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Due straordinari artisti ci hanno lasciato una serie di capolavori che ritraggono gli storici ballparks del Pastime e gli avvenimenti e i personaggi che li hanno resi famosi. Stiamo parlando di due amatissimi cartoonist americani che con i loro fumetti hanno raccontato la storia del baseball dai primi del 1900 agli anni '80: Eugene McGillicuddy e Amadee Wohlschlaeger.

Eugene McGillicuddy, in arte Gene Mack, nacque nel 1890 appena fuori Boston, e giocò a baseball amatoriale e semi-professionista nell'area bostoniana. Dopo il liceo, Mack lavorò in un negozio di incisioni, dove imparò a disegnare. Questo gli permise di collaborare con il Boston Globe come disegnatore pubblicitario, una posizione che alla fine divenne a tempo pieno, e le illustrazioni di Mack cominciarono presto ad apparire regolarmente. Mack non solo illustrò le notizie sportive delle edizioni giornaliere, ma disegnò anche la grafica per alcune storie di fiction. Tra i suoi schizzi più famosi c'erano illustrazioni di ciascuno dei principali ballpark delle Leagues, comprese le giocate e i momenti storici più importanti di ogni campo da baseball, oltre alle sue caratteristiche degne di nota. Mack dopo aver trascorso oltre 35 anni al Globe, morì nel luglio del 1953 dopo una lunga malattia. Le sue opere sono esposte alla National Baseball Hall of Fame.

Amadee Wohlschlaeger (3 dicembre 1911 - 24 giugno 2014) è stato un dei più famosi fumettisti americani del secolo scorso. Conosciuto professionalmente solo come Amadee, ha catturato il cuore, l'anima e l'umorismo degli sport di St. Louis con la sua penna, matita e pennelli per più di 70 anni, disegnando per il St. Louis Post-Dispatch dal 1932 fino al 1981. Amadee divenne noto soprattutto per i suoi cartoons sportivi, in particolare per le sue rappresentazioni dei Cardinals dai tempi di Dizzy Dean e della Gas House Gang agli anni di Whitey Herzog. Continuò anche a disegnare la mascot storica del giornale: Weather Bird. Molti dei suoi disegni sono stati esposti alla National Baseball Hall of Fame.

Buon divertimento.

Anaheim Stadium - Anaheim, CA.

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Arlington Stadium - Arlington, VA

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Astrodome - Houston, TX

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Busch Memorial Stadium - St. Louis, MO

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Candlestick Park - San Francisco, CA

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Comiskey Park - Chicago, IL

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County Stadium - Milwaukee, WI

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Crosley Field - Cincinnati, OH

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Dodger Stadium - Los Angeles

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Ebbets Field - Brooklyn

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Exhibition Stadium - Toronto, ONT

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Fenway Park - Boston, MA

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Forbes Field - Pittsburgh, PA

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Griffith Stadium - Washington, D.C.

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Kingdome - Seattle, WA

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League Park - Cleveland, OH

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Braves Field - Boston, MA

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Memorial Stadium - Baltimore, MD

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Municipal Stadium - Cleveland, OH

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Oakland Coliseum - Oakland, CA

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Olympic Stadium - Montreal, QUE

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Polo Grounds - New York, NY

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Riverfront Stadium - Cincinatti, OH

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Royals Stadium - Kansas City, KS

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San Diego Stadium - San Diego, CA

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Shea Stadium - New York, NY

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Shibe Park - Philadelphia, PA

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Sportsman's Park - St. Louis, MO

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Three Rivers Stadium - Pittsburgh, PA

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Tiger Stadium - Detroit, MI

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Veterans Stadium - Philadelphia, PA

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Wrigley Field - Chicago, IL

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Yankee Stadium - New York, NY

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World of Baseball's Grand World Tour del 1913-1914

La MLB da più di 20 anni, esattamente dal 1996, porta il vero e unico campionato del mondo di baseball professionistico fuori dai propri confini del Nord America per disputare alcune partite di regular season. Ne sono state giocate 17, fino alla stagione 2018, in Messico, Giappone, Australia e Puerto Rico. Londra sarà la prima città europea ad ospitare un paio di partite della regular season nel 2019.

Il CEO dei Boston Red Sam Kennedy, ha manifestato "il forte interesse di giocare con gli Yankees a Londra nel corso della regular season 2019, ma la decisione finale spetta alla MLB e alla MLBPA, il sindacato dei giocatori della Major League". Il teatro delle due partite tra New York Yankees e Boston Red Sox (che si disputerebbero sabato 29 e domenica 30 giugno 2019) sarebbe l’Olympic Stadium (la casa della squadra di calcio del West Ham), la sede dei Giochi Olimpici 2012.

Ma questo tipo di propaganda era già stata fatta molto prima e anche più in grande. Un po' più di un secolo fa, un tour internazionale, ancora da eguagliare, portò i New York Giants, Chicago White Sox e Jim Thorpe, l'uomo considerato il più grande atleta del pianeta, in un tour mondiale senza precedenti.

