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BASEBALL PAOLO ART 4
 

 

 

27/01/11

I TREVIGIANI NELLA MASSIMA SERIE

Cogliendo l’occasione della trade del trevigiano Massimiliano Sartori alla Fortitudo Bologna, a cui auguriamo ogni successo possibile, e che va ad affiancare il neo capitano Fabio Betto, pure lui trevigiano di Castelfranco Veneto, mi sono venuti alla mente i giocatori della nostra provincia che hanno calcato le scene della massima serie. Nell’ottica del mio Field of Dreams che vive della memoria e nella memoria, ho cominciato a raccogliere i nomi dei giocatori della provincia di Treviso che sono approdati nell’allora serie A o nell'attuale IBL1. Per la verità, non ce ne sono molti ma quei pochi, qualcuno dei più vecchi è ancora nel giro del baseball, non vengono mai ricordati e trovo giusto elencarli ora, perché possano avere il dovuto riconoscimento e perché i giovani sappiano che anche la nostra provincia ha prodotto giocatori che sono entrati nella major league italiana. A tutti loro va il nostro ringraziamento.

GIOCATORE
RUOLO
BATTE
TIRA
SOCIETA'
ANNI
COGO MASSIMILIANO

Lanciatore

Esterno

Destro
Destro
Castiglione della Pescaia
1984
B.B.C. Grosseto
1985
Verona
1987
Reggio Emilia
1988
PADOAN DAVIDE

Ricevitore

Esterno

Terza base

Destro
Destro
Verona
1987
SALVI CESARE

Interno

Lanciatore

Esterno

Destro
Destro
B.B.C. Grosseto
1985
Verona
1987
Verona
1990
BASO EMANUELE
Lanciatore
Sinistro
Sinistro
B.B.C. Grosseto
1985
ONGARO STEFANO

Esterno

Lanciatore

Destro
Destro
Verona
1987
DONA' GIOVANNI

Esterno

Lanciatore

Prima base

Destro
Destro
Verona
1990
BASSO ANDREA

Esterno

Lanciatore

Sinistro
Sinistro
Verona
1995
GIROTTO CRISTIAN

Interno

lanciatore

Destro
Destro
Rangers Redipuglia
2008
SARTORI MICHELE
Ricevitore
Destro
Destro
Rangers Redipuglia
2008
SARTORI MASSIMILIANO

Interbase

Prima base

Destro
Destro
Rangers Redipuglia
2008
Fortitudo Bologna
2011
TONELLATO MANUEL

Lanciatore

Esterno

Destro
Destro
Rangers Redipuglia
2008
TONELLATO MATTEO
Lanciatore
Destro
Destro
San Marino
2007
2008
2009
LUCATI ANDREA *
Lanciatore
Destro
Destro
B.B.C. Grosseto
2008
BETTO FABIO
Lanciatore
Destro
Destro
Parma Baseball

Dal 1994

Al 1998

Fortitudo Bologna

Dal 1999

in attività

* Nel 2007 ha firmato per gli Houston Astros

 

17/02/11

Gianni Donà all’ACCADEMIA ITALIANA DEL BASEBALL E DEL SOFTBALL di Tirrenia

Gianni Donà tra Daniele Santolupo e Bill Holmberg

Alcuni giorni fa, di ritorno dall’Accademia Federale di Tirrenia, il tecnico trevigiano Gianni Donà mi ha rilasciato un’intervista sulla sua esperienza. Per la cronaca Donà è uno che se ne intende di Accademie essendo da tre anni ospite fisso della franchigia dei Mets nell’Istructional League di Boca Chica nella Repubblica Dominicana. Donà, che è un profondo conoscitore del baseball, si diletta per rimpinguare il suo bagaglio tecnico, a confrontarsi con altre realtà e da questo fuoco sacro è nato il desiderio di passare anche alcuni giorni nell’Accademia Italiana.

D: Cosa ti ha spinto dopo alcuni mesi dal tuo ritorno da Boca Chica a fare questa nuova esperienza?

