamente il manager e i coach. Quello che interessa allo staff è vedere i progressi dei giocatori e ci si sofferma su tutti gli episodi, e non è un caso che questa accademia si chiami Instructional. E’ successo proprio contro i Cubs, persa 10 a 5, che un corridore non ha toccato la prima base e il coach a fine partita gliel’ha ricordato. Affinchè non se lo dimenticasse ha corso per 5 volte da casa in prima più altre cinque volte, per lo staff, a tutta velocità. E’ così che funziona se si vuole emergere!. Il sabato e la domenica sono giorni di riposo e i locali tornano a casa, mentre gli “stranieri” rimangono in accademia. In questo mondo capita sovente di incontrare stelle nascenti della Major League e vecchie glorie che hanno fatto la storia del gioco. Quest’anno ho conosciuto l’esterno dei Chicago Cubs, Felix Pie, che nell’incontro con i Mets ha fatto la differenza. Ho trovato una vecchia conoscenza del baseball italiano, Miguel Valdes che è attualmente il Minor League Special Assignments Coach per i Mets. Ma in casa Mets ho potuto fare la conoscenza con un personaggio incredibile, vera pietra miliare della storia del baseball, tale Osvaldo Virgil, che nel 1956 fu il primo giocatore dominicano a giocare nella Major League. Giocò con i Giants, Tiger, Orioles ed è nella Hall of Fame del baseball dominicano. Per un fanatico del baseball, come sono io, queste due settimane sono state rigeneratrici sia tecnicamente che umanamente. Si arriva alla fine un po’ cotti ma soddisfatti e con tanta voglia di riportare a casa questa esperienza e metterla a disposizione dei ragazzini che andrò a seguire. Mentre salgo in aereo per ritornare a casa mi passano per la mente tutti i momenti vissuti in accademia e con un po’ di malinconia mi prometto che un giorno metterò mano al computer per lasciare un ricordo scritto di queste mie avventure”. 

(Articolo pubblicato su: La Tribuna di TV - baseball.it - fibs.it e su fibs-veneto.it-FOXSPORT.it)

 
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