Gli ideatori della serie di partite attorno al mondo furono John "Mugsy" McGraw dei Giants, il manager di maggior successo nel baseball, e Charles Comiskey, proprietario dei White Sox. Una notte, nel dicembre del 1913, McGraw e Comiskey stavano bevendo al bar "Smiley" di Mike Corbett nell'East Side di Chicago, e venne fuori l'idea di un tour mondiale. McGraw sapeva qualcosa sul business - era nel bel mezzo di un tour di 16 settimane nei teatri di vaudeville, dove tutto quello che doveva fare era raccontare aneddoti sul baseball per un'enorme somma di 3000 $ alla settimana. Comiskey era già ricco di suo e McGraw ci stava arrivando, quindi fare soldi non era il motivo principale per un viaggio intorno al mondo. Entrambi erano invidiosi della fama che aveva raggiunto Albert Spalding, il quale cercando di propagandare la sua società di articoli sportivi aveva riunito vari giocatori in un tour del 1889-90 e li aveva portati in diversi paesi, tra cui Nuova Zelanda, Australia, Egitto e Italia. McGraw e Comiskey volevano gestire un tour più grande e migliore con squadre che rappresentavano le due più grandi città degli Stati Uniti. Il venticinquesimo anniversario dell'avventura di Spalding si stava avvicinando, quindi era il momento giusto per una nuova edizione.

Il tour immaginato da McGraw e Comiskey sarebbe iniziato come un viaggio attraverso il paese dopo le World Series del 1913. Una volta raggiunta la costa occidentale, le due squadre e chiunque altro autorizzato a seguire la comitiva sarebbero saliti a bordo di una nave per attraversare il Pacifico (Sessantasette persone hanno partecipato al tour internazionale, tra cui 24 giocatori, due arbitri, varie mogli, bambini, suoceri, giornalisti, un prete, personale medico, addetti al front office dei White Sox e vari compari di Comiskey e amici di bevute).

La prima tappa del tour in terra straniera sarebbe stata la città di Tokyo e, passando da est a ovest, l'ultima sarebbe stata a Londra. Tra un viaggio e l'altro i viaggiatori sarebbero sbarcati in Cina, nelle Filippine, in Egitto, a Ceylon, in Francia e in altri paesi con almeno un campo da baseball rudimentale.

McGraw e Comiskey impiegarono la maggior parte degli attuali giocatori dei Giants e White Sox, ma irrobustirono i rosters con alcuni giocatori famosi e più colorati. A bordo c'erano i futuri Hall of Famers Christy Mathewson, Tris Speaker, Urban Farber e "Wahoo" Sam Crawford. Tra quelli che si unirono a loro c'erano Lee Magee, “Nixey” Callahan, Jim “Death Valley” Scott, Ivey Wingo, Hooks Wiltse, Bunny Hearne, Fred Merkle, Buck Weaver, Hans Lobert, “Laughing Larry” Doyle, “Turkey” Mike Donlin, Mike Doolan, Joe Benz, Jack Bliss, Dick Egan, Tommy Daley, Andy Sleight, Steve Evans e Walter Leverenz. Germany Schafer fu invitato a fornire il diversivo comico.

Il più famoso di tutti era Jim Thorpe. Considerato il più grande atleta alle Olimpiadi estive del 1912 a Stoccolma, e nel 1913 fu anche il più famoso del mondo. Quel gennaio, il Worcester Telegram riferì che alcuni anni prima Thorpe aveva guadagnato 2 $ per una partita di baseball professionista nella Eastern Carolina League. Gli articoli successivi indussero l'Amateur Athletic Union ad avviare procedimenti disciplinari che avrebbero tolto a Thorpe le medaglie conquistate sulle piste. Appena sposato e bisognoso di guadagnarsi da vivere, Thorpe prese al volo l'offerta dei New York Giants per un accordo triennale che gli avrebbe fruttato 6000 $ all'anno, quando la maggior parte dei giocatori nel 1913 portava a casa 2000 $ o meno.

Alla fine della stagione, i Giants, con un record di 101-51 e dopo aver dominando la National League, affrontarono i Philadelphia Athletics nelle World Series del 1913. McGraw aveva fantasticato di girare il mondo come il manager campione del mondo, ma gli As' vinsero le World Series in cinque partite. L'ultima sconfitta, 3-1, fu particolarmente irritante per McGraw a causa di ciò che il New York Times descrisse come degli "errori grossolani" commessi dalla sua squadra e di essere stati fermati dal pitcher “Old Man” Eddie Plank, a 40 anni, il lanciatore più vecchio del baseball.

I Giants, tuttavia, erano ancora il nome da cartellone nel baseball (I White Sox, 78-74, erano arrivati quinti nell'American League). Il tanto atteso tour iniziò finalmente il 18 ottobre con una vittoria 11-2 dei Giants a Cincinnati, solo una settimana dopo la fine delle World Series.