R:  L’INSODDISFAZIONE ! Innanzi tutto, non credo di essere un  profondo conoscitore del baseball, diciamo che amo questo meraviglioso gioco. Esso è parte integrante della mia vita! Quando credi di saperne abbastanza, ti accorgi di quanto non conosci! Penso che nessuno possa mai dire di essersi migliorato abbastanza, di non avere più nulla da imparare.  Un cammino di miglioramento, è una scelta di vita. Lo scambio tecnico -metodologico ed il confronto con altre realtà è fondamentale! Quando istruisci dei giovani atleti, devi essere ben preparato, non puoi improvvisare! E l’Italian Baseball Academy di Tirrenia è il luogo adatto!

D:  Come hai fatto ad entrare in Accademia?

R: Ho contattato il Sig. Giorgio Moretti, presidente del CNT, e successivamente ho inoltrato una mail di richiesta all’Academy.

D: Come è stata l’accoglienza?

R: Direi ottima!

D: Ci sono similitudini tra l’Accademia e l’Instructional?

R: Non c’è nulla da invidiare alle Academy d’oltreoceano. Bill Holmberg  e lo staff svolgono una mole di lavoro enorme.  Sempre sotto: dalle 05:00 alle 22:00 tra palestra, gym, tunnel , bullpen, ufficio…… interrotto solamente dalle pause per il pranzo e la cena. La strutturazione e la pianificazione delle sessioni di allenamento in tutti i loro aspetti  (Fisico, Tecnico, Tattico, Mentale ), sono ECCELLENTI! E’ il luogo ideale per trasformare atleti talentuosi in atleti di alto rendimento, e se non tali, sicuramente in buoni atleti.
Per tutti quegli aspetti di supporto all’Accademia quali il coordinamento, esigenze, richieste, scuola, famiglie,  ecc…… le Signore Marianella Mojoli e Isabella Tamburini sono sempre attente, disponibili e gentili. A volte, non è così facile come qualcuno potrà pensare!  Ma il loro lavoro è indispensabile.

D: Hai visto i nostri prospetti e cosa ti sembra?

R: I ragazzi sono un ottimo gruppo per attitudine, motivazione, perseveranza e disciplina. Li ho visti svolgere sessioni di allenamento veramente estenuanti, e essere “ready” il giorno seguente come niente fosse. Chissà…. Forse sarà l’età? No! Sono bene allenati!  

D: Come inquadreresti questa tua esperienza?

R: Assolutamente positiva, o meglio, INCORAGGIANTE! Ho un’ulteriore conferma di essere sulla giusta strada.

D: Consiglieresti ai tecnici italiani di visitare l’Accademia?

R: Certamente!   

D: Siamo alla fine. Devi ringraziare qualcuno?

R: Il nostro Presidente Riccardo Fraccari, Giorgio Moretti, Bill Holmberg, Marco Mazzieri, Daniele Santolupo, Armando Gutierrez, Marinella Mojoli, TUTTI i RAGAZZI ……. e mi scuso se ho dimenticato qualcuno!
Dimenticavo. Tutto questo spreco di aggettivi non ha secondi fini, o particolari mire, e non è nemmeno la partecipazione ad un concorso di simpatia. Solamente …. sensazioni !

 

15/03/11

In ricordo di Salvatore Tantillo

Circa due mesi fa ho inaspettatamente ricevuto un libro che era appartenuto a Salvatore Tantillo, fondatore del baseball a Castelfranco Veneto, prematuramente scomparso negli anni ‘70. Ero molto legato a Salvatore, e devo a lui e a Gianfelice Trivellato se una buona parte della passione del baseball, che era già viva in me, esplose definitivamente quando loro due fondarono la prima squadra a Castelfranco Veneto. A donarmelo è stata la moglie Jole, che voleva fossi io a conservarlo. Si tratta dell’edizione del ’72 di “The Story Of Baseball: A Completely Illustrated And Exciting History Of America's National Game” scritto da John M. Rosenburg. Mi ha riempito il cuore sfogliarne le pagine sapendo che anche Salvatore aveva fatto altrettanto, soffermandosi sulle bellissime foto in bianco e nero che punteggiano questo libro. In un mondo impazzito, lo vediamo tutti i giorni, che non ha più alcuna speranza a causa dei molteplici disastri diretti e indiretti dell'uomo, questo piccolo ma straordinario ricordo di Salvatore riesce a darmi una boccata di ossigeno rigenerante. A volte ci vuole poco per saziare il nostro animo. Grazie Jole e Stefano di questo splendido regalo.

