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BASEBALL PAOLO ART 11
 

08/02/2018

E' MORTO FRANK ROBINSON

La stagione 2019 della MLB inizia con un grande lutto per i fans di questo meraviglioso sport: l'Hall of Famer Frank Robinson si è spento giovedì 7 febbraio 2019, all'età di 83 anni, dopo aver combattuto una lunga malattia.

Conosciuto per il suo straordinario talento e per il forte contegno, Robinson è diventato una figura centrale nell'avanzamento dell'integrazione dei giocatori di colore della Major League Baseball dopo che Jackie Robinson aveva infranto la barriera del colore nel 1947.

Robinson è esploso sulla scena nel 1956 e per i successivi sei decenni ha stabilito un'eredità che non è seconda a nessuno. Questo include diventare il primo manager nero della MLB nel 1974.

Sul campo, Robinson è stato anche un creatore della storia. Dopo aver firmato con i Cincinnati Reds nel 1953, ha affrontato una difficile strada piena di provocazioni razziste e minacce di morte. È una strada che Robinson non solo ha superato, ma che ha intrapreso costruendo una delle più grandi carriere nella storia della MLB.

Robinson è ancora l'unico giocatore a vincere l'MVP in entrambe le Leagues, guadagnando gli onori della National League con i Reds nel 1961 e il titolo dell'American League con i Baltimore Orioles nel 1966. All'età di 20 anni, è stato votato NL Rookie of the Year dopo aver battuto un record da rookie di 38 home run. Ha continuato la sua incredile storia sportiva collezionando 14 presenze nell'All-Star, e attualmente è il decimo nella lista di tutti i tempi per fuoricampo con 586.

Nel 1974, con i Cleveland Indians diventò il primo allenatore nero della MLB mentre era ancora un giocatore in attività. Robinson avrebbe continuato ad avere incarichi manageriali con i San Francisco Giants, che lo resero il primo manager nero della NL, così come i Baltimore Orioles e Montreal Expos durante la loro transizione nei Washington Nationals.

Il numero 20 di Robinson è stato ritirato da Reds, Orioles e Giants.

Poiché ha contribuito a spianare la strada alle future generazioni di giocatori e manager di colore, Robinson sarà sempre una delle figure più importanti della storia di MLB.

Il Commissioner della MLB Rob Manfred ha voluto ricordarlo con queste parole:

"Il curriculum di Frank Robinson nel nostro gioco è senza paralleli, un pioniere in tutti i sensi, il cui impatto ha attraversato generazioni. Era uno dei più grandi giocatori nella storia del nostro gioco, ma quello è stato solo l'inizio di una poliedrica carriera del baseball. Siamo profondamente rattristati dalla perdita del nostro amico, collega e leggenda, che ha lavorato nel nostro gioco per più di 60 anni. A nome della Major League Baseball, invio le mie più sentite condoglianze alla moglie di Frank, Barbara, la figlia Nichelle, a tutta la loro famiglia e agli innumerevoli fans che hanno ammirato questa grande figura del nostro pastime nazionale".

07/03/2019

8 COSE DI VALORE CHE POSSIAMO IMPARARE DA CASEY STENGEL

Chi segue il mio sito sicuramente ha sentito parlare di Casey Stengel. Ma per coloro che sono giovanissimi, e sicuramente con meno di 40 anni, è il momento di approfondire le gesta di questo strordinario giocatore, manager dalla personalità unica.

Casey è stato uno dei veri eccentrici della Major League Baseball. Morì nel 1975, ma continua a ispirare e la sua leggenda sopravvive. Mi sono ricordato di questo quando ho letto una meravigliosa recensione della nuova biografia di Marty Appel: Casey Stengel: Baseball’s Greatest Character (Casey Stengel: il personaggio più bello del baseball). La recensione è stata scritta da Leigh Montville, pubblicata nel The Wall Street Journal Weekend Edition, ed era intitolata: The Lunatic Wore Pinstripes.

Ho sentito molti aneddoti su Stengel nel corso degli anni, incluso quello che accadde il 6 giugno del 1918, dopo essere stato scambiato da Brooklyn nell'off-season, al suo ritorno all'Ebbets Field quando rese memorabile quella giornata. Nel suo primo at-bat Stengel chiamò tempo, uscì dal box del battitore e si tolse il berretto. Un uccello volò via da sotto (per la cronaca: un passero) e i fans scoppiarono a ridere. Casey era sempre lo showman. Montville aveva iniziato la sua recensione con un aneddoto che non avevo mai letto. Mi ha fatto sbellicare dalle risate.