Quale parte dei profitti avrebbero avuto i giocatori? Nessuno, secondo James E. Elfers, autore del libro The Tour to End All Tours, i giocatori dovevano davvero pagare per partecipare. Elfers scrive:

"Hanno dovuto pagare qualche centinaio di dollari per prenotare il loro posto nel tour. Una volta imbarcati sull'Empress of Japan, i giocatori hanno recuperato la loro riserva più un importo corrispondente per il tour - hanno dovuto pagare 250 $ e ne hanno guadagnati 500. I soldi che il tour fece in tutto il mondo - ed erano considerevoli - furono divisi in tre modi dopo che le spese furono pagate. Comiskey, McGraw, e Jimmy "Nixie" Callahan [caro amico di Comiskey e promotore] ottennero tutti i profitti. Sono sicuro che i giocatori pensavano che il viaggio fosse vantaggioso e con un interessante profitto, ma la quota perdente annuale della serie della città di Chicago, che coinvolgeva alcuni dei giocatori del tour, era più grande della somma che guadagnavano per rischiare la vita e gli arti intorno mondo".

Dopo Cincinnati, le squadre viaggiarono in treno attraverso il cuore dell'America, con soste per le partite in luoghi come Peoria, Springfield, Tulsa, Sioux City e El Paso, poi sulla costa occidentale, dove sono risaliti da San Diego a Seattle. Dato che all'epoca la franchigia più grande della West League era i St. Louis Cardinals (che aveva perso 99 partite nella stagione 1913), il pubblico sulla costa era particolarmente entusiasta. Il Los Angeles Times scrisse della partita dell'8 novembre: "Un vasto numero di persone era in fila per riuscire disperatamente ad acquistare il biglietto. La partita è iniziata quando tutti loro sono riusciti ad entrare perché nessuno doveva essere escluso".

Il 9 dicembre, i Giants si imbarcarono sull'Empress of Japan e salparono per visitare 13 nazioni e viaggiare per oltre 30000 miglia (48300 km), per lo più via acqua e ferrovia, decenni prima che i proprietari dalle grandi disponibilità scendessero a bordo di aerei privati. Comiskey notoriamente parsimonioso aveva fornito la maggior parte dei 90000 $ per le navi a vapore noleggiate e aveva portato con sé una lettera di credito di 121000 $ per spese di viaggio aggiuntive (Comiskey era anche un uomo d'affari notoriamente esperto, e potè godere di un eccellente ritorno sul suo investimento). Da parte loro, i giocatori, molti dei quali non erano mai stati fuori dagli Stati Uniti, sapevano che questa era la loro unica opportunità di vedere il mondo e perché non farlo sulla monetina di Comiskey mentre si lasciavano alle spalle l'inverno di New York e Chicago.

I paesi del Pacifico occidentale e del subcontinente hanno affascinato i giocatori, una volta arrivati lì. Sulla strada per il Giappone incontrarono un tifone di fine stagione che alzò onde di 60 piedi (20 m) sulla nave, e furono particolarmente lieti di raggiungere Tokyo, dove 5000 fans giapponesi parteciparono alla prima partita, e 7000 alla seconda, entrambi giocati in piccoli stadi. "Lo spazio era così prezioso che molti dei fans si sono seduti su stuoie di bambù stipate in qualsiasi spazio libero del campo", scrive Elfers, "Per gli americani, era tutto molto inebriante ed opprimente". Poi per le squadre fu la volta della Cina.

Thorpe si dimostrò particolarmente attraente al botteghino. Per i fans stranieri era ancora il più grande atleta del mondo, ed era presentato come tale nelle pubblicità e nei giornali che anticipavano l'arrivo delle squadre. E pochi erano consapevoli che nella stagione 1913 era apparso in soli 19 partite per i Giants e aveva battuto un anemico .143. I fans più romantici erano entusiasti del fatto che questo fosse un viaggio di nozze anche perché Ina Thorpe accompagnava suo marito nel tour. Mentre la nave a vapore delle squadre si avvicinava al molo di Shanghai, la folla in attesa urlava, "Thorpe! Thorpe! Thorpe! ". I grandi giocatori di baseball che erano con lui erano considerati semplicemente membri della corte del re.

Dopo una sosta ad Hong Kong - dove i medici dovevano certificare che nessuno dei visitatori avesse il vaiolo - i viaggiatori arrivarono a Manila. In un articolo pubblicato sul New York Times, John McGraw riportò:

Nei miei giorni di baseball ho attraversato molti episodi eccitanti che mi hanno dato veri brividi, ma mai prima d'ora ho avuto un tale brivido lungo la schiena quando il party dei turisti del mondo è arrivato qui ieri.

Sono stati accolti da persone estremamente esultanti. Molti filippini non avevano mai visto una partita di baseball prima e forse non sapevano perché stavano facendo il tifo, ma c'erano anche molti militari americani presenti e più tardi anche al campo da baseball.