 

23/06/11

Davide Novello

Nazionale Under 12

Ho sempre gioito per le performance dei giocatori e giocatrici, già fatti, che ho conosciuto nella mia lunga esperienza sportiva - come giocatore e come allenatore - e per quei piccoli atleti che ho visto crescere e inanellare negli anni prestigiosi traguardi. Alcuni di questi ho anche avuto l’onore di allenarli per dei periodi, vedendo giorno dopo giorno i loro progressi. Anche quelli che ho perso di vista, perché le strade si sono divise, non li ho mai dimenticati e, in tutte le occasioni presentatemi, cercavo di tenermi al corrente dei loro progressi. Chi mi leggerà si riconoscerà tra gli atleti e atlete che hanno avuto modo di percorrere assieme a me una parte del loro cammino sportivo. Conservo il loro ricordo con grande piacere e quando qualcuno di questi riesce a sbocciare o a raggiungere dei risultati importanti mi piace pensare che qualche mio modestissimo suggerimento, datogli a suo tempo, gli sia servito per l’arricchimento del suo bagaglio atletico e tecnico. E’ il caso dell’undicenne castellano Davide Novello detto “Davidino” che è stato selezionato nella Nazionale Under 12 che giocherà il Campionato Mondiale dal 9 al 17 luglio a Taipei. Davidino è uno di quei talenti naturali, così rari, che avrebbe potuto fare qualsiasi sport ed emergere su tutti ma, per nostra fortuna, ha scelto il baseball che di prospetti ne ha veramente bisogno. A Davide e alla sua famiglia le più vive congratulazioni per questa prestigiosa convocazione in Nazionale.    

 

04/07/11

UN CARO SALUTO DA CHI NON HA DIMENTICATO

Non è passata una settimana dal mio articolo su Davide Novello, che ricevo una mail del carissimo amico Antonio Consiglio, che di strada nel baseball ne ha fatta parecchia, e che pure lui non ha mai dimenticato la nostra amicizia. Ho deciso di pubblicarla perchè nei ricordi di Antonio ritornano anche altre persone legate a questa nostra avventura castellana.

