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BASEBALL PAOLO ART 7
 

 

 

04/01/2014

INIZIA BENE IL 2014 PER IL BASEBALL VENETO

Il 2014 sarà un anno da ricordare per gli appassionati e gli addetti al lavoro del baseball Veneto, in particolare per Trevigiani e Padovani, grazie a due avvenimenti unici: la 29a Convention Coach a Treviso, e il Padova Baseball in IBL. Due chicche dal grande potenziale propagandistico per il movimento.

La Convention Coach che si terrà al Centro Congressi del BHR Treviso Hotel - Quinto di Treviso dal 17 al 19 gennaio vedrà arrivare centinaia e centinaia di tecnici di baseball & softball da tutta Italia per una kermesse tecnica di altissimo livello. Saranno presenti come relatori stranieri Darrell Miller, 5 anni in MLB, Tim Leiper, 12 anni in MLB, Monica Abbott, lanciatrice USA, Natasha Watley, medaglia d'oro ad Atene e d'argento a Pechino, più un nutrito stuolo di tecnici Italiani a cominciare dai due manager delle Nazionali, Marco Mazzieri e Marina Centrone, a cui si sono aggiunti Mauro Berruto (Commissario tecnico della Nazionale maschile di pallavolo e Direttore tecnico del settore giovanile maschile della FIPAV e molto di più: nominato dal Governo Italiano qualche settimana fa alla guida del progetto Destinazione Sport), Domenico Di Molfetta (uno dei maggiori esperti italiani di metodologia dell’allenamento, nei suoi aspetti pratici e psicologici, è dal 2010 Responsabile nazionale della squadra azzurra assoluta del settore Lanci della FIDAL) e Mike Piazza che non ha certo bisogno di presentazioni nel mondo del baseball. Nato a Norristown, Pennsylvania, nel 1968, è considerato il migliore battitore di tutti i tempi fra i ricevitori e con 396 fuoricampo detiene il record assoluto in carriera per un catcher, accumulato in 16 stagioni di Major League; giocatore e leader della Nazionale azzurra nel primo World Baseball Classic nel 2006, entra poi a far parte stabilmente dello staff azzurro di Marco Mazzieri in qualità di batting coach. E poi ancora molti altri relatori tra cui il mio concittadino Fabio Betto, grandissimo lanciatore e ora tecnico del Bologna, che ritorna nelle sue zone natie per parlarci del "Tecnico visto dall'atleta e viceversa … " . Beh, direi che di più non potevamo desiderare per una prima volta in provincia di Treviso.

Il Padova Baseball ha rotto gli indugi iscrivendosi all'IBL e avviandosi a disputare il massimo campionato di baseball italiano. Fino ad ora in tutto il panorama Veneto solamente la società di Verona poteva vantare alcuni anni nella massima serie. Il Padova dopo aver vinto lo scorso anno il campionato di A federale e Coppa Italia aveva tutti i diritti per iscriversi all'IBL. Ma, visti i chiari di luna di questi anni e dopo la rinuncia di Ronchi dei Legionari e del Novara, un salto del genere andava soppesato attentamente per non compromettere tutto il grande lavoro fatto dalla società Padovana. La decisione, che risale ad alcuni giorni fa, ci riempie di gioia perchè finalmente non solo, una squadra Veneta potrà giocare con le grandi di sempre Bologna, Rimini, S.Marino e Nettuno (la cui partecipazione a tutt'oggi non è ancora sicura), ma darà l'opportunità ai tanti tifosi regionali di non sobbarcarsi più km e km per vedere una partita della massima serie. Questo entusiasmo per la decisione del Padova di affrontare un così gravoso impegno dovrebbe indurre, a mio parere, tutte le società del territorio ad offrire a questa squadra i loro migliori prospetti per contribuire a ridurre le spese di gestione, che non saranno poche, e a dare la possibilità ai talenti locali di potersi esprimere in un così prestigioso scenario. Sarebbe bellissimo che questo potesse succedere. Vorrebbe dire che finalmente non esisterebbero più i freni campanilistici e le invidie, che hanno oppresso da decenni il nostro movimento.