Il nuovo anno ha trovato le squadre a Brisbane, in Australia. Un disorientato Sam Crawford, abituato al freddo di gennaio, ha commentato: "È una città bellissima, se solo nevicasse una volta ogni tanto". Venne giocata una partita lì, e poi i problemi di viaggio li fecero infuriare. Dopo due partite a Sydney, il 9 gennaio, il Morning Herald scrisse: "Se l'apprezzamento e il calore del saluto ai giocatori da parte della folla in attesa di oltre 10000 persone al Sydney Cricket Ground conta qualcosa, i visitatori non devono temere il successo della loro colorata avventura". Anche McGraw era stato sentito gridare alla folla: Adoro gli australiani!.

Da Sydney, le squadre sono salite su un treno a Melbourne per Adelaide, ma i ritardi hanno trasformato il viaggio in un incubo di 18 ore. La partita venne cancellata in modo che le squadre potessero saltare sul HMS Orontes per l'India, spingendo l'Adelaide Advertiser a recitare un articolo: "Visitatori scortesi; Baseballers locali snobbati".

Un lungo viaggio in nave, con l'attraversamento dell'equatore il 20 gennaio 1914, portò le squadre a Ceylon, dove il magnate del tè Sir Thomas Lipton li accolse, e la partita fu giocata al Victoria Gardens Racetrack davanti ad un pubblico confuso che si chiedeva perché non stessero guardando una partita di cricket. Il 23 gennaio, la troupe si diresse verso il Medio Oriente.

Due partite al Cairo furono giocate a febbraio. Per i giocatori, più eccitante dei giochi stessi fu visitare le Piramidi e in particolare la Grande Sfinge. In questa occasione, ciò che rese speciale la visita fu vedere Ivy Wingo, il ricevitore dei Giants, a 100 metri di distanza, lanciare una palla da baseball sopra la Sfinge che venne catturata dall'altra parte dall'esterno centro dei Sox Steve Evans. Poi i turisti salirono a bordo del transatlantico tedesco Prinz Heinrich, diretto a Napoli. Dopo tre giorni a Roma, dove i viaggiatori incontrarono il Papa Pio X, andarono a Nizza e poi a Parigi. La pioggia non permise la disputa di nessuna partita a Roma e a Parigi, ma imperterriti, McGraw, Comiskey e i giocatori non mancarono di visitare le due città.

L'Inghilterra fu l'ultima fermata, e davanti a 20000 spettatori che includevano Re Giorgio V, i Sox sconfissero i Giants 5-4 in 11 inning. Quando McGraw e Comiskey vennero presentati al Re, che indossava una bombetta nera e un abito scuro e non aveva mai partecipato a un evento sportivo al Chelsea Stadium, gli fecero tre urrà e poi ricevettero dalle sue mani la palla per iniziare la partita. Dopo la partita, Re Giorgio mandò il seguente messaggio: "Dite al signor McGraw e al signor Comiskey che mi è piaciuta molto la partita".

Finalmente, il 28 febbraio, era tempo che gli stanchi viaggiatori tornassero a casa. Lo avrebbero fatto con stile - salirono a bordo della Lusitania, la nave di lusso che sarebbe affondata dai siluri tedeschi l'anno successivo uccidendo 1198 passeggeri. Il 7 marzo, a New York, si tenne un banchetto per dare il benvenuto ai giocatori e alla comitiva al seguito e Comiskey li ospitò per un secondo rinfresco tre giorni dopo a Chicago.

I giocatori erano finalmente tornati a casa? No, perché lo spring training era già iniziato. Senza dubbio appesantiti dal tour di successo ma estenuante, i New York Giants terminarono la stagione del 1914 10 partite e mezza dal primo posto. I White Sox andarono peggio, 70-84 che assieme ai nuovi New York Yankees si piazzarono al sesto posto, 30 partite dietro gli Athletics. Eppure, come McGraw aveva scritto dopo l'ultima partita a Londra, "Il gioco è stato un incontro perfetto per il grande tour, che ha avuto successo in ogni esibizione. La cosa più notevole per me dell'intero viaggio è stata la manifestazione del buon feeling nazionale in tutti i punti che abbiamo visitato".

Il programma di 32 pagine e lo scorecard, intitolato "Touring the World / New York Giants / Chicago White Sox / 1913-1914"

NY Giants

Pos

Chicago White Sox

John McGraw

NY Giants

Mgr

James Callahan

Chicago White Sox

Fred Merkle

NY Giants

1B

Tommy Daly

Chicago White Sox

Larry Doyle

NY Giants

2B

Germany Schaefer

Washington Senators

Mike Doolan

Philadelphia Phillies

SS

Buck Weaver

Chicago White Sox

Hans Lobert

Philadelphia Phillies

3B

Dick Egan

Cincinnati Reds

Lee Magee

St. Louis Cardinals

LF

Steve Evans

St. Louis Cardinals

Mike Donlin

Pittsburgh Pirates

CF

Tris Speaker

Boston Red Sox

Jim Thorpe

NY Giants

RF

Sam Crawford

Detroit Tigers

Ivy Wingo

St. Louis Cardinals

C

Jack Bliss

St. Louis Browns

Hooks Wiltse

NY Giants

P

Joe Benz

Chicago White Sox

Red Faber

Chicago White Sox

P

Walter Leverentz

St. Louis Browns

Bunny Hearne

NY Giants

P

Jim Scott

Chicago White Sox

New York Giants

(Da sinistra a destra) John McGraw, Hans Lobert, Mike Donlin, Lee Magee, Larry Doyle, Ivy Wingo, Bunny Hearne, George "Hooks" Wiltse, Mickey Doolan, Urban "Red" Faber, Fred Merkle, Jim Thorpe, umpire Bill Klem