Caro Paolo,

è un po’ che non ci sentiamo, anzi più di po’!! Intanto vedo con immenso piacere che la tua, direi anche la nostra, passione per il gioco del Baseball e Softball è rimasta invariata. La tua iniziativa del sito “The Field of Dreams” è straordinaria e l’occasione per tuffarsi nei sani ricordi della nostra gioventù è troppo ghiotta e non voglio lasciarmela scappare, e proprio per questo motivo ti scrivo queste righe. Sostengo sempre che senza un grande passato e senza soprattutto memoria non si può avere un grande futuro; il fatto che tu addirittura ci abbia dedicato un sito e sicuramente buona parte del tuo tempo libero ti fa onore. Nonostante tutti questi anni, dove acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, le sensazioni e le emozioni che riescono a trasmetterci il gioco del “batti e corri” sono tuttora veramente straordinarie; straordinarie come lo erano quando eravamo giovani e quando io per primo, negli ormai lontani inizi degli anni Ottanta, provai un’emozione straordinaria a vestire la casacca del Castelfranco Veneto guidato dal Manager di allora Paolo Basso; si proprio tu Paolo !! In quegli anni per una mia esperienza militare mi trovavo in quel di Istrana (TV), proprio a pochi chilometri di distanza da Castelfranco Veneto, e mi ricordo, io Antonio Consiglio da Catania, che la prima cosa che feci, dopo essermi ripreso dall’iniziale choc innescato da tale destinazione (onestamente non sapevo neanche dove fosse Istrana !!), fu quella di verificare qual era la squadra di Baseball più vicina. Ho ancora ben nitido il ricordo del primo impatto che ebbi con il posto; eravamo in pieno periodo invernale ed ebbi a che fare con una nebbia che come si suole dire “si tagliava con il coltello” !! Tale nebbia però si diradò molto presto quando seppi che a pochi chilometri da Istrana c’era una quadra di Baseball di grande tradizione come quella di Castelfranco Veneto. Tirai un sospiro di sollievo e dissi a me stesso che poi, alla fine, non ero capitato tanto male !! Dunque il Baseball come un momento non solo utile a continuare la propria attività sportiva – agonistica (sono nato nel 1964 e ho iniziato a giocare a Baseball a Catania all’età di nove anni nel lontano 1973), ma anche come momento e strumento di integrazione sociale con il territorio che mi stava accogliendo per la mia esperienza militare. Per quanto mi riguarda, era la prima volta in assoluto che vestivo una casacca diversa da quella del Catania Baseball, così come era la prima volta che mi cimentavo in un campionato diverso da quelli della mia Regione. Intanto una cosa su tutte; l’accoglienza da parte della squadra e della dirigenza fu straordinaria. Certo magari all’inizio, consideriamo che erano altri tempi, dove la Sicilia non aveva ancora espresso il proprio potenziale tecnico e agonistico, fui guardato magari come un “oggetto misterioso”, (della serie ma guarda questo che gioca a Baseball e viene dalla Sicilia) e simpaticamente fui considerato un “oriundo”, in una realtà in cui dei veri e propri “oriundi” c’erano già (mi ricordo per esempio Steve Calzavara); ma quelli venivano da oltre oceano, io venivo invece da oltre lo stretto !! Dopo un po’ di tempo la cosa che mi diede più soddisfazione fu quella che mi conquistai un posto in Squadra e addirittura ne divenni l’interbase titolare per molte partite, in una Squadra con importanti individualità e con giovanissimi talenti in erba tra cui Andrea Basso e direi soprattutto Fabio Betto, che ho avuto il piacere e l’onore di vedergli muovere i primi decisi passi verso una folgorante e ammirevole carriera. Per la verità mi ricordo anche di Massimiliano Cogo, che conobbi qualche anno prima in una mia esperienza di spring training in quel di Grosseto dei vari Costa, Foschiani, Borghino, Ford e Chappas. Certo a pensarci bene qualche talento in erba l’ho proprio conosciuto !! Qualche anno dopo sempre per una mia esperienza militare mi ritrovai a Matino (LE) con i giovanissimi Andrea Castrì, con il quale facevo interminabili sedute di Pepper Game (era proprio insaziabile !!) e Gigi Carrozza; erano degli atleti straordinari e tecnicamente, nelle mani del mitico Raffaele Zappia, divennero eccezionali: ma di tutto ciò parla la loro storia e carriera. Ma voglio tornare agli amici di Castelfranco Veneto per dire a tutti loro che non ho mai dimenticato quella esperienza per me, fra l’altro persona particolarmente attenta a taluni aspetti, straordinaria da tutti i punti di vista; umano, tecnico, agonistico, sociale. Pertanto caro Paolo, non solo Ti e Vi ringrazio per l’esperienza di allora, ma attraverso il tuo sito vorrei portare un saluto affettuoso e un’attestazione di stima a tutti i componenti del “Roster” di allora e ti sarei grato se riuscissi a produrmi dei documenti di qualunque natura e specie (statistiche, composizione del Roster, locandine, foto, etc. etc.) di quella stagione per me indimenticabile. Ricordo infine con immenso piacere che il girone di Serie C di allora, oltre ovviamente al Castelfranco Veneto, vantava delle compagini di tutto rispetto; squadre che poi sono state capaci di scrivere pagini importanti del Baseball italiano come per esempio Redipuglia, Buttrio, Trieste e Padova. Dopo quella esperienza continuai a giocare ancora per lungo tempo, ma ad un certo “la campana” suona per tutti e decisi che era meglio smettere e vestire i panni del Dirigente a tempo pieno; mi inorgoglisce il fatto, e questa è storia di cui probabilmente siete a conoscenza, che ho l’onore di presiedere in qualità di Presidente il sodalizio Franchigia Siciliana Baseball Softball. Grazie ancora e un caro saluto a tutti gli amici di Castelfranco Veneto.