Forza Padova!

03/03/2014

GRAZIE AI VISITATORI

Domenica 2 marzo 2014 fieldofdreams.it ha conteggiato il 10000° visitatore raggiungendo un prezioso record, dato che le statistiche qui la fanno un po' da padrone, impensabile 4 anni e sei mesi fa. Metaforicamente, è come essere sul diamante con diecimila spettatori, un numero ragguardevole anche per certi stadi della MLB, e cercare di dare il massimo di sé per gratificare il pubblico. Nel mio caso, molto più modestamente, è onorare la storia e lo spirito di questo grande e meraviglioso sport. Chi mi segue da diverso tempo potrà notare che quasi quotidianamente fieldofdreams.it viene arricchito di nuove storie che mi piace scovare e proporre augurandomi di sollecitare la vostra curiosità e allargare i tifosi di questo nostro stadio immaginario.

Grazie a tutti voi.

Paolo Basso

25/05/2014

COSA E' SUCCESSO IN MLB NEL MESE DI MAGGIO?

Nel mese di maggio, ci sono state due notizie dal baseball pro d'oltre oceano che mi hanno colpito e che desidero condividere con voi. La prima riguarda il ritorno di Aroldis Chapman e la seconda l'ultima stagione di Derek Jeter.

Aroldis Chapman

Nella notte di mercoledì 19 marzo, il closer dei Reds, Aroldis Chapman, venne colpito sopra l'occhio sinistro da un line drive battuto da Salvador Perez dei Royals nel sesto inning della partita di spring training tra Cincinnati e Kansas City a Surprise, Arizona. Chapman dopo il colpo, pur rimanendo a terra, non perse mai coscienza o la mobilità degli arti, ma venne immediatamente immobilizzato e portato nell'ospedale locale, dove gli venne diagnosticata la frattura sopra l'occhio sinistro e il naso. Aroldis Chapman subì un intervento chirurgico giovedi notte per riparare l'osso rotto sopra l'occhio sinistro inserendo una placca di titanio per stabilizzare la frattura. Il medico della squadra, Timothy Kremchek, disse che Chapman era "un ragazzo molto fortunato" e se guardate le immagini dell'incidente su youtube vi renderete conto che è incredibilmente vero. L'incidente avrebbe potuto definitivamente precludergli la carriera e la vita ma invece la fortuna e la sua grande forza di volontà l'hanno aiutato a riprendersi e quasi due mesi dopo Aroldis Chapman è rientrato nel roster dei Reds, facendo il suo debutto l'11 maggio nella regular season nel nono inning della partita di Cincinnati contro Colorado. Con un vantaggio di tre punti, Chapman ha realizzato la sua prima salvezza del 2014, mettendo strikeout tre dei quattro battitori che ha affrontato per assicurare la vittoria ai Reds, per 4-1. Ben tornato Chapman!

La standing ovation a Derek Jeter (# 2) da parte dei fans del Wrigley Field di Chicago