TOUR AMERICANO

Cincinnati, OH
18 Ottobre 1913—NY Giants 11, Chicago White Sox 2

Chicago, IL
19 Ottobre 1913—NY Giants 3, Chicago White Sox 1

Springfield, IL
20 Ottobre 1913—NY Giants 6, Chicago White Sox 4

Peoria, IL
21 Ottobre 1913—Chicago White Sox 6, NY Giants 4

Ottumwa, IA
22 Ottobre 1913—Chicago White Sox 7, NY Giants 3

Sioux City, IA
23 Ottobre 1913—NY Giants 6, Chicago White Sox 3

Blue Rapids, KS
24 Ottobre 1913—Chicago White Sox 8, NY Giants 5

St. Joseph, MO
25 Ottobre 1913—Chicago White Sox 4, NY Giants 3

Kansas City
26 October 1913—NY Giants 6, Chicago White Sox 2

Joplin, MO
27 Ottobre 1913—NY Giants 13, Chicago White Sox 12

Tulsa, OK
28 Ottobre 1913—Chicago White Sox 6, NY Giants 0

Muskogee, OK
29 Ottobre 1913—Chicago White Sox 7, NY Giants 1

Bonham, TX
30 Ottobre 1913—NY Giants 4, Chicago White Sox 1

Dallas, TX
31 Ottobre 1913—Chicago White Sox 9, NY Giants 3

Beaumont, TX
1 November 1913—NY Giants 3, Chicago White Sox 2

Houston, TX
2 November 1913—Chicago White Sox 9, NY Giants 4

Marlin, TX
3 Novembre 1913—NY Giants 11, Chicago White Sox 1

Abilene, TX
4 Novembre 1913—Rain

El Paso, TX
5 Novembre 1913—Chicago White Sox 10, NY Giants 7

Douglas, AZ
6 Novembre 1913—NY Giants 14, Chicago White Sox 5

Bisbee, AZ
7 Novembre 1913—NY Giants 9, Chicago White Sox 1

Los Angeles, CA
8 Novembre 1913—Chicago White Sox 5, NY Giants 3
9 Novembre 1913—Chicago White Sox 7, NY Giants 7

San Diego, CA
10 Novembre — NY Giants 4, Chicago White Sox 3

Oxnard, CA
11 Novembre 1913—NY Giants 3, Chicago White Sox 2

Sacramento, CA
12 November 1913—Rain

Oakland, CA
13 Novembre 1913—Chicago White Sox 5, NY Giants 2
16 Novembre 1913—Chicago White Sox 12, NY Giants 8

San Francisco, CA
14 Novembre 1913—Chicago White Sox 3, NY Giants 2
15 Novembre 1913—NY Giants 6, Chicago White Sox 3

Medford, OR
17 Novembre 1913—NY Giants 3, Chicago White Sox 0 (5 innings)

Portland, OR
18 Novembre 1913—Chicago White Sox 2, NY Giants 0

Tacoma, WA
19 Novembre 1913—Rain

Seattle, WA
19 Novembre 1913—Rain

TOUR INTERNAZIONALE
Tokyo
6 Dicembre 1913—Chicago White Sox 9, NY Giants 4
7 Dicembre 1913—NY Giants/Chicago White Sox 16, Keio University 3

Foto ricordo della partita tra Giants/Sox e la Keio University

Nella foto in alto, il Presidente della Keio University lancia la cerimoniale prima palla nella partita tra i giocatori americani e i giapponesi. Il manager Jim Callahan e diversi giocatori dei White Sox appaiono in sottofondo. Nella scena sotto il pitcher Jim Scott dei Sox stringeo la mano al capitano Sugase, lanciatore di Keio

Ivy Wingo, Walter Leverenz, Jim Scott, Lee Magee, Buck Weaver e Steve Evans
Keio University, Toyko, Japan

Shanghai
11 Dicembre 1913—Rain

Hong Kong
14 Dicembre 1913—NY Giants 7, Chicago White Sox 4 (5 innings)

Manila
17 Dicembre 1913—Chicago White Sox 2, NY Giants 1
18 Dicembre 1913—Chicago White Sox 7, NY Giants 4 (7 innings)

Brisbane, Australia
1 Gennaio 1914—NY Giants 2, Chicago White Sox 1

Sydney, Australia
3 Gennaio 1914—Chicago White Sox 5, NY Giants 4
3 Gennaio 1914—Chicago White Sox 10, New South Wales 1
5 Gennaio 1914—Chicago White Sox 10, NY Giants 5
5 Gennaio 1914—NY Giants 15, New South Wales 3