Antonio Consiglio   

 

07/07/11

DUE ITALIANI AL MIDSUMMER CLASSIC 2011

Ongaro Stefano

Tra meno di cinque giorni, nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 luglio, al Chase Field di Phoenix si giocherà il Midsummer Classic 2011. L'All Star Game numero 82 vedrà schierata in campo la crème de la crème del baseball della MLB. Ma non tutti sanno che a questa straordinaria manifestazione del baseball professionistico statunitense ci sarà anche un italiano. Non mi riferisco al nostro grande Alex Liddi, che farà parte della competizione parallela dell’All Star Future Game, che metterà di fronte i giocatori più promettenti (tra quelli sotto contratto con le Franchigie MLB e che non siano approdati in Major) di Stati Uniti e Resto del Mondo, ma ad un funambolico ex giocatore passato a dirigere la società “Gold Sport Collectibles” che, in collaborazione con la Rawlings, fornirà le palline ufficiali dell’Homerun Derby e quelle commemorative in oro delle manifestazioni della MLB. Trattasi del castellano Stefano Ongaro, già giocatore con il Verona negli anni ’80, con un lungo trascorso di direttore di famosi ristoranti a Los Angeles (Valentino, Enoteca Drago, Il Grano e All’Angelo) ma con il cuore sempre rivolto al gioco della sua vita. Quando si è presentata l’occasione per realizzare il suo sogno, di calcare i diamanti della MLB, non se l’è fatta scappare. Naturalmente non più come giocatore ma come direttore di un business che lo avrebbe agganciato al suo sogno portandolo ad entrare nell’olimpo del baseball. Bravo Stefano e complimenti!

Proprio oggi la MLB uscirà con un comunicato stampa a livello mondiale, seguito da quello della "Gold Sport Collectibles" a riguardo della palla d'oro che sarà usata nel Home Run Derby. 

Comunicato della "Gold Sport Collectibles"

Articolo pubblicato su FOXSPORT.it e FIBS.it (questo riveduto con le dichiarazioni di Stefano Ongaro)

 

08/09/11

7 SETTEMBRE 2011: Debutto di Alex Liddi nella MLB

Questa  rimarrà una data epocale, dalla valenza pari allo sbarco di Neil Armstrong sulla luna, per i tifosi e gli addetti ai lavori del baseball italiano. Mai prima d’ora un atleta di scuola italiana era entrato nella Big League e finalmente questo “benedetto giorno” è arrivato, grazie al bravissimo sanremese Alex Liddi. Nella settimana in cui si chiuderà definitivamente la serie per lo scudetto italiano, contrassegnata da belle partite ma anche da episodi di un’inciviltà della peggior specie ecco un fascio di luce intenso, che non a caso arriva dagli Stati Uniti. Da Seattle, per la precisione, dove i Mariners, ultimi nella AL West e dunque già da tempo tagliati fuori dalla corsa per i playoff, hanno approfittato dell'allargamento del roster concesso ogni anno a settembre e fatto quel che si fa in questi casi, cioè pensato al futuro e richiamato a sé i loro giovani più interessanti, fin qui mandati a giocare nelle minor league. E tra questi c'è Alex Liddi, 23 anni compiuti lo scorso 14 agosto, che è diventato così, il primo giocatore nato e cresciuto in Italia a giocare nella Mlb. Terza base, battitore destro, nel 2005, aveva firmato il primo contratto con i Mariners ed effettuato il primo viaggio transoceanico come membro di un club di Major League, anche se al livello più basso. Incommensurabile è la gioia di tutti noi che abbiamo potuto assistere al suo debutto con la casacca dei Seattle Mariners in diretta nella partita da titolare del 7 settembre nella tana dei Los Angeles Angels. Un esordio purtroppo amaro a causa della sconfitta dei Mariners per 3 a 1. Ma il primo italiano vero, non uno dei tanti italo-americani che popolano la MLB, cresciuto nel nostro paese, a giocare nel massimo campionato di baseball del mondo, ha provato a dare il suo contributo. Ha giocato in terza base mentre in attacco era ultimo nell'ordine di battuta. Al piatto non è andata benissimo: 0 su 2 con un K. Poco male, perchè in difesa invece è stato protagonista di un'eliminazione che è finita tra gli highlights del sito ufficiale della Mlb con il titolo di “Liddi's diving grab”. Quella presa in tuffo alla sua destra sulla linea di foul e la cannonata in prima, anticipando il corridore di un metro abbondante, rimarrà nei nostri cuori per tutta la vita. Certamente Liddi, e vorrei ben vedere, avrà patito l'emozione dell'esordio sul diamante. "Sono eccitato e anche un po' nervoso. Devo solo cercare di stare calmo", aveva detto l'azzurro prima del match di stanotte al The Seattle Times. Ricordiamoci che il grandissimo Willie Mays iniziò la sua carriera in Major League senza successi nelle prime dodici apparizioni al piatto. Al suo tredicesimo turno di battuta, colpì un homer sopra la recinzione sul lato sinistro del Polo Grounds, su un lancio di Warren Spahn. Famosa rimane la frase di Spahn  che disse “[Willie Mays] era qualcosa come zero su ventuno la prima volta che lo vidi. La sua prima valida in Major League fu un fuoricampo su di me e non me lo perdonerò mai. Ci saremmo potuti sbarazzare di Willie per sempre se solo l'avessi messo strikeout”. Ci saranno sicuramente altre occasioni per fare meglio. E’ una di quelle rare occasioni in cui sono fiero di essere italiano e tutti noi siamo in qualche modo in debito con Alex per quello che è riuscito a fare. Chapeau!!!!