Come sapete questa è l'ultima stagione giocata dal Capitano degli Yankees, Derek Jeter, e ogni volta che si presenta alla battuta negli stadi in trasferta viene accolto dai fans delle squadre locali che gli tributano una standing ovation. Mi è capitato mercoledì 21 maggio di vedere in diretta su SKY la partita giocata dagli Yankees al Wrigley Field di Chicago. I Cubs erano avanti 2 a 0 all'ottavo inning quando è uscito dal dugout Derek Jeter per battere. Contemporaneamente i 34808 tifosi dei Cubs, che probabilmente pensavano fosse anche l'ultima apparizione di Jeter al piatto, si sono alzati in piedi per tributare il giusto riconoscimento a questo grandissimo giocatore. Ma, sfortunatamente per i Cubs, non era il suo ultimo at-bat. Grazie al recupero degli Yankees nel nono inning, Jeter è tornato a battere altre due volte ricevendo ogni volta una standing ovation. Jeter incarna il meglio del giocatore di baseball, un esempio per tutti. E' il giocatore e il capitano che tutti i managers vorrebbero. La sua carriera di vent'anni con gli Yankees è straordinariamente esemplare sotto tutti gli aspetti e merita l'apprezzamento di tutti ma mette anche in luce la grande sportività dei tifosi americani che sanno riconoscere il valore e la storia del giocatore, anche se da sempre acerrimo avversario, tributandogli i dovuti onori. Qui si parla di educazione sportiva che pervade lo sport americano e che inizia sin dai primi anni di vita dell'individuo e che lo accompagna per tutta la sua esistenza. Quanto succede oggi a Jeter, accadeva, per esempio, l'anno scorso con Mariano Rivera o Todd Helton, o a Jim Abbott nel 1999 o a Lou Gehring nel 1939. La consapevolezza che purtoppo una cosa del genere in Italia non sarà mai lontanamente immaginabile è drammaticamente desolante!

04/07/2014

Il 75° ANNIVERSARIO DEL DISCORSO D'ADDIO DI LOU GEHRIG

Venerdì 4 luglio, ricorre il 75° anniversario del bello e straziante discorso di Lou Gehrig (considerato il più famoso discorso nella storia del baseball) in occasione del suo ritiro, quando dichiarò di essere "l'uomo più fortunato sulla faccia della terra", nonostante la recente diagnosi di SLA che pose fine alla sua vita. In omaggio a Gehrig, e per contribuire ad aumentare la consapevolezza della malattia, ora conosciuta come morbo di Lou Gehrig, la MLB ha coinvolto tutte le prime basi delle 30 squadre in un video in cui recitano il discorso iconico di Gehrig. Sebbene non sia una prima base, Derek Jeter recita i versi finali del filmato, perché lui è Derek Jeter. La MLB donerà 300000 dollari a organizzazioni che lottano contro la malattia di Lou Gehrig. I giocatori, manager, coach e arbitri indosseranno una patch commemorativa il 4 luglio. Il tributo includerà il video proiettato in tutti i ballparks.

Il testo del discorso:

"Fans, for the past two weeks you have been reading about the bad break I got. Yet today I consider myself the luckiest man on the face of this earth. I have been in ballparks for 17 years and have never received anything but kindness and encouragement from you fans.

Look at these grand men. Which of you wouldn't consider it the highlight of his career just to associate with them for even one day? Sure, I'm lucky. Who wouldn't consider it an honor to have known Jacob Ruppert? Also, the builder of baseball's greatest empire, Ed Barrow? To have spent six years with that wonderful little fellow, Miller Huggins? Then to have spent the next nine years with that outstanding leader, that smart student of psychology, the best manager in baseball today, Joe McCarthy? Sure, I'm lucky.

When the New York Giants, a team you would give your right arm to beat, and vice versa, sends you a gift - that's something. When everybody down to the groundskeepers and those boys in white coats remember you with trophies - that's something. When you have a wonderful mother-in-law who takes sides with you in squabbles with her own daughter - that's something. When you have a father and a mother who work all their lives so you can have an education and build your body - it's a blessing. When you have a wife who has been a tower of strength and shown more courage than you dreamed existed - that's the finest I know.

So I close in saying that I may have had a tough break, but I have an awful lot to live for."

"Amici, nelle due ultime settimane sarete sicuramente venuti a conoscenza del difficile momento che sto attraversando, ma voglio dirvi che oggi mi sento l’uomo più fortunato della terra.

Sono stato presente sul campo da baseball per diciassette anni e ho sempre ricevuto affetto e incoraggiamenti da voi che siete i miei fans.