La sua prima partita professionistica fu per i Kankakee Kays, una squadra di minor league della Northern Association. Il loro campo da baseball si trovava di fronte all'ospedale statale Kankakee di 119 acri, precedentemente noto come l'Illinois Eastern Hospital for the Insane. I residenti guardavano le partite dalle loro finestre e gli spettatori allo stadio potevano vederli. Essendo la sensibilità un po' diversa 107 anni fa, la squadra sul campo fu presto conosciuta sui giornali e per il passaparola come i Lunatics (malati di mente).

Stengel, che aveva19 anni, era un ragazzo bizzarro e giocava esterno centro e cleanup hitter nel lineup dei Lunatic. La personalità di Stengel sembrava perfetta con il soprannome della squadra.

"Stengel è un tizio che non sarà qui l'anno prossimo", aveva dichiarato un compagno di squadra, Joe Gilligan, dopo che la squadra aveva vinto la sua prima partita, 7-6, con un sesto inning con nove valide. Qualcuno chiese: sarà in Major League?

"No, sta andando in quell'edificio laggiù", rispose Gilligan, indicando l'ospedale.


"È solo questione di tempo", aggiunse più di un compagno di squadra.

L'illustratore Mark Armstrong che è anche l'autore di questo articolo si è ispirato a questi aneddoti per disegnare la caricatura qui sopra. Perché il "tocco"? Perchè negli anni successivi egli prese il soprannome di "The Ol' Perfessor", a causa del suo vastissimo bagaglio di "saggezza" del baseball, espresso in modo colorato.

Aveva una bella faccia, come potete vedere in queste foto. A sinistra: chiacchiera con il manager dei Dodger Walter Alston prima di una partita dimostrativa nel 1960. A destra, dall'alto in basso: fuori dal vecchio Yankee Stadium; con un lineup durante i suoi giorni di gloria come manager degli Yankees (1949-60); con la moglie Edna alla fine della sua carriera come manager dei New York Mets (1962-65).

Che cosa possiamo imparare da queste citazioni e considerazioni di e su Casey Stengel? Le lezioni ci sono, dovete solo leggere tra le righe.

  1. "Quando sei più giovane vieni accusato di crimini che non hai mai commesso. E quando sarai più grande inizierai ad avere credito per le virtù che non hai mai posseduto. C'è una livella".

    Lezione: ogni giovane ha dei detrattori, alcune critiche sono immeritate. Persevera. Sii positivo. Sii d'aiuto. Dai di più. Creerai un effetto alone.

  1. Montville: "Le sue grandi orecchie, il suo viso dai lineamenti marcati, i suoi movimenti scricchiolanti, combinati con i giri di parole, le spiegazioni ambigue di qualsiasi cosa e ogni cosa, lo rendevano meraviglioso per le pubbliche relazioni. Gli piaceva parlare. Alla gente piaceva ascoltare, anche se a volte non riuscivano a capire".

    Lezione: ci piacciono le persone che ci fanno ridere. Ci piacciono le persone che ci fanno sentire bene. Quando ci piacciono le persone, perdoniamo i difetti minori e diamo loro il beneficio del dubbio.

  1. Casey una volta disse che Babe Ruth avrebbe potuto usare "una copia arrotolata del Police Gazette" per colpire un fuoricampo.

    Lezione: l'allenamento è buono. L'esperienza è buona. I corsi di formazione sono buoni. I discorsi di Ted Williams sono buoni. Ma niente batte il talento. Assumi bravi giocatori, mettili nel lineup.

  1. "Non commetterò mai più l'errore di compiere 70 anni di nuovo." - Casey, dopo essere stato licenziato dagli Yankees per essere troppo vecchio dopo aver perso la World Series del 1960 con i Pittsburgh Pirates in sette partite.

    Lezione: arriverà un momento in cui è necessario reinventarsi. Accetta questo con buon umore. Quindi reinventa te stesso e rimettiti in gioco.

  1. Montville: "Forse (come manager dei Mets) a volte si è addormentato sulla panchina, forse un sacco di volte, ma si è risvegliato per le conferenze stampa che in qualche modo hanno reso la squadra amabile nonostante un record di 40 vittorie e120 sconfitte nella sua prima stagione (1962)".