 

26/09/11

HAPPY BIRTHDAY

fieldofdreams.it

Field of Dreams compie oggi due anni. Dal lontano 26 settembre del 2009 questo almanacco si è ulteriormente arricchito di notizie, storie, aneddoti, biografie e tanto altro ancora sul fantastico mondo del baseball. In due anni ci sono stati oltre 5000 (per l'esattezza 5066 alle ore 14.00) visitatori che hanno viaggiato tra le pagine di fieldofdreams.it. E' un bel numero di amici per un piccolo sito che non ha grandi casse di risonanza se non il vostro passaparola. Grazie a voi è diventato quello che attualmente è. Come ho già detto lo scorso anno, la sola pretesa di questo sito è quella di dare a tutti la possibilità di leggere le storie del baseball che ai più sono sconosciute e ridare voce ai tantissimi giocatori che hanno reso grande il nostro sport. Con questo spirito giorno dopo giorno continuerò a darvi il pretesto per venirmi a trovare. Grazie a tutti!

 

30/11/11

Ho alcuni amici che in campo da baseball e a volte anche fuori hanno l'abitudine di masticare tabacco ma io personalmente non l'ho mai usato e non ne ho sentito l'esigenza. Da molto tempo desideravo dire la mia sull'argomento e adesso mi sembra il momento giusto visto che la questione è arrivata quest'anno agli onori della cronaca dopo la lettera inviata da alcuni senatori statunitensi alla MLBPA (Major League Baseball Players Association) e alla MLB per bandire il tabacco da masticare dal gioco nelle major, non solo sul campo ma anche in tutti i luoghi visibili dello stadio. La motivazione è semplice e forse per questo ancor più dirompente. Cosa dicono questi senatori: "Quando i giocatori utilizzano il tabacco, mettono in pericolo non solo la propria salute, ma anche la salute di milioni di bambini che seguono il loro esempio", rilevando che i sondaggi mostrano un aumento del consumo di tabacco da masticare tra i giovani. L'uso del tabacco è stato associato al cancro della bocca, allo stomaco, alla laringe e ad altro, così come alle malattie cardiovascolari e ad altri problemi di salute. Questo non è solamente un problema statunitense ma interessa tutti e anche in Italia si possono vedere dei giovani giocatori che ne fanno uso. Se navigate su internet avrete modo di vedere gli effetti visibili devastanti dei tumori alla bocca prodotti dalla masticazione del tabacco e l'elenco dei giocatori che ne hanno subito le conseguenze è tristemente lungo, tra questi anche alcuni famosi major leaguers: Bill Tuttle, Baby Ruth, Tony Gwynn. Il famoso catcher degli anni '50, Joe Garagiola, ci mette in guardia circa l'uso del  tabacco da masticare: "Dico a questi ragazzi, 'Potrebbe non piacerti quello che dico, ma con il cancro ai polmoni si muore di cancro ai polmoni'  ... 'Con il cancro orale, si muore un pezzo alla volta. Operano al collo, operano alla mascella, operano in gola". Tutti noi, a cominciare dalla nostra Federazione e dalle Società, dovremmo agire soprattutto informando i giovani che masticare tabacco non ti fa diventare un grande giocatore, come spesso viene ingenuamente raccontato, e che emulare quello che mastica non ti alza nella scala sociale e sportiva ma può rovinarti per sempre la vita.

 

22/12/11

 

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