Guardate questi grandi uomini. Chi di voi non vorrebbe essere al punto culminante della propria carriera solo per paragonarsi a loro almeno un giorno nella vita? Certo che sono fortunato.

Chi non considererebbe un onore il fatto di aver conosciuto Jacob Ruppert? E anche Ed Barrow, la persona più importante nel baseball? O il fatto di aver trascorso sei indimenticabili anni con Miller Huggins, il mio grande amico?

Oppure di aver trascorso i successivi nove anni con quel fantastico leader, brillante studente di psicologia e miglior manager che il baseball abbia mai avuto, Joe McCarthy? Certo che sono fortunato.

Quando la squadra dei New York Giants, una squadra che per batterla daresti anche il tuo braccio destro, e viceversa, ti fa un regalo, questo è fantastico.

Quando tutti fino agli addetti del campo o quei giovani vestiti di bianco si ricordano di te perché hai vinto tanti premi, questo è fantastico.

Quando avete una suocera meravigliosa che si schiera a vostro favore nei battibecchi con sua figlia, questo è fantastico. Quando vostro padre o vostra madre lavorano sodo per tutta la vita per darvi un’educazione o per far sì che voi possiate allenarvi in qualche sport, è una benedizione.

Quando al vostro fianco avete una moglie forte che vi sostiene e che dimostra molto più coraggio di quello che abbiate mai potuto immaginarvi, è la cosa più bella che si possa desiderare.

Quindi concludo dicendo che forse sto attraversando un brutto periodo, ma ho tantissimo per cui continuare a vivere".

20/07/2014

"NANDO BERARDI" MEMORIAL DAY

Finalmente sabato 20 settembre, grazie al contributo di tutti quelli che non lo hanno mai dimenticato, sarà tributato al centro sportivo Parabae di Maserada sul Piave il Memorail Day in onore dell'amico giocatore Nando Berardi. Sono passati 19 lunghi anni dalla prematura scomparsa di uno dei primi pionieri del baseball nel Veneto ed ero oramai disilluso sulla possibilità che un evento del genere potesse accadere per evitare che il tempo cancellasse inesorabilmente la sua memoria. Ma grazie ai suoi ex compagni, amici e al vulcanico commissioner della prima Lega Amatoriale di Baseball, Luca Pavan, ciò è stato possibile. Io che gli ho giocato contro ma che ho anche avuto la fortuna di allenare il suo Treviso per cinque anni, diventandone grande amico, ringrazio con tutto il cuore tutti coloro che hanno riacceso la sua memoria. Un grande abbraccio al figlio Roberto e alla moglie Paola. Sarà di sicuro una giornata memorabile! Il calendario prevede alle ore 17,00 una partita dimostrativa di minibaseball tra la neonata squadra di Maserada dei RiverStones e i provetti Bandits di S. Biagio di Callalta. Dalle 18,00 si affronteranno le due squadre amatori dei Bandits di S. Biagio di Callalta e i Sharks di Conegliano per il Trofeo dedicato a Nando Berardi.

Per coloro che vogliono partecipare alla manifestazione come giocatore o come semplice spettatore possono mettersi in contatto con la Lega Amatoriale Baseball 31030 Breda di Piave (TV) - Via.Argine Piave, 14 – Tel. 389-160 5915- e-mail: labveneto@gmail,com

Per chi non avesse conosciuto Nando vi voglio riproporre l'articolo apparso sulla Tribuna di Treviso il 29 aprile del 1996, ad un anno dalla sua scomparsa.

MA QUESTO È IL PARADISO? NO! E' LA NY METS ACADEMY DI BOCA CHICA .......