Melbourne, Australia
7 Gennaio 1914—NY Giants 12, Chicago White Sox 8
7 Gennaio 1914—NY Giants 18, Victoria 0
8 Gennaio 1914—NY Giants 4, Chicago White Sox 3 (11 innings)
8 Gennaio 1914—Chicago White Sox 16, Victoria 3 (5 innings)

Adelaide, Australia
9 Gennaio 1914—No Game

Ceylon
23 Gennaio 1914—NY Giants 4, Chicago White Sox 1 (5 innings)

La “family group” dei Sox-Giants a Ceylon

Cairo
1 Febbraio 1914—NY Giants 3, Chicago White Sox 3 (10 innings, darkness)
2 Febbraio 1914—NY Giants 6, Chicago White Sox 3

La “family group” dei Sox-Giants davanti alla Sfinge

Napoli
7 Febbraio 1914—No Game

Roma
11 Febbraio 1914—Rain
12 Febbraio 1914—Rain
13 Febbraio 1914—Rain

Giants e White Sox in visita al Vaticano nel febbraio del 1914, quando i World Tourists giocarono in Italia. McGraw e Comsikey sono seduti in prima fila al centro

Nizza
16 Febbraio 1914—Chicago White Sox 10, NY Giants 9

Parigi
18 Febbraio 1914—Rain
19 Febbraio 1914—Rain
20 Febbraio 1914—Rain
21 Febbraio 1914—Rain

White Sox a Parigi

Londra
26 Febbraio 1914—Chicago White Sox 5, NY Giants 4 (10 innings)

White Sox e Giants allo Stamford Bridge, stadio di Chelsea

Re Giorgio nel Royal Box di Londra "Uccidilo, urlò un fan americano mentre il lanciatore lanciava una palla interna vicina al battitore, poi arrivò il sorriso e la folla applaudì" (da James E. Elfers, autore del libro The Tour to End All Tours)

Fine del Tour – Ritorno a New York

Banchetto al Congress Hotel di Chicago alla conclusione del World Tour
Hotel del 10 marzo 1914

La freccia al centro della fila superiore indica Charles A. Comiskey,Presidente dei White Sox. A destra di Comiskey ci sono: James J. Callahan, Ban B. Johnson, Garry Herrmann, Drury Underwood, John B. Foster, M. L. McKinley, Charles A. McDonald e R. M. Sweitzer. Alla sua sinistra ci sono in ordine: Adelor J. Petit, Adrian C. (Pop) Anson, Ted Sullivan, James G. Condon, John Maynard Harlan, Charles M. Foelland e il colonnello Milton J. Foreman- Sotto la visione generale del banchetto al Congress Hotel

Il cartoon di Wallace Carlson che mostra le squadre del World Tour che arrivano a New York da Liverpool sulla nave Lusitania il 6 marzo 1914



Il fumettista del Chicago Tribune, Sidney Smith, celebrato la fine del World's World Tour con una scivolata a casa

 

 

Gli storici nella loro ricerca del primo All-Star Game della storia del baseball professionistico hanno individuato varie manifestazioni accadute negli anni precedenti il 1933, data effettivamente riconosciuta per essere stata l'epifania del Midsummer Classic ufficiale della MLB. In un altro articolo pubblicato in questo sito, e che potete leggere sulla Pagina Storia 5, indicavo il 24 luglio 1911 come primo “All-Star Game” quando le All-Stars dell'American League e i Cleveland Naps si affrontarono in un'esibizione a favore del giocatore Addie Joss da poco deceduto.

Alcuni soloni del baseball del diciannovesimo secolo indicherebbero come primo All-Star Game le tre partite del Fashion Race Course del 1858 (Anche se più che un All-Star Game si potrebbe individuare in questa serie di partite le radici delle primissime World Series). Nove stelle dei migliori club di New York giocarono contro quelli selezionati dai club d'élite della città rivale, Brooklyn. New York vinse due delle tre partite in programma inaugurando l'era della professionismo. Furono anche le prime partite di baseball dove si pagò per assistere e le prime a pubblicizzare la partecipazione del pubblico. Nel momento in cui la serie finì quasi 15000 spettatori avevano presenziato, registrando un record per le partite di baseball in quei giorni.

Ma come emerge da un articolo dello storico John Thorn (*) il primo All-Star Game della mezza stagione nel baseball professionale organizzato non avvenne nel 1858 e neppure nel 1911 ma nel 1903, in una League minore di Classe D della Hudson River League.

Andrew “Rube” Foster

Nel 1902 il lanciatore afroamericano Andrew Foster vinse 51 partite per i Cubans X-Giants di Philadelphia. In una di queste partite aveva sconfitto l'eccentrico asso mancino dei Philadelphia Athletics, Rube Waddell, acquisendo così il suo soprannome.