    Lezione: a volte si perde. Forse molto. Vai alla conferenza stampa comunque: ad esempio, stai allegro e coinvolgi i tuoi fans. Essere amabile costruisce la lealtà. I Mets hanno vinto le World Series del 1969.

  1. "Il segreto del manager è di tenere i cinque ragazzi che ti odiano lontano dai ragazzi che sono indecisi".

    Lezione: nessun giocatore batte 1.000. Rispondere ai reclami. Avere un piano di gestione delle crisi dei social media. Tutti guardano, compresi quelli indecisi, il tuo operato.

  1. "Il problema non è che i giocatori facciano sesso la sera prima di una partita, è che rimangono fuori tutta la notte a cercarlo".

    Lezione: i dipendenti "restano fuori" quando non sono completamente investiti in un progetto. Ci credono quando la cultura aziendale dà loro la possibilità di dirigere, fallire, fare la differenza.

  1. "La maggior parte delle persone alla mia età sono morte".

    Lezione: sii contento di essere vivo. Hai un prodotto o un servizio in cui credi. Vincere o perdere, sei nel gioco, con la possibilità di battere il punto della vittoria. È una bella sensazione.

    PLAY BALL!!

Riferimento da: https://blog.markgrowth.com - 8 Things Brands Can Learn From Casey Stengel Take A Tip From The Ol’ Perfessor di Mark Armstrong del 7/9/2017

20/03/2019

ERIKA PIANCASTELLI: UN ESEMPIO PER TUTTI

La sua casacca # 16 è stata ritirata dalla Mc Nees State University

In questo periodo dove c'è poco da stare allegri quello che, personalmente, mi consola sono le sportive e gli sportivi Italiani che tengono alta l'immagine del nostro paese nel mondo. Abbiamo parecchi esempi, sotto gli occhi, di atlete e atleti che provengono soprattutto da discipline che non regnano solitamente sulle prime pagine dei quotidiani sportivi ma che riescono a raggiungere successi straordinari a livello internazionale. Per noi appassionati di baseball e softball è il momento di gioire alla notizia che Erika Piancastelli ha visto ritirata la sua casacca # 16 dalla Mc Nees State University dopo quattro anni di indescrivibili record. Prima di ritornare su questo prestigioso riconoscimento è doveroso fare un escursus della storia di questa campionessa che, al momento, non ha eguali con nessun altro nostro giocatore.

Nata a Modena nel 1996, figlia dell’esterno del Modena Pier Andrea Piancastelli e del catcher della nazionale e del Forlì Loredana Auletta, si è trasferita a Carlsbad, in California, con la sua famiglia all'età di cinque anni e si è laureata alla Carlsbad High School nel 2014. Ha frequentato la McNeese State University a Lake Charles, in Louisiana. Con la squadra di softball della McNeese State Cowgirls, ha debuttato il 6 febbraio 2015 in una vittoria contro la Florida Gulf Coast, con una performance di 2/4 con un doppio e un RBI. Da questo momento la sua carriera è stato un crescendo continuo tanto da guadagnarsi nei quattro anni con McNeese record di squadra e titoli NCAA. Piancastelli attualmente possiede quasi tutti i record in carriera offensivi per le Cowgirls. È la leader del Sudland Conference in RBI, fuoricampo, doppi, percentuale slugging e basi su ball. In tutta la NCAA, si è classifica al sesto posto nelle basi su ball e settima in slugging in carriera. Erika Piancastelli è entrata a far parte di un gruppo elitario tra gli atleti della Southland Conference in tutti gli sport quando è stata nominata alla fine della stagione 2018 nella Southland Conference Player of the Year per il quarto anno consecutivo. Erika è solo la terza atleta della Southland Conference a vincere il titolo di Player of the Year per quattro volte consecutive in qualsiasi sport. La campionessa di basket femminile della Louisiana Monroe Eun Jun Lee (1983-86) e il campione di golf maschile di Lamar Chris Stroud (2001-04) sono gli altri due atleti che sono stati nominati SLC Player of the Year nei rispettivi sport. Piancastelli è stata anche nominata Hitter of the Year per il quarto anno consecutivo. È una delle nove battitrici di softball della NCAA Division I ad accumulare una media di battuta superiore a .400, a più di 200 RBI, a più di 50 fuoricampo e a una media slugging maggiore di .800% in carriera.