Potrei iniziare così il mio racconto della settimana trascorsa nell'Academy dei Mets a Boca Chica, Repubblica Dominicana, parafrasando la famosissima frase pronunciata da Ray Liotta (alias Shoeless Joe Jackson) nel film “L'uomo dei sogni”. Dopo aver dato vita per anni con i miei articoli alle 6 Instructional League vissute dall'amico allenatore trevigiano Gianni Donà, ho potuto trascorrere, grazie ai suoi agganci con l'organizzazione dei Mets, 6 giorni indimenticabili a contatto con una realtà sportiva-organizzativa che ha dell'incredibile. Tutto è cominciato per il meglio con autista e pulmino dei Mets ad aspettarci all'aeroporto della capitale di Santo Domingo. Quando siamo arrivati al cancello d'ingresso dell'Academy dei Mets mi è sembrato di immergermi in un'atmosfera paradisiaca. Il lungo viale d'accesso che si snoda attraverso prati e la rigogliosa vegetazione è così curato da sembrare finto. La sede del front office, spogliatoi, foresteria, palestre e magazzini occupa il centro dei 37 acri dell'intera struttura. I tre campi da baseball (di cui uno con l'infield in sintetico) sono disposti a trifoglio attorno ad una torretta di controllo. Uno di questi è la copia del City Field di New York. Dopo essere stati vestiti di tutto punto, Gianni Donà che è di casa mi ha presentato all'Amministratore dell'Academy, il signor Juan Henderson, al coordinatore Rafael Landestoy e a tutto lo staff tecnico che mi hanno accolto con un calore da lasciarmi senza parole. Da quel momento è iniziata con lo “staff meeting” la mia prima giornata. Il primo punto della riunione è stato l'esame dei giocatori in disable list. La macchina organizzativa dei Mets non può permettersi di perdere nessuno dei giocatori presenti. Gli infortunati seguiti da un team di fisioterapisti ricevono le migliori cure riabilitative in sede e nei casi più problematici vengono mandati direttamente a New York. Il brifing poi è continuato esaminando le attività della giornata. E' seguito un brevissimo incontro con tutti i giocatori e lo staff tecnico, mentre Rafael Landestoy ha descritto la pratica della giornata e ha fatto il punto su quanto era successo il giorno prima. Nell'occasione ha comminato delle punizioni (tipo corsa foul-foul o altro) a quei giocatori che non avevano rispettato le regole, ricordando a tutti che per poter raggiungere il loro obiettivo di arrivare nella MLB devono apprendere la disciplina. I giocatori, divisi in due team che contano in totale 52 position players (12 catchers, 20 infields e 20 outfields) e 45 pitchers, dopo la pratica prevista nella programmazione giornaliera, scandita da tempi definiti, solitamente giocano alle 11,00 una partita contro le altre 29 franchigie della MLB. Alla stregua di un uno dei coach dei Mets ho seguito dal dugout tre partite contro gli Yankees, Pirates e Cardinals e ho aiutato l'hitting coach Leo Hernandez nei drills di battuta. Quello che più impressiona è la qualità dei giocatori in campo, da ambo le parti, con i pitchers che sistematicamente lanciano la fastball a 92/94 mph (parliamo di giocatori di 16 - 21 anni). Una delle cose che mi ha toccato più profondamente è la disponibilità di tutti i coaches a condividere senza remore la loro conoscenza del gioco facendoti sentire parte del gruppo. Il veterano Gianni Donà, che in queste settimane di fine novembre festeggiava la sua 7a Instructional League, è stato utilizzato come coach di prima base in due incontri. La magia della vita nell'Academy è anche quella di poter incontrare giocatori attualmente in MLB. Molti degli allenatori dello staff dei Mets a Boca Chica hanno giocato diversi anni nelle MLB e nel periodo in cui sono stato presente ho conosciuto Miguel Valdes (Minor League Short Season Pitching Coordinator) un GURU, come lo definisce a ragione Donà, del lancio e non solo. Una personalità incredibile, plurilaureato e carismatico allenatore di grandissimo spessore che a mio avviso dovrebbe essere invitato alle nostre Convention Coach Nazionali. Ho conosciuto Dick Scott (Minor League Field Coordinator) che era di passaggio nel suo tour tra le minor. Ma l'incontro più incredibile per me, che amo la storia del baseball e curo il sito fieldofdreams.it, è stato con Osvaldo Virgil classe 1932, il primo dominicano a giocare nelle MLB nel 1956 con i Giants e il primo colored dei Detroit Tigers (la penultima squadra a inserire nel roster un giocatore di colore nella storia delle Major) nel 1958. Una fonte inesauribile di ricordi del passato e dei tanti campioni conosciuti, come Jackie Robinson e Roberto Clemente, ma soprattutto un grandissimo conoscitore del gioco per aver continuato la sua carriera come coach con i Giants (1969–72; 1974–75), Montréal Expos (1976–81), San Diego Padres (1982–85), e Seattle Mariners (1986–88). Cosa si può desiderare di più! Ma l'Academy non forma solo giocatori, dà loro anche un'istruzione permettendo ai ragazzi di continuare qualsiasi livello di scuola che avevano lasciato prima di entrare nell'organizzazione dei Mets e acquisire il diploma di scuola superiore. Il fatto è che per ogni giocatore che riesce ad arrivare in MLB ci sono forse 99 altri giovani che non ce la fanno. E l'Academy dei Mets di Boca Chica è una delle poche franchigie che dalla sua nascita ha portato avanti questa encomiabile iniziativa e ogni anno diploma diversi giocatori. E proprio il 19 novembre sono stati festeggiati sei nuovi diplomati grazie alla collaborazione dei Mets con CENAPEC (Centros de Educación a Distancia), con una grande cerimonia all'interno dell'Academy. Presenti per l'occasione Ronny Reyes (Coordinator, International Operations NY Mets), Paul Taglieri (Director of Florida Operations / General Manager Port St. Lucie NY Mets); José Oscar Pérez (Director MLB in Dominican Republic), Juan Henderson, Lynette Nadal (coordinatrice di Educazione e Cultura dei NY Mets); Rafael Landestoy. Alla cerimonia erano anche presenti le giovani stelle dei Mets, Jeurys Familia, Jenrry Mejía, Gonzalez Germen e Rafael Montero, tutti usciti da questa Academy.