All'inizio di settembre del 1903, Andrew “Rube” Foster e gli X-Giants sconfissero i Philadelphia Giants nelle prime World Series nere (anche se non fu fino al 1924 che i campioni delle due distinte Negro League si affrontarono in una gara di postseason). Poi gli X-Giants cominciarono a giocare partite in barnstorming, opposti a squadre bianche di minor e semipro, guadagnandoci bene. Il 21 settembre 1903, Rube Foster e i suoi campioni andarono a Kingston per giocare al Driving Park, un nuovo campo da baseball di fronte al deposito della West Shore.

I loro avversari, i Kingston Colonials, erano solo a quattro giorni di distanza dalla conquista del pennant della Hudson River League, un circuito minore al suo primo anno di attività. I Saugerties Colts iniziarono subito bene, vincendo la gara d'esordio il 21 maggio in casa contro Newburgh, 5-2, poi vinsero anche le loro successive tre partite; ma a settembre i Colts erano tornati in coda alla classifica mentre i Colonials di Kingston e i Marines di Hudson emergevano come la naturale eccellenza del campionato. I Poughkeepsie Colts finirono molto indietro rispetto a Saugerties, così come Newburgh Taylor-Mades e la squadra di Catskill, che si era trasferita da Ossining ad agosto. Peekskill, che aveva rifiutato di entrare a far parte dell'HRL all'inizio della stagione, aveva cambiato idea il 10 agosto ed era rientrata abbastanza bene nella sua stagione tronca per finire terza, misurata in base alla percentuale di vittorie e sconfitte.

Art DeGroff con Franklin Delano Roosevelt, 32° presidente degli Stati Uniti d'America. Nel 1936 Franklin D. Roosevelt, anch'egli nato a Hyde Park, assistette a una partita dei Robin Hoods e disse alla folla che lui e il manager DeGroff da giovani avevano giocato nella stessa squadra di baseball

Il giocatore principale di Saugerties era Art DeGroff, nativo di Hyde Park, dove aveva giocato con i Robin Hoods (Altri Robin Hoods che giocarono nella HRL furono Artie Rice di Kingston, in seguito sceriffo della contea di Ulster e tesoriere della città di Kingston, Bill "Pony" Farley, che giocò 2B per i Saugerties e in seguito si trasferì a New York, e Eugene Ressigiue, che aveva giocato outfield e lanciatore per Kingston nel 1905). DeGroff lanciatore e outfield raggiunse le Major con i St. Louis Cardinals nel 1905-06, e giocò professionalmente fino al 1917. Quando intervistato all'età di 69 anni ricordava così la sua carriera: "Ho vissuto il periodo più bello della mia vita quell'anno a Saugerties. Trattavano i giocatori come dei figli e fratelli. Ti invitavano a casa loro. Quando avevi una buona giornata, erano felicissimi di vederti .... Mentre sali nel baseball, perdi tutto questo ... ".

Art DeGroff fu il solo selezionato dei Saugerties a giocare nell'All-Star Game della Hidson River League. Quell'importante disputa fu giocata a Poughkeepsie il 17 agosto. Le star, chiamate All-Leaguers, sconfissero Poughkeepsie con un punteggio di 7 a 0 di fronte ad un numeroso pubblico. Dimostrando il dominio di Kingston nel campionato infatti cinque delle stelle provenivano dai Kingston Colonials, con uno ciascuno da Catskill, Peekskill, Hudson e Saugerties. Il club di Newburgh non fornì nessun giocatore.

L'11 settembre, con Saugerties fuori dalla competizione e Kingston che lottava per tenere a bada la carica di Hudson, DeGroff venne scambiato in una strana trade, con Kingston che diede in cambio un anonimo esterno centro, Bill Peoples, e un lanciatore con il braccio dolorante, George Van Riper.

Cuban X Giants 1903

Dieci giorni dopo essersi unito a Kingston, DeGroff salì sul monte contro i Cuban X-Giants. Non solo i campioni neri avevano Foster come loro partente, ma schierarono anche Home Run Johnson all'interbase, Danny McClellan al centro, Pete Hill in terza e lo straordinario Charley Grant in seconda. Grant, dalla pelle chiara, era così apprezzato che due anni prima, in primavera, John McGraw, allora manager dei Baltimore Orioles, aveva tentato di portarlo di nascosto nell'American League come un Cherokee purosangue, "Chief Tokohama", che si dice avesse giocato attraverso gli Stati Uniti con i famosi Nebraska Indians di Guy Green, una squadra che in diverse occasioni aveva giocato nella contea di Ulster. Lo stratagemma aveva funzionato attraverso diversi giochi dimostrativi mentre gli Orioles si dirigevano verso nord ... fino a quando raggiunsero un luogo in cui i fans di Grant uscendo dallo stadio lo chiamarono "Charley". Il 31 marzo 1901 il Washington Post riportò: "Si racconta in giro che il giocatore indiano del Manager McGraw non è affatto un Cherokee, ma è il giocatore di colore di vecchia data, Grant".