Con un palmares di questa levatura non poteva che essere onorata con il ritiro della casacca.

Ora Erika, che è anche il capitano della Nazionale Italiana, sta dedicando tutte le sue energie alla preparazione dei prossimi impegni azzurri per centrare la qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020. Inoltre a maggio di quest'anno trascorrerà un mese con la Scrap Yard Fast Pitch, squadra professionistica indipendente con base in Texas (ha preso il posto della franchigia delle Scrap Yard Dawgs, vincitrice del campionato di National Pro Fastpitch Softball nel 2017), che ha invitato Erika ad entrare a far parte del suo prestigioso roster quest'estate.

In attesa di tifare per la Nazionale, non ci resta che augurare a Erika di incrementare il suo straordinario palmares con nuovi e prestigiosi successi.

Erika è uno straordinario esempio da imitare per tutti coloro che praticano non solo il softball ma tutti gli sports in generale.

Per concludere, come chicca finale, vorrei portare alla vostra attenzione quanto pubblicato nel sito del Senior Class Award - The Nation's Premier Award for NCAA Senior Student-Athletes inerente alle catteristiche della personalità di Erika:

Piancastelli possiede un carattere straordinario ed è una leader forte. La sua etica lavorativa va ben oltre ciò che ci si aspetta da lei, e i suoi compagni di squadra la guardano con ammirazione sia dentro che fuori dal campo. I suoi riconoscimenti personali significano poco per lei; vuole solo che la sua squadra abbia successo e che rappresenti la sua università e la sua comunità in modo positivo”.

http://www.seniorclassaward.com/athletes/erika_piancastelli/

Statistiche di Erika Piancastelli con la McNeese State Cowgirls

Battuta

YEAR G AB R H BA RBI HR 3B 2B TB SLG BB SO SB SBA
2015 55 158 49 68 .430 54 18 1 19 143 .905% 35 18 17 21
2016 57 145 65 62 .427 49 22 1 15 145 1.000% 69 17 11 14
2017 61 160 56 60 .375 49 13 1 8 109 .681% 63 18 26 31
2018 62 168 58 63 .375 60 22 1 20 151 .899% 62 22 16 22
TOTALS 235 631 228 253 .401 212 75 4 62 548 .868% 229 75 70 88

Difesa

YEAR C PO A E FLD% DP SBA CSB PB CI
2015 305 247 53 5 .984 1 15 18 6 2
2016 293 223 58 12 .959 2 16 10 3 0
2017 282 185 81 16 .943 4 14 12 3 1
2018 246 134 93 19 .923 5 7 3 1 0
TOTALS 1126 789 285 52 .952 12 52 43 13 3

29/03/2019

LA STAGIONE 2019 DELLA MLB INIZIA CON IL BOTTO

I Dodgers stabiliscono il record dell'Opening Day con 8 homers

L'acquisizione offseason che avrebbe potuto avere il maggiore impatto in apertura è stato Robert Van Scoyoc che ha lasciato i D-backs per diventare il batting coach dei Dodgers, e che ha trasformato la prima partita della stagione 2019 in un “Homerpalooza” da record.

I Dodgers sono andati oltre la recinzione otto volte, un record della MLB per l'Opening Day, in una schiacciante vittoria 12-5 sui D-back al Dodger Stadium. Joc Pederson e Enrique Hernández hanno colpito un paio di homer ciascuno. Anche Corey Seager, Max Muncy, Cody Bellinger e Austin Barnes sono stati protagonisti.

Gli otto homer hanno anche eguagliato il record della franchigia per una singola partita avvenuta il 23/5/2002 quando il manager Dave Roberts era nel club. Dopo la partita ha raccontato che era una domenica e lui avuto il giorno libero contro l'opposing left-hander Glendon Rusch.

Il record di home run della MLB per un singolo gioco è di 10, realizzato il 14/9/1987 dai Blue Jays contro i Baltimore Orioles. Il record della National League è di 9, ottenuto dai Reds contro i Phillies il 4/9/1999.

Il record della NL di home run nell'opening day era di 6 detenuto dai Mets che li avevano realizzati contro gli Expos il 4/4/1988. Per l'AL il record è di 6 stabilito il 29/3/2018 dai White Sox contro i Royals.

Molto bene!! Se queste sono le avvisaglie dell'opening day ci sarà da divertirsi quest'anno.

 

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