Da sinistra, Ramón Sosa Alcántara (Direttore esecutivo di CENAPEC), i diplomati del 2013-2014 Franklin Correa Rosario, Anthony Rinaldy Dirocie Reyes, Merandy González Sosa, Gabriel Adalberto Félix Valdez, Lynette Nadal (Coordinatrice di Educazione e Cultura dei New York Mets) Elvis Radhamés Sánchez Morales, José Miguel Medina Peguero e Juan Henderson (Amministratore dell'Academy dei New York Mets di Boca Chica)

L'attività dell'Academy si è chiusa il 28 novembre e riaprirà a gennaio 2015 per la preparazione alla Dominican Summer League (Rookie League) composta da 5 division e che prevede la disputa di 72 partite. Mentre con grande rammarico ho dovuto ritornare in anticipo interrompendo così il sogno di una vita, l'amico Gianni Donà si è trattenuto un'altra settimana e ha avuto così l'opportunità di incontrare e veder lanciare il giovane pitcher bolognese Nicolò Clemente durante una partita contro Boston. A detta di Donà, Clemente è “Sicuramente un grande prospetto. Le qualità ci sono. Dipenderà molto da lui e dalla fortuna”. Per chiudere questo articolo desidero ringraziare tutto lo staff dei Mets di Boca Chica che mi hanno accolto con grande affetto alla pari dell'amico e veterano Gianni Donà.

Articolo pubblicato su F.I.B.S.

Miguel Valdes e Paolo Basso

Rafael Montero e Paolo Basso

González Germen, Paolo Basso e Jeurys Familia

Paolo Basso e Jenry Mejía

Paolo Basso e José Oscar Pérez

Paolo Basso e Osvaldo Virgil

Nicolò Clemente e Gianni Donà

A destra, Gianni Donà coach di prima base

22/12/2014

 

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