Rube Foster, che avrebbe continuato creando la Negro National League nel 1920 guadagnandosi nel 1981 la targa a Cooperstown, sconfisse i Kingston Colonials, ma con difficoltà. Finì con il punteggio di 3-2 e Art DeGroff lanciò brillantemente. Potrebbe essere una coincidenza, ma quando raggiunse Rochester nella stagione del 1904, da allora in poi, anche lui era conosciuto come "Rube".

Il 20 settembre, il giorno prima che il futuro Rube avrebbe dovuto duellare a Kingston, Hudson e Poughkeepsie giocarono un'incredibile quadruple-header. In quella che fu la giornata più lunga che un team di professionisti avesse mai affrontato nel ventesimo secolo, Poughkeepsie perse tutte e quattro le partite.

La HRL del 1903-07 è nota per diverse stranezze e primati. I suoi team e fans viaggiavano in battello insieme per le partite lontane giocate a sud di New York, imbarcandosi sulla celebre Mary Powell, contro gli Intruders di Paterson (New Jersey), che erano entrati nella League nel 1904. Le squadre di Kingston e Saugerties sconfissero due dei più famosi team di barnstorming del tempo, gli All-Cuban e i Sioux Indians (il cui pedigree come Sioux, o persino come Indians era aperto alla discussione). La gara tra questi Sioux Indians e Kingston Colonials dell'anno precedente era stata giocata di notte, per quanto incredibile possa sembrare, sotto le luci ad arco del Driving Park. La prima partita notturna della Major League non ebbe luogo fino al 1935.

Molti Major Leaguers passarono attraverso la vecchia HRL, sia durante la loro salita che durante la discesa. La maggior parte di questi nomi sono noti solo a pochi storici: Elmer Steele, Joe Lake, Ernie Lindeman, Pete Cregan, Al Burch, George Gibson, Heinie Beckendorf, Phil Cooney, Pete Lamar. Tra questi ci furono tre autentici protagonisti: Jimmy Dygert del team Poughkeepsie del 1903 che come spitballer con i Philadelphia A's nel 1907 aveva realizzato un record di 21-7 che includeva tre vittorie per shutout in quattro giorni; George McQuillan dei Paterson del 1905, un Major Leaguer per dieci anni e che con i Phillies nel 1910 fu leader della League con una ERA di 1.60; e l'inimitabile Dan Brouthers.

L'Hall of Famer fu indubbiamente il più temuto slugger del diciannovesimo secolo. Brouthers giocò prima base per Poughkeepsie nel 1903-05 e per Newburgh nel 1906. La splendida carriera di Big Dan nelle Major terminò con i Phillies nel 1896, nonostante la sua media battuta di .344 all'età di 37 anni, due punti sopra la sua media vita. Il 1897 segnò il suo esilio a Springfield guidando l'Eastern League nella battuta (.415, con 208 valide), ma mentre il nuovo secolo bussava alle porte, tornò a casa a Wappingers Falls. Quando un nuovo campionato aprì le sue porte proprio dietro l'angolo della sua fattoria di cavalli, tuttavia, ritornò sulla scena. Il 1° giugno 1904, in una partita al Driving Park dei Saugerties, Brouthers andò 6 su 6 con un grand slam e un homer da tre punti. Merce Farrell dei Saugerties, intervistato da John Thorn nel 1981 quando aveva 83 anni, ricordava quella partita dichiarando che i due fuoricampo del vecchio giocatore erano le palle battute più lunghe che chiunque nella città avesse mai visto o avrebbe mai visto. Alla fine dell'anno il 46enne Brouthers fini per guidare il campionato in battuta con una media di .373 e come ricompensa furono persino convocati i New York Giants alla fine della stagione per giocare in due partite.

Come avete letto ci sono state storie e stelle anche allora in ogni angolo d'America come appunto la vecchia Hudson River League che chiuse i battenti alla fine della stagione 1907.

(*) John Thorn si innamorò per la prima volta del National Pastime lanciando le figurine del baseball agli angoli delle strade di New York City. Fu poco dopo essere emigrato in America con i suoi genitori sopravvissuti all'Olocausto nel 1949. Scoprì rapidamente che poteva vincere una figurina del grande Jackie Robinson, l'eroe dei Brooklyn Dodgers Hall-of-Famer, rischiando solo un Wally Westlake, un giocatore di St. Louis Cardinals poco conosciuto. Thorn non solo eccelleva nel lanciare le figurine, ma memorizzava i fatti e le immagini contenute sul retro di ciascuna. Oggi è uno dei principali scrittori e ricercatori americani di baseball con oltre 70 libri al suo attivo, tra cui Treasures of the Baseball Hall of Famee; la serie di enciclopedia Total Baseball; e il suo ultimo, Baseball in the Garden of Eden: The Secret History of the Early Game. È stato consulente creativo senior per la serie "Baseball" di Ken Burns; e l'ex Commissioner Bud Selig lo ha nominato storico ufficiale della Major League Baseball; è solo la seconda persona a ricoprire la carica dalla sua creazione nel 1999.

Riferimento: Baseball’s First All-Star Game di John Thorn 9/7/2012